{"id":17608,"date":"2025-09-10T19:39:25","date_gmt":"2025-09-10T17:39:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17608"},"modified":"2025-09-10T19:39:26","modified_gmt":"2025-09-10T17:39:26","slug":"procede-il-degrado-nella-zsc-foce-del-neto-a-crotone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/09\/procede-il-degrado-nella-zsc-foce-del-neto-a-crotone\/","title":{"rendered":"Procede il degrado nella ZSC Foce del Neto a Crotone"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Uno dei casi negativi delle Zone Speciali di Conservazione costiere della provincia di Crotone, tra indifferenza delle istituzioni e inconsapevolezza dei cittadini<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Francesca Riolo (Parma Sostenibile)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sono passati ormai trent\u2019anni da quando le Regioni italiane, in ottemperanza alla Direttiva Habitat 92\/43\/CEE, hanno individuato i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) all\u2019interno dei propri territori. I SIC sono stati selezionati in quanto aree del territorio nazionale nelle quali sono presenti habitat e specie di particolare valore ecologico, naturalistico e conservazionistico: la loro tutela aveva l\u2019obiettivo di fermare la drammatica perdita di biodiversit\u00e0 che tuttora rischia di portare al collasso gli ecosistemi dai quali l\u2019esistenza della nostra stessa specie dipende.<\/p>\n\n\n\n<p>La lista dei SIC, stilata dalle Regioni italiane nel 1995 e accettata dalla Commissione Europea, \u00e8 stata formalizzata dal Ministero dell\u2019Ambiente attraverso il <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2000\/04\/22\/000A3966\/sg\">Decreto del 3 aprile 2000<\/a>. La Direttiva Habitat 92\/43\/CEE prevede che, entro sei anni dalla loro identificazione, i SIC devono dotarsi di stringenti misure di conservazione e\/o piani di gestione ed essere promossi a Zone Speciali di Conservazione (ZSC). L\u2019Italia non ha rispettato queste tempistiche e, nel 2015, la Commissione Europea ha aperto una procedura d\u2019infrazione (2015\/2163), a tutt\u2019oggi attiva.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"891\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17618\" style=\"width:369px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig1-1.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig1-1-202x300.jpg 202w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ma veniamo alla Calabria e, nello specifico, alla <strong>Provincia di Crotone<\/strong>. Nel 2007 viene pubblicata la prima versione dei <strong>piani di gestione dei SIC<\/strong> della Provincia di Crotone, ai quali non viene dato nessun seguito attuativo. Bisogna attendere altri dieci anni prima che avvenga la <strong>designazione dei SIC a ZSC<\/strong>, da parte del Ministero dell\u2019Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in intesa con la Regione Calabria (<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2017\/07\/18\/17A04912\/sg\">Decreto 27 giugno 2017<\/a>), corredata da una nuova versione delle Misure di Conservazione (<a href=\"https:\/\/download.mase.gov.it\/Natura2000\/Materiale%20Designazione%20ZSC\/Calabria\/04_Misure%20di%20Conservazione\/DGR_543_2016.pdf\">Delibera 543 del 2016<\/a>). La <strong>gestione delle ZSC non interessate da sovrapposizioni con altre forme di tutela<\/strong> e amministrazione, viene affidata all\u2019Ente Parchi Marini della Calabria (<a href=\"https:\/\/www.regione.calabria.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/tmp2746874108163279196allegato-a.pdf\">D.G.R. n. 378\/2018<\/a>). Nonostante la designazione a ZSC, le nuove misure di conservazione e un ente di gestione, nulla accade se non che, sei anni dopo, nel 2023, \u00e8 pubblicato un <strong>ennesimo <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.parchimarinicalabria.it\/zsc\/piani-di-gestione\">aggiornamento dei piani di gestione<\/a><\/strong> delle mai attuate versioni del 2007 e del 2016. <strong>Nei siti non \u00e8 presente tuttora neppure un cartello che ne indichi la designazione<\/strong> ad area protetta.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"643\" height=\"1022\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig2-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17619\" style=\"width:374px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig2-3.jpg 643w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig2-3-189x300.jpg 189w\" sizes=\"auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Tra i siti della Provincia di Crotone che hanno subito questa assurda saga burocratica e, fino ad oggi, totale assenza di tutela, vi \u00e8 la <strong>ZSC<\/strong> <strong>Foce del Neto<\/strong> (ricadente nella pi\u00f9 vasta Zona di Protezione Speciale \u201c<strong>Marchesato e Fiume Neto<\/strong>\u201d, area designata sulla base della Direttiva Uccelli 2009\/147\/CE), che nel corso degli anni si \u00e8 trovata sottoposta a una <strong>crescente pressione antropica e progressiva degradazione dei preziosissimi habitat dunali<\/strong> presenti, tali da meritare la nomina a SIC (per i dettagli fare riferimento alla scheda tecnica della <a href=\"https:\/\/natura2000.eea.europa.eu\/Natura2000\/sdf\/#\/sdf?site=IT9320095\">ZSC Foci del Neto<\/a>).