{"id":17177,"date":"2025-04-16T15:04:42","date_gmt":"2025-04-16T13:04:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17177"},"modified":"2025-04-17T10:18:12","modified_gmt":"2025-04-17T08:18:12","slug":"la-rigenerazione-urbana-sostenibile-a-bari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/04\/la-rigenerazione-urbana-sostenibile-a-bari\/","title":{"rendered":"La Rigenerazione Urbana sostenibile a Bari"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli Stati Generali della Rigenerazione Urbana di Bari sono<strong>&nbsp;<\/strong>un percorso di partecipazione civica per condividere una visione di futuro della comunit\u00e0<strong>&nbsp;<\/strong>barese, alla luce del periodo di \u201cmaturazione\u201d che la citt\u00e0 sta attraversando, evolvendosi verso una citt\u00e0 sempre pi\u00f9 verde, pi\u00f9 inclusiva e pi\u00f9 giusta. Un percorso mirato a<strong>&nbsp;<\/strong>riavviare la riflessione pubblica sulla trasformazione della citt\u00e0, che sta vivendo una stagione di grandi cambiamenti&nbsp;a valle della pandemia e del contributo del PNRR.<\/p>\n\n\n\n<p>Proponiamo, di seguito, la versione integrale del <strong>documento sulla rigenerazione urbana sostenibile a Bari, presentato il 3 aprile scorso agli Stati generali della Rigenerazione urbana del Comune di Bari, da parte di Giacinto Giglio e Francesco Buongiorno del Comitato locale del Forum Salviamo il Paesaggio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>LA RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE A BARI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong><em>Premessa<\/em><\/strong><br><em>Per \u201crigenerazione urbana\u201d s\u2019intende un insieme coordinato di interventi urbanistici, edilizi, socio-economici, tecnologici, ambientali e culturali che non determinino consumo di suolo, anche con interventi volti a favorire l\u2019insediamento di attivit\u00e0 di agricoltura urbana, mediante orti, giardini e boschi urbani, didattici, sociali e condivisi, volti alla tutela delle aree naturali e semi-naturali ancora presenti in ambito urbano. La stessa rigenerazione deve perseguire l\u2019obiettivo della sostituzione, riuso e riqualificazione dell\u2019ambiente, secondo criteri che utilizzino metodologie e tecniche relative alla sostenibilit\u00e0 ambientale, di salvaguardia del suolo, di localizzazione dei nuovi interventi di trasformazione nelle aree gi\u00e0 edificate e degradate, di innalzamento del potenziale ecologico-ambientale e della biodiversit\u00e0 urbana, di riduzione dei consumi idrici ed energetici, di rilancio della citt\u00e0 pubblica attraverso la realizzazione di adeguati servizi primari e secondari e di miglioramento della qualit\u00e0 e della bellezza dei contesti abitativi.<\/em><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong><em>Visto che<\/em><\/strong><br>&#8211; il consumo di suolo a Bari nel 2022 \u00e8 stato di 12,28 ettari e tra il 2006 e il 2022 sono stati consumati 344,81 ettari di suolo libero (Rapporto ISPRA 2024), con consumo di suolo 38% della Sup. Ter. Invece, secondo dati Mito-Tip Poliba, il consumo di suolo \u00e8 stato pari al 50,48% della superficie artificiale misurata nel 2011. Negli ultimi 17 anni (2006-2022), sempre secondo il Rapporto ISPRA 2024 (rielaborazione del Forum SiP), si \u00e8 verificata una perdita di servizi ecosistemici addebitabile al comune di 30.343.280,00 euro. Annualmente il comune di Bari dovrebbe addebitare nel bilancio ambientale un valore medio annuo di 79.000 Euro\/ettaro consumato o impermeabilizzato. Si considerino alcuni indicatori, che quantificano efficacemente cosa possa significare la perdita di servizi ecosistemici:<br>1 ha di suolo libero pu\u00f2 assorbire circa 90 tonnellate di carbonio;<br>1 ha di suolo libero \u00e8 in grado di drenare 3.750.000 litri d\u2019acqua;<br>1 ha di suolo libero, se coltivato, pu\u00f2 sfamare 6 persone per un anno.