{"id":16939,"date":"2025-01-02T08:02:21","date_gmt":"2025-01-02T07:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16939"},"modified":"2025-01-08T15:40:52","modified_gmt":"2025-01-08T14:40:52","slug":"ponte-sullo-stretto-legambiente-lipu-e-wwf-presentano-ricorso-al-tar-del-lazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/01\/ponte-sullo-stretto-legambiente-lipu-e-wwf-presentano-ricorso-al-tar-del-lazio\/","title":{"rendered":"Ponte sullo Stretto: Legambiente, Lipu e WWF presentano ricorso al Tar del Lazio"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Per le associazioni il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina ha&nbsp; un impatto ambientale gravissimo e irreversibile, non mitigabile n\u00e9 compensabile. Presentato il ricorso al Tar del Lazio contro il parere favorevole con prescrizioni rilasciato dalla Commissione VIA<\/h2>\n\n\n\n<p><em>d<\/em>i <em>Legambiente, Lipu e WWF<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Comunicato del 20.12.2024<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Legambiente, LIPU e WWF Italia hanno notificato il ricorso al TAR Lazio contro il parere favorevole con prescrizioni sulla Valutazione d\u2019Impatto Ambientale<\/strong> riguardante il Ponte sullo Stretto di Messina, nonostante il parere negativo della Valutazione di Incidenza.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel ricorso, firmato dagli avvocati Daniela Ciancimino, Elio Guarnaccia, Enrico Mantovani e Aurora Notarianni, <strong>si evidenzia l\u2019illogicit\u00e0 del parere rilasciato dalla Commissione VIA che presenta importanti carenze di analisi<\/strong>: la <strong>valutazione d\u2019incidenza negativa&nbsp; pregiudica il parere positivo<\/strong> rilasciato, mentre le <strong>analisi e gli approfondimenti richiesti \u2013 in particolare su mitigazioni e compensazione \u2013 si sarebbero dovuti presentare gi\u00e0 con il progetto definitivo<\/strong> essendo irragionevole chiederli per il progetto esecutivo dopo l\u2019affidamento per la realizzazione dell\u2019opera. Peraltro, un unico progetto esecutivo, a cui fanno riferimento le prescrizioni, non ci sar\u00e0 avendo il Parlamento approvato una norma che consente la <strong>cantierizzazione per stralci a cui corrisponderanno altrettanto progetti esecutivi che non consentiranno una visione d\u2019insieme<\/strong> su applicazione, efficacia e ottemperanza delle prescrizioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Ponte sullo Stretto di Messina rimane un <strong>progetto dall\u2019impatto ambientale gravissimo e irreversibile, non mitigabile n\u00e9 compensabile <\/strong>come ammette la stessa Commissione VIA che, relativamente alla Valutazione d\u2019Incidenza , evidenzia: <em>\u201cLe medesime analisi del proponente conducono a ritenere che per alcuni siti della Rete Natura 2000 non \u00e8 possibile concludere che il progetto non determiner\u00e0 incidenze significative, ovvero permane un margine di incertezza che, per il principio di precauzione, non permette di escludere effetti negativi su detti siti\u201d <\/em>(pag. 635 del Parere).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Commissione fissa ben <strong>62 prescrizioni e il quadro che emerge dalla loro lettura \u00e8 che il progetto si sarebbe dovuto bocciare<\/strong>. Ma evidentemente \u00e8 prevalsa la volont\u00e0 di procedere in ogni caso, anche se ci\u00f2 ha fatto sorgere una <strong>serie di illogicit\u00e0<\/strong> del parere rilasciato che sono state puntualmente evidenziate nel ricorso e che sono riassunte a seguire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Piano procedurale<\/u>. <\/strong><strong>Sono mancate l\u2019analisi dell\u2019effetto cumulo e sinergico degli impatti<\/strong> (obbligatoria ai sensi della normativa sia comunitaria che italiana) e l\u2019<strong>applicazione del principio di precauzione relativamente alle problematiche sismiche <\/strong>(le prescrizioni della Commissione reiterano richieste di approfondimenti sulle faglie attive e capaci) <strong>e strutturali<\/strong> (non sono stati effettuati i test preliminari sulle prove da fatica dei cavi che reggono il Ponte).