{"id":17509,"date":"2025-08-11T23:44:41","date_gmt":"2025-08-11T21:44:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17509"},"modified":"2025-08-14T09:31:51","modified_gmt":"2025-08-14T07:31:51","slug":"morto-un-bosco-non-se-ne-fa-un-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/08\/morto-un-bosco-non-se-ne-fa-un-altro\/","title":{"rendered":"Morto un bosco (non) se ne fa un altro"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>La mobilitazione dei Custodi del Bosco d\u2019Arneo che \u00e8 riuscita a evitare l\u2019ampliamento della pista di collaudo della Porsche a Nard\u00f2 cerca di decostruire l\u2019immaginario cristallizzato imposto dal capitalismo del verde, affermando una differente nozione di natura, non pi\u00f9 vista come altro da noi o \u201crisorsa\u201d a disposizione e si oppone fortemente all\u2019applicazione delle leggi greenwashing che consentono l\u2019autorizzazione di opere che distruggono habitat a fronte di misure di compensazione semplicisticamente presentate come alternative sostenibili<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Alessandra Faccini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/societa\/morto-bosco-non-se-ne-fa-altro\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/societa\/morto-bosco-non-se-ne-fa-altro\/\">iltascabile.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alessandra Faccini\u00a0\u00e8 ricercatrice e curatrice, attualmente dottoranda presso il Politecnico di Torino, con una formazione in Filosofia Teoretica. Si occupa di produzione artistica in contesti rurali e aree interne e di politiche del lavoro culturale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>MORTO UN BOSCO (NON) SE NE FA UN ALTRO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>BENI COMUNI E INTERESSI PRIVATI NELLE TERRE D\u2019ARNEO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In Puglia, tra i comuni di Nard\u00f2 e Porto Cesareo<\/strong>, perfettamente tracciato nel bel mezzo di un\u2019estesa macchia verde, si sviluppa un anello di asfalto e cemento lungo quasi tredici chilometri: si tratta del&nbsp;<em>ring<\/em>&nbsp;del <strong>Nard\u00f2 Technical Centre (NTC)<\/strong>, la pista di collaudo dal 2012 propriet\u00e0 della Porsche Engineering, assieme a circa un terzo dell\u2019area interna alla circonferenza, quella pi\u00f9 a sud. <strong>Dentro al cerchio, su una superficie pari a 7 milioni di m\u00b2, si snodano 20 circuiti minori e diversi impianti di prova<\/strong>, dove vengono testate non solo autovetture del gruppo tedesco ma anche prototipi di altri brand di lusso, come McLaren, Aston Martin, Ferrari, Audi e Mercedes. L\u2019<strong>indotto<\/strong> generato dal NTC si estende ben oltre i confini della pista: esercizi commerciali, attivit\u00e0 di ristorazione e strutture ricettive della costa beneficiano delle trasferte di ingegneri, piloti e meccanici anche in bassa stagione, garantendo alla Regione Puglia un introito che si attesterebbe attorno&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.rai.it\/programmi\/report\/inchieste\/I-signori-dellanello-e8a1309d-fc06-4cd3-a58d-7546eb52f30a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ai 10 milioni di euro l\u2019anno<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin qui tutto bene, o, almeno, cos\u00ec pare.&nbsp;<a href=\"https:\/\/sz-magazin.sueddeutsche.de\/leben-und-gesellschaft\/porsche-teststrecke-italien-protest-anwohner-93636?reduced=true\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Secondo Antonio Gratis<\/a>, dal 2018 il direttore generale del NTC, originario di Ugento (Lecce), ci troveremmo di fronte a un caso di \u201cunione ideale tra sviluppo e tradizione\u201d, un matrimonio all\u2019apparenza felice tra \u201cil mondo tecnologico di Porsche\u201d e \u201cquello rurale della campagna salentina\u201d, che sarebbe proseguito senza grandi clamori fino a quando, nel corso del 2023, non \u00e8 cominciata a trapelare la notizia relativa al <strong>piano d\u2019ampliamento del centro<\/strong>, confermata dall\u2019avviso, nell\u2019agosto dello stesso anno, dell\u2019imminente <strong>esproprio<\/strong> \u201cper pubblica utilit\u00e0\u201d ai danni dei 134 proprietari dei 351 ettari di terreno interessati dal progetto: ancora una volta, <strong>il Capitale colpisce d\u2019estate<\/strong>, quando l\u2019Italia \u00e8 assopita e la distensione massima.