<br>&#8211; la popolazione nel 2024 era di 316.226 abitanti (con un saldo naturale negativo e quello migratorio di poco positivo), a fronte di una previsione abitativa calcolata nel PRG di 460.267 abitanti, con un\u2019ingente quantit\u00e0 di immobili vuoti o sfitti. Quantit\u00e0 destinata ad aumentare esponenzialmente se verranno mantenute le previsioni abitative nel vigente PRG: 600.000 abitanti, con relativa volumetria per residenza di circa 1,5 Mln di mq.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong><em>Si propone<\/em><\/strong><br>Arresto del consumo di nuovo suolo libero, per il quale desideriamo una rigenerazione urbana a ZERO consumo di suolo!<br>Le previsioni edificatorie degli strumenti urbanistici comunali su terreni liberi costituiscono indicazioni meramente programmatorie e pianificatorie, che non determinano l\u2019acquisizione di alcun diritto da parte dei proprietari degli stessi terreni; relativamente all\u2019eliminazione adeguatamente motivata delle previsioni non ancora attuate, di cui al presente comma, gli stessi proprietari non potranno vantare alcuna richiesta di indennizzo o risarcimento.<br>Riuso e rigenerazione urbana, come strumenti per evitare ulteriore consumo di suolo, devono rappresentare principi fondamentali nel governo del territorio.<br>La Rigenerazione Urbana deve interessare quartieri periferici degradati, carenti di qualit\u00e0 e servizi, e non centri storici e nuclei di valore storico-architettonico e immobili vincolati o realizzati prima dell\u2019impianto del C.E.U. 11\/10\/1939 e gli immobili di categoria art.10 e aree comprese nella parte II del D.lgs 42\/2004, previo parere Soprintendenza ABAP;<br>Consumo netto pari a zero entro il 2030 (Piano nazionale per la transizione ecologica &#8211; PTE 2022).<br><br>Rinnovamento e sostituzione (demolizione\/ricostruzione) a parit\u00e0 di consumo di suolo, che non possono riguardare i centri storici e i nuclei di valore storico (ZTO A e la citt\u00e0 consolidata PPTR).<br>Densificare vuol dire impermeabilizzare spazi liberi e la densificazione porta alla centrificazione che costituirebbe un regalo alla rendita e alla speculazione. Saldo zero del consumo di suolo, se in altezza.<br>Salvaguardare spazi liberi per il verde urbano, altrimenti non sarebbe possibile l\u2019assorbimento della CO<sub>2<\/sub> e delle polveri sottili, la riduzione dell\u2019Isola di calore e il drenaggio delle acque piovane, con l\u2019alimentazione delle falde. Come si attua la \u201ccitt\u00e0 dei 15 minuti\u201d (800 m di raggio e 5.000 mq di nucleo verde)\u2026?<br>\u201cCensimento edilizio comunale\u201d del patrimonio abbandonato pubblico e privato, anche delle aree residue non ancora attuate presenti nello strumento urbanistico comunale.<br>Le operazioni di demolizione\/ricostruzione e rilocalizzazione siano possibili solo se a parit\u00e0 di consumo di suolo: non possono essere ammessi volumi sulle aree di sedime degli edifici esistenti, altrimenti si rischia di impermeabilizzare ulteriore suolo.<br>La rigenerazione urbana ha senso solo se prevede una stretta relazione tra persone, attivit\u00e0 e luoghi; \u00e8 dunque necessario interrogarsi sulle modalit\u00e0 con cui lo spazio rigenerato possa essere percepito dalla cittadinanza, soprattutto in relazione alla sua accessibilit\u00e0.