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Cantierizzazione<\/u>. <\/strong>Proprio le prescrizioni della Commissione VIA chiedono di compensare <strong>gravi mancanze<\/strong> quali: indagini geologiche, idrogeologiche, geotecniche, potenziale impatto del particolato sui corpi idrici, piano di mobilit\u00e0\/viabilit\u00e0, esatta indicazione dei punti e delle modalit\u00e0 di approvvigionamento idrico, contenimento dei rumori e delle vibrazioni, simulazioni e mappature previsionali per il monossido di carbonio e il benzene,&nbsp;&nbsp; Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo non ancora compiutamente definito, aggiornamento dei programmi di calcolo della dispersione degli inquinanti nei bassi strati dell\u2019atmosfera.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Tutela della costa<\/u>. <\/strong><strong>Lo <em>Studio sulla morfodinamica delle linee di riva nei versanti Calabria e Sicilia<\/em><\/strong><strong> doveva gi\u00e0 essere presentato<\/strong> ed \u00e8 illogico prescriverne la presentazione a parere positivo rilasciato in particolare imponendosene una cadenza di circa due anni. \u00c8 sempre la stessa Commissione VIA ad affermare che, nonostante l\u2019utilizzo del sistema digitale utilizzato per l\u2019analisi della costa, i dati presentati non sono sufficientemente precisi ed accurati: si tratta di un elemento ostativo ai fini di una corretta valutazione ambientale a maggior ragione se poi si chiede anche di aggiornare gli scenari di intervento per i singoli tratti di ripascimento.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Approvvigionamento id<\/u>rico. <\/strong>Il tema dell\u2019approvvigionamento idrico per la gestione del cantiere \u00e8 di enorme delicatezza in un contesto territoriale, soprattutto in relazione a Messina, dove ancora l\u2019accesso all\u2019acqua per i cittadini non \u00e8 costantemente garantito. La Commissione dispone numerose prescrizioni che per\u00f2 sono inerenti ad <strong>elementi incerti che si sarebbero dovuti constatare e quindi verificare in sede di progetto definitivo<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Tutela delle a<\/u>cque.<\/strong> La <strong>Commissione VIA chiede<\/strong> di considerare le metodologie del Piano Stralcio di Bacino dell\u2019Assetto Idrogeologico della Regione Calabria, aggiornare i dati tramite la banca dati del Servizio Informativo Agrometereologico della Regione Siciliana, considerare il trasporto di materiale solido delle portate in alveo, seguire le metodologie regionali per stabilire la compatibilit\u00e0 delle opere con i Piani di Assetto idrogeologo, aggiornare la caratterizzazione idrologica dell\u2019area interessata dalle opere in progetto e dell\u2019area vasta, avere un congruo e aggiornato numero di rilievi piezometrici&nbsp; per definire meglio gli impatti della realizzazione delle gallerie. Sempre la Commissione richiama la necessit\u00e0 di avere certezza rispetto ai corpi idrici recettori e all\u2019interferenza possibile degli interventi su una serie di torrenti: tutte richieste alle quale si sarebbe dovuto rispondere prima di avere un parere favorevole.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In relazione ai Laghi di Ganzirri e Faro la Commissione chiede di aggiornare la stima dell\u2019interazione con le acque di mare, gli scambi di acqua superficiale nei laghi e nella falda anche in riferimento alle variazioni del livello del pelo libero dell\u2019acqua nei laghi, nonch\u00e9 gli scambi tra i due laghi attraverso il canale Margi. Questa prescrizione \u00e8 la prova della sostanziale inottemperanza di due analoghe richieste che la Commissione aveva precedentemente avanzato. <strong>Il proponente non \u00e8 stato in grado di dimostrare la sostenibilit\u00e0 dell\u2019impatto rispetto l\u2019area<\/strong>, come per altro sostenuto anche dal competente Ente gestore della Riserva di Capo Peloro e Ganzirri. La certezza di una possibile soluzione di questa problematica \u00e8 dirimente ai fini del parere positivo: la Commissione, invece, rimanda illogicamente al progetto esecutivo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Impatto sulla migrazione degli uccelli<\/u>.