<\/p>\n\n\n\n<p>Era gi\u00e0 successo ai 421 operai e lavoratori delle ditte in appalto dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/societa\/ambientalismo-working-class\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ex GKN Driveline di Campi Bisenzio<\/a>&nbsp;nella piana fiorentina, che a luglio 2021, a pochi giorni dallo sblocco dei licenziamenti, ricevettero una mail che li lasciava da un giorno all\u2019altro di fatto senza lavoro. Iniziava cos\u00ec l\u2019assemblea permanente pi\u00f9 lunga nella storia delle lotte operaie, che ha portato il Collettivo di fabbrica a presidiare ininterrottamente lo stabilimento per impedirne la delocalizzazione e la definitiva dismissione, richiedendo, al loro posto, un intervento pubblico per reindustrializzarla e trasformarla in un polo delle energie rinnovabili e della mobilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nel caso di Nard\u00f2, la risposta non tarda ad arrivare. In poco tempo si costituisce il <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/custodidelboscodarneo\">Comitato custodi del Bosco d\u2019Arneo<\/a><\/strong>, composto di cittadini, attivisti e solidali, che si oppongono alla costruzione delle 9 piste aggiuntive, oltre alla modernizzazione di quelle esistenti, e soprattutto all\u2019abbattimento di 200 ettari (l\u2019equivalente di 300 campi da calcio) di vegetazione; un\u2019operazione quanto mai necessaria, a detta di Porsche, per adattare il NTC alle esigenze delle nuove frontiere dell\u2019<em>automotive<\/em>, tra cui la guida autonoma e connessa, per un investimento complessivo di circa 450 milioni di euro (l\u2019area in questione era stata strategicamente dotata di rete 5G giusto qualche tempo prima).<\/p>\n\n\n\n<p>Peccato che il cosiddetto Bosco d\u2019Arneo compaia tra i <strong>siti protetti<\/strong> di importanza comunitaria secondo la rete Natura 2000 e la Direttiva Habitat dell\u2019Unione Europea relativa alla conservazione degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna selvatiche. Anche la valutazione ambientale svolta dalla Regione Puglia ha riconosciuto come \u201cnegativi\u201d e \u201csignificativi\u201d gli eventuali impatti sul bosco di lecci di quasi 40 ettari e su una piccola porzione di prateria mediterranea, definendo dunque l\u2019intervento di Porsche altamente invasivo nei confronti della struttura paesaggistica locale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 successo, per\u00f2, che il vincolo \u00e8 stato aggirato, facendo <strong>leva sul presunto valore di interesse pubblico del piano<\/strong>, sia per la salute dell\u2019uomo, sia per la sicurezza pubblica: il primo punto era&nbsp; motivabile grazie alla realizzazione di un centro medico con elisoccorso all\u2019interno del circuito, integrato al sistema sanitario pugliese, nonostante gli ospedali della zona \u2013 in primis il Vito Fazzi di Lecce e il Centro grandi ustionati di Brindisi \u2013 siano sprovvisti di eliporti, e i costi di equipaggio, del personale medico, degli elicotteri stessi e della loro manutenzione peserebbero sulle tasche della regione, che ad oggi non riesce ad assicurare il servizio neanche laddove esistono le infrastrutture necessarie; il secondo punto prevedeva invece l\u2019impegno di Porsche nel mettere a disposizione della collettivit\u00e0 il servizio antincendio, lo stesso che avrebbe tra l\u2019altro consentito al bosco di crescere cos\u00ec rigoglioso, dal momento che,&nbsp;<a href=\"https:\/\/sz-magazin.sueddeutsche.de\/leben-und-gesellschaft\/porsche-teststrecke-italien-protest-anwohner-93636?reduced=true\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sostiene Gratis<\/a>, \u201cle nostre termocamere individuano anche la pi\u00f9 piccola fiamma\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Con una mossa inaspettata, il paradosso \u00e8 finalmente compiuto: \u00e8 Porsche il vero custode del Bosco<\/strong>. E continuerebbe a esserlo anche qualora portasse effettivamente a termine la deforestazione, a patto che sappia&nbsp;<em>compensare<\/em>&nbsp;la perdita, anzi \u201csovracompensarla\u201d, come se la natura fosse il frutto di un\u2019equazione. A questo scopo, il colosso tedesco \u2013 la cui sede,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.sueddeutsche.de\/projekte\/artikel\/wirtschaft\/porsche-teststrecke-apulien-ring-von-nard-umweltschutz-steineichen-salento-e229044\/?reduced=true\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">come nota Marc Beise<\/a>, si trova in Svevia, un distretto in cui non a caso i Verdi sono al potere da una decina d\u2019anni \u2013 <strong>ha acquistato terreni dentro e fuori al cerchio, per un totale di 600 ettari, destinati a ospitare 1,2 milioni di giovani alberelli <\/strong>bisognosi di cure e acqua in un Salento sempre pi\u00f9 desertificato e dalle falde pericolosamente salinizzate.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"613\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2607-1024x613.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17513\" style=\"width:537px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2607-1024x613.png 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2607-300x180.