<br>Ancor oggi \u00e8 molto diffuso il pensiero che associa all\u2019accessibilit\u00e0 dei luoghi la presenza di aree di sosta per auto: ci\u00f2 \u00e8 conseguenza di un forte retaggio culturale, che vede nell\u2019uso del mezzo privato l\u2019unica modalit\u00e0 di trasporto praticabile, in quanto porta con s\u00e9 l\u2019illusione di impiegare meno tempo e sostenere minori costi monetari, circostanze che ad oggi sono raramente veritiere. La iper-diffusione della cultura dell\u2019autovettura ha fatto sorgere problemi di inquinamento ambientale, causati anche dalla congestione stradale, e una serie di conseguenti costi esterni, che l\u2019utente normalmente non considera quando compie una scelta modale.<br>La forte prevalenza del veicolo motorizzato privato nell\u2019ambito della ripartizione modale dev\u2019essere dunque abbattuta, in favore del trasporto pubblico e della micromobilit\u00e0. Quanto detto pu\u00f2 essere realizzato anche attraverso un nuovo approccio al progetto stradale, volto pertanto alla destinazione degli spazi della strada in maniera equa per ogni categoria di utenti e di modalit\u00e0 di trasporto.<br>Il modello di \u201ccitt\u00e0 dei 15 minuti\u201d, declinato sulle specifiche necessit\u00e0 della citt\u00e0 di Bari, deve porre l\u2019attenzione, piuttosto che sulla densificazione della citt\u00e0, sulla messa a punto di percorsi pedonali, che realizzino la dimensione di prossimit\u00e0 proposta da Carlos Moreno.<br>Dunque, i punti cardine dell\u2019integrazione tra rigenerazione urbana e mobilit\u00e0 sostenibile sono:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong><em>Trasporto pubblico su ferro<\/em><\/strong><br>La citt\u00e0 di Bari vede la presenza di numerose direttrici di trasporto ferroviario, che costituiscono una risorsa, anche se in alcuni casi una cesura tra quartieri. Sarebbe opportuno, quindi, sfruttare le potenzialit\u00e0 della rete presente purch\u00e9 siano previste modalit\u00e0 per superare l\u2019effetto barriera che un\u2019infrastruttura ferroviaria tradizionale comporta nel tessuto urbano. Laddove esista gi\u00e0 la ferrovia, occorre razionalizzare i servizi superando le logiche dei gestori differenti, attraverso un\u2019integrazione degli orari.<br><em>&nbsp;<\/em><br><strong><em>Trasporto pubblico su gomma<\/em><\/strong><br>Occorre, in sede pianificatoria e progettuale, assicurare l\u2019accessibilit\u00e0 dei luoghi attraverso un sistema di trasporto pubblico rapido, frequente e sostenibile, che dev\u2019essere competitivo e percepito come un\u2019alternativa al veicolo privato. In questo senso va valutato il Bus Rapid Transit, attraverso capienti veicoli elettrici, corsie riservate e preferenziazione semaforica: senza per\u00f2 considerarlo come un punto di arrivo, bens\u00ec come un iniziale intervento, da estendere in futuro per ampliare la rete portante del trasporto pubblico locale. La rete di quartiere, nel contempo, merita di essere aggiornata affinch\u00e9 sia capillare e complementare al BRT.<br><em>&nbsp;<\/em><br><strong><em>Micromobilit\u00e0<\/em><\/strong><br>\u00c8 importante prevedere la presenza di itinerari ciclabili in propria sede, sicuri e agevoli, che siano strutturati secondo una rete ben definita, cos\u00ec come di velostazioni nei pressi dei terminali di trasporto, per favorire l\u2019intermodalit\u00e0.<br>Occorre prevedere il posizionamento di stazioni di sosta dei mezzi elettrici in sharing (biciclette, monopattini, minicar).<br>In questa fase storica la micromobilit\u00e0 dev\u2019essere sostenuta massicciamente, al pari del trasporto pubblico, attraverso risorse economiche dedicate e iniziative di sensibilizzazione per adulti e bambini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong><em>Percorsi pedonali<\/em><\/strong><br>Spesso i percorsi pedonali risultano incoerenti, inutilizzabili e insufficienti. Il pedone, utente debole della strada, dev\u2019essere messo in condizioni di percorrere lo spazio in sicurezza e adeguatamente guidato.