{"id":17751,"date":"2025-10-23T06:00:00","date_gmt":"2025-10-23T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17751"},"modified":"2025-10-30T22:45:54","modified_gmt":"2025-10-30T21:45:54","slug":"green-to-grey-come-leuropa-sta-distruggendo-le-proprie-aree-naturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/10\/green-to-grey-come-leuropa-sta-distruggendo-le-proprie-aree-naturali\/","title":{"rendered":"Green to Grey. Come l&#8217;Europa sta distruggendo le proprie aree naturali\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Secondo un\u2019indagine realizzata da 41 giornalisti e scienziati di diversi paesi europei la velocit\u00e0 del consumo di suolo e aree verdi nell\u2019UE \u00e8 attualmente sottostimata. Grazie ad una metodologia pi\u00f9 precisa rispetto a quella usata fino ad ora, lo studio ha accertato che,<\/em><\/strong> <strong><em>ogni anno, l&#8217;Europa perde 1.500 km\u00b2 per edifici e infrastrutture. Tra gennaio 2018 e dicembre 2023 abbiamo perso circa 9.000 km\u00b2, un&#8217;area grande quanto Cipro. Ad un ritmo di 30 km\u00b2 alla settimana, l&#8217;equivalente di 600 campi da calcio al giorno. L\u2019Italia \u00e8 al 6\u00b0 posto, con 479 <strong><em>km\u00b2<\/em><\/strong><\/em><\/strong> <strong><em>di terre naturali distrutte nei cinque anni considerati.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In Grecia, una foresta sulla costa \u00e8 diventata un hotel a cinque stelle. Nel Regno Unito, fertili terreni agricoli sono diventati un centro Amazon. In Germania, una rigogliosa pineta \u00e8 diventata una fabbrica Tesla.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>41 giornalisti e scienziati provenienti da 11 paesi<\/strong> si sono riuniti per il <strong><a href=\"https:\/\/greentogrey.eu\/?utm_medium=website&amp;utm_source=Arena%20website&amp;utm_campaign=Launch&amp;utm_content=Blog\">progetto Green to Grey<\/a><\/strong>, <strong>avviato<\/strong> <strong>da<\/strong> <strong>Arena for Journalism in Europe e dalla Norwegian Broadcasting Corporation (NRK), con la collaborazione del Norwegian Institute for Nature Research (NINA)<\/strong>, al fine di <strong>rilevare l&#8217;entit\u00e0 della perdita di suolo e aree verdi nell&#8217;Europa continentale<\/strong> a causa dello sviluppo edilizio <strong>dal 2018 al 2023<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ogni anno, l&#8217;Europa perde 1.500 km\u00b2 per edifici e infrastrutture<\/strong>. <strong>Tra gennaio 2018 e dicembre 2023, abbiamo perso circa 9.000 km\u00b2<\/strong>, un&#8217;area grande quanto Cipro. Si tratta di <strong>quasi 30 km\u00b2 distrutti ogni settimana<\/strong>, l&#8217;equivalente di 600 campi da calcio ogni singolo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni anno vengono distrutti 900 km\u00b2 di <strong>aree naturali<\/strong> (circa all&#8217;anno) e 600 km\u00b2di <strong>terreni agricoli<\/strong>, con gravi <strong>conseguenze per la sicurezza alimentare e la salute<\/strong> nel continente.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il progetto \u00e8 stato perfezionata una <strong>nuova metodologia di misurazione<\/strong> della perdita di natura. <strong>L\u2019utilizzo di immagini satellitari, intelligenza artificiale e reportage sul campo ha permesso di rilevare anche costruzioni molto piccole, strade strette e ferrovie<\/strong>. Mentre fino ad ora, le migliori stime si basavano sui dati ufficiali forniti dall&#8217;Agenzia europea dell&#8217;ambiente (AEA), la cui metodologia rileva solo trasformazioni su larga scala grazie alle immagini satellitari.