{"id":17133,"date":"2025-03-29T09:01:38","date_gmt":"2025-03-29T08:01:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17133"},"modified":"2025-04-04T10:17:09","modified_gmt":"2025-04-04T08:17:09","slug":"si-continuano-a-costruire-centri-commerciali-dentro-le-anse-fluviali-il-caso-dellabruzzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/03\/si-continuano-a-costruire-centri-commerciali-dentro-le-anse-fluviali-il-caso-dellabruzzo\/","title":{"rendered":"Si continuano a costruire centri commerciali dentro le anse fluviali. Il caso dell\u2019Abruzzo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>A met\u00e0 marzo \u00e8 stato approvato il raddoppio del centro commerciale Megal\u00f2 di Chieti, sito lungo il fiume Pescara. \u00c8 circondato da mura di acciaio e cemento con tanto di paratie mobili da chiudere in caso di esondazione. Una vicenda paradossale che racconta come il profitto venga messo al di sopra dell\u2019ambiente, del suolo e di un clima che muta in modo prevedibile ma ignorato. L\u2019intervento del prof. Paolo Pileri<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Paolo Pileri<\/em> &#8211; Pubblicato da <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/si-continuano-a-costruire-centri-commerciali-dentro-le-anse-fluviali-il-caso-dellabruzzo\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/altreconomia.it\/si-continuano-a-costruire-centri-commerciali-dentro-le-anse-fluviali-il-caso-dellabruzzo\/\">Altreconomia 27.03.2025<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Mi credereste se vi dicessi che esiste un centro commerciale costruito nel bel mezzo di un\u2019ansa fluviale? Temo, purtroppo, di s\u00ec. Ma se vi dicessi che lo hanno circondato da mura di acciaio e cemento con tanto di paratie mobili da chiudere in caso di esondazione del fiume che gli scorre accanto, mi credereste ancora? Purtroppo, temo ancora di s\u00ec. Credo (e lo spero) che sia l\u2019unico centro commerciale in Italia che ha per ingressi delle paratie idrauliche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la storia ha risvolti ancora pi\u00f9 assurdi. <strong>Il 13 marzo scorso, dopo vari ricorsi e controricorsi, gli sviluppatori hanno ottenuto il via libera al raddoppio del centro commerciale<\/strong>. <strong>Sempre all\u2019interno dell\u2019ansa fluviale ma ancor pi\u00f9 vicino al fiume<\/strong>. Cos\u00ec pi\u00f9 clienti, pi\u00f9 merci, pi\u00f9 camion, pi\u00f9 auto entreranno e usciranno da quelle paratie e assaporeranno il brivido di possibili alluvioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 <strong>nel 2015 il fiume Pescara \u00e8 rovinosamente esondato<\/strong>, circostanza che non li ha convinti a fermare l\u2019ampliamento della cattedrale al consumismo. \u00c8 da non crederci. Per togliersi i dubbi, andate in rete e cercate Chieti; seguite il fiume Pescara fino a trovare il centro commerciale <strong>Megal\u00f2<\/strong>, un nome che risuona di megalomania che per Treccani \u00e8 la \u201ctendenza ad assumere atteggiamenti di grandiosit\u00e0, a cimentarsi in imprese sproporzionate alle proprie forze, a presumere esageratamente delle proprie possibilit\u00e0; \u00e8 detta anche mania di grandezza, e pu\u00f2 essere sintomo di disordine mentale (confinante con il delirio di grandezza), o soltanto un atteggiamento caratterizzato da presunzione e orgoglio eccessivi\u201d. Un quadro perfino peggio dell\u2019antropocentrismo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una logica per la quale si sia permessa una realizzazione del genere in un posto del genere e ora lo si raddoppi? Non ho risposte. <strong>Vent\u2019anni fa i comitati locali cercarono saggiamente di fermarlo, denunciando pubblicamente l\u2019inopportunit\u00e0 di quella realizzazione<\/strong>. Niente. Megal\u00f2 si \u00e8 cos\u00ec guadagnato l\u2019iscrizione <strong>tra i <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.ejatlas.org\/conflict\/megalo\" target=\"_blank\">dieci edifici pi\u00f9 pericolosi d\u2019Italia<\/a><\/strong> secondo il portale dei conflitti sociali nati tradendo la giustizia ambientale. Neanche questo ha sortito effetti. E cos\u00ec ci ritroviamo con l\u2019approvazione di un ampliamento in piena zona di probabile esondazione, come accaduto nel 2015. &nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17135\" width=\"659\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1-1.png 869w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1-1-300x211.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1-1-768x541.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 659px) 100vw, 659px\" \/><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/2-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17136\" width=\"662\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/2-3.png 877w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/2-3-300x209.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/2-3-768x536.