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2607-768x460.png 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2607.png 1266w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">            Recinzione del Nard\u00f2 Technical Centre (Ph Google Maps)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La manovra si rivela quantomeno ad alto tasso di rischio, un rischio che, forse, la Puglia ora come ora non pu\u00f2 permettersi di correre, dopo anni di inveterate \u201cmonoculture della mente\u201d, per citare&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bloomsbury.com\/uk\/monocultures-of-the-mind-9781856492188\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vandana Shiva<\/a>, che hanno drammaticamente impoverito il suolo del profondo tacco dello stivale, rendendolo facile preda di speculazione e privatizzazione selvaggia, e meno reattivo nel fronteggiare minacce quali l\u2019epidemia da&nbsp;<em>xylella fastidiosa<\/em>&nbsp;che ne ha contribuito a distruggere la biodiversit\u00e0. <strong>Una rete virtuosa, fatta di realt\u00e0 che da tempo investono con convinzione nella possibilit\u00e0 di riscattare un paesaggio fortemente traumatizzato, cerca di invertire la rotta<\/strong>: tra queste,&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/scienze\/panorami-post-agricoli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Casa delle Agriculture a Castiglione d\u2019Otranto<\/a><\/strong>, nel versante Adriatico, promuove un\u2019idea di \u201c<a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/problemi-contemporanei\/la-restanza-vito-teti-9788806251222\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">restanza<\/a>\u201d attraverso l\u2019azione sinergica di un\u2019agricoltura rigenerata e di un\u2019arte pubblica che rafforza i vincoli di comunit\u00e0 e tenta di arginare l\u2019esodo di risorse naturali e umane dalla regione.<\/p>\n\n\n\n<p>O la&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.fhu.art\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Free Home University<\/a>, dove impegno pedagogico e artistico convergono nella prefigurazione di nuovi modi di condividere e creare conoscenza, sperimentando modelli di vita in comune e forme di ricerca-azione nel territorio assieme alle comunit\u00e0 di pratica e di lotta. Per la recente mostra&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/www.fhu.art\/learning-intentions--learning-in-tensions-an-exhib\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Learning Intentions\/Learning in Tensions<\/a><\/em>&nbsp;allestita in occasione dei 10 anni di attivit\u00e0 nella ex chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce, i curatori Alessandra Pomarico e Nikolay Oleynikov, hanno commissionato a Oliver Ressler, artista, regista e attivista austriaco, riconosciuto per il suo trentennale impegno di documentazione dei movimenti sociali di resistenza al capitalismo globale e al cambiamento climatico, il <strong>film&nbsp;<em>We Are the Forest Enclosed by the Wall<\/em><\/strong>, incentrato proprio sulla battaglia dei Custodi d\u2019Arneo per difendere il Bosco dal piano ecocida del gruppo Porsche.<\/p>\n\n\n\n<p>Sostenuto dalla fondazione svizzera Tinguely, il film <strong>sar\u00e0 presentato a settembre alla comunit\u00e0 locale e poi a quella internazionale nel circuito dei festival di cinema e in quello dell\u2019arte contemporanea<\/strong>. Ad aprire il percorso espositivo della mostra, in una sorta di vero avamposto con tanto di volantini divulgativi e raccolta firme, l\u2019installazione del collettivo di artisti e attivisti <strong>Ultra-red<\/strong>, chiamati a condurre un\u2019investigazione sonora per analizzare la congiuntura politco-economica in atto in questo cos\u00ec come in altri territori, e le strategie di risposta per la salvaguardia della foresta.<\/p>\n\n\n\n<p>Un audio diffonde stralci di interviste ai custodi, mentre alle pareti, assieme alle mappe indicanti il livello di inquinamento acustico generato dal NTC, compaiono tracce del processo di facilitazione partecipata, registrazioni grafiche delle assemblee e le risposte dei visitatori invitati a un esercizio di riflessione sulla crisi aperta dal progetto di ampliamento. A essere esposte, anche le <strong>stampe<\/strong> offerte da diversi artisti a supporto della campagna (tra gli altri Ruan Grupa, Crater Invertido, Glucklya, Chto Delat, Enrie Larsen e Sherry Millner), portate in strada come stendardi e bandiere durante le manifestazioni e i picchetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Storicamente, la contrapposizione tra arte e attivismo pu\u00f2 dirsi riconducibile a motivazioni di carattere ideologico, funzionali innanzitutto a negare sia l\u2019agibilit\u00e0 politica che la prima ambirebbe a dischiudere, sia il ruolo dell\u2019artista come agente di cambiamento; le cosiddette <strong>pratiche \u201cartivistiche\u201d<\/strong> contemporanee \u2013 di cui Casa delle Agriculture, Free Home University, Oliver Ressler e Ultra-red sono a tutti gli effetti rappresentativi \u2013 mettono in discussione le fondamenta di tale polarizzazione, dimostrando come il <strong>medium artistico, inteso come un campo di forze generativo e non mero simulacro, in un momento in cui&nbsp;<em>predomina l\u2019urgenza,&nbsp;<\/em>assuma una rilevanza