{"id":17218,"date":"2025-04-27T18:14:21","date_gmt":"2025-04-27T16:14:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17218"},"modified":"2025-05-12T23:20:29","modified_gmt":"2025-05-12T21:20:29","slug":"un-pozzo-per-il-futuro-salviamo-insieme-la-biodiversita-dei-giardini-di-pomona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/04\/un-pozzo-per-il-futuro-salviamo-insieme-la-biodiversita-dei-giardini-di-pomona\/","title":{"rendered":"Un pozzo per il futuro: salviamo insieme la biodiversit\u00e0 dei Giardini di Pomona"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La gravissima siccit\u00e0 in Puglia l\u2019anno scorso ha pesantemente colpito il Conservatorio botanico \u201cI Giardini di Pomona\u201d, che custodisce e tramanda migliaia di variet\u00e0 di frutto storiche. \u00c8 aperta la raccolta fondi per la costruzione del pozzo artesiano necessario per l\u2019approvvigionamento idrico. Ogni goccia conta, ogni radice \u00e8 un pezzo di storia. L\u2019appello di Paolo Belloni, creatore e curatore dei Giardini di Pomona<\/h2>\n\n\n\n<p>In <strong>valle d\u2019Itria<\/strong>, all\u2019incrocio fra i borghi di Cisternino (BR), Locorotondo (BA) e Martina Franca (TA), si trova il <strong>Conservatorio botanico \u201cI giardini di Pomona\u201d<\/strong>. 10 ettari di terreno su cui, <strong>dal 2003,<\/strong> l\u2019associazione Pomona Aps ha messo a dimora 1.200 variet\u00e0 di alberi da frutto antiche provenienti da tutto il mondo (molte delle quali salvate dall\u2019estinzione), con l\u2019obiettivo di custodirle e trasmetterle alle generazioni future.<\/p>\n\n\n\n<p>Un <strong>catalogo<\/strong> in campo aperto non solo di specie, ma anche di buone pratiche disponibili, basate sull\u2019agricoltura naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Visitando i Giardini si incontrano le collezioni di fico, melograno, meli, peri e agrumi ma anche uve, ciliegie, susine, albicocche, mandorle, amelanchier, cotogne, gelsi, giuggiole, sorbe e corniole, cachi, kiwi, noci, pistacchi, nocciole, erbe aromatiche, cachi di Nagasaki.<\/p>\n\n\n\n<p>La collezione di <strong><em>Ficus carica<\/em><\/strong> \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti d\u2019Europa e del Mediterraneo. 600 variet\u00e0 tra fichi afgani, bosniaci, francesi, portoghesi, albanesi, israeliani e naturalmente italiani e pugliesi che stanno in pacifica convivenza fra loro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;emergenza siccit\u00e0 in Puglia \u00e8 sempre pi\u00f9 grave e l\u2019anno scorso ha colpito gravemente i Giardini di Pomona<\/strong>, che per evitare ulteriori danni dovranno affidarsi ad un pozzo artesiano. I costi per la sua realizzazione sono elevati e c\u2019\u00e8 bisogno del sostegno di pi\u00f9 persone possibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Affidiamo l\u2019appello ad attivarsi per salvare l\u2019inestimabile patrimonio biologico del conservatorio botanico alle efficaci parole di <strong>Paolo Belloni, creatore e curatore dei Giardini di Pomona<\/strong>. Segue un approfondimento su come si effettua il recupero di una variet\u00e0 e sul <em>Ficus carica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#fd6700\" class=\"has-inline-color\">Caro lettore, a causa di una terribile siccit\u00e0 e della mancanza dei ragazzi del Servizio Civile Volontario che ci aiutavano negli anni precedenti, l\u2019anno scorso il <strong>Conservatorio botanico \u201cI Giardini di Pomona\u201d sito in Cisternino<\/strong> \u2013 Puglia, <strong>ha perso circa 200 variet\u00e0 di fichi<\/strong>, frutto dei cinque anni di lavoro precedenti. <strong>Un terzo della nostra collezione di fichi<\/strong>, costituita in oltre trent\u2019anni di ricerche, \u00e8 scomparsa. <strong>Di queste variet\u00e0 a mala pena una cinquantina si possono acquistare tra tutti i vivai d\u2019Europa. Il che significa che 150 variet\u00e0 sono scomparse per sempre<\/strong>. 150 sapori non saranno mai pi\u00f9 presenti ad arricchire le nostre tavole e non potremo mai pi\u00f9 avvalerci di 150 soldati addestrati a combattere le diverse avversit\u00e0 presenti e future. Leggere le targhette con i nomi delle variet\u00e0 perdute, ripensare a come ciascuna di esse fosse giunta in nostro possesso, attraverso le persone che ce le avevano donate e i loro luoghi di origine, \u00e8 stata una sorta di via crucis. Ad ogni stazione un rinnovato dolore!