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"598\" height=\"502\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Immagine-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17620\" style=\"width:448px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Immagine-1.png 598w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Immagine-1-300x252.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il fenomeno \u00e8 particolarmente evidente nell\u2019area posta ai confini meridionali del sito in localit\u00e0 &#8220;Boschetto&#8221;, caratterizzata dalla presenza di un bellissimo sistema di dune mobili ed embrionali che, fino a pochi anni fa, godeva di un ottimo stato di conservazione (Fig. 1). Questo sistema dunale ospita un\u2019enorme biodiversit\u00e0 vegetale e animale, incluse specie di elevato valore naturalistico e conservazionistico (Fig. 2), ma da alcuni anni \u00e8 sottoposto a progressivi danni, causati da <strong>scorrette e illecite modalit\u00e0 di fruizione a scopo balneare e ricreativo<\/strong> dell\u2019area. L\u2019accesso all\u2019area avviene da una strada sterrata privata, realizzata a margine di un terreno agricolo. I veicoli a motore percorrono la strada e da questa accedono al sistema dunale e, spesso, alla battigia. Inizialmente l\u2019area degradata e destinata a parcheggio era limitata all\u2019area terminale della strada di accesso, ma da alcuni anni, a causa di un crescente numero di bagnanti ma soprattutto di disponibilit\u00e0 di mezzi 4WD, le auto non accedono pi\u00f9 solo a quella che era \u201cl\u2019area parcheggio\u201d ma utilizzano l\u2019intero sistema dunale sia come parcheggio sia come accesso alla battigia (Fig. 3). Frequenti sono anche le esibizioni di mezzi quad e similari, che svolgono manovre \u201cacrobatiche\u201d nelle dune. Queste attivit\u00e0 sono concentrate soprattutto nel mese di Agosto ma, seppure con intensit\u00e0 inferiore, vengono svolte anche negli altri mesi dell\u2019anno da parte di alcuni assidui frequentatori e pescatori.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"962\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig4-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17621\" style=\"width:304px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig4-1.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig4-1-187x300.jpg 187w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La attivit\u00e0 descritte <strong>hanno portato le dune a un molto preoccupante stato di degrado<\/strong>. La vegetazione perenne viene pesantemente danneggiata (Fig. 4), cos\u00ec come la struttura e il profilo frontale delle dune stesse, tanto che alcune porzioni di esse sono state completamente distrutte (Figg. 5 e 6).<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci soffermiamo pi\u00f9 di tanto sulla piaga dell\u2019abbandono di <strong>rifiuti<\/strong> solidi urbani, rifiuti speciali e ingombranti, ma lasciamo le foto a documentarla (Fig. 7), evidenziando che probabilmente risulta essere ecologicamente meno impattante rispetto alle minacce precedentemente descritte e ammonendo che affrontarla senza la giusta consapevolezza sulle caratteristiche del sito, rischia di causare addirittura maggiori danni (es. accedendo all\u2019area con mezzi pesanti di raccolta e smaltimento).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"955\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig5-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17622\" style=\"width:341px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig5-1.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig5-1-188x300.jpg 188w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Purtroppo la situazione non \u00e8 dissimile in altre ZSC costiere della Provincia di Crotone<\/strong> come, ad esempio, la ZSC \u201c<strong>Steccato di Cutro \u2013 Costa del Turchese<\/strong>\u201d, caratterizzata da un ambiente simile e da analoghe pressioni. Vi \u00e8 anche il caso della ZSC di <strong>Capo Colonne<\/strong>, dove le istituzioni vantano le meticolose operazioni di sfalcio che avrebbero eliminato <a href=\"https:\/\/www.gruppoarcheologicokr.it\/rassegnastampa\/accordo-storico-tra-sr-mic-e-calabria-verde-per-la-pulizia-di-59-siti-archeologici\/\">le erbacce dall\u2019area del sito archeologico<\/a>, ignare che tra quelle \u201cerbacce\u201d sono