catalizzatrice nell\u2019ottica di una sempre maggiore emancipazione sociale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla base della comprensione del collasso climatico in corso e delle possibili modalit\u00e0 di fronteggiarlo, risiede la questione di un <strong>immaginario ormai cristallizzato che blocca la possibilit\u00e0 di un\u2019inversione di rotta<\/strong>. <strong>Per decostruire i paradigmi vigenti e immaginarne di nuovi o diversi, servono strategie capaci di incorporare una differente nozione di natura, non pi\u00f9 vista come altro da noi o \u201crisorsa\u201d sempre a disposizione<\/strong>, e di promuovere politiche terrestri che strutturino, a partire da presupposti&nbsp;<em>altri&nbsp;<\/em>e valori quali l\u2019interdipendenza e interconnessione, le nostre coscienze ecologiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>All\u2019arte, con la sua potenza anticipatrice ed evocatrice, attraverso l\u2019abilit\u00e0 ricombinatoria di agire sull\u2019immaginario, spetta dunque il compito di smuovere l\u2019irremovibile e configurarlo diversamente<\/strong>, mostrando come \u201csia possibile invertire ci\u00f2 che era ritenuto inevitabile, per quanto inimmaginabile\u201d (da una conversazione privata tra Oliver Ressler e TJ Demos, traduzione dell\u2019autrice).<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto<strong>, sacche di resistenza e di creazione di alternative esistono e si organizzano da tempo anche all\u2019interno dell\u2019anello<\/strong>: a meno di due chilometri dal NTC, l\u2019<strong>agricampeggio Le Fattizze<\/strong>, da tre generazioni di propriet\u00e0 della famiglia Rolli, sorge su un antico podere nel cuore della Terra d\u2019Arneo, coniugando l\u2019agricoltura biologica all\u2019ecoturismo in quello che assomiglia a un campo di prova per il futuro del pianeta; o ancora, il neonato <strong>bosco 209 custodito da Viola Berlanda<\/strong>, fotoreporter di Torino che a febbraio 2021, nel vivo delle due pandemie disastrose che hanno colpito ulivi ed esseri umani, ha lasciato la sua vita a Parigi per prendersi cura di 300 baby alberi appartenenti a 80 specie antiche e ormai dimenticate, per tentare di ristabilire la biodiversit\u00e0 del luogo. Queste e altre esperienze partecipano di quel fermento incessante e laborioso che, scegliendo di non abbandonare la regione, promuove strategie sempre nuove per rivitalizzare il territorio e garantire un\u2019eredit\u00e0 verde alle prossime generazioni: una sorta di contraltare di ci\u00f2 che avviene a pochi passi da l\u00ec, dall\u2019altra parte del muro.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quando \u00e8 arrivata Porsche, all\u2019inizio degli anni Dieci, <strong>la pista \u00e8 stata progressivamente avvolta da un velo di mistero<\/strong><strong>: protetta e nascosta dalla cinta muraria e dalla vegetazione fitta<\/strong>, un po\u2019 come accade nel film&nbsp;<em>La zona d\u2019interesse<\/em>&nbsp;(2023) di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/eol-glazer-jonathan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Jonathan Glazer<\/a>, l\u2019attivit\u00e0 dei circuiti di prova, coperta com\u2019\u00e8 dal segreto aziendale, \u00e8 diventata deducibile unicamente dai suoni \u2013 la legge del pi\u00f9 forte parla il linguaggio del ronzio costante dei motori. Si tratta di luoghi inaccessibili alla collettivit\u00e0 e alla comunit\u00e0 scientifica, tanto da impedire ai pi\u00f9 di conoscere con esattezza le specificit\u00e0 del patrimonio floristico e faunistico al loro interno, quantificarlo o precisarne i rischi causati da un eventuale disboscamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019ingresso in scena del progetto di ampliamento del NTC, la battaglia tra il gruppo automobilistico e il Comitato dei custodi si \u00e8 giocata, in poche parole, sul piano dell\u2019assenza: <strong>cosa significa proteggere un bosco che non si vede ma che indirettamente si percepisce?<\/strong> <strong>Come cambiano le modalit\u00e0 di protesta nell\u2019epoca della finanziarizzazione della natura, dove le forze all\u2019opera sono pi\u00f9 che mai decentrate, smaterializzate e svincolate dal terreno (del) reale, e dove le distanze tra i \u201cluoghi esecutivi\u201d (Stoccarda, quartier generale di Porsche), che decidono delle sorti e degli usi di un territorio, e quelli in cui tali disposizioni vengono applicate (Terra d\u2019Arneo) si dilatano, passando per un fitto reticolo di rimandi e differimenti in cui a perdersi, alla fine, \u00e8 proprio il referente nella sua&nbsp;<em>sostanziale<\/em>&nbsp;prossimit\u00e0 (il bosco)?