\u00a0<\/mark><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#fd6700\" class=\"has-inline-color\">Non vogliamo mai pi\u00f9 trovarci in una simile situazione. Per questo abbiamo deciso di lanciare un <strong>crowdfunding per la creazione di un pozzo artesiano<\/strong>. Purtroppo, la falda si trova a 400 metri di roccia sotto i nostri piedi e raggiungerla \u00e8 molto costoso. Ci vogliono \u20ac 37.000,00 e da soli non potremmo mai farcela. <strong>Per questo chiediamo il tuo aiuto e quello dei tuoi amici<\/strong>. <strong>Salvare la biodiversit\u00e0 non \u00e8 solo la nostra battaglia. E\u2019 la battaglia di tutti. E\u2019 l\u2019eredit\u00e0 che dobbiamo lasciare ai nostri figli e nipoti.<\/strong> Quella che i nostri padri e i nostri nonni hanno lasciato a noi.<\/mark><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-color\"><strong>Sostieni i Giardini di Pomona<\/strong> <strong>e scopri le ricompense su <a href=\"https:\/\/www.produzionidalbasso.com\/project\/un-pozzo-per-il-futuro-salviamo-insieme-la-biodiversita\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.produzionidalbasso.com\/project\/un-pozzo-per-il-futuro-salviamo-insieme-la-biodiversita\/\">Produzioni dal basso<\/a>. Dona ora, non aspettare. Leggi il crono-programma della raccolta fondi in fondo all&#8217;articolo<\/strong>.<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si effettua il recupero di una variet\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se ti piacciono i fichi e vorresti saperne di pi\u00f9 posso raccontarti del nostro lavoro e introdurti alla conoscenza di questa pianta meravigliosa. Cominciamo da <strong>come si effettua il recupero di una variet\u00e0<\/strong>. Un lavoro che \u00e8 andato raffinandosi negli oltre trent\u2019anni di ricerca.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"574\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/persone-1024x574.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17226\" style=\"width:460px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/persone-1024x574.png 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/persone-300x168.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/persone-768x430.png 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/persone-1536x861.png 1536w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/persone.png 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">                        Ph da igiardinidipomona.it<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Innanzi tutto, consiste nell\u2019individuare una variet\u00e0 di fico locale diversa da quelle che abbiamo gi\u00e0. Spesso arriviamo ai contadini su segnalazione di amici. A volte anche vedendo per strada fichi con foglie particolari. Ormai cerchiamo di raccogliere solo variet\u00e0 con sapore che va da buono a ottimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fondamentale per noi \u00e8 farci raccontare dagli agricoltori tutte le informazioni possibili su quella variet\u00e0, a partire dal nome, spesso nel dialetto locale. Poi ci interessa sapere se la variet\u00e0 \u00e8 unifera o bifera cio\u00e9 se porta solo fichi o se fa anche i fioroni; ci informiamo a proposito della maturazione per sapere se \u00e8 precoce, media o tardiva. Ci facciamo descrivere il colore della buccia e della polpa, se la fruttificazione \u00e8 scarsa o abbondante, se \u00e8 adatta al consumo fresco o si pu\u00f2 anche essiccare, qual \u00e8 la foma e la pezzatura dei frutti, qual \u00e8 il suo uso in cucina, se ci sono ricette particolari legate a quella specifica variet\u00e0 o sistemi di conservazione particolari. I contadini capiscono immediatamente quello che stiamo facendo e sono spesso orgogliosi di poterci dare non solo le talee ma anche tutte le informazioni sulle loro piante.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Fioroni-Enzo-Arnone-Copia-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17222\" style=\"width:413px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Fioroni-Enzo-Arnone-Copia-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Fioroni-Enzo-Arnone-Copia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Fioroni-Enzo-Arnone-Copia-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Fioroni-Enzo-Arnone-Copia-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Fioroni-Enzo-Arnone-Copia.