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indagine Green to Gray consente quindi di conoscere <strong>la reale entit\u00e0 della perdita di natura e terreni coltivabili<\/strong> in Europa, evidenziando che i terreni non edificati in Europa stanno scomparendo a un <strong>ritmo fino a una volta e mezzo superiore rispetto alle stime precedenti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si costruiscono soprattutto <strong>alloggi e strade<\/strong>, ma sono innumerevoli gli interventi per realizzare <strong>attivit\u00e0 commerciali<\/strong>, <strong>strutture di lusso e per il turismo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un pezzetto alla volta la natura in Europa viene distrutta<\/strong>. &#8220;<em>Se permettiamo a queste perdite su piccola scala di accadere continuamente, rischiamo di portare il sistema a un collasso completo<\/em>\u201d, ha commentato Guy Pe&#8217;er, biologo della conservazione del German Centre for Integrative Biodiversity Research. Le perdite su piccola scala sommate nel tempo hanno conseguenze enormi per l&#8217;ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;\u201c<em>Il motore principale di tutto questo \u00e8 la ricchezza<\/em>\u201d<\/strong>, afferma Peter Lacoere, docente e ricercatore di architettura all&#8217;University College di Gand. Anche se la crescita demografica potrebbe sembrare una ragione pi\u00f9 ovvia per il consumo di suolo, la correlazione pi\u00f9 diretta in Europa \u00e8 con la ricchezza, poich\u00e9 i paesi ricchi sviluppano non solo cose essenziali, ma anche <strong>cose non necessarie<\/strong>, dai campi da golf alle piste da sci artificiali. \u201c<em>Queste immagini illustrano chiaramente <strong>quanto sia difficile contenere il consumismo occidentale<\/strong><\/em>\u201d, afferma.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene le <strong>perdite siano diffuse in tutta Europa<\/strong>, sono evidenti <strong>alcune tendenze<\/strong> nei dati. In Scandinavia sono particolarmente colpite le foreste, nell&#8217;Europa meridionale le zone costiere stanno scomparendo, nell&#8217;Europa centrale \u00e8 diffusa la perdita di terreni coltivabili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutti i paesi<\/strong> stanno perdendo le loro aree naturali e agricole, <strong>ma alcuni pi\u00f9 di altri<\/strong>. In termini assoluti, la Turchia \u00e8 in cima alla lista con 1860 km\u00b2 di natura e terreni coltivabili persi tra il 2018 e il 2023, un&#8217;area pi\u00f9 grande di Londra. Segue la Polonia con oltre 1000 km\u00b2 persi, seguita dalla Francia e poi dalla Germania. L&#8217;<strong>Italia \u00e8 al sesto posto<\/strong> con 479 chilometri quadrati di terre naturali distrutte nei cinque anni considerati, dal 2018 al 2023.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"632\" height=\"951\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17752\" style=\"width:430px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-1.png 632w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-1-199x300.png 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 632px) 100vw, 632px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ad essere aggredite sempre pi\u00f9 spesso sono anche le <strong>aree strettamente tutelate<\/strong> dalla normativa. Tra il 2018 e il 2023 ci sono stati pi\u00f9 di 150.000 casi di costruzione in aree protette, pi\u00f9 di 70 al giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio descrive <strong>alcuni casi emblematici<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle famose dune di sabbia di <strong>Gal\u00e9, in Portogallo sorge un nuovo e scintillante campo da golf.<\/strong> Le gru affollano l&#8217;orizzonte, affrettandosi a completare <strong>ville di lusso<\/strong> del valore di 7,5 milioni di dollari. Il resort occupa quasi 300 ettari di quella che un tempo era una natura selvaggia e incontaminata, ricca di pini e arbusti di ginepro. La costruzione \u00e8 possibile nei siti Natura 2000 purch\u00e9 non abbia un impatto negativo sull&#8217;habitat; ma sono ammesse eccezioni per progetti di interesse pubblico prevalente, se il promotore \u00e8 in grado di dimostrare che non esistono soluzioni alternative. Oltre al danno della perdita di terreni, la manutenzione del campo da golf richiede almeno 800.000 litri di acqua al giorno in una regione regolarmente colpita dalla siccit\u00e0 e la&nbsp; sua manutenzione avviene attraverso un massiccio utilizzo di fertilizzanti.