<\/strong> A rispondere \u00e8 <strong>Alessandra Pomarico<\/strong>, co-founder di Free Home University e parte del Comitato custodi del Bosco d\u2019Arneo: \u201cL\u2019impenetrabilit\u00e0 del bosco \u00e8 una condizione di partenza interessante, che ha portato al centro di questa lotta tante tensioni. Intanto ha evitato il rischio di una visione \u2018nimby\u2019 (not in my backyard), invitandoci a riconsiderare il valore dei beni comuni (commons), e disattivando il paradigma antropocentrico di molti movimenti ambientalisti occidentali che continuano a considerare la natura come risorsa. <strong>Non ci siamo mobilitati per difendere un bosco \u2018utilizzabile\u2019, fruibile, o godibile in una prospettiva umana<\/strong>, per la nostra idea di bellezza, di paesaggio, per il bisogno o desiderio di \u2018riconnetterci con la natura\u2019; la questione \u00e8 diventata inevitabilmente ecosistemica, di interrelazione e interdipendenza tra comunit\u00e0 umane e pi\u00f9-che-umane, ci ha connesso a lotte translocali e <strong>ha permesso una temporalit\u00e0 pi\u00f9 estesa, che guarda al passato e al presente, e soprattutto alle future generazioni<\/strong>. Naturalmente la distruzione di questa, cos\u00ec come di altre foreste, significa accelerare il rischio di estinzione della specie umana. Qui vivevamo anche un\u2019altra tensione: paradossalmente il fatto che il bosco fosse inaccessibile ha significato anche la sua protezione dagli incendi \u2013 che da noi sono sempre di origine dolosa \u2013 oltre che da altre speculazioni, ma il fatto che sia in mano a una multinazionale dell\u2019industria automobilistica, come questa vicenda ha dimostrato, non ci salva da rischi di eradicazione malgrado i vincoli europei\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"370\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2605.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17514\" style=\"width:510px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2605.png 604w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2605-300x184.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u201cAbbiamo dovuto immaginarcelo questo bosco\u201d prosegue Pomarico, \u201cipotizzare sulla vita che lo popola, studiare le relazioni tecniche, <strong>raccolto le testimonianze degli abitanti della zona per capire cosa ci fosse dietro il muro, quali uccelli nidificano, l\u2019esistenza dei lupi.<\/strong> Alcuni di noi hanno fatto riprese e fotografie coi droni, e abbiamo dovuto persino utilizzare un elicottero mantenendoci nella \u2018no fly zone\u2019, che difende il segreto industriale, per consentire a Oliver Ressler delle riperse dall\u2019alto. \u00c8 interessante come una relazione affettiva, e direi di solidariet\u00e0, si possa instaurare per qualcosa che non si conosce, e che forse non si conoscer\u00e0 mai, ma la cui esistenza \u00e8 fondamentale in una prospettiva di giustizia ecologica e di difesa del vivente. Questa lotta <strong>ci ha permesso di parlare di diritti della natura, della possibilit\u00e0 di dare personalit\u00e0 giuridica al mare, ai fiumi, agli alberi, all\u2019aria, di costituenti della Terra<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli attivisti salentini, dopo una campagna di informazione e mobilitazione, scendendo in piazza e spingendosi fino alla capitale del Land del Baden-W\u00fcrttemberg per prendere parte all\u2019<em>annual general meeting&nbsp;<\/em>di Porsche e contestarne il piano \u2013 oltre a rinominare simbolicamente la Porsche-Platz in Bosco d\u2019Arneo-Platz durante una cerimonia accompagnata dalla piantumazione di un leccio, grazie al sostegno degli alleati tedeschi del gruppo ambientalista Robin Wood \u2013 hanno prestato i loro corpi affinch\u00e9 fungessero da cassa di risonanza di una vicenda che, confinata a quei 12,5 chilometri del&nbsp;<em>ring<\/em>, sarebbe altrimenti rimasta senza voce, e <strong>per realizzare il sogno di poterlo finalmente attraversare, quel bosco,<\/strong><strong> e di vederlo tornare a essere, dopo cinquant\u2019anni, di nuovo pubblico in quanto riconosciuto a tutti gli effetti bene comune<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 infatti negli anni Settanta che la foresta viene privatizzata<\/strong>: qui FIAT costruisce per prima la pista, inaugurandola nel 1975 sotto la denominazione SASN (<em>Societ\u00e0 Autopiste Sperimentali Nard\u00f2<\/em>). Nel periodo tra il 1970 e il 1973, l\u2019azienda automobilistica italiana realizza un programma di investimenti nel Mezzogiorno per circa 250 miliardi di lire, che avrebbero portato alla creazione di 18.000 posti di lavoro diretti e, auspicabilmente, ad altrettanti collaterali. Tra i siti individuati per la costruzione degli stabilimenti oltre a Termini Imerese, Termoli, Vasto, Bari, Lecce, Sulmona e Cassino figura anche Nard\u00f2, interessata dalla realizzazione di un circuito di collaudo, da terminarsi a met\u00e0 del 1974. Nel video&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=v1u1q7TvgPE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fiat nel Sud Italia<\/a><\/em>, disponibile nel canale Youtube dell\u2019Archivio nazionale Cinema Impresa, la sezione del servizio dedicata a quest\u2019ultima \u00e8 l\u2019unica a non fornire dati precisi, come \u00e8 invece il caso di tutte le altre