{"id":16910,"date":"2024-12-08T23:24:39","date_gmt":"2024-12-08T22:24:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16910"},"modified":"2024-12-09T23:02:07","modified_gmt":"2024-12-09T22:02:07","slug":"trovato-il-nemico-dellambiente-a-gualdo-tadino-lalbero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/12\/trovato-il-nemico-dellambiente-a-gualdo-tadino-lalbero\/","title":{"rendered":"Trovato il nemico dell\u2019ambiente a Gualdo Tadino, l\u2019ALBERO!"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Il taglio generalizzato e scriteriato di alberi: ormai una consuetudine in gran parte dei Comuni italiani<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Riportiamo la lettera aperta della <strong>Dott.ssa<\/strong> <strong>Mara Loreti<\/strong>, Presidente dell&#8217;<em>Associazione Naturalistica Gualdese ANG<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Via l\u2019Albero dai viali, via l\u2019Albero dai fiumi\u2026 via i rami dagli Alberi stessi, capitozzature a non finire!\u2026.benvenuti a Gualdo Tadino<\/strong>, nella magnifica Waldum Longobarda nell\u2019Era dell\u2019Antropocene.<\/p>\n\n\n\n<p>Le zone Nord e Sud di Gualdo Tadino costituiscono un <strong>bacino intermontano<\/strong> a 400\/500 metri di quota, caratterizzato da una formazione lacustre del Plio-Pleistocenico, il cosiddetto \u201cLacus Tadinensis\u201d. Questa zona \u00e8 ubicata <strong>a ridosso dell\u2019Appennino e ricompresa nella Rete Natura 2000, ZSC IT5210014 M. Maggio &#8211; M. Nero<\/strong>. Essa si trova, quindi, proprio nel Sito Natura, nella dorsale appenninica con le sue cime, quali quelle di M. Maggio, M. Serrasanta, M. Nero e M. Penna, <strong>dove si formano le falde acquifere<\/strong> <strong>dalle quali fuoriescono le sorgenti<\/strong>, da cui a sua volta origina la Rete Idrografica gualdese, che si arricchisce anche di sorgenti preappenniniche, di valli, di falde idriche e sorgenti, presenti nelle aree alluvionali della Conca gualdese. Da quest\u2019ultima nascono i due torrenti principali: <strong>Fosso Sciola e T. Rasina<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tali sorgenti, con ripetute risorgive, rappresentano Biotopi di particolare interesse biologico, ecologico e paesaggistico<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Articolo_MaraLoreti_fiumeSciola-1-rotated.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16913\" width=\"292\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Articolo_MaraLoreti_fiumeSciola-1-rotated.jpg 480w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Articolo_MaraLoreti_fiumeSciola-1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">             Fiume Sciola &#8211; Gualdo Tadino<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>In questo contesto tutelato, va da s\u00e9 che <strong>abbattere alberi ripariali e arbusti rappresenta solo un modo, sbrigativo e innaturale, per evitare le periodiche e necessarie manutenzioni dei fiumi<\/strong> che si dovrebbero fare rimuovendo le seccature di disturbo, ramaglie e rifiuti; quelle <strong>manutenzioni che, invece, non sono mai state registrate da decenni<\/strong>, n\u00e9 per quanto riguarda i torrenti n\u00e9 per quanto riguarda i fossi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l\u2019Amministrazione Comunale e per il responsabile settore Lavori pubblici e Ambiente, pi\u00f9 volte interpellati, la \u201c<strong>manutenzione ordinaria\u201d sembra essere assimilabile al concetto di \u201cABBATTIMENTO DI ALBERI\u201d<\/strong>. Non solo abbattimento di alberi comuni, ma anche di ALBERI PROTETTI dalla L. R. 28\/2001 senza necessaria e adeguata istruttoria, <strong>senza un\u2019adeguata relazione tecnica, come previsto da ANAC <em>\u201cRequisiti di professionalit\u00e0 del RUP per appalti e concessioni di lavori\/ Linee Guida n.3\u201d, in cui <\/em>si precisa che, per appalti che richiedono necessariamente valutazioni e competenze altamente specialistiche \u00e8 necessario il possesso del titolo di studio nelle materie attinenti all\u2019oggetto dell\u2019affidamento<\/strong>. Nello specifico, il RUP doveva essere in possesso della laurea in scienze naturali, in scienze e tecnologie agrarie, scienze e tecnologie forestali, oltre a competenza acquisita tramite corsi di formazione. <strong>L\u2019ordinanza del Sindaco 143\/2024 \u00e8 stata predisposta sulla base dell\u2019unica relazione del geologo Responsabile<\/strong> del Settore Lavori Pubblici e Ambiente, ove se ne propone l\u2019adozione.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza richiamo alcuno degli aspetti paesaggistici e urbanistici, pur in presenza di aree vincolate dal PTCP della Provincia di Perugia e dal D. Lgs. 42\/2004. \u00c8 importante sottolineare che, in base alla Legge 7 Gennaio 1976 n. 3 e ss.mm.ii.