<\/strong> La Commissione prescrive di aggiornare il piano monitoraggio della &nbsp;componente faunistica, sia di vertebrati che di invertebrati, e in particolare chiede che vengano fornite&nbsp;maggiori informazioni riguardo la migrazione degli uccelli, rispetto alla quale la stessa Commissione rileva&nbsp;un <strong>impatto elevato e irreversibile<\/strong>. Non \u00e8 comprensibile come si possa rilasciare parere positivo quando \u00e8&nbsp;accertato che l\u2019opera avrebbe un\u2019incidenza su una delle rotte di migrazione degli uccelli pi\u00f9 importante&nbsp;d\u2019Europa, rispetto alla cui tutela il nostro Paese ha una enorme responsabilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Impatto sul mare<\/u>.<\/strong> La Commissione prescrive <strong>aggiornamenti di monitoraggi e analisi<\/strong> sulle comunit\u00e0 planctoniche e sui movimenti di pesci e cetacei per un anno intero <em>ante operam<\/em>. La Commissione chiede, inoltre, interventi di <strong>restauro ecologico attivo<\/strong> di<em> Pinna nobilis<\/em>, <em>Posidonia oceanica <\/em>e <em>coralligeni <\/em>assumendoli, evidentemente, come compensazione e mitigazione. Ma la definizione dell\u2019intervento e delle aree dove questo si ritiene possibile <strong>\u00e8 un elemento di valutazione del progetto definitivo e non pu\u00f2 essere una disposizione per quello esecutivo<\/strong>.&nbsp; In pratica, si ipotizza una compensazione di cui si sa pochissimo, tant\u2019\u00e8 che rispetto alla <em>Posidonia<\/em> la Commissione chiede di identificare e caratterizzare le praterie riceventi, la descrizione del materiale biologico che si intende utilizzare, il dettaglio di prelievo della prateria donatrice, con trapianti pilota della durata di almeno un anno. Ma <strong>come fa la Commissione, in assenza di questi dati, a stabilire che gli interventi proposti costituiscano una compensazione ambientale?<\/strong><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Piano di monitoraggio ambientale<\/u>.<\/strong> La Commissione, consapevole dell\u2019impatto dell\u2019opera, chiede l\u2019<strong>aggiornamento per diversi habitat del <em>Piano di monitoraggio ambientale <\/em><\/strong>di almeno un anno da eseguirsi <em>ante operam<\/em>, ma l\u2019illogicit\u00e0 delle prescrizioni \u00e8 evidente: dette analisi, proprio perch\u00e9 <em>\u201cante operam\u201d <\/em>e relative al ciclo di vita di un intero anno, <strong>erano essenziali al fine della corretta valutazione del progetto definitivo che dunque \u00e8 stato giudicato nella carenza di questi elementi<\/strong>. Identico approccio illogico rispetto alla fauna sia dei vertebrati che degli invertebrati per cui si chiede <em>ante operam<\/em> un monitoraggio che copra un anno intero che riguardi anche le specie migratorie prendendo in considerazione altre fasce orarie rispetto a quelle analizzate. <strong>\u00c8 evidente che gli studi prodotti non sono sufficienti, per cui non si comprende su quali basi la Commissione abbia potuto rilasciare parere favorevole<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Legambiente \u2013 Lipu &#8211; Wwf<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per le associazioni il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina ha&nbsp; un impatto ambientale gravissimo e irreversibile, non mitigabile n\u00e9 compensabile. 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