{"id":17498,"date":"2025-08-09T23:34:28","date_gmt":"2025-08-09T21:34:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17498"},"modified":"2025-08-12T18:40:51","modified_gmt":"2025-08-12T16:40:51","slug":"urbanistica-cosa-hanno-in-comune-milano-e-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/08\/urbanistica-cosa-hanno-in-comune-milano-e-torino\/","title":{"rendered":"Urbanistica: cosa hanno in comune Milano e Torino?"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Anche a Torino la mano pubblica ha abdicato al proprio ruolo regolatorio dell\u2019urbanistica e dell\u2019edilizia e di tutela dei beni comuni. Da decenni l\u2019amministrazione asseconda e favorisce gli affari di grandi gruppi e fondi di investimento. Intanto l\u2019attuale assessore all\u2019Urbanistica \u00e8 indagato nell\u2019ambito delle recenti vicende giudiziarie di Milano<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Fabio Balocco<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>pubblicato su<em> <a href=\"https:\/\/volerelaluna.it\/territori\/2025\/08\/07\/urbanistica-cosa-hanno-in-comune-milano-e-torino\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/volerelaluna.it\/territori\/2025\/08\/07\/urbanistica-cosa-hanno-in-comune-milano-e-torino\/\">Volere la Luna<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fa notizia in questi giorni (finalmente!) come una giunta sedicente di sinistra abbia stravolto la citt\u00e0 di Milano, ma in realt\u00e0 non molto diversa \u00e8 la situazione di quell\u2019altra metropoli del nord che \u00e8 Torino. L\u2019urbanistica di Milano e Torino ha un denominatore comune: la <em>deregulation<\/em>, il disinteresse per il bene pubblico e i conseguenti favori ai privati. <strong>Certo, a Torino non ci sono i palazzi costruiti nei cortili o i grattacieli fatti passare per ristrutturazioni: c\u2019\u00e8 altro.<\/strong> Vediamo qualcosa di questo altro: <strong>l\u2019alienazione di beni comuni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019esempio pi\u00f9 eclatante \u00e8 la fabbrica di automobili Diatto, poi diventata Snia Viscosa<\/strong>, e successivamente acquisita al patrimonio del Comune, sita in Borgo San Paolo. Fabbrica tutelata in quanto progettata dall\u2019architetto Fenoglio e chiaro esempio di stile <em>liberty<\/em>. Tutelata fino a quando il Comune (giunta Chiamparino) non decide di liberarsene cedendola al Fondo Citt\u00e0 di Torino-Fondo Comune di Investimento Immobiliare Speculativo, in cui il Comune ha una parte minoritaria e i privati (Prelios e Intesa San Paolo) maggioritaria. Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 singolare \u00e8 che il passaggio determina anche un cambiamento di valutazione nella Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, che toglie il vincolo all\u2019immobile. Il risultato \u00e8 che la fabbrica viene venduta e abbattuta, il terreno risanato dai veleni, e al suo posto sorge uno studentato, il Taurasia Living Torino, realizzato da Patrizia SE, un fondo di investimento tedesco: 582 mini appartamenti per un investimento di 70 milioni di euro.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo avanti e <strong>spostiamoci al Ponte Mosca, quartiere Aurora, dove vi era un\u2019ampia area verde di propriet\u00e0 comunale<\/strong>. Secondo il Piano Regolatore Generale del Comune in data 1995, l\u2019area era destinata a \u201cinteresse pubblico\u201d. Erano previsti un parco, un\u2019area di attrezzature sportive, un\u2019area edificata per servizi di interesse della collettivit\u00e0. Non se ne fece nulla e nel 2011 la giunta Appendino lo inser\u00ec tra i beni pubblici da alienare. Ne 2019 lo acquista una compagnia olandese, The Student Hotel, per farci uno studentato (un altro) ma questa volta di lusso (il luogo \u00e8 vicino al Campus Luigi Einaudi): circa 500 camere, piscina e quant\u2019altro per un investimento di 65 milioni di euro. Cemento al posto del verde: si chiama \u201criqualificazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Spostiamoci in pieno centro, a fianco del Tribunale, nell\u2019area verde denominata \u201cGiardino artiglieri di montagna\u201d<\/strong>. Qui la storia non costituisce solo un favore ai privati, ma anche un salasso per le casse pubbliche. Infatti, sul retro dei giardini il buon Chiamparino voleva che sorgesse la pi\u00f9 grande biblioteca d\u2019Europa e per il solo progetto pag\u00f2 all\u2019architetto Mario Bellini la modica cifra di 16,5 milioni di euro. Peccato che poi decise che non se ne facesse nulla, creando un buco nelle casse comunali che si somm\u00f2 a quelli derivanti dalle Olimpiadi del 2006 e della scommessa sui derivati. Che fare se non pensare di vendere quell\u2019area e quella appunto dei giardini? Ci pensa il suo successore Fassino che, tramite gara pubblica, nel 2013 la cede alla Amteco&amp;Maiora, <em>longa manus<\/em> di quella Esselunga che subentr\u00f2 nel 2015. Oggi il supermercato non c\u2019\u00e8 ancora, anche grazie alle rimostranze dei cittadini e del comitato EsseNon.