{"id":16855,"date":"2024-11-11T23:47:34","date_gmt":"2024-11-11T22:47:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16855"},"modified":"2024-11-15T09:49:19","modified_gmt":"2024-11-15T08:49:19","slug":"ripristino-della-natura-e-agricoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/11\/ripristino-della-natura-e-agricoltura\/","title":{"rendered":"Ripristino della Natura e Agricoltura"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;agricoltura produce una notevole quantit\u00e0 di gas climalteranti ed \u00e8 responsabile di circa un quinto di tutte le emissioni antropiche di gas serra. Rappresenta quindi uno dei settori pi\u00f9 coinvolti dalle misure di ripristino della natura. Il nodo cruciale sar\u00e0 la capacit\u00e0 di ogni Stato di trovare un equilibrio tra la tutela della biodiversit\u00e0 e le esigenze economiche<\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Giuseppe Sarracino (agronomo<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>Il 17 giugno 2024, l&#8217;Unione Europea ha approvato il <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=OJ:L_202401991\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=OJ:L_202401991\">Regolamento sul Ripristino della Natura<\/a>, parte integrante del Green Deal europeo, finalizzato al ripristino degli ecosistemi degradati e al miglioramento della biodiversit\u00e0, entrato in vigore il 18 agosto. Questo regolamento, vincolante per gli Stati membri, impone l\u2019obbligo di attuarlo integralmente. Nella relazione di accompagnamento si evidenzia che <em>&#8220;la perdita di biodiversit\u00e0 e il degrado degli ecosistemi proseguono a un ritmo allarmante, danneggiando le persone, l&#8217;economia e il clima&#8221;<\/em>. Solo un ripristino tempestivo degli ecosistemi potr\u00e0 garantire benessere, prosperit\u00e0 e sicurezza a lungo termine ai Paesi membri.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo approccio non \u00e8 dettato da una visione puramente bucolica o ideologica della natura, ma <strong>riconosce l&#8217;esistenza di un nesso sempre pi\u00f9 stretto tra la salute umana, quella degli animali e un ambiente naturale integro e resiliente<\/strong>. Si tratta di obiettivi ambiziosi ma indispensabili, che gli <strong>Stati membri sono chiamati a perseguire in una visione multidimensionale e integrata<\/strong>. Il <strong>crescente squilibrio tra spazi naturali e artificiali richiede, come previsto dal regolamento, un aumento e un recupero delle aree naturali<\/strong>. Questo obiettivo non \u00e8 privo di difficolt\u00e0, poich\u00e9 le azioni di ripristino degli ecosistemi richiedono spesso la conversione di terreni attualmente destinati a usi potenzialmente pi\u00f9 redditizi dal punto di vista economico.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;articolo 4 stabilisce che <em>&#8220;<strong>Gli Stati membri mettono in atto le misure di ripristino necessarie per riportare in buono stato le zone dei tipi di habitat&#8221;.<\/strong><\/em><strong> Infatti, entro il 2030, dovranno ripristinare almeno il 30% della superficie totale di tutti i tipi di habitat non in buono stato, raggiungendo il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050<\/strong>, come stabilito nell&#8217;Allegato I del regolamento. A tale proposito, <strong>ogni Paese dovr\u00e0 elaborare un piano nazionale di ripristino<\/strong>, uno strumento di pianificazione fondamentale previsto dall\u2019articolo 14. Tale piano dovr\u00e0 includere le misure necessarie per il ripristino della natura, stabilendo interventi concreti e monitorando i progressi: &#8220;<em>Ciascuno Stato membro prepara un piano nazionale di ripristino ed effettua il monitoraggio e le ricerche preliminari per individuare le misure di ripristino necessarie per conseguire gli obiettivi di ripristino e adempiere gli obblighi di cui agli articoli da 4 a 13&#8243;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Ministro dell\u2019Ambiente ha dichiarato che <em>\u201cLe azioni del Piano dovranno conciliare la sostenibilit\u00e0 economica, ambientale e sociale degli interventi, e la definizione di appositi finanziamenti, anche di carattere europeo, sar\u00e0 fondamentale per evitare l\u2019accrescimento degli oneri per i vari settori coinvolti\u201d.<\/em> Si tratta di un impegno importante, tuttavia, non sar\u00e0 sufficiente un semplice obbligo giuridico, soprattutto quando gli interventi previsti possono entrare in conflitto con attivit\u00e0 economiche esistenti, come l<strong>&#8216;agricoltura<\/strong>. Il settore primario \u00e8 infatti tra i pi\u00f9 coinvolti dalle misure di ripristino, che potrebbero influenzare le modalit\u00e0 di gestione, le tecniche produttive e la destinazione stessa dei terreni agricoli. Per migliorare la biodiversit\u00e0 negli ecosistemi agricoli, sar\u00e0 necessario adottare misure che consentano adeguati progressi, come ad esempio, il ripristino di almeno il 30% delle torbiere drenate entro il 2030, oppure rafforzer\u00e0 la biodiversit\u00e0&nbsp;negli ecosistemi agricoli.