{"id":17346,"date":"2025-07-02T07:00:00","date_gmt":"2025-07-02T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17346"},"modified":"2025-07-05T23:40:00","modified_gmt":"2025-07-05T21:40:00","slug":"pisa-sviluppo-edilizio-delluniversita-e-sostenibilita-ambientale-rinaturalizzare-aree-dismesse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/07\/pisa-sviluppo-edilizio-delluniversita-e-sostenibilita-ambientale-rinaturalizzare-aree-dismesse\/","title":{"rendered":"Pisa, sviluppo edilizio dell\u2019Universit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 ambientale: rinaturalizzare aree dismesse"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Universit\u00e0 di Pisa si definisce molto attiva sul fronte della sostenibilit\u00e0 ambientale. Eppure il piano di sviluppo edilizio prevede la realizzazione di circa 60.000 mq di superficie utile lorda di nuovi edifici, con un ingente consumo di suolo. Le associazioni ambientaliste scrivono al rettore Zucchi, chiedendo di ristrutturare gli edifici di propriet\u00e0 anzich\u00e9 costruirne di nuovi e di rinaturalizzare e restituire alla fruizione collettiva le aree dismesse<\/h2>\n\n\n\n<p>di: <em>Associazione ambientalista La Citt\u00e0 Ecologica APS _ Comitato per la difesa di Coltano Parco MSRM _ Italia Nostra Toscana _ Italia Nostra Pisa _ Amici della Terra Versilia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo tutti noi affezionati all\u2019Universit\u00e0 di Pisa, in primo luogo perch\u00e9 per<br>parecchi ha costituto il luogo dove si \u00e8 studiato e ci si \u00e8 formati.<br>Anche per questo, ben conosciamo le precarie condizioni strutturali in cui<br>anche grandi docenti e luminari di fama internazionale erano costretti a<br>svolgere la loro attivit\u00e0 di ricerca e anche i laboratori, a volte ricavati in stanze di antichi palazzi del centro, in cui noi studenti svolgevamo le prove di laboratorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo consapevoli del ruolo strategico dell\u2019Universit\u00e0 per la citt\u00e0 di Pisa e<br>della \u201ccompetizione\u201d a livello di qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento e della ricerca che essa deve sostenere a livello internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi sul fatto che l\u2019Universit\u00e0 debba soddisfare le sue esigenze logistiche<br>per noi nulla quaestio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019universit\u00e0 di Pisa, tuttavia, accanto al suo impegno per la pace e contro la ricerca delle armi, vuol fare come suo tratto distintivo anche la sostenibilit\u00e0 ambientale. Ne siamo lieti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo per\u00f2 <strong>a nostro avviso contrasta con il suo piano di sviluppo edilizio che prevede, dopo la \u201cnuova Chimica\u201d, la realizzazione di quasi 60.000 mq di Superficie Utile Lorda di nuovi edifici, diciamo intorno a 300.000 metri cubi, con un ingente consumo di suolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma non \u00e8 solo il consumo di suolo che contrasta con la sostenibilit\u00e0 ambientale e la riduzione delle emissioni climalteranti. Infatti, un tale programma non pu\u00f2 che prevedere una <strong>grande necessit\u00e0 di cemento e la produzione di cemento \u00e8 responsabile di circa l\u20198% delle emissioni globali totali di CO 2<\/strong>. Si stima che per ogni tonnellata di cemento prodotta, venga emessa quasi una tonnellata di CO 2.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c\u2019\u00e8 l\u2019incidenza della complessiva politica edilizia dell\u2019Universit\u00e0 sulla citt\u00e0, la sua vita quotidiana, la sua mobilit\u00e0. Di questo ci occuperemo in successive prese di posizione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come conciliare esigenze logistiche dell\u2019Universit\u00e0 e sostenibilit\u00e0?<\/strong> In primo luogo investendo nella <strong>ristrutturazione degli edifici di propriet\u00e0<\/strong> (che ricordiamo essere circa 150 in citt\u00e0) senza lasciarli deperire negli anni, come purtroppo si \u00e8 fatto con il Palazzo dei Congressi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo potrebbe ridurre le esigenze di nuove costruzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo se si vuole avere un comportamento attento alla sostenibilit\u00e0 <strong>non \u00e8 possibile che ogni edificio dismesso venga messo sul mercato al solo fine di fare cassa per costruire nuovi edifici<\/strong>, consumare nuovo suolo con nuovo cemento, magari chiedendo al Comune di poter <strong>riutilizzare tutta la Superficie Utile Lorda di enormi vecchi edifici, come ad esempio la vecchia Chimica (area ed edifici che necessiteranno di profonda bonifica) in via Risorgimento, per nuove destinazioni pi\u00f9 remunerative<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo sarebbe il comportamento di un qualunque speculatore privato<\/strong> che per\u00f2 non ha alcuna pretesa di essere attento alle sorti del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario a nostro avviso che l\u2019universit\u00e0 se vuole realmente essere<br>attenta alla sostenibilit\u00e0 <strong>cominci ad entrare nell\u2019ottica di rinaturalizzare<br>almeno alcune delle aree dismesse<\/strong> (resede edificio non storico di Chimica<br>in via Risorgimento? Veterinaria alle Piagge? \u2026) <strong>e che le aree verdi presenti<br>nelle facolt\u00e0 dismesse vengano cedute alla fruizione collettiva<\/strong>, come<br>positivamente \u00e8 previsto per l\u2019area verde di Chimica in via Risorgimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo che tutto ci\u00f2 ha un costo ma la sfida per <strong>la decarbonizzazione pone tutti di fronte a scelte nuove, coraggiose ma indispensabili<\/strong>, che potrebbero anche porre la nostra Universit\u00e0 all\u2019avanguardia, non solo in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Vietare coriandoli e palloncini, incentivare l\u2019uso della bici, incontrare le<br>associazioni ambientaliste dopo i nefasti tagli arborei di Tombolo, sono tutte cose importanti ma non bastano.<\/p>\n\n\n\n<p>Pisa, 28 giugno 2025<\/p>\n\n\n\n<p>In copertina: il dipartimento di chimica dismesso dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa (Google maps).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Universit\u00e0 di Pisa si definisce molto attiva sul fronte della sostenibilit\u00e0 ambientale. 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