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Restiamo in centro: corso Principe Eugenio, dove sorge un\u2019ampia area di propriet\u00e0 pubblica, ma gi\u00e0 di propriet\u00e0 dell\u2019Opera Pia Buon Pastore<\/strong>. L\u2019area \u00e8 in parte occupata da un grande edificio e una latistante area verde, rinaturalizzatasi. Anche qui viene indetta un\u2019asta per il valore di 1.220.000 euro per la costituzione di un diritto di superficie novantanovennale sull\u2019immobile, senza tenere conto che l\u2019intera area avrebbe dovuto mantenere caratteristiche di pubblica utilit\u00e0. L\u2019asta viene vinta dall\u2019unico partecipante Cogefa spa una grande impresa attiva anche nel campo dell\u2019alta velocit\u00e0 ferroviaria. Tra parentesi, oggi l\u2019impresa non pu\u00f2 operare perch\u00e9 oggetto di interdittiva antimafia (<a href=\"https:\/\/www.giornalelavoce.it\/news\/attualita\/591788\/il-tar-affonda-cogefa-confermata-linterdittiva-antimafia.html\">https:\/\/www.giornalelavoce.it\/news\/attualita\/591788\/il-tar-affonda-cogefa-confermata-linterdittiva-antimafia.html<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Spostiamoci nella precollina della citt\u00e0, dove insiste uno dei residui motovelodromi italiani<\/strong>. Sarebbe sufficiente intervenire per renderlo accessibile alla cittadinanza, magari tramite una <em>joint-venture<\/em> con un\u2019impresa attiva in campo sportivo\/ciclistico. Ma no, si preferisce (giunta Appendino) affidarne la gestione a privati. \u00c8 il 2021 e l\u2019impresa \u00e8 la Padel M2 che nulla ha a che fare con il ciclismo. L\u2019intera struttura viene data in concessione per 60 anni, per 350.000 euro, cio\u00e8 circa 500 euro al mese\u2026 Il motovelodromo viene svuotato e stravolto: un campo da calcio a otto convertibile in una struttura da rugby, campi da <em>beach volley<\/em>, piscine, piste da bici (ma guarda un po\u2019\u2026), campi di atletica, bar, punti ristoro e spazi espositivi. E ovviamente campi di padel. E la cittadinanza privata di un luogo iconico e pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A Torino per dare tutto questo in mani private non c\u2019\u00e8 o almeno non \u00e8 emerso fino ad ora nessun tipo di corruzione<\/strong>, anche se l\u2019Assessore all\u2019Urbanistica, Mazzoleni, \u00e8 indagato a Milano per lottizzazione abusiva e abuso edilizio (a Milano, non \u00e8 la prima volta che la procura lo fa finire sotto indagine). E anche se Piero Fassino fu visto incontrarsi pi\u00f9 volte col patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, e la Esselunga fu sponsor del suo libro <em>Quale futuro per il Partito Democratico?<\/em> (gi\u00e0, bella domanda). <strong>Ma resta il fatto che la citt\u00e0 si \u00e8 inchinata ogni volta che i privati hanno chiesto di edificare, valorizzare, rigenerare<\/strong>. Ne sono la prova le circa 600 varianti urbanistiche approvate in Consiglio dal 1996 al 2024 (su 3815 dell\u2019intera citt\u00e0 metropolitana: <a href=\"http:\/\/www.cittametropolitana.torino.it\/cms\/sit-cartografico\/politiche-trasformaz-territ\/varianti\/varianti\">http:\/\/www.cittametropolitana.torino.it\/cms\/sit-cartografico\/politiche-trasformaz-territ\/varianti\/varianti<\/a>). \u00c8 chiaro che il PRGC dello studio Gregotti e associati, datato al 1995, \u00e8 stato completamente stravolto<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E per carit\u00e0 cristiana qui non parliamo del nuovo ospedale che dovrebbe essere calato nel Parco della Pellerina, quando ben si poteva (magari accedendo a fondi UE) risanare l\u2019enorme area Teksid latistante<\/strong>. E sempre per carit\u00e0 non parliamo <strong>della cittadella dello sport che si sta realizzando in un altro parco, quello del Meisino<\/strong>, privando anche qui la cittadinanza di una porzione di area a parco. E infine non parliamo <strong>della Cavallerizza Reale, che vedr\u00e0 sorgere al proprio interno un hotel a cinque stelle<\/strong> con 130 stanze \u201carredi eleganti e servizi esclusivi per clienti di fascia alta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La conclusione \u00e8 che <strong>la mano pubblica ha abdicato al proprio ruolo regolatorio dell\u2019urbanistica e dell\u2019edilizia e altres\u00ec di tutela dei beni comuni<\/strong>. I responsabili qui a Torino rispondono ai nomi di: Castellani, Chiamparino, Fassino, Appendino, Lo Russo. Le formazioni le conoscete.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Immagine di copertina: Torino, Giardino Artiglieri da Montagna, al posto del quale dovrebbe sorgere un supermercato Esselunga.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche a Torino la mano pubblica ha abdicato al proprio ruolo regolatorio dell\u2019urbanistica e dell\u2019edilizia e di tutela dei beni comuni. 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