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">                        Fioroni Ph Enzo Arnone<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>A questo punto preleviamo dall\u2019apice dei rami le talee da far radicare. Si tagliano le punte dei rami pi\u00f9 vigorose e di bell\u2019aspetto della lunghezza di 25\/ 30 cm. Le talee che radicano pi\u00f9 facilmente hanno un diametro che oscilla tra cm. 0,7 e cm 1,2.&nbsp;&nbsp;Normalmente si preleva il legno di un anno oppure di due o tre anni. La crescita dell\u2019anno si distingue dal colore diverso del legno. In condizioni ideali le talee si prelevano a gemma dormiente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il periodo migliore per riprodurre il fico \u00e8 l\u2019inverno quando le giornate cominciano ad allungarsi. Fine gennaio, tutto febbraio e inizi marzo. E\u2019 molto importante che le gemme siano chiuse per dare il tempo al legno di emettere radici prima di dover alimentare le prime foglioline. Noi usiamo vasetti molto piccoli di circa 10 cm. di diametro. E\u2019 importante che la talea sia tagliata appena sotto il nodo e venga inserita nel terriccio con almeno un nodo dentro la terra, da l\u00ec spunteranno le radichette.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso si moltiplichino pi\u00f9 variet\u00e0 l\u2019unico sistema per sapere con esattezza qual \u00e8 la variet\u00e0 in vaso \u00e8 quello di scrivere con un buon pennarello a vernice direttamente sul vaso di plastica il nome della variet\u00e0 contenuta. Tutti gli altri sistemi rischiano di farti buttar via il lavoro. Soprattutto le etichette legate alla pianta che volano via col vento, si spezzano ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente \u00e8 importante il verso. La gemma apicale deve stare verso l\u2019alto.&nbsp;&nbsp;Ma la talea si pu\u00f2 tagliare in pi\u00f9 sezioni, naturalmente sempre mantenendo il verso. Si faranno in questo modo attive le gemme dormienti disposte in prossimit\u00e0 di tutti i nodi. L\u2019importante \u00e8 che ci sia almeno un nodo sotto la terra e un nodo fuori terra. Circa met\u00e0 della talea deve stare sottoterra e met\u00e0 fuori terra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La talea radica sia sul legno di un anno, sia sul legno di due anni. Se si interra anche il legno di tre anni si lascia una riserva. In questa fase lunga e delicata ci sono alcune accortezze da tener presenti: Il caldo favorisce il radicamento, il terriccio deve essere leggero, deve trattenere l\u2019umidit\u00e0. I vasetti devono avere la giusta quantit\u00e0 d\u2019acqua: troppa fa marcire il legno, troppo poca non gli permette di attivarsi a produrre le radici. Questa fase dura da febbraio-marzo fino a maggio-giugno. Richiede attenzioni quotidiane. Il vasetto piccolo consente notevoli risparmi di terra, di spazi, di acqua ma \u00e8 anche molto pi\u00f9 fragile. Basta che l\u2019acqua manchi per due o tre giorni consecutivi di forte caldo e tutto il lavoro andr\u00e0 perduto. Se si tengono i vasetti sotto la serra bisogna stare attenti al troppo sole che potrebbe bruciare le foglie.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7513-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17227\" style=\"width:413px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7513-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7513-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7513-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7513-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7513-1.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">                              PH Paolo Belloni<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Quando sono spuntate le prime due o tre foglioline si verifica lo stato delle radichette e se queste si sono ben sviluppate si deve cambiare vaso mettendone uno un poco pi\u00f9 grande (diametro cm.14\/16) Naturalmente la prima operazione sar\u00e0 quella di scrivere il nome a vernice sul nuovo vaso. Appena \u00e8 finito il rischio delle gelate tardive si possono mettere le piantine in vivaio e mettere un beccuccio di irrigazione in ogni vaso passando all\u2019irrigazione automatica (da verificare saltuariamente, ma non troppo, assicurandosi che la piccola canna collegata al beccuccio non si sia ostruita o non sia stata mangiata dai topi). Incidenti di questo tipo, non sono poi cos\u00ec rari, si possono individuare vedendo le foglie andare in sofferenza inclinandosi verso il basso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7511-Copia-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17223\" style=\"width:415px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7511-Copia-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7511-Copia-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7511-Copia-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7511-Copia-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/IMG_7511-Copia.