{"id":17253,"date":"2025-05-13T10:58:16","date_gmt":"2025-05-13T08:58:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17253"},"modified":"2025-05-16T07:50:57","modified_gmt":"2025-05-16T05:50:57","slug":"in-italia-bonifiche-con-il-contagocce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/05\/in-italia-bonifiche-con-il-contagocce\/","title":{"rendered":"In Italia bonifiche con il contagocce\u2026"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Dati sconfortanti emergono dal recente report \u201cLe bonifiche in stallo\u201d<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato recentemente presentato il rapporto \u201c<em>Le bonifiche in stallo<\/em>\u201d, a conclusione della Campagna itinerante di ACLI, AGESCI, ARCI, Azione Cattolica Italiana, Legambiente e Libera \u201c<strong><em><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/campagne\/ecogiustizia-subito\/\">Ecogiustizia subito: in nome del popolo inquinato<\/a><\/em><\/strong>\u201d, mirato ad accertare lo stato delle bonifiche dei Siti di Interesse Nazionale. Il rapporto ha evidenziato, oltre a <strong>gravi ritardi di tipo amministrativo<\/strong>, <strong>una media molto bassa di ettari bonificati annualmente e un numero elevato di reati accertati di omessa bonifica. <\/strong>Gravi indicatori, considerando che nei SIN e nei SIR &#8211; Siti di Interesse Regionale monitorati per gli aspetti sanitari (progetto \u201cSentieri\u201d dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0) risiedono 6,2 milioni di persone, a dimostrazione di come sia difficile fare giustizia a favore della popolazione\u2026 &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo il 24% (pari a 29.266 ettari) della matrice suolo dei 41 SIN perimetrati (sui 42 censiti dal MASE, per un\u2019area di 148.598 ettari ubicati in tutte le regioni, escluso il Molise) \u00e8 stata caratterizzata, individuando almeno la tipologia e la diffusione dell\u2019inquinamento, fondamentali per studiare i necessari interventi. <strong>Appena&nbsp;il 5% del terreno di queste aree <\/strong>(pari a 6.188 ettari)&nbsp;<strong>dispone di progetto di bonifica o messa in sicurezza approvato<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>solo il 6% dei suoli&nbsp;<\/strong>(7.972 ettari)&nbsp;<strong>ha completato la bonifica<\/strong>. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La tendenza non cambia per le falde per le falde: <strong>il piano di caratterizzazione \u00e8 stato eseguito<\/strong>&nbsp;<strong>solo per il 23% delle acque sotterranee, mentre si scende al 7% <\/strong>per quelle che vantano<strong> un progetto di bonifica o messa in sicurezza approvato, e ancora pi\u00f9 bassa (2%) \u00e8 la percentuale dei procedimenti di bonifica conclusi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La delusione e la preoccupazione aumentano se si considerano gli <strong>11 ettari bonificati all\u2019anno<\/strong>,<strong> rispetto agli oltre 140.000 ettari che restano da bonificare&nbsp;nei SIN in Italia<\/strong>. Se tutto andasse bene, a questi ritmi occorrerebbero ancora 60 anni per vedere la bonifica completata: tempo che si dilaterebbe a centinaia di anni per i SIN meno fortunati\u2026 <strong>Un po\u2019 meglio per i SIR,<\/strong> secondo recenti dati pubblicati da ISPRA, che dichiarano <strong>38.556 siti interessati da bonifiche<\/strong>, 16.365 dei quali con procedimento in corso (42%) e 22.191 con procedimento concluso (58%). In queste aree oggetto di studio, sempre secondo lo studio \u201cSentieri\u201d, si registra \u201cun eccesso di mortalit\u00e0 e di ospedalizzazione rispetto al resto della popolazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo ai<strong> reati omessa bonifica<\/strong>, altro aspetto allarmante, <strong>dal 1\u00b0 giugno 2015<\/strong>&nbsp;(entrata in vigore della legge sugli ecoreati che prevede questo delitto specifico)&nbsp;<strong>al 31 dicembre 2023, sono 35 i reati di omessa bonifica accertati dalle forze dell\u2019ordine su<\/strong>&nbsp;<strong>241 controlli effettuati.&nbsp;Un&nbsp;reato ogni 6,8 controlli,<\/strong>&nbsp;<strong>50 denunce e 7 arresti<\/strong>.&nbsp;Si segnala l\u2019elevato numero dei controlli (141) eseguiti in Liguria.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La classifica regionale vede saldamente in testa la Sicilia, con 17 reati,&nbsp;<\/strong>seguita piuttosto lontano da&nbsp;<strong>Lazio e Lombardia, con 5 reati a testa.&nbsp;<\/strong>Seguono la Calabria, con 3 reati, e la Campania, con 2 reati. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre la Sicilia al comando della classifica delle denunce (ben 25 tra enti, imprese o persone fisiche) e quella dei sequestri (6).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel report, risalta particolarmente&nbsp;il<strong> divario tra quanto previsto dalla normativa e quanto realizzato nella pratica.