&nbsp; sulle competenze dei dottori agronomi e dei dottori forestali, non vengono riconosciute alla figura di geologo le competenze tecniche e legali di analizzare, valutare, stimare, progettare piani del verde, verde urbano, potature, piani di gestione forestale, piani dei tagli, piani aziendali, servizi ecosistemici e relativi processi economici (ci\u00f2 che, invece, spesso rappresenta l\u2019unica relazione esistente per \u201cEsecuzione di interventi di manutenzione ordinaria su alcuni tratti di diversi corsi d\u2019acqua\u201d).&nbsp; <strong>Un esempio fra tanti \u00e8 quello dell\u2019Abbattimento di alcuni alberi appartenenti a specie protette, che \u00e8 stato fatto tramite una semplicissima relazione\u201d del 06.11.2024<\/strong>, a firma del RUP dott. Geologo, responsabile dei Lavori pubblici e Ambiente del Comune di Gualdo Tadino, quindi una figura non qualificata per poter predisporre tale relazione tecnica.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 utilizzare il mezzo dell\u2019&#8221;Ordinanza sindacale contingibile e urgente\u201d per provvedere a quella che dovrebbe essere l\u2019ordinaria manutenzione, soprattutto in un territorio che, escludendo il caso di un \u201ctorrente tombato\u201d, non \u00e8 andato mai sulle cronache per esondazione fluviale. <strong>Ordinanza sindacale immotivata, in quanto non \u00e8 presente, lungo fossi e torrenti gualdesi, alcun evento \u201curgente e contingibile\u201d tale da giustificare un provvedimento amministrativo di particolare gravit\u00e0 e urgenza, tale da mettere a rischio l\u2019incolumit\u00e0 pubblica.<\/strong> <strong>Istruttoria carente e inadeguata, per eludere doverosi atti autorizzativi<\/strong> (Agenzia Forestale Regionale dell\u2019Umbria, V.inc.A, del Consiglio Comunale, Commissione ambiente, partecipazione con i cittadini).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019ordinaria manutenzione di argini e sponde<\/strong>, per 15 km in destra idraulica e 14 km in sinistra idraulica, non \u00e8 un fatto contingibile e urgente, per di pi\u00f9 in assenza di motivazioni, di pericolo imminente (mai registrato nella storia di Gualdo Tadino) e di rischio, privo di qualsivoglia documentazione bibliografica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In netto contrasto il mondo accademico, che ha lanciato un monito unanime<\/strong>: \u201c\u00c8 necessario agire rapidamente, investendo nella gestione sostenibile del territorio, con <strong>riqualificazioni<\/strong> ecologiche, geomorfologiche che prevengano il dissesto idrogeologico. La <strong>prevenzione<\/strong> delle inondazioni e la <strong>gestione efficiente<\/strong> delle risorse idriche riducono i costi associati ai danni ambientali e infrastrutturali, <strong>MA CI\u00d2 NON SI OTTIENE DISBOSCANDO TRATTI DI FIUME E ALZANDO GLI ARGINI!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli strumenti pi\u00f9 efficienti per ridurre il rischio di alluvioni sono quelli pi\u00f9 naturali:<\/strong> <strong>Boschi e Spazi Verdi!<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 studiato e comprovato che <strong>gli alberi aiutano a prevenire le inondazioni<\/strong>, assorbendo e immagazzinando acqua come spugne; essi <strong>tengono puliti i fiumi<\/strong> con le loro radici, vere e proprie ancore che trattengono il terreno, impedendo di raggiungere l\u2019alveo, costituendo una <strong>barriera alle inondazioni<\/strong>, <strong>riducendo il deflusso superficiale<\/strong> e rallentando con la loro chioma il flusso dell\u2019acqua piovana.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma qui, nella nostra citt\u00e0, avviene l\u2019opposto contrario! Ogni anno (ed \u00e8 successo anche nella ricorrenza della <strong>FESTA DEGLI ALBERI<\/strong>) vengono abbattuti alberi, com\u2019\u00e8 accaduto in quest\u2019ultimo anno, quando \u00e8 stata <strong>spazzata via un\u2019Alberatura a vincolo culturale \u201cOpe legis\u201d, anno 2023, e sono stati abbattuti Alberi e arbusti su 14 Km + 15 Km, di corsi d\u2019acqua<\/strong>. Qualcuno in Comune si \u00e8 giustificato dicendo che gli alberi abbattuti sono stati concessi, a titolo non oneroso, a una Societ\u00e0 interpellata dalla lontana Cosenza\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma stiamo assistendo a <strong>una manutenzione ordinaria (in assenza di un progetto tecnico-scientifico), che ha la pretesa di voler garantire la pubblica sicurezza e, invece, si prefigura come un danno ambientale irreparabile!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alla societ\u00e0 che si occupa dell\u2019abbattimento non viene riconosciuto un compenso in denaro, ma ancor peggio in NATURA! Alla stessa viene data la discrezionalit\u00e0 dell\u2019intero intervento, potendo valutare in assoluta autonomia cosa e quanto tagliare, <u>SENZA LIMITI<\/u><\/strong>! Ovviamente la societ\u00e0 chiamata da Cosenza non ha impiegato granch\u00e9 a imparare la logica del <strong>\u201cpi\u00f9 si taglia e pi\u00f9 si guadagna!