{"id":17647,"date":"2025-09-20T00:05:38","date_gmt":"2025-09-19T22:05:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17647"},"modified":"2025-09-30T15:05:00","modified_gmt":"2025-09-30T13:05:00","slug":"alberi-in-citta-5-in-piu-possono-prevenire-5mila-morti-premature-allanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/09\/alberi-in-citta-5-in-piu-possono-prevenire-5mila-morti-premature-allanno\/","title":{"rendered":"Alberi in citt\u00e0, 5% in pi\u00f9 possono prevenire 5mila morti premature all\u2019anno"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00c8 quanto emerge da uno studio internazionale condotto in 744 citt\u00e0 di 36 Paesi europei, pubblicato su<em> The Lancet Planetary Health<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>ENEA Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aumento del <strong>5% della superficie alberata in citt\u00e0 <\/strong>comporterebbe una riduzione degli inquinanti atmosferici<sup>[1]<\/sup> tale da <strong>evitare circa 5mila morti premature all\u2019anno<\/strong>. \u00c8 quanto emerge da uno studio internazionale al quale ha partecipato ENEA, condotto in 744 citt\u00e0 di 36 Paesi europei, pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/pdfs\/journals\/lanplh\/PIIS2542-5196(25)00112-3.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>The Lancet Planetary Health<\/em><\/a> e realizzato nell\u2019ambito del progetto europeo LIFE \u201cAirfresh\u201d. Inoltre, la ricerca ha evidenziato che si potrebbero evitare fino a <strong>12mila morti l\u2019anno<\/strong> se ogni centro cittadino avesse una copertura arborea di almeno il 30%. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn ambito urbano polveri sottili, biossido di azoto e ozono sono tra gli inquinanti pi\u00f9 pericolosi per la nostra salute e per quella degli ecosistemi. Entro il 2050, si stima che circa l\u201980% della popolazione europea risieder\u00e0 in contesti urbani, accentuando la rilevanza di queste problematiche\u201d, spiega la <strong>coordinatrice del progetto per ENEA Alessandra De Marco<\/strong>, responsabile del Laboratorio Impatti sul territorio e nei paesi in via di sviluppo. \u201cAumentare la quantit\u00e0 di alberi in citt\u00e0 &#8211; aggiunge &#8211; permetterebbe di ottenere benefici simultanei come il miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019aria, la mitigazione dell\u2019effetto isola di calore estiva, la conservazione della biodiversit\u00e0 e, soprattutto, il benessere dei cittadini\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Commissione Economica per l\u2019Europa delle Nazioni Unite (UNECE) <\/strong>raccomanda l\u2019adozione della strategia del <strong>3-30-300<\/strong> che consiste nel raggiungimento di tre obiettivi specifici: <strong>3 alberi visibili<\/strong> da ogni casa, scuola o luogo di lavoro, <strong>30% di copertura arborea<\/strong> in ogni quartiere e <strong>300 metri<\/strong> di distanza massima della propria abitazione da un parco o da spazio verde pubblico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Utilizzando un approccio integrato che combina <strong>dati ambientali e sanitari<\/strong> a livello europeo<a href=\"https:\/\/www.media.enea.it\/comunicati-e-news\/archivio-anni\/anno-2025\/ambiente-alberi-in-citta-5-in-piu-possono-prevenire-5mila-morti-premature-all-anno.html#nota2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> su un arco temporale di 20 anni <strong>(2000-2019)<\/strong>, lo studio ha evidenziato che la <strong>copertura arborea media<\/strong> \u00e8 cresciuta di appena 0,76 punti percentuali e che il 73,5% delle citt\u00e0 analizzate ha registrato un incremento del verde. Parallelamente, la <strong>mortalit\u00e0<\/strong> attribuibile all\u2019inquinamento atmosferico \u00e8 diminuita in media del 3,4%. Nel 2019, 130 citt\u00e0 dei 744 centri urbani europei presi in esame (oltre 50 milioni di abitanti, pari a circa il 25% della popolazione di questi centri) avevano una copertura arborea media superiore al 30%. Attualmente, in Italia la copertura vegetale raggiunge il 30% solo a Napoli (32%), mentre a Milano e a Roma arriva, rispettivamente, al 9% e 24%.