<\/p>\n\n\n\n<p>A tale proposito, <strong>le organizzazioni agricole hanno espresso forti critiche<\/strong>, dichiarando: <em>\u201cQuella sul ripristino della natura \u00e8 una legge senza logica che, tra le altre cose, diminuisce la produzione agricola\u201d <\/em>sostenendo con forza che<em> \u201cCon la nuova normativa verr\u00e0 messo a rischio il potenziale produttivo del settore\u201d.<\/em> Queste preoccupazioni hanno allungato l&#8217;iter per l&#8217;approvazione del regolamento, tanto che \u00e8 stata necessario stralciare la controversa proposta di ridurre del 10% la superficie agricola produttiva. <strong>Le preoccupazioni delle organizzazioni agricole sono comprensibili, ma la diminuzione della produttivit\u00e0 non pu\u00f2 essere attribuita a qualcosa che ancora deve essere attuato<\/strong>. Al contrario, da anni sulla agricoltura, pesano, invece, serie debolezze strutturali: il VII censimento dell\u2019agricoltura del 2020 ha registrato una <strong>diminuzione del 30% delle aziende agricole<\/strong>, pari a circa 500.000, <strong>e del 2,5% della superficie agricola utilizzata rispetto al 2010<\/strong>. La <strong>dimensione media delle aziende<\/strong> \u00e8 di circa 11 ettari contro una media europea di circa 60 ettari. <em>Scarsa \u00e8 la presenza di giovani imprenditori<\/em> (solo il 9%, contro il 12% della media UE), troppo <strong>basso il livello di formazione<\/strong> (il 60% possiede solo la licenza media) inoltre il <strong>93% delle aziende \u00e8 a conduzione familiare<\/strong>. Anche il <strong>sostegno pubblico<\/strong> all\u2019agricoltura \u00e8 diminuito notevolmente, e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) non ha ancora avuto un impatto significativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario, il regolamento, attraverso il risanamento degli ecosistemi, mira a garantire alimenti e sicurezza alimentare, acqua pulita, pozzi di assorbimento del carbonio e protezione dalle catastrofi naturali provocate dai cambiamenti climatici. L\u2019art. 11, <em>\u201cRipristino degli ecosistemi agricoli\u201d<\/em>, prevede che \u201c<strong><em>Gli Stati membri mettono in atto le misure di ripristino necessarie per rafforzare la biodiversit\u00e0 degli ecosistemi agricoli<\/em><\/strong><em>, in aggiunta alle zone soggette a misure di ripristino a norma dell&#8217;articolo 4, paragrafi 1, 4 e 7, <strong>tenendo conto dei cambiamenti climatici, delle esigenze sociali ed economiche delle zone rurali e della necessit\u00e0 di garantire la produzione agricola sostenibile <\/strong>nell&#8217;Unione\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019agricoltura \u00e8 un fattore strategico per la riuscita del Green Deal, in quanto produce una notevole quantit\u00e0 di gas climalteranti ed \u00e8 responsabile di circa un quinto (21%) di tutte le emissioni antropiche di gas serra<\/strong>. Inoltre, \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 economica che pi\u00f9 di ogni altra, attraverso le sue pratiche agronomiche, trasforma e modella la natura e le sue risorse. Tuttavia, il <strong>nodo cruciale sar\u00e0 la capacit\u00e0 di ogni Stato di trovare un equilibrio tra la tutela della biodiversit\u00e0 e le esigenze economiche<\/strong>. Questo aspetto politico e sociale \u00e8 di grande rilevanza, e la sfida sar\u00e0 quella di <strong>creare una sinergia tra sviluppo economico e protezione ambientale, piuttosto che generare conflitti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;urgenza di questa mediazione \u00e8 evidente, soprattutto di fronte alle continue inondazioni, sempre pi\u00f9 frequenti e intense a causa della crisi climatica, che stanno danneggiando non solo il territorio italiano ma anche quello di tutti gli Stati membri. <strong>Nell\u2019Unione Europea, nel 2021 e nel 2022 si \u00e8 registrata un&#8217;accelerazione delle perdite economiche dovute a eventi estremi; secondo il rapporto dell\u2019ex presidente finlandese, nel 2021 i danni hanno sfiorato i 60 miliardi di euro, e circa 52 miliardi l&#8217;anno successivo<\/strong>. <em>&#8220;Il Green Deal non \u00e8 un atto di generosit\u00e0 morale, ma \u00e8 il tentativo europeo di salvaguardare il proprio futuro.&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;agricoltura produce una notevole quantit\u00e0 di gas climalteranti ed \u00e8 responsabile di circa un quinto di tutte le emissioni antropiche di gas serra. 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