&nbsp;<\/strong>La legge prevede 18 mesi di tempo per completare i primi step del processo amministrativo per procedere alle bonifiche dei SIN: caratterizzazione del sito, analisi dei rischi associati alla presenza delle sostanze inquinanti rilevate, predisposizione del POB o della messa in sicurezza operativa\/permanente). Ma, come abbiamo visto, in realt\u00e0 il completamento di tali fasi richiede anni o addirittura decenni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Inoltre, emerge l\u2019assenza di una strategia nazionale delle bonifiche<\/strong>, che potrebbe contribuire a rendere pi\u00f9 rapido il risanamento dell\u2019ambiente. Secondo stime di Confindustria,&nbsp;le risorse necessarie per bonificare i SIN presenti in Italia ammontano a circa 10 Mld di euro e, se le opere partissero oggi, in appena 5 anni si creerebbero quasi 200.000 posti di lavoro, con un ritorno nelle casse dello Stato di quasi 5 miliardi di euro fra imposte dirette, indirette e contributi sociali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una Roadmap nazionale con 12\u00a0 priorit\u00e0:\u00a0<\/strong>Le associazioni coinvolte nella Campagna hanno anche presentato una loro <strong>Roadmap nazionale, che comprende<\/strong> <strong>12 priorit\u00e0,\u00a0<\/strong>suddivise in tre grandi aree di intervento\u00a0<strong>(governance con aspetti normativi e procedurali, integrazione degli aspetti sanitari, reindustrializzazione per piccoli lotti\u201d) <\/strong>per accelerare il processo di bonifica:\u00a0<strong>1)<\/strong>\u00a0recepimento e armonizzazione, anche in Italia, delle migliori esperienze di programmi e percorsi gi\u00e0 esistenti in ambito internazionale;\u00a0<strong>2)<\/strong> miglioramento della gestione, grazie a una maggiore collaborazione tra le diverse autorit\u00e0 coinvolte;\u00a0<strong>3)<\/strong>\u00a0integrazione dei finanziamenti e incentivi disponibili, aumentando i finanziamenti pubblici e privati per i progetti di bonifica e creando incentivi per le aziende che investono in tecnologie di decontaminazione;\u00a0<strong>4)<\/strong>\u00a0affrontare alcuni nodi normativi chiave come la semplificazione delle procedure, a partire dal D. Lgs. 152\/2006, che prevede iter complessi e articolati per la bonifica dei siti contaminati;\u00a0<strong>5)<\/strong>\u00a0chiarire ruoli e responsabilit\u00e0;\u00a0<strong>6)<\/strong>\u00a0adottare un approccio di governance dell\u2019iter di bonifica, che tenga conto non solo di obiettivi quali-quantitativi realistici e funzionali alla bonifica ma ponga anche l\u2019elemento temporale al centro del percorso e degli obiettivi da raggiungere;\u00a0<strong>7)<\/strong>\u00a0garantire formazione e aggiornamento continuo, soprattutto del personale di amministrazioni comunali e provinciali;\u00a0<strong>8)<\/strong>\u00a0armonizzare gli studi epidemiologici nei territori inquinati e pianificarne di nuovi, coinvolgendo direttamente i cittadini;\u00a0<strong>9)<\/strong>\u00a0rafforzare il principio \u201cchi inquina paga\u201d rendendolo funzionale all\u2019iter di bonifica e superando l\u2019ambiguit\u00e0 interpretativa;\u00a0<strong>10)<\/strong>\u00a0indirizzare i progetti di bonifica verso nuove e attuali tecniche di bonifica, pi\u00f9 sostenibili ed efficaci di quelle tradizionalmente usate privilegiando gli interventi locali in situ e on site rispetto a quelli off situ, che portano invece i rifiuti delle bonifiche lontani dall\u2019area da disinquinare;\u00a0<strong>11)<\/strong>\u00a0implementare sistemi partecipati di monitoraggio per permettere alla popolazione di seguire i progressi dei progetti di bonifiche;\u00a0<strong>12)<\/strong>\u00a0strutturare tavoli territoriali partecipati e continuativi, coinvolgendo amministratori locali, aziende, esperti e tecnici, cittadini e associazioni, istituzioni regionali e nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Va rilevato, infine, un ultimo dato evidenziato dal rapporto: il problema delle bonifiche riguarda anche l\u2019Europa. L\u2019EEA ha stimato l\u2019esistenza di 2,8 milioni di siti contaminati in Europa, ma solo 1,4 milioni sono quelli registrati, solo l\u20198,3% (115.385) dei quali effettivamente bonificato e appena lo 0,7% (10.548) sotto procedura di bonifica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Ecogiustizia-report-bonifiche.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SCARICA QUI il report sullo stato delle bonifiche in Italia.<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dati sconfortanti emergono dal recente report \u201cLe bonifiche in stallo\u201d \u00c8 stato recentemente presentato il rapporto \u201cLe bonifiche in stallo\u201d, a conclusione della Campagna itinerante [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17254,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[3801,260,3864],"tags":[],"class_list":["post-17253","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-illeciti-ambientali","category-inquinamento","category-rapporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17253","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17253"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17253\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}