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>Una copertura arborea urbana al 30%, come quella raggiunta da alcune citt\u00e0 europee, potrebbe ridurre le morti premature del 9,4% da PM2,5, del 7,2% da biossido di azoto e del 12,1% da ozono.<\/strong> Al contrario, <strong>abbattere la superficie alberata fino ad azzerarla comporterebbe un aumento della mortalit\u00e0<\/strong>: +19,5% da PM2,5 (circa 19 mila morti premature in pi\u00f9 ogni anno), +15% da biossido di azoto (oltre 5.200 in pi\u00f9) e +22,7% da ozono (circa 700 in pi\u00f9)\u201d, sottolinea De Marco. I benefici del verde urbano non si fermano alla qualit\u00e0 dell\u2019aria; gli alberi possono infatti ridurre la <strong>temperatura<\/strong> percepita, mitigando l\u2019impatto delle ondate di calore come quella dell\u2019estate 2022 che ha causato <strong>circa 62 mila morti in Europa<\/strong> (+4%).<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Strategia Ue sulla biodiversit\u00e0 al 2030 <\/strong>prevede l\u2019impegno dei Paesi aderenti a <strong>piantare almeno 3 miliardi di alberi entro la fine del decennio <\/strong>per portare a un aumento significativo della copertura arborea media nelle citt\u00e0. \u201cPer raggiungere questo obiettivo, i programmi di piantumazione dovrebbero interessare non solo gli spazi pubblici, ma anche \u2013 e soprattutto \u2013 quelli privati, come cortili residenziali, oltre alle aree periurbane. \u00c8 fondamentale che urbanisti e amministratori vengano incoraggiati a integrare infrastrutture verdi urbane pensate su misura per i diversi contesti locali. Questo approccio dovrebbe essere accompagnato da politiche di riduzione delle emissioni e da interventi complementari, come i corridoi di aria fredda o i tetti verdi, per massimizzare i benefici in termini di salute pubblica e qualit\u00e0 della vita, con il risultato di citt\u00e0 pi\u00f9 <strong>sostenibili <\/strong>e<strong> resilienti ai cambiamenti climatici<\/strong> nel lungo termine\u201d, conclude De Marco.11 Settembre 2025<\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.media.enea.it\/comunicati-e-news\/archivio-anni\/anno-2025\/ambiente-alberi-in-citta-5-in-piu-possono-prevenire-5mila-morti-premature-all-anno.html\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.media.enea.it\/comunicati-e-news\/archivio-anni\/anno-2025\/ambiente-alberi-in-citta-5-in-piu-possono-prevenire-5mila-morti-premature-all-anno.html\">Ufficio Stampa ENEA<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Note<\/p>\n\n\n\n<p>[1] Ogni aumento del 5% della superficie alberata in citt\u00e0 rispetto alla copertura attuale porterebbe a una riduzione del 2,8% delle concentrazioni medie annuali di PM2,5, dell\u20191,4% per il biossido di azoto (NO2) e dell\u20191,2% per le concentrazioni medie estive dell\u2019ozono (O3).<\/p>\n\n\n\n<p>[2]Su scala urbana, i dati sugli alberi possono essere ottenuti tramite scansione laser aerea, immagini ad alta risoluzione o sensori satellitari come MODIS o Landsat. Il set di dati <em>Landsat Analysis Ready Data<\/em>, disponibile in open-source con risoluzione di circa 30 metri per pixel, rappresenta una risorsa unica per quantificare i cambiamenti in termini di estensione e altezza delle foreste, aree coltivate e urbanizzate in Europa nel periodo 2000-2020.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Foto in alto: Parco della Pellerina, Torino. Ph: Maria Cariota<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 quanto emerge da uno studio internazionale condotto in 744 citt\u00e0 di 36 Paesi europei, pubblicato su The Lancet Planetary Health di ENEA Agenzia nazionale [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17650,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[1374,3864],"tags":[],"class_list":["post-17647","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-citta-e-verde-urbano","category-rapporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17647","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17647"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17647\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17647"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17647"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17647"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}