<\/p>\n\n\n\n<p>In <strong>Turchia<\/strong> tra le devastazioni la zona umida di \u00c7alt\u0131l\u0131dere, habitat di pesci in fase di riproduzione e di diverse specie di uccelli nidificanti, \u00e8 ora sepolta sotto pi\u00f9 di un chilometro quadrato di cemento: le fondamenta di una struttura che riparer\u00e0 e costruir\u00e0 yacht di lusso, con autorizzazioni concesse anche grazie a pareri favorevoli delle Universit\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Sapanca-un-tempo-tranquilla-cittadina-lacustre-vicino-a-Istanbul-e-diventata-il-centro-del-turismo-delle-tiny-house-in-Turchia-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17754\" style=\"width:479px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Sapanca-un-tempo-tranquilla-cittadina-lacustre-vicino-a-Istanbul-e-diventata-il-centro-del-turismo-delle-tiny-house-in-Turchia-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Sapanca-un-tempo-tranquilla-cittadina-lacustre-vicino-a-Istanbul-e-diventata-il-centro-del-turismo-delle-tiny-house-in-Turchia-300x200.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Sapanca-un-tempo-tranquilla-cittadina-lacustre-vicino-a-Istanbul-e-diventata-il-centro-del-turismo-delle-tiny-house-in-Turchia-768x512.png 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Sapanca-un-tempo-tranquilla-cittadina-lacustre-vicino-a-Istanbul-e-diventata-il-centro-del-turismo-delle-tiny-house-in-Turchia.png 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">  <em>Sapanca, un tempo tranquilla cittadina lacustre vicino a Istanbul, \u00e8<\/em><br>          <em>diventata il centro del turismo delle tiny house in Turchia<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>&nbsp;\u201c<em>Le zone <strong>umide<\/strong> agiscono come spugne naturali, trattenendo l&#8217;acqua in eccesso durante i periodi piovosi e rilasciandola gradualmente durante i periodi di siccit\u00e0, mitigando gli effetti sia delle inondazioni che della siccit\u00e0<\/em>\u201d, ha affermato Bur\u00e7in Yara\u015fl\u0131, specialista in zone umide presso la Do\u011fa Derne\u011fi, un&#8217;associazione ambientalista di Izmir. \u201c<em>Quando queste aree vengono distrutte, le persone che vivono nelle vicinanze si trovano direttamente ad affrontare rischi maggiori<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>cima delle montagne Vermio, nel nord della Grecia<\/strong>, sta per essere trasformata da due \u201caree senza strade\u201d di natura incontaminata in un <strong>grande parco eolico di Amazon. Negli ultimi tre anni, sono stati costruiti circa 60 km di nuove strade nelle aree senza strade della Grecia<\/strong> per servire i parchi eolici e almeno 1,48 km\u00b2 di natura incontaminata sono stati occupati da strade e turbine eoliche.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia, sul <strong>Lago di Garda<\/strong> la costa viene distrutta dal turismo sportivo e i tentativi di proteggere l&#8217;area non funzionano. \u201c<em>La protezione viene spesso applicata solo alle aree marginali o poco frequentate, mentre le zone di maggiore interesse turistico rimangono senza protezione, esponendo l&#8217;ecosistema lacustre a un rapido degrado<\/em>\u201d, afferma Osvaldo Negra, zoologo del Museo delle Scienze di Trento.<\/p>\n\n\n\n<p>La perdita di natura a causa del turismo <strong>non riguarda solo i paesi del sud<\/strong>. Dall&#8217;interno <strong>degli igloo con tetto in vetro<\/strong> dell&#8217;Utsjoki Arctic Resort in Finlandia, i visitatori ammirano la natura incontaminata, l&#8217;Artico, l&#8217;aurora boreale. Ma \u00e8 una natura non pi\u00f9 incontaminata. Sei anni fa, dove ora sorge il resort, c&#8217;era una foresta. In tutta la Lapponia finlandese il 15% di tutti i progetti di costruzione che hanno sostituito la natura dal 2018 sono stati guidati dal turismo, per la realizzazione di cottage, hotel e baite. La scorsa primavera, il consiglio comunale di Inari <strong>ha approvato 227 lotti per la costruzione di cottage lungo la riva del lago Inari in Lapponia<\/strong>, in uno degli angoli pi\u00f9 remoti d&#8217;Europa .