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">                                Ph Paolo Belloni<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Da qui bisogner\u00e0 aspettare un paio d\u2019anni e almeno un altro cambio di vaso pi\u00f9 grande prima di mettere a dimora le piante in piena terra con un apparato radicale ben sviluppato e bisogner\u00e0 innaffiare per altri due anni finch\u00e8 le potenti radici del fico non si saranno insinuate in ogni anfratto del terreno, anche roccioso. Le innaffiature saranno sempre pi\u00f9 rare. Rare non vuol dire scarse. Anzi, devono sempre essere molto abbondanti ma poi bisogna aspettare che la pianta chieda nuovamente l\u2019acqua abbassando le foglie. Solo dopo questo lungo periodo il fico diventa adatto all\u2019aridocoltura e non \u00e8 pi\u00f9 necessario innaffiarlo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Fico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ora passiamo a qualche considerazione sulla specie&nbsp;<em>Ficus carica.&nbsp;<\/em>Che non vuol dire \u201ccarica\u201d di fichi come ho sempre pensato. Il nome deriva dalla Caria regione della Turchia da cui gli antichi romani pensavano fosse originaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fico \u00e8 una pianta facile: facile da moltiplicare infatti pu\u00f2 essere riprodotta per talea, per pollone radicato, per propaggine, per margotta, per meristema. Una volta che sta nella terra con la giusta umidit\u00e0 sviluppa le proprie radici. E\u2019 anche una pianta facile da coltivare: <strong>non \u00e8 particolarmente esigente in fatto di suoli<\/strong>, pu\u00f2 crescere in aree marginali con suoli superficiali, aridi e pietrosi, ma ben si sviluppa in suoli ricchi e profondi.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Fico-Panache-foto-Enzo-Arnone-jpg-Copia-1-1024x685.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17233\" style=\"width:417px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">                         Fico Panache\u0301 Ph Enzo Arnone<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La pianta di fico ha la necessit\u00e0 di essere <strong>innaffiata<\/strong> nei primi tre\/cinque anni di vita finch\u00e9 le sue potenti radici non si sono sviluppate abbastanza. <strong>Odia i ristagni d\u2019acqua <\/strong>e quindi il suolo dove vive deve essere ben drenato. Ha pochi nemici ed \u00e8 molto rustica. <strong>Ben si adatta ai cambiamenti climatici<\/strong>. Infatti le piante ben lignificate <strong>sopportano temperature invernali che vanno dai -10\u00b0ai -20\u00b0 e temperature estive dai +40\u00b0 ai +47\u00b0 <\/strong>a seconda delle variet\u00e0 e del tempo di durata del freddo o del caldo. Un albero di fico <strong>pu\u00f2 superare il secolo di vita <\/strong>e nutrire diverse generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fico permette anche <strong>gli errori di potatura<\/strong>. Sbagli a potare e produce lo stesso. Non poti per niente e produce lo stesso. E\u2019 una pianta <strong>generosa e un po\u2019 anarchica<\/strong>. Ha dato cibo ai pastori nella transumanza. A volte nasce ai bordi delle strade senza padroni e offre i propri frutti deliziosi, energetici e estremamente salutari ai passanti senza&nbsp;chiedere nulla in cambio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tuttavia facile non vuol dire semplice.<\/strong> La specie&nbsp;<em>Ficus carica&nbsp;<\/em>fa <strong>parte delle famiglia delle moracee ed \u00e8 quindi parente stretta del gelso<\/strong>. Per capire meglio il fico basta prendere una mora e rovesciarla come un calzino, dentro fuori, fuori dentro. <strong>Quello che \u00e8 l\u2019esterno della mora \u00e8 l\u2019interno del fico<\/strong>. <strong>Il fico \u00e8 una infiorescenza<\/strong> che, col passare del tempo, diventa una infruttescenza ma tutto si svolge all\u2019interno di un contenitore che si chiama&nbsp;<strong><em>siconio<\/em><\/strong><em>.&nbsp;<\/em>In realt\u00e0 un <strong>ricettacolo carnoso, contenente fiori e frutticini veri e propri, detti \u201cacheni\u201d che sono i frutti veri del fico, quei pallini<\/strong> che ci troviamo tra i denti quando degustiamo la sua polpa.