citt\u00e0 coinvolte dal progetto di sviluppo. Ancora una volta, l\u2019anello sembra essere un luogo impenetrabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Sull\u2019onda degli incentivi governativi per \u201crisolvere\u201d il problema della grave disoccupazione e sottoccupazione del Meridione e decongestionare Torino e le aree limitrofe del Nord industrializzato da poco reduce dall\u2019\u201cautunno caldo\u201d, FIAT, similmente ad altri colossi del secondario, delocalizza l\u2019attivit\u00e0 produttiva l\u00e0 dove le tensioni sociali erano meno rumorose, la densit\u00e0 abitativa tutt\u2019altro che elevata, i lavoratori, vittime del ricatto occupazionale, meno sindacalizzati. Insomma, spostarsi a sud si rivelava, per molti aspetti, una scelta quasi obbligata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La societ\u00e0 di Agnelli rileva dunque il sito di Nard\u00f2, mantenendo pressoch\u00e9 intatta la conformazione del&nbsp;<em>ring<\/em>, frutto dei lavori preliminari realizzati negli anni Sessanta per accogliere un acceleratore di particelle<\/strong> (il concorso internazionale fu poi vinto da Ginevra, Svizzera). La piana tra Nard\u00f2 e il tarantino era stata giudicata adatta a ospitare il protosincrotrone in quanto geologicamente stabile; l\u2019operazione si inseriva nel quadro pi\u00f9 ampio di rilancio dell\u2019economia del Sud Italia, vedendo negli stessi anni la costruzione del centro siderurgico di Taranto, il petrolchimico di Brindisi o il cementificio Colacem di Galatina. La storia recente della Terra d\u2019Arneo, che affonda le proprie radici nelle&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lagazzettadelmezzogiorno.it\/news\/analisi\/157920\/terra-terra-la-puglia-del-1950-e-la-rivolta-in-bicicletta.html?si=EhrKvfwSLDpfcpkW\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rivolte contadine \u201cin bicicletta\u201d<\/a>&nbsp;degli anni Cinquanta contro lo sfruttamento dei grandi latifondisti per ottenere la redistribuzione delle terre, \u00e8 una tessitura complessa di sogni e delusioni, progetti industriali e sforzi di conservazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla Cassa del Mezzogiorno alla riforma agraria, dall\u2019ipotesi di un Salento \u201cnucleare\u201d alle velleit\u00e0 della FIAT, fino ad arrivare alla \u201cpacifica convivenza\u201d con Porsche, \u00e8 visibile in controluce un filo rosso che collega tutti questi passaggi: <strong>la lotta dei Custodi del Bosco non \u00e8 una lotta circoscritta a un\u2019unica vertenza, ma a una logica coloniale ed estrattivista perdurante, che da decenni insiste sul Sud mettendone a repentaglio ecosistemi fragili, identit\u00e0 e stili di vita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>ricatto salute o lavoro<\/strong>, su cui il marchio tedesco ha fatto a pi\u00f9 riprese leva per ottenere il via libera al progetto di ampliamento, si \u00e8 tradotto in un&nbsp;<em>aut aut&nbsp;<\/em>dichiarato: \u201cO il piano, o il ritiro di tutti gli investimenti dall\u2019area\u201d. A fronte delle critiche infondate che attribuiscono a una presunta resistenza ideologica al progresso la causa principale dell\u2019immobilismo pugliese, dati alla mano <strong>la regione ospita sul proprio territorio l\u2019acciaieria pi\u00f9 grande d\u2019Europa \u2013&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/goletta-verde\/sos-clima-a-taranto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">campione di inquinamento industriale e di CO2<\/a>&nbsp;\u2013; \u00e8 tra quelle in cui si concentra la maggiore produzione di energia eolica; costituisce il corridoio nazionale di gas naturale dall\u2019Azerbaigian; assiste da tempo a un aumento progressivo di consumo di suolo<\/strong>; \u00e8 la prima al Sud per crescita del prodotto interno lordo. Non proprio lo scenario che ci si aspetterebbe da un\u2019aprioristica sequenza di \u201cno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Osservando un po\u2019 pi\u00f9 da vicino il caso del NTC emerge, inoltre, <strong>quanto esiguo sia da sempre il numero di dipendenti salentini occupati<\/strong>, e come, <strong>spesso, le loro proteste siano state in qualche modo silenziate<\/strong>: precari storici in perenne attesa di una stabilizzazione che non \u00e8 mai arrivata, assunzioni interinali, incidenti in pista per supposte violazioni delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro. <strong>Ma allora in nome di cosa il Bosco d\u2019Arneo, rimpiazzabile da un milione di alberelli che rischiano di non attecchire, sarebbe sacrificabile? <\/strong>Di una Puglia ancora \u201cpi\u00f9 famosa nel mondo\u201d come dice il suo presidente Emiliano, pronta a essere inscenata proprio come \u00e8 successo durante il G7 di Borgo Egnazia? Di una fantomatica destagionalizzazione del flusso turistico? O di un interesse pubblico fittizio che in realt\u00e0 cela unicamente quello di una multinazionale?