<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/un-hotel-di-recente-costruzione-con-igloo-di-vetro-per-osservare-laurora-boreale-a-Utsjoki-Lapponia-Finlandia-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17755\" style=\"width:447px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/un-hotel-di-recente-costruzione-con-igloo-di-vetro-per-osservare-laurora-boreale-a-Utsjoki-Lapponia-Finlandia-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/un-hotel-di-recente-costruzione-con-igloo-di-vetro-per-osservare-laurora-boreale-a-Utsjoki-Lapponia-Finlandia-300x200.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/un-hotel-di-recente-costruzione-con-igloo-di-vetro-per-osservare-laurora-boreale-a-Utsjoki-Lapponia-Finlandia-768x512.png 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/un-hotel-di-recente-costruzione-con-igloo-di-vetro-per-osservare-laurora-boreale-a-Utsjoki-Lapponia-Finlandia.png 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">  Hotel di recente costruzione con igloo di vetro per osservare<br>               l&#8217;aurora boreale a Utsjoki, Lapponia, Finlandia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u201c<strong><em>Per anni l&#8217;UE ha promesso di essere all&#8217;avanguardia nella protezione del clima e della natura, ma questa indagine dimostra che stiamo letteralmente cementificando il nostro futuro<\/em><\/strong>\u201d, afferma. In un momento in cui <strong>l&#8217;Europa, insieme all&#8217;Artico, si sta riscaldando pi\u00f9 rapidamente di qualsiasi altro continente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il regolamento UE sul ripristino della natura <\/strong>approvato nel 2024 \u00e8 una legge pionieristica che mira a ripristinare il 90% degli habitat degradati in tutta l&#8217;UE entro il 2050. Per la prima volta, i governi nazionali sono obbligati a fissare scadenze e a raggiungere obiettivi in materia di conservazione della natura. Ma restano dubbi su come queste misure saranno finanziate e applicate, dato che l&#8217;UE ha promesso di ridurre la burocrazia per le imprese e ha ridimensionato una serie di suoi ambiziosi obiettivi ambientali nell&#8217;ultimo anno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le leggi esistenti a tutela della natura potrebbero essere le prossime ad essere tagliate,<\/strong> avvertono le ONG ambientaliste responsabili di una petizione, firmata da 200.000 cittadini dell&#8217;UE, che chiede il mantenimento delle misure attuali. Nel frattempo, la futura legislazione dell&#8217;UE in materia di <strong>suolo non prevede alcun impegno a favore del \u201cno al consumo netto di suolo entro il 2050<\/strong>\u201d. A settembre, l&#8217;Agenzia europea dell&#8217;ambiente ha ammesso nella sua relazione sullo stato dell&#8217;ambiente che l&#8217;obiettivo dell&#8217;UE di azzerare il consumo netto di suolo entro il 2050 difficilmente potr\u00e0 essere raggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/greentogrey.eu\/?utm_medium=website&amp;utm_source=Arena%20website&amp;utm_campaign=Launch&amp;utm_content=Blog\">Leggi qui il reportage Green to Gray completo<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Immagine di copertina: <em> cantiere della nuova struttura per la costruzione e riparazione di yacht di lusso, nella <\/em>zona umida di \u00c7alt\u0131l\u0131dere. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo un\u2019indagine realizzata da 41 giornalisti e scienziati di diversi paesi europei la velocit\u00e0 del consumo di suolo e aree verdi nell\u2019UE \u00e8 attualmente sottostimata. [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17756,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,3864],"tags":[],"class_list":["post-17751","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-rapporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17751","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17751"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17751\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17756"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17751"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17751"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17751"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}