{"id":17581,"date":"2025-09-02T07:00:00","date_gmt":"2025-09-02T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17581"},"modified":"2025-09-10T08:07:32","modified_gmt":"2025-09-10T06:07:32","slug":"comunicazione-aziendale-sulla-sostenibilita-quando-lamore-per-la-natura-dimentica-il-consumo-di-suolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/09\/comunicazione-aziendale-sulla-sostenibilita-quando-lamore-per-la-natura-dimentica-il-consumo-di-suolo\/","title":{"rendered":"Comunicazione aziendale sulla sostenibilit\u00e0: quando \u201cL\u2019Amore per la Natura\u201d dimentica il consumo di suolo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Le aziende della Grande Distribuzione organizzano campagne di marketing che le dipingono come imprese all&#8217;avanguardia nella lotta contro cambiamento climatico e perdita di biodiversit\u00e0, ma non parlano del consumo di suolo legato alla realizzazione dei loro punti vendita. Da uno studio dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, che analizza il caso di Al\u00ec, emergono preoccupazioni sul greenwashing e la necessit\u00e0 di una rendicontazione aziendale pi\u00f9 completa e trasparente, oltre alla opportunit\u00e0 di incentivi per l\u2019utilizzo di aree gi\u00e0 costruite<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Alberto Lanzavecchia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La comunicazione di tematiche ambientali delle aziende spesso trascura il proprio sostanziale impatto ecologico indotto dai cambiamenti nell&#8217;uso del suolo.<\/strong> Un recente articolo scientifico studia un <strong>caso di comunicazione ambientale di un grande retailer di generi alimentari (i.e. Supermercati Al\u00ec)<\/strong> esaminando la dimensione spaziale della trasformazione dell&#8217;uso del suolo determinata dall\u2019espansione dei suoi punti vendita (supermercati) nella Regione del Veneto. Gli Autori hanno valutato la comunicazione aziendale in tematiche ambientali analizzando, tramite GIS, i modelli di consumo di suolo dal 1983 al 2024. Sono stati geocodificati 113 punti vendita, interpretate foto aeree storiche e classificate le coperture del suolo preesistenti. Sono state applicate metriche spaziali come area totale convertita, frequenza delle classi di copertura del suolo e distanza media tra siti di rimboschimento e i punti vendita sviluppati su terreni rurali \u2013 oggetto di compensazione. I risultati rivelano che il <strong>65,97% della superficie convertita si trovava in aree rurali<\/strong>, principalmente agricole ed erbacee, fondamentali per la biodiversit\u00e0 urbana e i servizi ecosistemici. Sebbene <strong>i report aziendali enfatizzino gli sforzi di rimboschimento dell&#8217;iniziativa &#8220;We Love Nature&#8221;<\/strong>, l&#8217;analisi spaziale non ha rilevato conversioni effettive. Inoltre, le attivit\u00e0 di rimboschimento distano mediamente 40,75 km dai siti convertiti, minandone l&#8217;efficacia compensativa. Emergono preoccupazioni sul <strong>greenwashing<\/strong> e la <strong>necessit\u00e0 di una rendicontazione aziendale pi\u00f9 completa e trasparente<\/strong>. Lo studio sostiene quadri politici che incentivino la rigenerazione urbana e l&#8217;<strong>integrazione dei dati sull&#8217;uso del suolo nelle divulgazioni di sostenibilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le grandi catene di supermercati sono spesso protagoniste di campagne di marketing &#8220;green&#8221;<\/strong> che le dipingono come aziende all&#8217;avanguardia nella lotta contro il cambiamento climatico e la perdita di biodiversit\u00e0. Efficienza energetica, riduzione dei rifiuti, packaging sostenibili sono alcuni dei temi ricorrenti nelle loro comunicazioni ambientali. Tuttavia, un recente <strong>studio condotto da un gruppo di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Padova<\/strong>, nell\u2019ambito del PNRR-<a href=\"https:\/\/www.nbfc.it\/\">Centro Nazionale sulla Biodiversit\u00e0<\/a> e del&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.climate-justice.earth\/it\/\">Centro di Eccellenza sulla Giustizia Climatica<\/a>, pubblicato su&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2071-1050\/17\/15\/6669\">Sustainability<\/a><strong>, getta luce su un aspetto ambientale cruciale ma spesso trascurato: l&#8217;impatto della loro espansione sul consumo di suolo e la conseguente distruzione di servizi ecosistemici vitali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricercatrici e ricercatori hanno analizzato il <strong>caso di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.alisupermercati.it\/\">Al\u00ec S.p.A.