{"id":17033,"date":"2025-02-25T12:25:10","date_gmt":"2025-02-25T11:25:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17033"},"modified":"2025-02-25T12:25:25","modified_gmt":"2025-02-25T11:25:25","slug":"centosessantuno-sindaci-contro-la-speculazione-energetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/02\/centosessantuno-sindaci-contro-la-speculazione-energetica\/","title":{"rendered":"Centosessantuno sindaci contro la speculazione\u00a0energetica"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alcuni sindaci di piccoli e grandi centri urbani italiani <strong>si sono uniti nel <\/strong>\u201c<em>Coordinamento interregionale per problema pale eoliche e fotovoltaico\u201d e hanno redatto <\/em><strong>un <em>Manifesto <\/em>che chiede di <strong>raggiungere gli obiettivi di crescita delle rinnovabili senza speculazione e senza consumare altro suolo<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Manifesto del \u201c<em>Coordinamento interregionale per problema pale eoliche e fotovoltaico\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I SINDACI PER UNA TRANSIZIONE ENERGETICA RISPETTOSA DEI TERRITORI E DEI CITTADINI: raggiungere gli obiettivi di crescita rinnovabili senza speculazione e senza consumare altro suolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>COSTITUZIONE ITALIANA<\/p>\n\n\n\n<p>art. 9: \u201cLa Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi, anche nell\u2019interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;art. 41: \u201cL\u2019iniziativa economica privata \u00e8 libera. Non pu\u00f2 svolgersi in contrasto con l\u2019utilit\u00e0 sociale o in modo da recare danno alla salute, all\u2019ambiente, alla sicurezza, alla libert\u00e0, alla dignit\u00e0 umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La transizione energetica si \u00e8 purtroppo avviata in Italia con i peggiori auspici, impedendo alle comunit\u00e0 locali da noi rappresentate di incidere con cognizione di causa sull\u2019ubicazione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile<\/strong>, malgrado la conoscenza e la vocazionalit\u00e0 dei territori da noi amministrati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma un processo cos\u00ec importante e delicato deve essere incardinato dentro percorsi politici e democratici condivisi con la popolazione che non pu\u00f2 subirne supinamente le conseguenze anche gravi e <strong>non pu\u00f2 essere attuato in palese violazione del dettato costituzionale, che grazie al rinnovato articolo 9 della Carta fondamentale, tutela il paesaggio, gli ecosistemi e la biodiversit\u00e0 anche nell\u2019interesse delle future generazioni<\/strong>. Nessun principio costituzionale pu\u00f2 essere sacrificato per realizzarne un altro o, men che meno, per perseguire un contingente \u201cprioritario interesse nazionale\u201d: i singoli valori espressi e tutelati dalle disposizioni della Costituzione sono tutti assoluti e dello stesso rango, all\u2019interno di un impianto complessivo orientato a promuovere la dignit\u00e0 della persona umana nel suo contesto ecologico e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le leggi emanate in materia energetica, vanno al pi\u00f9 presto ripensate e riformate<\/strong> perch\u00e9 di fatto <strong>stanno favorendo un settore economico privato in grandissimo fermento per i grandi guadagni<\/strong> realizzabili con <strong>bassi rischi d\u2019impresa vista la notevole mole di incentivi pubblici<\/strong> ricadenti sulle bollette elettriche dei cittadini e sulla fiscalit\u00e0 generale. In un Far West senza programmazione pubblica <strong>sono stati presentati 6.000 (seimila!) progetti<\/strong> per grandi ed impattanti impianti industriali di produzione di energia rinnovabile, <strong>per una capacit\u00e0 elettrica di oltre 5 volte i gi\u00e0 ambiziosi traguardi del green deal<\/strong>, <strong>spesso senza nessun riguardo per gli aspetti ambientali<\/strong> tutelati,&nbsp; <strong>in contrasto se non in antitesi con la vocazionalit\u00e0 dei territori interessati<\/strong>, a <strong>deprimere e demolire le filiere produttive locali<\/strong> frutto di decennali investimenti e impegni organizzativi che non possono essere spazzati via insieme al lavoro che garantiscono, principale freno a un pericoloso e desertificante spopolamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 non fa altro che avvalorare la tesi che i progetti in questione non siano volti al bene comune e al contrasto al cambiamento climatico (che non ha certo cause locali, ma GLOBALI) come millantato in varie sedi, ma rispondano esclusivamente a <strong>logiche di economia speculativa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le terre fertili sempre pi\u00f9 scarse, gli ineludibili servizi ecosistemici del suolo, la produzione agricola sempre pi\u00f9 deficitaria, il paesaggio identitario, la nostra storia e cultura, la grande Bellezza che richiama crescente turismo sostenibile, in nome di una irrisoria riduzione di CO2 GLOBALE<\/strong> \u00e8 tecnicamente inutile, un suicidio ambientale ed economico, socialmente ed eticamente vergognoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno nega il cambiamento climatico, ma non \u00e8 certo un problema locale, ma notoriamente GLOBALE e quindi si combatta dove \u00e8 provocato: Cina, Usa, BRICS emettono ca il 90% di CO2, l\u2019Italia solo lo 0.71%! E il nostro eventuale completo folle sacrificio permetterebbe una risibile e soprattutto inutile a livello GLOBALE e di riflesso LOCALE riduzione al massimo dello 0.2%. Negli ultimi anni la Cina ha costruito altre 1000 centrali a carbone, e altre ne progetta, ed emette allegramente 16 milioni di tonn di CO2 a sostenere la sua dilagante economia vincente, mentre noi ci autoflagelliamo e perdiamo competitivit\u00e0 e correlato benessere.