<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda del Bosco d\u2019Arneo ha mostrato con chiarezza non solo l\u2019assenza di un dialogo costruttivo tra le parti, ma anche la difficolt\u00e0 di stabilire una narrazione condivisa. Il Comitato per la difesa del bosco, spesso tacciato di abbracciare un ambientalismo ingenuo, ha faticato a reperire dati scientifici e oggettivi a supporto delle proprie istanze, complice l\u2019inaccessibilit\u00e0 dell\u2019area. Dall\u2019altro lato, Porsche ha optato per una comunicazione opaca, che ha alimentato sospetti e diffidenze, lasciando emergere solo frammenti parziali delle proprie intenzioni. In questo scarto di trasparenza e verificabilit\u00e0, la battaglia si \u00e8 giocata anche sul terreno scivoloso tra ci\u00f2 che era possibile dimostrare e ci\u00f2 che si poteva soltanto supporre.<\/p>\n\n\n\n<p>Il biologo Rocco Labadessa, incaricato della valutazione di incidenza ambientale per conto dell\u2019azienda tedesca, \u00e8 stato tra i pochi a esplorare direttamente la zona contesa. La sua analisi ha rivelato anzitutto l\u2019assenza di un bosco secolare: al suo posto, campi agricoli abbandonati dagli anni Settanta, progressivamente riconquistati dalla vegetazione spontanea. Paradossalmente, la recinzione dell\u2019area da parte di Porsche avrebbe protetto questo ecosistema nascente da incendi e pascoli, favorendo la crescita della vegetazione arborea e impedendo la conservazione delle praterie mediterranee, tra gli habitat tutelati dalla rete Natura 2000.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione attuale mostra infatti un <strong>ecosistema pi\u00f9 integro all\u2019interno del perimetro aziendale rispetto alle zone circostanti<\/strong>, dove l\u2019agricoltura intensiva ha compromesso la biodiversit\u00e0. Curiosamente, i pochi lembi di prateria superstiti si trovano lungo le piste dismesse, aree disturbate dall\u2019attivit\u00e0 industriale, ma che hanno permesso la sopravvivenza di specie tipiche degli spazi aperti. Questa dinamica, comune nel Mediterraneo, <strong>mette in discussione l\u2019efficacia delle direttive europee nel riconoscere e tutelare habitat mobili e in continua evoluzione<\/strong>. <strong>Anche la definizione stessa di \u201cbosco\u201d risulta ambigua<\/strong>: nella maggior parte dell\u2019area si tratta di un uliveto inselvatichito, con poche fasce a vegetazione ad alto fusto. Eppure, \u00e8 proprio qui che gli ulivi sono rimasti indenni dalla&nbsp;<em>xylella<\/em>, forse grazie alla ricchezza biologica dell\u2019ambiente, in netto contrasto con la monocoltura esterna che ha favorito la diffusione dell\u2019infezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel quadro dell\u2019ampliamento del Nard\u00f2 Technical Center, la questione della compensazione ecologica si fa centrale<strong>. Per autorizzare opere che comportano perdita di habitat, la legge prevede interventi di ripristino, spesso con incremento quantitativo: misure di&nbsp;<em>greenwashing<\/em>,<\/strong> ma che \u2013 almeno in potenza \u2013 un attore come Porsche potrebbe realizzare con maggiore efficacia rispetto a molte istituzioni pubbliche (soprattutto italiane). <strong>Tuttavia, la complessit\u00e0 tecnica e climatica di queste operazioni resta altissima. <\/strong>Numerose iniziative legate al PNRR, anche in Puglia, ne sono un esempio: costose, poco trasparenti, spesso senza un reale monitoraggio degli esiti. <strong>In regioni come il Salento, segnate da desertificazione e carenza idrica, i modelli forestali tradizionali non sono pi\u00f9 replicabili. Serve un cambio di paradigma: non pi\u00f9 piantare alberi per far vedere il bosco, ma progettare restauri ecologici su scala lunga, curando le condizioni che rendono possibile l\u2019attecchimento, la resilienza, l\u2019equilibrio.<\/strong> <strong>Senza ombra, senza acqua, senza biodiversit\u00e0 iniziale, un bosco non si improvvisa. <\/strong>Quello che si rischia, altrimenti, \u00e8 un simulacro verde: un paesaggio agricolo travestito da ecosistema. <strong>Non si tratta, in definitiva, di sostituirsi alla natura, che ha tempi e processi propri \u2013 e che senza dubbio sapr\u00e0 sopravviverci \u2013 ma di facilitare dinamiche di ripristino ecologico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il caso della resistenza dei Custodi si lega a numerose altre storie di ecologia politica insurrezionale nel continente, che si oppongono al capitalismo verde e alle misure semplicisticamente presentate come alternative sostenibili<\/strong>: dalle \u201coccupazioni forestali\u201d ad Hambach e a L\u00fctzerath in Germania contro le miniere di lignite gestite dalla compagnia energetica RWE, dove ambientalisti, attivisti, anarchici e abitanti locali hanno sperimentato forme di autogestione antispecista guardando a esperienze longeve come la pi\u00f9 nota ZAD-Zone-To-Defend, che per quarant\u2019anni ha resisto alla costruzione di un nuovo aeroporto fuori Nantes, alla lotta contro la \u201cgigafactory\u201d di Tesla nella cittadina di Gr\u00fcnheide, a soli cinque chilometri a sud-est di Berlino.