{"id":17673,"date":"2025-09-30T06:00:00","date_gmt":"2025-09-30T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17673"},"modified":"2025-10-07T23:30:42","modified_gmt":"2025-10-07T21:30:42","slug":"solo-l15-dei-suoli-agricoli-della-striscia-di-gaza-resta-coltivabile-e-ecocidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/09\/solo-l15-dei-suoli-agricoli-della-striscia-di-gaza-resta-coltivabile-e-ecocidio\/","title":{"rendered":"Solo l\u20191,5% dei suoli agricoli della Striscia di Gaza resta coltivabile. \u00c8 ecocidio"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>L\u2019esercito israeliano ha deliberatamente distrutto il 90% dei campi agricoli della Striscia, affamando la popolazione sopravvissuta. Dei 15mila ettari coltivati a Gaza ne sono rimasti appena 232. I dati diffusi dalla Fao fanno tremare i polsi. \u00c8 urgente che anche l\u2019Italia riconosca il reato di ecocidio. L\u2019intervento del prof. Paolo Pileri<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Paolo Pileri<\/em> \u2014 Pubblicato su <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/solo-l15-dei-suoli-agricoli-della-striscia-di-gaza-resta-coltivabile-e-ecocidio\/\">Altr\u0258conomia 25.09.2025<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 scritto di ecocidio mesi fa <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/la-guerra-di-gaza-e-lecocidio-dei-suoli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">riportando<\/a> i dati di distruzione dei suoli nella striscia di Gaza da parte dell\u2019esercito israeliano. \u00c8 venuto il momento di tornare sulla questione a favore dei lettori visto che la <strong>Fao ad agosto ha pubblicato un foglio <a href=\"https:\/\/openknowledge.fao.org\/server\/api\/core\/bitstreams\/c93215e8-2ac0-4e36-a82b-25ee66fa80b7\/content\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">statistico<\/a> aggiornandoci sulla distruzione dei suoli agricoli a Gaza<\/strong>. I <strong>dati sono sconvolgenti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Al 28 luglio 2025 <strong>l\u201986,1% dei campi \u00e8 stato deliberatamente distrutto<\/strong>, affamando tutta la popolazione sopravvissuta, di cui l\u201980% \u00e8 stata dichiarata in emergenza alimentare. Per capirci meglio, dei 15.000 ettari coltivati a Gaza ne sono rimasti solo 2.090, praticamente, niente. Nella regione pi\u00f9 a Nord della Striscia, la distruzione \u00e8 del 94% circa. A veder meglio i dati, di quel paio di migliaia di ettari i campi ancora coltivabili in sicurezza ammontano a soli 232 ettari ovvero l\u20191,5% delle aree agricole di tutta la striscia di Gaza. Sono numeri che fanno tremare i polsi. Se non \u00e8 un <strong>ecocidio <\/strong>questo non oso immaginare che cosa lo sia.<\/p>\n\n\n\n<p>A definire che cosa si intende per ecocidio si \u00e8 occupato tra il 2020 e il 2021 un nutrito e autorevole gruppo di giuristi ed esperti indipendenti (<a href=\"https:\/\/it.stopecocide.earth\/legal-definition\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Iep<\/a>) in materie ambientali, ripetutamente riunitosi sotto il tetto della Stop ecocide Foundation (<a href=\"https:\/\/ecocidelaw.com\/stop-ecocide-international-and-stop-ecocide-foundation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Sef<\/a>). La <strong>definizione <\/strong>che ne \u00e8 uscita \u00e8 la seguente: quell\u2019insieme di \u201catti illegali o arbitrari commessi nella consapevolezza di una sostanziale probabilit\u00e0 di causare un danno grave e diffuso o duraturo all\u2019ambiente con tali atti\u201d. Attenzione agli aggettivi. Con \u201cgrave\u201d si intende riferirsi a \u201cun danno che implica cambiamenti avversi molto significativi, distruzione o deterioramento di qualsiasi componente dell\u2019ambiente, incluse le gravi ripercussioni sulla vita umana, o sulle risorse naturali, culturali o economiche\u201d. Con l\u2019aggettivo \u201cdiffuso\u201d si intende \u201cun danno che si estende oltre una limitata area geografica, valica i confini nazionali o \u00e8 patito da un intero ecosistema o specie, o da un gran numero di esseri umani\u201d. E infine con \u201cduraturo\u201d ci si riferisce a \u201cun danno che \u00e8 irreversibile o che non pu\u00f2 essere sanato in maniera naturale in un periodo di tempo ragionevole\u201d e per \u201cambiente\u201d significa \u201cla terra, la sua biosfera, criosfera, litosfera, idrosfera ed atmosfera, cos\u00ec come il cosmo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sottolineo quattro concetti sopra riportati: \u201ccambiamenti avversi molto significativi\u201d, \u201cgravi ripercussioni sulla vita umana\u201d, \u201cpatito da un intero ecosistema\u201d e \u201cpatito da un gran numero di esseri umani\u201d. Nel caso di Gaza ritengo ragionevolmente che siano purtroppo soddisfatte tutte le quattro casistiche visto che quasi due milioni di persone a Gaza sono soggette a un\u2019acuta crisi alimentare, di cui il 32% sono considerate a livello di allarme definito da \u201ccatastrofe\u201d (<a href=\"https:\/\/www.ipcinfo.org\/fileadmin\/user_upload\/ipcinfo\/docs\/IPC_Gaza_Strip_Acute_Food_Insecurity_Malnutrition_July_Sept2025_Special_Snapshot.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ipc<\/a>, 2025) e visto che dell\u2019ecosistema suolo agricolo rimane sano e sicuro solo 1,5%. Non mi pare ci siano dubbi che quanto \u00e8 stato fatto da Israele nella terra di Palestina sia un ecocidio con particolare accanimento verso i suoli (da cui potremmo dire anche suolicidio).<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a sanzionare e isolare Israele e lavorare diplomaticamente alla pace e oltre a riconoscere lo Stato di Palestina, il nostro governo, insieme ad altri, dovrebbe avviare presto il <strong>riconoscimento del reato di ecocidio<\/strong>. Mi viene da suggerirlo anche alle opposizioni a cui non vorrei fosse sfuggito. Non occuparsene ci mette in una condizione di maggior impotenza e accettazione, di fatto, dei crimini e delle ingiustizie perpetrate a milioni di persone e all\u2019ambiente a Gaza. In altre parole, ci rende in qualche modo ancor pi\u00f9 complici (cosa di cui personalmente mi vergogno). Detto tra noi, il riconoscimento di ecocidio sarebbe anche molto utile per le nostre beghe interne.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vorrei che questo sia il vero freno al riconoscimento. Rivolgo il medesimo appello anche ai nostri parlamentari europei che, anzich\u00e9 mollare tutto (ma non lo stipendio) e correre a candidarsi alle elezioni regionali, dovrebbero darsi da fare per far approvare la<strong> proposta di direttiva europea <\/strong>sulla tutela penale dell\u2019ambiente che potrebbe essere un passo importante anche verso il futuro riconoscimento del reato di <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TC1-COD-2021-0422_IT.html)\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ecocidio<\/a>. Ogni indugio, ogni rallentamento e ogni opportunit\u00e0 rimandata concorrono non solo ad accelerare e acutizzare i disastri ambientali e umanitari in corso ma anche, nel caso delle guerre, a porsi di fatto dalla parte opposta a quella dei processi di pace. Sbaglio?<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cDalla parte del suolo\u201d (Laterza, 2024)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esercito israeliano ha deliberatamente distrutto il 90% dei campi agricoli della Striscia, affamando la popolazione sopravvissuta. 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