comprese le specie vegetali che hanno valso al promontorio di Capo Colonna la nomina a Sito di Interesse Comunitario (tra queste, l\u2019endemismo a rischio d\u2019estinzione <em>Limonium lacinium,<\/em> che nel mondo si trova solo su quel promontorio). Neanche lontanamente si \u00e8 pensato di integrare il valore archeologico del sito con quello botanico e naturalistico, del quale le stesse istituzioni sono ignare quando non da esso infastidite (<a href=\"https:\/\/www.gruppoarcheologicokr.it\/rassegnastampa\/crotone-si-rimodula-il-progetto-pnrr-per-capo-colonna-salta-costruzione-del-porticciolo\/\">da poco si \u00e8 saputo<\/a> che \u00e8 stato fortunatamente sventato il rischio che presso il promontorio venisse realizzato, con finanziamenti del PNRR, un porto in quanto ritenuto in contrasto con la designazione ad Area Marina Protetta, per quanto concerne la parte acquatica, e ZSC, per quella terrestre).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"959\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig6-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17623\" style=\"width:309px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig6-1.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig6-1-188x300.jpg 188w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Si pu\u00f2 dunque immaginare in quale situazione ricada il resto della costa, priva di ogni forma di tutela anche sulla carta, dove <strong>enormi sbancamenti<\/strong> senza alcuna regolamentazione vengono effettuati nelle falesie e nei pendii argillosi, eliminando i lembi di vegetazione mediterranea residuali per fare spazio a parcheggi, che saranno parzialmente usati solo un paio di settimane all\u2019anno, o per creare accessi per veicoli alla battigia e dove sono spesso appiccati incendi per ripulirli dalle gi\u00e0 menzionate \u201csterpaglie ed erbacce\u201d (Fig. 8).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"592\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17624\" style=\"width:417px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig7.jpg 700w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig7-300x254.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Per quanto concerne il sito della ZSC Foci del Neto, negli anni sono state ripetutamente contattate, con la documentazione dei danni e proposte di azioni di tutela, le istituzioni competenti<\/strong> a tutti i livelli: dai Comuni interessati (Crotone e Strongoli) alla Regione Calabria, all\u2019ente gestore Parchi Marini della Calabria e al Ministero dell\u2019Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (oggi Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza energetica). Quest\u2019ultimo aveva dato un\u2019iniziale timida risposta chiamando a relazionare sulla situazione i Comuni interessati, ma a ci\u00f2 non era seguita alcuna altra risposta o azione. L\u2019Ente gestore aveva risposto affermando che stava aggiornando i piani di gestione e, senza un bando che finanziasse un progetto specifico, non si poteva prendere nessun provvedimento per fermare la distruzione degli habitat in questione. Una lunga lista di organi competenti, dunque, che risulta incapace di fermare quanto sta accadendo nonostante <strong>si potrebbero limitare i danni<\/strong> anche solo contrastando l&#8217;illegale accesso dei veicoli 4WD alla zona dunale, in attesa che i bei piani cartacei di gestione, alla loro terza versione, vengano (chiss\u00e0 quando\u2026) messi in atto e <strong>mentre sta andando perso ci\u00f2 che essi si prefiggono di proteggere<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Immagine in alto: Auto parcheggiate sulle dune; \u00e8 visibile la specie protetta Pancratium Maritimum proprio vicino alle vetture<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"601\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig8.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17625\" style=\"width:522px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig8.jpg 700w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BlogSiP_Riolo_Crotone_Fig8-300x258.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei casi negativi delle Zone Speciali di Conservazione costiere della provincia di Crotone, tra indifferenza delle istituzioni e inconsapevolezza dei cittadini di Francesca Riolo [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17609,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,3865],"tags":[],"class_list":["post-17608","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-coste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17608","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17608"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17608\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17609"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}