{"id":17663,"date":"2025-09-24T22:57:17","date_gmt":"2025-09-24T20:57:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17663"},"modified":"2025-09-30T08:25:23","modified_gmt":"2025-09-30T06:25:23","slug":"la-milano-sottacqua-e-chi-non-vuole-fermare-londa-del-cemento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/09\/la-milano-sottacqua-e-chi-non-vuole-fermare-londa-del-cemento\/","title":{"rendered":"La Milano sott\u2019acqua e chi non vuole fermare l\u2019onda del cemento"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Non basta un rimedio \u201ctecnico\u201d davanti a uno scenario urbanistico che continua pervicacemente a non dare segnali di cambiamento. Lo dimostrano i fatti, terribili, di fine settembre a Niguarda. Una, due, tre, dieci vasche di laminazione sono interventi vani se nel frattempo non si interrompe il consumo di suolo e non si avvia un diffuso programma di depavimentazione. L\u2019intervento del prof. Paolo Pileri<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Paolo Pileri &#8211; <\/em>pubblicato su <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/la-milano-sottacqua-e-chi-non-vuole-fermare-londa-del-cemento\/\">Altreconomia 23.09.2025<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Premesso che voglio dimostrare tutta la mia vicinanza a chi \u00e8 stato colpito dai danni delle alluvioni del 22 settembre nel Nord milanese (e non solo), quel che \u00e8 accaduto ancora una volta ci mette davanti il fatto che continuiamo a sottovalutare i nuovi scenari climatici e metereologici (che poi tanto nuovi non sono): <strong>piove tanto e in poco tempo<\/strong>. Sono piogge tipiche di un meteo che non \u00e8 impazzito ma che reagisce a una situazione climatica fortemente modificata da un lato e a <strong>una situazione a terra altrettanto incapace di reagire perch\u00e9 non assorbe pi\u00f9 nulla<\/strong>. Quando piove in un\u2019area permeabile gli effetti sono decisamente inferiori e pi\u00f9 lenti a generarsi. E torniamo quindi a parlare di impermeabilizzazione ovvero di cementificazione.<\/p>\n\n\n\n<p>I fatti di questi giorni ci dimostrano che la soluzione tecnica della <strong>vasca di laminazione tanto invocata da tecnici e politici non pu\u00f2 funzionare e non ha funzionato<\/strong>. Quella che \u00e8 stata inaugurata lo scorso anno trasformando un\u2019area di poco pi\u00f9 di un ettaro del parco e che fu causa di proteste da parte degli abitanti da un lato e di proclami trionfalistici da parte del Comune dall\u2019altro, non \u00e8 riuscita a reggere, insieme alle poche altre esistenti. Presumibilmente non lo sar\u00e0 neppure nei prossimi anni. Perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 non basta un rimedio tecnico davanti a uno scenario urbanistico che continua pervicacemente a non dare segnali di cambiamento. Fare una, due, tre, dieci vasche di laminazione e nel frattempo non fermare l\u2019<strong>onda di impermeabilizzazione (ovvero di consumo di suolo) <\/strong>da un lato e non avviare un serio, diffuso, esteso e cospicuo <strong>programma di depavimentazione<\/strong> della regione territoriale a Nord di Milano dall\u2019altro non fa che rendere vane quelle opere. Non servono a nulla se nel frattempo non si smette di massacrare il territorio a colpi di cemento e asfalto.<\/p>\n\n\n\n<p>Se tracciassimo una linea orizzontale cha va da Novara a Romano di Lombardia passando per Milano e andassimo a vedere il consumo di suolo degli ultimi anni a Nord e a Sud di questa linea, sapete che cosa scopriremmo? Che a Nord, ovvero nelle Province di Monza Brianza, Lecco, Sondrio, Varese e Bergamo il consumo di suolo \u00e8 cresciuto o si \u00e8 mantenuto stabile, mentre in quelle a Sud vi \u00e8 stata una flessione. Vuol dire che a Nord di Milano -area gi\u00e0 intasata- si \u00e8 provveduto a rendere ancor pi\u00f9 impermeabile e fragile il territorio, esponendolo a maggiori danni in caso di alluvioni. Che \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 successo e succeder\u00e0 ancora, purtroppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre scrivo, sui tavoli regionali e comunali giacciono ancora <strong>progetti faraonici di nuove opere stradali e autostradali<\/strong> (una su tutte la Pedemontana nelle sue tratte mancanti), nuove <strong>logistiche<\/strong>, nuovi <strong>data-center<\/strong> (ad esempio nel