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi sindaci <strong>chiediamo<\/strong>, interpretando la volont\u00e0 del tessuto sociale dei luoghi da noi amministrati, <strong>che la produzione e la distribuzione dell\u2019energia ridiventino un servizio pubblico essenziale con progettazione e programmazione degli impianti gestiti in maniera trasparente<\/strong>, <strong>evitando frenetiche rincorse speculative di aziende private che agiscono in nome dei propri profitti<\/strong> non conoscendo o trascurando la specificit\u00e0 dei luoghi e delle terre agricole o naturali che non possono essere considerate <em>res nullius<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo cos\u00ec la produzione energetica da fonti rinnovabili non sar\u00e0 pi\u00f9 ambientalmente, socialmente ed economicamente insostenibile e non aggredir\u00e0 il prezioso suolo ancora non consumato.<\/p>\n\n\n\n<p>Le aree collinari, montane e interne sopravvivono allo spopolamento grazie a un tipo di sviluppo basato su turismo sostenibile, agricoltura ed eccellenze alimentari locali in ambienti protetti e adesso dovremmo buttare tutto all\u2019aria ospitando mega impianti industriali di irreversibile invasivit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Solo enti pubblici collettivi, rappresentando l\u2019interesse generale, potranno dedicarsi all\u2019indispensabile passaggio dalle fonti fossili alle rinnovabili con interventi finalizzati alla riduzione degli sprechi energetici e <strong>all\u2019utilizzazione in via primaria di tetti industriali, commerciali e civili insieme ai suoli e le aree gi\u00e0 consumate<\/strong><strong>, <\/strong><strong>molto abbondanti in tutta la nazione per l\u2019ubicazione degli impianti industriali FER<\/strong> senza ulteriore consumo di suolo: <strong>secondo ISPRA, ente pubblico di grande e indiscusso livello scientifico e terziet\u00e0, sarebbero gi\u00e0 disponibili quasi 10.000 chilometri quadrati, ossia un milione di ettari!<\/strong> Una superficie grande quanto l\u2019Umbria occupata da tetti, infrastrutture dismesse, capannoni agricoli e industriali, cave e miniere in disuso etc., grazie alla quale si potrebbero facilmente e di gran lunga a superare gli 80 Gigawatt da raggiungere entro il 2030 e arrivare a saturare anche il fabbisogno del successivo ventennio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere<strong>, i territori sono prima di tutto gli ambienti vitali di chi li abita, e non possono trasformarsi in zone di espiazione e sacrificio perch\u00e9 \u201cassegnate\u201d alla monocultura energetica da iniziative private<\/strong>: devono essere vissuti serenamente dai <strong>residenti, dagli agricoltori, dagli allevatori, dagli apicoltori, dai pescatori, dagli operatori di un turismo sostenibile che con cammini e ciclovie permettono frequentazioni anche estere e quindi un indotto variegato con la valorizzazione di eccellenze enogastronomiche locali e<\/strong> <strong>relativi addetti ai servizi, da chi costruisce giorno per giorno un rapporto spirituale ed emotivo con il paesaggio<\/strong>, con un approccio che non \u00e8 estetico ma etico, insomma da tutte le categorie che noi Sindaci abbiamo l\u2019onore e l\u2019onere di rappresentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni dei Comuni che hanno aderito al <em>Coordinamento interregionale per problema pale eoliche e fotovoltaico<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p>ABRUZZO<br>Tollo (CH)<br>Guilmi (CH)<\/p>\n\n\n\n<p>BASILICATA<br>Vietri di Potenza (PZ)<br>Pescopagano (PZ)<\/p>\n\n\n\n<p>CALABRIA<br>Petrizzi (CZ)<br>Sant\u2019Agata Del Bianco (RC)<br>Castrovillari (CS)<br>Strongoli (KR)<\/p>\n\n\n\n<p>CAMPANIA<br>Calitri (AV)<\/p>\n\n\n\n<p>EMILIA-ROMAGNA<br>Casteldelci (RN)<\/p>\n\n\n\n<p>FRIULI VENEZIA-GIULIA<br>Aquileia (UD)<\/p>\n\n\n\n<p>LIGURIA<br>Pieve di Teco (IM)<br>Costarainera (IM)<\/p>\n\n\n\n<p>LOMBARDIA<br>Cassinetta di Lugagnano (MI)<\/p>\n\n\n\n<p>MARCHE<br>Carpegna (PU)<\/p>\n\n\n\n<p>MOLISE<br>Gambatesa (CB)<\/p>\n\n\n\n<p>PUGLIA<br>Celenza Valfortore (FG)<br>Pietramontecorvino (FG)<br>Serracapriola (FG)<br>Volturino (FG)<br>Gallipoli (LE)<br>Castrignano del Capo (LE)<\/p>\n\n\n\n<p>SARDEGNA<br>Guspini (SU)<br>Busachi (OR)<br>Luras (SS)<\/p>\n\n\n\n<p>SICILIA<br>Buseto Palizzolo (TP)<\/p>\n\n\n\n<p>TOSCANA<br>Sorano (GR)<br>San Godenzo (FI)<br>Manciano (GR)<br>Riparbello (PI)<\/p>\n\n\n\n<p>UMBRIA<br>Allerona (TR)<\/p>\n\n\n\n<p>VENETO<br>Mogliano Veneto (TV)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni sindaci di piccoli e grandi centri urbani italiani si sono uniti nel \u201cCoordinamento interregionale per problema pale eoliche e fotovoltaico\u201d e hanno redatto un 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