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti gli esempi menzionati, ambiente,&nbsp;<em>automotive&nbsp;<\/em>e abitare si intrecciano indissolubilmente in una trama che compone di volta in volta tessuti differenti, appellandosi a strumenti legislativi ordinari e non, ma sempre a ricordarci che <strong>giustizia climatica e giustizia sociale vanno di pari passo<\/strong>: \u00e8 questa l\u2019unica formula per una transizione possibile. Uomo e natura si affiancano in una rinnovata cultura attivista che rompe con le categorizzazioni politiche, storicamente strutturata attorno a una logica dualistica e strumentale. <strong>Continuare a relegare ai margini della sfera politica i soggetti pi\u00f9-che-umani appare oggi impensabile:<\/strong> nel Capitalocene, come scrive L\u00e9na Balaud, le relazioni sociali e i rapporti di potere sono percepibili fino alle profondit\u00e0 delle torbiere e dei ghiacciai (e anche dei boschi a cui non si pu\u00f2 accedere, ma che si possono immaginare): non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per ritirarsi; <strong>\u00e8 giunta l\u2019ora di ripensare la composizione di classe nell\u2019ottica di&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/effimera.org\/lavanguardia-artivist-recensione-di-art-for-radical-ecologies-manifesto-di-giorgio-griziotti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">interspecific resistances<\/a><\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.rai.it\/programmi\/report\/inchieste\/I-signori-dellanello-e8a1309d-fc06-4cd3-a58d-7546eb52f30a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">marzo<\/a>, la notizia tanto attesa: il \u201cBosco\u201d dell\u2019Arneo \u00e8 salvo<\/strong><strong>, ma a salvarlo, non \u00e8 stata la Regione Puglia. <\/strong>A un anno esatto dalla comunicazione della sospensione dell\u2019accordo di programma con il NTC, <strong>a seguito dei richiami da parte della Commissione europea dopo il ricorso presentato al Tar dal Comitato custodi, Italia Nostra e Gruppo di intervento giuridico, grazie al quale \u00e8 stato mobilitato il commissario per l\u2019ambiente Virginijus Sinkevi\u010dius, Porsche annuncia l\u2019abbandono del piano in una nota <\/strong>in cui motiva la decisione alla luce delle attuali \u201cprospettive sociali, ambientali ed economiche\u201d e delle \u201ccircostanze dell\u2019industria automotive mondiale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Merito della resistenza dei Custodi? E della lungimiranza dimostrata dall\u2019aver coinvolto autorevoli associazioni per la tutela della natura tedesche? Dell\u2019adozione di tattiche artivistiche? O, piuttosto, delle mutate condizioni del mercato automobilistico internazionale? Si \u00e8 forse appresa la lezione che il dibattito pubblico \u00e8 inaggirabile e che su questioni di interesse collettivo non pu\u00f2 vigere il vincolo della segretezza? Ora che Porsche dichiara che \u201cle attivit\u00e0 di testing continueranno a essere svolte nel sito, contribuendo allo sviluppo di tecnologie innovative per la mobilit\u00e0\u201d, <strong>la tanto temuta \u201calternativa zero\u201d si regge tranquillamente in piedi: a oggi non c\u2019\u00e8 traccia n\u00e9 di disinvestimento n\u00e9 di dismissione alcuna.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Resta forse da chiedersi <strong>che cosa abbia davvero vinto: non il bosco in quanto tale \u2013 ancora in gran parte sconosciuto, eppure centrale \u2013 ma una forma di opposizione che ha saputo saldare attivismo, pratiche artistiche e tensione conoscitiva, tentando di colmare con strumenti propri il vuoto lasciato da un sapere negato. <\/strong>Una mobilitazione che ha tracciato una via: quella di rivendicare trasparenza, partecipazione dal basso e giustizia sociale ed ecologica nei processi che decidono il destino dei territori. In un\u2019epoca in cui la verit\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 una costruzione negoziata, la posta in gioco non \u00e8 solo ambientale ma anche epistemologica: <strong>non si tratta solo di difendere i boschi, ma di riconoscere chi ha il potere di nominarli, visibilizzarli, rappresentarli, e quindi intervenirvi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mobilitazione dei Custodi del Bosco d\u2019Arneo che \u00e8 riuscita a evitare l\u2019ampliamento della pista di collaudo della Porsche a Nard\u00f2 cerca di decostruire l\u2019immaginario [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17515,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[3843,18],"tags":[],"class_list":["post-17509","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-boschi-e-foreste","category-puglia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17509"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17509\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17515"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}