{"id":17534,"date":"2025-08-14T13:00:00","date_gmt":"2025-08-14T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17534"},"modified":"2025-08-21T07:13:44","modified_gmt":"2025-08-21T05:13:44","slug":"suoli-sempre-piu-poveri-di-sostanza-organica-lanno-prossimo-una-carta-dal-crea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/08\/suoli-sempre-piu-poveri-di-sostanza-organica-lanno-prossimo-una-carta-dal-crea\/","title":{"rendered":"Suoli sempre pi\u00f9 poveri di sostanza organica, l&#8217;anno prossimo una Carta dal CREA"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Due terzi del suolo agricolo nazionale \u00e8 degradato. Complessivamente, dal secondo dopoguerra ad oggi, il suolo italico ha perso tra il 2 e il 3% di sostanza organica: i danni ambientali e sociali sono facilmente osservabili<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Tra i tanti dati contenuti nell&#8217;annuale <strong>Rapporto sul consumo di suolo elaborato dall&#8217;ISPRA<\/strong>, un capitolo viene dedicato al suolo coltivato in stato di degrado che, a partire dal secondo dopoguerra, risulta avere perso tra il 2 e il 3% di sostanza organica. <strong>Un impoverimento che non pu\u00f2 non preoccuparci <\/strong>e che impone a tutto il mondo agricolo un&#8217;approfondita riflessione per ricercare soluzioni capaci di &#8220;curare&#8221; le risorse naturali senza condizionare il reddito e la produttivit\u00e0 aziendale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi circa il 70% del suolo italiano \u00e8 considerato \u201cstabile\u201d mentre oltre il 21% \u00e8 descritto come \u201cdegradato\u201d<\/strong>, termine che definisce la riduzione della capacit\u00e0 produttiva biologica della risorsa del suolo, un processo che \u00e8 indissolubilmente legato alla perdita di biodiversit\u00e0 e agli impatti dei cambiamenti climatici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per il suolo \u201cagricolo\u201d la quota del degrado sale addirittura a due terzi.<\/strong> E il cambiamento climatico sta favorendo un pericoloso calo delle produzione a livello planetario, che oscilla tra il 10 e il 15%. A livello globale, l\u2019<strong>ONU<\/strong> stima che il 33% dei suoli mondiali sia degradato.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre quindi un ripensamento dei metodi utilizzati per la gestione agricola, una maggiore programmazione dell&#8217;intero &#8220;sistema&#8221; e studi approfonditi integrando i tradizionali campionamenti pedologici con approcci tecnologici innovativi e soluzioni di Intelligenza artificiale. Esattamente ci\u00f2 che si propone la <strong>Carta dei suoli d\u2019Italia in scala 1:100.000<\/strong>, uno strumento atteso da decenni dagli agricoltori&nbsp; (quella esistente \u00e8 obsoleta, avendo gi\u00e0 compiuto il suo sessantesimo compleanno&#8230;) e dagli addetti del settore, finanziato con fondi PNRR dal MASE e dal MASAF e in corso di realizzazione da parte del <strong>CREA \u2013 Consiglio di Ricerca in Agricoltura<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"474\" height=\"664\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/OIP.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-17538\" style=\"width:377px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/OIP.webp 474w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/OIP-214x300.webp 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Grazie alla Carta \u2013 <strong>prevista per la seconda met\u00e0 del 2026<\/strong> \u2013 ogni agricoltore potr\u00e0 decidere pi\u00f9 agevolmente quale sia la coltura pi\u00f9 adatta al proprio suolo, il sistema agricolo migliore, le lavorazioni da preferire, la gestione pi\u00f9 opportuna. Con notevoli ricadute positive per produttivit\u00e0, reddito e ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il presidente del CREA, <strong>Andrea Rocchi<\/strong>, \u00ab<em>la Carta rappresenta un obiettivo ambizioso per la nostra comunit\u00e0 scientifica e per il nostro Paese, frutto del coordinamento tra CREA, MASAF e MASE. Questo strumento pedologico non intende solo essere l\u2019indispensabile base conoscitiva per un\u2019agricoltura pi\u00f9 sostenibile, resiliente e innovativa, ma rappresenta un motore di innovazione, grazie all\u2019integrazione con piattaforme digitali, sistemi informativi territoriali e intelligenza artificiale, che permetter\u00e0 una gestione predittiva e intelligente del suolo e del territorio<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"807\" height=\"701\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/FAO-2015.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17539\" style=\"width:622px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/FAO-2015.jpg 807w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/FAO-2015-300x261.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/FAO-2015-768x667.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 807px) 100vw, 807px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Servizi ecosistemici del Suolo<\/figcaption><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due terzi del suolo agricolo nazionale \u00e8 degradato. Complessivamente, dal secondo dopoguerra ad oggi, il suolo italico ha perso tra il 2 e il 3% [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17537,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[3864],"tags":[66],"class_list":["post-17534","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rapporti","tag-suolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17534","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17534"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17534\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17537"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}