\u201d<\/strong> D&#8217;altronde, senza un piano che preveda il compenso in natura, la quantit\u00e0 di legnatico che dev\u2019essere corrisposto, \u00e8 facile cadere in questi meccanismi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutto questo rappresenta un vero e proprio \u201cPrelievo a cottimo\u201d sul nostro demanio idrico vincolato, sul patrimonio pubblico, e non vi \u00e8 controllo alcuno, nella Determinazione n. 763 dell\u201911.11.2024 del comune di Gualdo Tadino, sulla quantit\u00e0 di legnatico necessaria prevista come compenso per la societ\u00e0 di abbattimento!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma gli <strong>alberi non sono e non possono assolutamente divenire una merce di scambio<\/strong>! Proprio perch\u00e9 rappresentano uno dei nostri beni pi\u00f9 preziosi, hanno un valore inestimabile e chiaramente non si pu\u00f2 considerare la loro cessione come un contentino per questa o quella societ\u00e0 di turno, chiamata ad abbattere. Altro che senza titolo oneroso! Qui i lavori di abbattimento vengono fatti svendendo e dequalificando il nostro bellissimo territorio!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per eludere la doverosit\u00e0 \u201cdell\u2019autorizzazione paesaggistica\u201d e per sostenere la relazione a firma del RUP del servizio lavori pubblici e ambiente, arriva come detto l\u2019Ordinanza sindacale del 06.11.2024, che ha la pretesa di far abbattere ALBERI di specie inserite nell\u2019elenco delle piante protette dalla L.R. 20\/2001,<\/strong> nonch\u00e9 l\u2019ulteriore <strong>fine di eludere anche la Vinca<\/strong>, Valutazione di incidenza \u201csignificativa\u201d! Tutto quanto esposto nel non rispetto delle Linee Guida Ministeriali per la Valutazione di Incidenza (VIncA), 28.11.2019, Direttiva Habitat 92\/43\/CEE, Art.6, paragrafi 3 e 4, recepite con Delibera di Giunta n\u00b0 360 del 21.04.2021 dalla Regione dell\u2019Umbria, che prevedono nel rispetto del \u201cPrincipio di precauzione\u201d <strong>la \u201cValutazione di Incidenza significativa\u201d,<\/strong> obbligatoria non solo per P\/P\/P\/I\/A, situati all\u2019interno del sito ma anche per quelli fuori di esso senza limiti predefiniti di distanza. E, ancora, \u00e8 lo stesso progetto <strong>\u201cLIFE IMAGINE\u201d dell\u2019Umbria<\/strong>, finanziato dalla Commissione Europea, relativo all\u2019attuazione della strategia regionale per la biodiversit\u00e0 e del PAF (art.8 Direttiva Habitat), a prevedere la conservazione di aree confinanti, significative ai Siti Natura, ad assicurare la coerenza tra la rete Natura 2000 e i territori confinanti. E anche ad aumentare la connettivit\u00e0 ecologica, la resilienza delle aree di foresta, la valorizzazione delle aree rurali, il mantenimento delle zone umide, l\u2019aumento della biodiversit\u00e0, la sostenibilit\u00e0, e la salvaguardia delle tecniche agricole tradizionali negli habitat seminaturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli interventi di progetto <strong>interessano un\u2019area di elevato pregio ambientale, dove tutte le direttive sono di valorizzazione e di qualificazione,<\/strong> <strong>denominate \u201cAlte colline tra Gualdo Tadino e Assisi\u201d; Conca di Gualdo Tadino; \u201cBasse colline a sud di Gualdo Tadino\u201d<\/strong>. Le direttive di valorizzazione presenti nelle <strong>NTA del PTCP (art.34) impongono che gli interventi ammessi in tali aree non possono alterare le conformazioni strutturali di tali paesaggi<\/strong>. Pertanto, \u201csono ammissibili solo interventi che comportino un ulteriore innalzamento del livello qualitativo preesistente e incrementino le qualit\u00e0 formali e tipologiche, nonch\u00e9 i valori ambientali presenti e\/o propri di tali paesaggi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dott.ssa Mara Loreti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Presidente Associazione Naturalistica Gualdese ANG<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Foto: Mara Loreti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il taglio generalizzato e scriteriato di alberi: ormai una consuetudine in gran parte dei Comuni italiani Riportiamo la lettera aperta della Dott.ssa Mara Loreti, Presidente [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16911,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[41],"tags":[3934],"class_list":["post-16910","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-abbattimenti-alberi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16910","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16910"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16910\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16911"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}