<\/p>\n\n\n\n<p>Se riusciamo ad immaginare che il fuori della mora diventa il dentro del fico e che fiori e frutti sono nascosti dentro il&nbsp;<em>siconio<\/em>&nbsp;abbiamo fatto un bel passo avanti per addentrarci nel mondo complesso di questa pianta meravigliosa<\/p>\n\n\n\n<p>Molti pensano che&nbsp;<em>fichi&nbsp;<\/em>e<em>&nbsp;fioroni<\/em>&nbsp;siano sinonimi, cio\u00e8 che con termini diversi si parli dello stesso siconio.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario sono siconi diversi, che maturano in tempi diversi sullo stesso albero. I&nbsp;<strong><em>fioroni<\/em><\/strong>&nbsp;detti&nbsp;<em>columbri&nbsp;<\/em>in Italia del Sud, e&nbsp;<em>fillacciani<\/em>&nbsp;in Italia centrale, maturano a giugno-luglio mentre i <strong>fichi autunnali<\/strong>, detti&nbsp;<em>f\u00f2rniti<\/em>, maturano a partire dal mese di agosto e possono continuare, nella famiglia delle variet\u00e0 molto tardive, dette&nbsp;<em>Nataline<\/em>&nbsp;fino a ottobre \u2013 novembre ed ora si stanno cercando variet\u00e0 di fichi freschi che maturano a Natale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta quindi di frutti diversi, con forme diverse (a volte anche decisamente diverse) che maturano in tempi diversi sullo stesso albero.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune variet\u00e0 portano solo i&nbsp;<em>forniti&nbsp;<\/em>o fichi autunnali, o, molto pi\u00f9 raramente solo i&nbsp;<em>fioroni<\/em>&nbsp;&nbsp;e sono dette&nbsp;<em>un\u00ecfere<\/em>, mentre altre variet\u00e0 portano sia i fioroni che i fichi veri e propri e sono dette&nbsp;<em>b\u00ecfere&nbsp;<\/em>dal verbo latino&nbsp;<em>ferere \u201c<\/em>portare\u201d. In letteratura troviamo anche le&nbsp;<em>tr\u00ecfere&nbsp;<\/em>che tra i fioroni e i fichi autunnali producono i&nbsp;<em>cimaru\u00f2li&nbsp;<\/em>che maturano a marzo. Per me un frutto mitico perch\u00e9 in trent\u2019anni non ne ho mai visto uno!<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Paolo Belloni<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-color\"><strong>Scopri i <a href=\"https:\/\/www.igiardinidipomona.it\/\">Giardini di Pomona<\/a><\/strong>, gli orari di visita, la possibilit\u00e0 di soggiornare.<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-color\"><strong>Vai <a href=\"https:\/\/www.produzionidalbasso.com\/project\/un-pozzo-per-il-futuro-salviamo-insieme-la-biodiversita\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.produzionidalbasso.com\/project\/un-pozzo-per-il-futuro-salviamo-insieme-la-biodiversita\/\">qui<\/a> per la raccolta fondi e dona ora.<\/strong><\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-color\"><strong>Per ulteriori informazioni<\/strong>: <a href=\"mailto:igiardinidipomona@gmail.com\">progettipomona@gmail.com<\/a> o +39 3204892491 anche via WhatsApp.<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-color\"><strong>Segui <\/strong>i Giardini di Pomona su <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/igiardinidipomona\">Facebook<\/a> <\/strong>e <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/igiardinidipomona\/?igsh=MmpwcWoxaDZtaHU4\"><strong>Instagram<\/strong><\/a><\/mark><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"538\" height=\"535\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/crono-programma-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17231\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/crono-programma-1.png 538w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/crono-programma-1-300x298.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 538px) 100vw, 538px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La gravissima siccit\u00e0 in Puglia l\u2019anno scorso ha pesantemente colpito il Conservatorio botanico \u201cI Giardini di Pomona\u201d, che custodisce e tramanda migliaia di variet\u00e0 di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17219,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[103,18],"tags":[3954],"class_list":["post-17218","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agricoltura","category-puglia","tag-giardini-di-pomona"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17218","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17218"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17218\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17219"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}