<\/a><\/strong>, una delle principali catene di supermercati del Veneto, focalizzandosi sulla conversione di terreni agricoli e naturali in aree edificate per la crescita dei suoi punti vendita nella regione. Utilizzando tecniche di analisi geospaziale e interpretazione di immagini satellitari, lo studio ha rivelato che ben il <strong>65,97% della superficie totale occupata dai nuovi supermercati Al\u00ec oggetto di analisi dal 1983 al 2024 \u00e8 stata ricavata dalla conversione di terreni rurali<\/strong>, in gran parte aree agricole e preziose zone erbose semi-naturali (Figura 1).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"284\" height=\"161\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ambiente-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17582\" style=\"width:431px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La loro trasformazione in superfici artificiali <strong>comporta la perdita di fondamentali &#8220;servizi ecosistemici&#8221; <\/strong>offerti gratuitamente dalla natura, come la filtrazione e lo stoccaggio di acqua piovana, il sequestro di anidride carbonica, la mitigazione della temperatura e dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria. Le conseguenze sono negative per l&#8217;intero ecosistema e la qualit\u00e0 della vita umana, specialmente nelle aree urbane, in particolare&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.isdenews.it\/cambiamento-climatico-e-salute-pubblica-uno-studio-rivela-limpatto-letale-del-caldo-estremo-milano-maglia-nera-in-europa\/\">per le categorie pi\u00f9 vulnerabili<\/a> (bambini, anziani, persone a rischio povert\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.arpa.veneto.it\/arpavinforma\/indicatori-ambientali\/indicatori_ambientali\/geosfera\/uso-del-territorio\/consumo-di-suolo\/2025\">Il consumo di suolo \u00e8 un problema molto serio in Veneto<\/a><\/strong>, la seconda regione italiana per percentuale di territorio cementificato (11,86%), con il settore della logistica e della grande distribuzione tra i principali responsabili. <strong>Eppure, questo aspetto cruciale sembra essere completamente assente dalle politiche di sostenibilit\u00e0 e la comunicazione non finanziaria di molte aziende del settore<\/strong>, la cui crescita dei profitti passa attraverso il consumo di suolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.alisupermercati.it\/p\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Bilancio_Sostenibilita_2023.pdf\">Nel report annuale di sostenibilit\u00e0<\/a><\/strong>, l&#8217;azienda Al\u00ec si concentra su temi come l&#8217;efficienza energetica, la riduzione dei rifiuti e il miglioramento della catena di approvvigionamento, ma <strong>non fa alcun cenno all&#8217;impatto della sua espansione sul consumo di suolo<\/strong>. Anzi, promuove attivamente un&#8217;iniziativa chiamata <strong>&#8220;<a href=\"https:\/\/www.alisupermercati.it\/page\/we-love-nature\">We Love Nature<\/a>&#8220;<\/strong> che, secondo i claim aziendali, avrebbe portato alla conversione di 23,5 ettari di terreno in nuove aree verdi e alla messa a dimora di&nbsp;52.729 alberi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"513\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/banner-Lanzavecchia-1024x513.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17583\" style=\"width:542px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/banner-Lanzavecchia-1024x513.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/banner-Lanzavecchia-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/banner-Lanzavecchia-768x385.jpg 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/banner-Lanzavecchia.jpg 1180w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ma \u00e8 davvero cos\u00ec? <strong>L&#8217;analisi testuale e geospaziale condotta dai ricercatori ha svelato che queste affermazioni non corrispondono alla realt\u00e0 dei fatti<\/strong>. L&#8217;iniziativa &#8220;We Love Nature&#8221; funziona attraverso un programma di fedelt\u00e0: ogni volta che i clienti registrati effettuano un acquisto, accumulano 1 credito ogni euro speso (eccedente la soglia di \u20ac 5,00) che possono convertire nell\u2019acquisto di beni o servizi presenti nel ricco catalogo premi, tra cui la messa a dimora di un albero ogni 2000 crediti donati da uno o pi\u00f9 clienti cumulativamente. Tuttavia, <strong>gli alberi non sono piantati dall&#8217;azienda, bens\u00ec dai clienti stessi<\/strong> che hanno scelto questo specifico impiego dei propri crediti. Inoltre, le immagini satellitari mostrano che <strong>gli alberi sono stati piantati in aree gi\u00e0 classificate come verde<\/strong> pubblico o naturali, <strong>senza alcuna reale conversione di terreno da urbano a rurale<\/strong> a compensazione dell&#8217;espansione commerciale di Al\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, l&#8217;analisi rivela che la <strong>distanza media tra i siti di impianto e i nuovi supermercati costruiti su terreni agricoli o naturali \u00e8 di ben 40 km, mettendo in dubbio la logica compensativa <\/strong>dell&#8217;iniziativa rispetto all&#8217;impatto in loco della cementificazione. Piantare alberi a decine di chilometri di distanza non pu\u00f2 certo bilanciare la perdita di biodiversit\u00e0 e servizi ecosistemici causata localmente dalla conversione di aree verdi in nuove strutture commerciali.