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 662px) 100vw, 662px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sopra, l\u2019area adiacente al fiume Pescara nel 2000 prima della costruzione del centro commerciale. Sotto, la stessa aerea nel 2006 dopo la fine dei lavori <em>\u00a9<\/em> Paolo Pileri<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso che l<strong>a Regione Abruzzo stia realizzando, a spese pubbliche, vasche di laminazione per 54 milioni di euro<\/strong> (una cifra enorme appaltata nel 2023, destinata ad aumentare) anche nei Comuni di Cepagatti (86 ettari) e Chieti (29 ettari) che serviranno per ridurre il rischio a cui \u00e8 esposto anche Megal\u00f2. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fatico a trovare parole adatte per descrivere il controsenso di tutto ci\u00f2, dove la mano pubblica spende milioni di tutti noi per opere di difesa idraulica utili a mettere in sicurezza (anche) un ampliamento privato in area fluviale che non andrebbe permesso e per cui, alla prossima esondazione, si dovr\u00e0 pure intervenire a spese pubbliche<\/strong>. Non c\u2019\u00e8 caso pi\u00f9 contraddittorio di questo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una collezione completa di ingredienti di un modello di governo del territorio bollito e strabollito che si ostina a non rimuovere urgentemente dall\u2019agenda ogni previsione urbanistica che consuma e impermeabilizza suolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Elenchiamo le voci indigeste di questo caso non sostenibile: <strong>consumo di suolo, edificazione in aree a pericolosit\u00e0 idraulica, spesa pubblica a tutela di una funzione privatissima, reiterazione del modello commerciale iperconsumistico, aumento del traffico di ogni tipo con conseguente aumento di emissioni inquinanti e climalteranti, esposizione di persone, natura e beni a possibili danni, prossimit\u00e0 a siti da bonificare (parti di quelle aree furono indicate come inquinate), valutazioni ambientali inefficaci, norme obsolete e inadeguate che la politica non cambia, etc<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/3-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17137\" width=\"499\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/3-1.png 715w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/3-1-300x289.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L\u2019ingresso del centro commerciale chiuso da paratie idrauliche <em>\u00a9<\/em> Paolo Pileri<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Se ne potrebbe fare un laboratorio didattico per spiegare come non copiare questa <strong>urbanistica che \u00e8 solo votata alla rendita e al massimo profitto accollando sul comparto pubblico le spese e i danni<\/strong>. <strong>A nulla sono servite le lezioni delle recenti esondazioni e alluvioni<\/strong> in Italia dove le nostre opere di difesa si sono rivelate insufficienti, indicandoci che <strong>la strada non \u00e8 rimediare ma evitare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una lezione che <strong>avrebbe dovuto suggerire una revisione immediata delle nostre leggi. Ma nulla \u00e8 cambiato <\/strong>perch\u00e9 le persone preposte a queste modifiche non sono cambiate, sono sempre le stesse e nulla riescono a imparare dai fatti di natura perch\u00e9 non hanno la cultura e la sensibilit\u00e0 (e quindi la coscienza) per riconoscere quel che accade e sono privi del coraggio politico che serve per generare discontinuit\u00e0 con la cattiva politica ambientale del passato. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le nostre leggi e i nostri piani continuano a essere carta straccia davanti a un clima che \u00e8 cambiato<\/strong> mandando in tilt tutte le previsioni fatte solo cinque anni fa. La <strong>rendita, il massimo profitto privato, il potere, l\u2019ignoranza ecologica rimangono i capisaldi di un governo del territorio<\/strong> che fa acqua ovunque dimostra in pieno questo caso. Se non si capisce che i limiti che valevano qualche anno fa valgono zero oggi, <strong>ci si andr\u00e0 a schiantare di nuovo<\/strong>. E sar\u00e0 sempre pi\u00f9 doloroso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 impossibile non farsi cogliere dal dubbio che <strong>i ritardi nel cambiare norme e piani siano ormai parte di una vera e propria strategia politica che, di fatto, consente alle aziende di massimizzare i profitti<\/strong>. Un atteggiamento grave che, prendendo a prestito la riflessione di Adriano Zamperini, non fatico a chiamare ostruzionismo ecologico che sfocia nel negare il benessere e la giustizia sociale e che, pertanto, \u00e8 qualificabile come una forma di violenza lenta e progressiva (Zamperini, 2023). &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>mancanza di volont\u00e0 politica nell\u2019avviare, quantomeno, un processo per azzerare le previsioni urbanistiche<\/strong> si traduce, di fatto, nel continuo ossequio alla rendita e alla speculazione in barba a qualsiasi voce che denuncia la fragilit\u00e0 ecologica, ambientale e sociale dei nostri territori. In questo momento il buon senso suggerirebbe solo di arrendersi e congelare ogni concessione fintanto che non si sia aggiornato fino all\u2019ultimo strumento decisionale. Invece, nulla di tutto ci\u00f2. E poi, fatemelo ripetere, tutto questo per cosa? <strong>Per l\u2019ennesimo centro commerciale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da quando esistono i centri commerciali a cui si sono aggiunti la logistica e il commercio <em>online<\/em>, l\u2019occupazione \u00e8 crollata e si parla ormai di desertificazione commerciale<\/strong> delle piccole e medie citt\u00e0. Cos\u00ec denuncia <strong>l\u2019ultimo <em>report<\/em> di Confcommercio<\/strong> (Roma, marzo 2025): un <strong>calo di oltre il 23% nelle attivit\u00e0 di commercio al dettaglio<\/strong> con sede fissa. Un\u2019emorragia gravissima. Da anni sappiamo che <strong>per ogni nuovo occupato nella logistica, nel commercio <em>online<\/em> e nei centri commerciali ne spariscono quattro o cinque nei negozi di dettaglio<\/strong>. E infatti a Chieti i negozi del centro nel giro di una dozzina d\u2019anni hanno chiuso e oggi \u00e8 un distillato di desolazione. Tutto questo meriterebbe una riflessione pubblica e un forte grido di allarme della classe politica. Invece tutti tacciono, tranne i comitati locali. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci rivedremo tra qualche mese o qualche anno, quando l\u2019acqua avr\u00e0 inondato Megal\u00f2-1 e Megal\u00f2-2 superando i muretti e le paratie come un ragazzino salta uno steccato, e sono sicuro che vedremo imprenditori che andranno a piangere dalla Pubblica amministrazione per ottenere ristori e aiuti, la stessa Pubblica amministrazione che avevano sfiduciato a suon di ricorsi per ottenere il via libera all\u2019ampliamento nell\u2019ansa fluviale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho spiegazioni da offrire, se non quelle amare di <strong>Antonio Cederna<\/strong>, scritte nel 1975 nel libro \u201c<a href=\"https:\/\/www.castelvecchieditore.com\/prodotto\/la-distruzione-della-natura-in-italia-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">La distruzione della natura in Italia<\/a>\u201d: \u201cLe frane e le alluvioni che a intervalli regolari devastano l\u2019ex giardino d\u2019Europa hanno la loro causa prima nel disprezzo che dimostriamo per l\u2019ambiente naturale, nelle insensate manomissioni cui abbiamo sottoposto il nostro territorio, nel rifiuto di conoscere il suolo in cui operiamo, nell\u2019incapacit\u00e0 di esprimere una politica di piano che controlli trasformazioni e sviluppo, subordinandoli all\u2019interesse pubblico\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente siamo ancora inzuppati di disprezzo per la natura e di rifiuto a conoscere suolo e natura. Molti si credono superuomini invincibili e lo fanno credere a tutti. <strong>La loro bibbia continua a essere intitolata \u201cCrescita e consumo\u201d e non vedono altro. Le nebbie dell\u2019ignoranza ecologica continuano a generare le premesse al disastro e a confondere<\/strong> le idee alla gente. Culturalmente parlando, un centro commerciale in un\u2019ansa fluviale, il cui ingresso avviene attraverso delle paratie stagne, che cosa volete che insegni alla gente se non che il consumismo vince sempre e su tutto? Che pu\u00f2 fare piazza pulita di suolo, fiumi ed esondazioni?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019esatto contrario di quel ripristino della natura chiesto dal regolamento Ue 2024\/1991<\/strong>. Il resto \u00e8 una <strong>sega che taglia il ramo su cui siamo seduti<\/strong>. Comunque noi continueremo a dare voce al suolo e alla natura. Non diciamo le cose perch\u00e9 sappiamo che ci ascolterete. Le diciamo e basta: perch\u00e9 \u00e8 giusto dirle. Non siamo vittime di logiche performative per le quali ci si occupa solo di ci\u00f2 che pu\u00f2 avere successo. No, noi non facciamo finta di niente perch\u00e9 non ne vale la pena visto che chi decide non capisce. Noi non ci rassegniamo a stare zitti o a dire cose stupide. Noi applichiamo la legge dei sette minuti che ci insegna Stefano Massini: \u201csiccome non mi capirebbero, non devo provarci? Anche se \u00e8 giusto, devo far finta di niente perch\u00e9 non mi capirebbero?\u201d (Massini, 2015).<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, a ben vedere, siamo e vogliamo rimanere molto generosi con i predatori di natura e i loro sodali: li pensiamo pi\u00f9 intelligenti di quel che mostrano e quindi prima o poi capiranno o si faranno da parte. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cDalla parte del suolo\u201d (Laterza, 2024)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A met\u00e0 marzo \u00e8 stato approvato il raddoppio del centro commerciale Megal\u00f2 di Chieti, sito lungo il fiume Pescara. \u00c8 circondato da mura di acciaio [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17134,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[7,28,126,106,41],"tags":[],"class_list":["post-17133","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-abruzzo","category-centri-commerciali","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-dissesto-idrogeologico","category-opinioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17133","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17133"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17133\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17134"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17133"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17133"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17133"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}