<br>Per realizzare la cultura della prossimit\u00e0 non si pu\u00f2 prescindere dalla realizzazione di percorsi pedonali estesi, che siano ampi e di pregio estetico. Essi devono integrarsi con le infrastrutture fisiche del territorio, cos\u00ec da farne aumentare l\u2019accessibilit\u00e0 a tutte le categorie di pedoni, alla luce di una generale politica di abbattimento delle barriere architettoniche.<br>&nbsp;<br><strong><em>Sosta<\/em><\/strong><br>Rigenerare il territorio urbano significa restituire alle persone il piacere di frequentare i luoghi e apprezzarli. Occorre dunque eliminare, soprattutto nelle strade principali (come previsto dal PUMS), la sosta dei veicoli privati, cos\u00ec da ridurla al minimo altrove.<br>Nell\u2019ottica di una graduale diminuzione dell\u2019uso dell\u2019auto, si auspica che la sosta diventi una questione secondaria.<br>Sarebbe incoerente con gli obiettivi del PUG prevedere la realizzazione di grandi parcheggi, in quanto essi costituirebbero attrattori di traffico. La politica dev\u2019essere quella di scoraggiare l\u2019accessibilit\u00e0 ai luoghi attraverso il veicolo privato, in favore di tutte le citate modalit\u00e0.<br>Certamente importante l\u2019integrazione dei sistemi di mobilit\u00e0 sostenibile con il tessuto urbano delle aree oggetto di rigenerazione urbana, con particolare riferimento alla rete dei trasporti collettivi e ai percorsi pedonali (PUMS).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>Altre proposte &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&#8211; Le compensazioni urbanistiche sono un trucco per far tornare il saldo zero, ma senza tenere conto dell\u2019Invarianza idraulica e idrologica (ved. Lombardia LR n.7\/2017).<br>&#8211; In merito alla compensazione tra suoli naturali scambiati con suoli impermeabilizzati, essere consci che in tal modo si potranno ottenere suoli naturalizzati con caratteristiche biofisiche e ecosistemi solo a distanza di centinaia di anni.<br>&#8211; Trasferimento delle sedi direzionali e degli esercizi commerciali con grandi superfici di vendita all\u2019esterno dei centri storici.<br>&#8211; Basare la Rigenerazione Urbana sui \u201cdistretti energetici urbani\u201d, introducendo il concetto di servizi di flessibilit\u00e0 per il sistema elettrico: come coinvolgere le \u201ccomunit\u00e0 energetiche\u201d.<br>&#8211; Priorit\u00e0 agli interventi di Edilizia residenziale Pubblica (ERP) a favore delle fasce sociali pi\u00f9 povere, offrendo agli abitanti la garanzia che non verranno sottoposti a processi forzati di espulsione.<br>&#8211; Partecipazione dei cittadini, ai quali va assicurata la piena e corretta informazione e la preventiva messa a disposizione e accessibilit\u00e0 di tutti i materiali prodotti, &nbsp;procedure definite, modalit\u00e0 e tempistiche. Introdurre la co-programmazione e co-progettazione. Applicare l\u2019art.55 Dlgs n.117\/2017 Codice del terzo settore.<br>&#8211; Applicare correttamente l&#8217;articolo 42 della Costituzione per i beni di propriet\u00e0 privata in stato di abbandono (in particolare per quelli in stato di degrado\/fatiscenza) emettendo Ordinanze di ripristino della &#8220;funzione sociale&#8221; dei beni in tali condizioni e, in caso di mancato adempimento, loro acquisizione al patrimonio comunale.