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio evidenzia come <strong>la sostenibilit\u00e0 non possa essere ridotta a una narrazione parziale <\/strong>incentrata su singoli aspetti positivi, ma richieda un approccio olistico che consideri tutti gli impatti ambientali rilevanti, sia positivi che negativi. Solo adottando questa visione d&#8217;insieme e promuovendo pratiche realmente sostenibili, le aziende potranno svolgere un ruolo attivo nella sfida globale contro il cambiamento climatico e la perdita di biodiversit\u00e0, evitando derive di &#8220;greenwashing&#8221; che minano la loro credibilit\u00e0 e ritardano l&#8217;adozione di vere soluzioni eco-compatibili.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa direzione vanno <strong>i suggerimenti degli Autori: anzich\u00e8 edificare su terreni vergini, le aziende dovrebbero puntare con maggiore determinazione sulla rigenerazione di aree urbanizzate o siti industriali dismessi, riqualificandoli e riconvertendoli a nuove funzioni commerciali senza ulteriore consumo di suolo<\/strong>. Un approccio virtuoso che Al\u00ec sta perseguendo con il progetto nell&#8217;area ex Grosoli a Padova, dove realizzer\u00e0 un nuovo supermercato insieme a residenze, un parco pubblico e percorsi ciclabili, riqualificando un&#8217;area industriale dismessa.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, una <strong>maggiore trasparenza e l&#8217;inclusione di dati sul consumo di suolo all&#8217;interno dei report di sostenibilit\u00e0 aziendale sarebbero passi fondamentali<\/strong> per aumentare la consapevolezza su questo tema cruciale e consentire un monitoraggio efficace degli impatti ambientali delle attivit\u00e0 economiche, promuovendo scelte davvero sostenibili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondimenti vedi:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Felici G., Codato D., Lanzavecchia A., De Marchi M., Lavagnolo M.C. (2025), <strong><em>Retail Development and Corporate Environmental Disclosure: A Spatial Analysis of Land-Use Change in the Veneto Region (Italy) <\/em><\/strong>&#8211; articolo in inglese.<\/p>\n\n\n\n<p>Felici G., Codato D., Lanzavecchia A., De Marchi M., Lavagnolo M.C. (2025), Sviluppo del commercio al dettaglio e divulgazione ambientale aziendale: un&#8217;analisi spaziale del cambiamento di destinazione d&#8217;uso del territorio nella regione Veneto (Italia) &#8211; articolo in italiano (<a href=\"https:\/\/drive.usercontent.google.com\/download?id=1KaIctwqy__ZNQ_mkvHiivt0fFwPfLIuY&amp;authuser=0&amp;acrobatPromotionSource=GoogleDriveListView\">traduzione non ufficiale realizzata in maniera automatica da Intelligenza Artificiale<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Alberto Lanzavecchia<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(Professore di microfinanza per lo sviluppo locale, sostenibilit\u00e0 sociale e finanziaria, imprese e diritti umani, \u00e8 Coordinatore del dottorato in &#8220;Human Rights, Society and multi-level governance&#8221;, Universit\u00e0 di Padova)<\/p>\n\n\n\n<p>Articolo pubblicato su <a href=\"https:\/\/unipd-centrodirittiumani.it\/it\/temi\/la-comunicazione-aziendale-sulla-propria-sostenibilita-quando-lamore-per-la-natura-dimentica-il-consumo-di-suolo-e-i-danni-ecologici-e-sociali-conseguenti\">Centro Ateneo per i Diritti Umani Antonio Papisca<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nell\u2019immagine in alto il nuovo centro commerciale Mercat\u00f2 di Alba (CN), realizzato su suolo agricolo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le aziende della Grande Distribuzione organizzano campagne di marketing che le dipingono come imprese all&#8217;avanguardia nella lotta contro cambiamento climatico e perdita di biodiversit\u00e0, ma [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17585,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[28,126,114],"tags":[],"class_list":["post-17581","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-centri-commerciali","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-pubblicazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17581"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17581\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17585"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}