vimercatese, ma anche in aree interstiziali brianzole e bergamasche) e, immancabilmente, ancora nuove <strong>aree residenziali<\/strong> e nuove <strong>strade<\/strong> e <strong>parcheggi<\/strong>. E <strong>nessuno le sta mettendo in discussione<\/strong> alla luce di quanto appena successo. <strong>Domani riprenderanno ad approvarle nei Consigli comunali e in quello regionale, come se nulla fosse stato<\/strong>. In queste ore a Milano il sindaco Giuseppe Sala trionfalmente parla di un nuovo stadio dopo che nei mesi scorsi la sua Giunta ha autorizzato un centinaio di enormi trasformazioni urbanistiche interne alla citt\u00e0 di Milano e non certo un centinaio di progetti di depavimentazione che avrebbero migliorato la permeabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 servita la contrazione di uso del suolo invocata dalla <strong>legge regionale 31\/2014<\/strong> (peraltro mai avversata dalle principali fazioni politiche). N\u00e8 \u00e8 servito o servir\u00e0 il <strong>decreto ministeriale 2 gennaio 2025<\/strong> sul contrasto al consumo di suolo che distribuisce qua e l\u00e0 una <strong>miseria di spiccioli per opere di rinaturazione vagamente definite<\/strong> e che comunque non \u00e8 detto aumentino sistematicamente la permeabilit\u00e0. In ogni caso si tratta di una <strong>goccia nel deserto delle politiche ambientali<\/strong> ed ecologiche di questo (e del precedente) governo in quanto saranno assegnati 160 milioni di euro per cinque anni per 20 Regioni con criteri di ripartizione che poco o nulla hanno tenuto conto del consumo di suolo (pesa solo il 10%). Una Regione come la Lombardia ricever\u00e0 in cinque anni 18 milioni di euro da utilizzare per varie azioni il cui esito finale in termini di permeabilit\u00e0 non \u00e8 dimostrato. Ma comunque tutto ci\u00f2, per poco che sia, avverr\u00e0 <strong>in un contesto dove non vi \u00e8 il minimo accenno a una regolamentazione che fermi il consumo di suolo<\/strong>. Si capisce l\u2019assurdo? <strong>Si spenderanno dei soldi (pur una miseria) senza nel frattempo fermare il treno della cementificazione<\/strong>. Lo schianto sar\u00e0 comunque inevitabile e doloroso. Fatte cos\u00ec, senza il pedale del freno, queste politiche si rivelano meri palliativi. Idem gli incentivi per deimpermeabilizzare i quali non solo sono anche loro miseri ma spesso puntano appena a sostituire una pavimentazione impermeabile al 100% con una che lo \u00e8 al 70% o al 50%. E nel frattempo si impermeabilizza cento volte di pi\u00f9 appena poco pi\u00f9 in l\u00e0. Sempre meglio di niente, dicono, ma infinitamente lontano dagli obiettivi urgenti e necessari che dovremmo avere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si deve mettere in testa che la crescita dell\u2019<strong>urbanizzazione concorre a peggiorare lo stato del clima e a incrementare l\u2019esposizione ai danni ovvero aumenta la spesa pubblica<\/strong>. Quel che c\u2019\u00e8 da fare \u00e8 semplice: <strong>riutilizzare ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste prima di toccare anche un solo metro quadrato di suolo<\/strong>, lavorare a un rigoroso stop al consumo di suolo, avviare una campagna di estesa <strong>depavimentazione <\/strong>ovunque (grandi citt\u00e0 e piccoli paesi) con conseguente rinaturazione delle aree depavimentate e infine <strong>formare tecnici politici e cittadini sul ruolo del suolo<\/strong> nel quadro ecologico e climatico attuale. Ovvio che tutto ci\u00f2 richiede sforzi e un nuovo modo di abitare le citt\u00e0 e i paesi e nuove abitudini che nulla possono avere a che fare con quel che abbiamo vissuto fino ad oggi. Questo ci spaventa? Non ha senso spaventarci delle cose giuste da fare. Piuttosto, ha senso spaventarsi di quelle che non vengono fatte e pretenderle da chi ha scelto di governare il territorio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cDalla parte del suolo\u201d (Laterza, 2024)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Immagine di copertina: L&#8217;esondazione del Seveso nel quartiere Nord di Niguarda a Milano il 22 settembre 2025 \u00a9 emadeca \/ IPA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non basta un rimedio \u201ctecnico\u201d davanti a uno scenario urbanistico che continua pervicacemente a non dare segnali di cambiamento. 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