<br>&#8211; Gli interventi di Rigenerazione Urbana devono garantire elevati standard di qualit\u00e0, sicurezza sismica, minimo impatto ambientale e paesaggistico; in particolare, la tutela delle aree verdi esistenti, con il miglioramento dell\u2019efficienza energetica e idrica e la riduzione delle emissioni, oltrech\u00e9 l\u2019obbligo alla realizzazione di superfici filtranti, attraverso l\u2019indicazione di precisi obiettivi prestazionali degli edifici, di qualit\u00e0 architettonica perseguita anche attraverso specifici bandi e concorsi rivolti a professionisti con requisiti idonei, di informazione e partecipazione dei cittadini.<br>&#8211; No alla misura premiale di volume fino a 30% senza la definizione dei limiti massimi, che favorirebbe un enorme e incontrollabile consumo di suolo.<br>&#8211; Riduzione delle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti (PRG Quaroni), inserendo uno stop a nuove previsioni che porterebbero ulteriori consumi di suolo libero.<br>&#8211; La \u201ccintura verde\u201d dovrebbe ricomprendere tutto il territorio agricolo, naturale e seminaturale, che non fa parte delle aree urbanizzate e delle infrastrutture.<br>&#8211; No a Deroghe al DM 1444\/68 per le modifiche della sagoma, la densit\u00e0 fondiaria, l\u2019altezza e il cambio di destinazione d\u2019uso;<br>&#8211; Sottoporre gli interventi di Rigenerazione Urbana al Protocollo Itaca Urbano e a singoli progetti al Protocollo Itaca edilizia.<br>&#8211; Censimento degli immobili sfitte, inutilizzati o abbandonati, rapportato al decremento demografico.<br>&#8211; No alla delocalizzazione di volumetrie in aree libere permeabili della citt\u00e0, che devono essere destinate a servizi pubblici (citt\u00e0 dei 15 min.), ed esterne all\u2019agricoltura e alla forestazione urbana.<br>&#8211; Possibile sostituzione di edifici recenti (edificati dopo il 1950) e incongrui per tipologia e dimensioni rispetto al contesto storicizzato.<br>&#8211; No al cambio di destinazione d\u2019uso dei fabbricati esistenti, in particolare destinati al turismo.<br>&#8211; Prevedere almeno un albero ogni 100 mq di superficie non coperta da edifici.<br>&#8211; Rigenerazione urbana non \u00e8 uguale a: ristrutturazione edilizia + ristrutturazione urbanistica.<br>&#8211; La perequazione con i consorzi unitari o ex comparti edificatori sposta solo il consumo di suolo ma non lo arresta.<br>&#8211; Possibili detrazioni fiscali, a condizione che gli interventi non prevedano un nuovo consumo di suolo libero e permeabile.<br>&#8211; No agli standard urbanistici in zone A e B ridotti del 50% oppure monetizzati, come si fa per la citt\u00e0 dei 15 min.<br>&#8211; Il monitoraggio degli interventi di Rigenerazione Urbana realizzati dev\u2019essere affidato all\u2019ARPA.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><em><strong>Giacinto Giglio Francesco Buongiorno<\/strong><br><strong>Comitato di Bari del Forum \u201cSalviamo il Paesaggio \u2013 Difendiamo i territori\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Stati Generali della Rigenerazione Urbana di Bari sono&nbsp;un percorso di partecipazione civica per condividere una visione di futuro della comunit\u00e0&nbsp;barese, alla luce del periodo [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17181,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18,3853],"tags":[124],"class_list":["post-17177","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-puglia","category-rigenerazione","tag-consumo-di-suolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17177","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17177"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17177\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17181"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17177"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17177"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17177"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}