{"id":17808,"date":"2025-11-02T22:46:02","date_gmt":"2025-11-02T21:46:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17808"},"modified":"2025-11-02T22:47:19","modified_gmt":"2025-11-02T21:47:19","slug":"ecocidio-in-palestina-perche-custodire-i-semi-e-un-atto-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/11\/ecocidio-in-palestina-perche-custodire-i-semi-e-un-atto-politico\/","title":{"rendered":"Ecocidio in Palestina: perch\u00e8 custodire i semi \u00e8 un atto politico"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>In un anno di assedio, l\u2019esercito israeliano ha distrutto tre quarti delle terre coltivabili di Gaza, pompato acqua salata nel suolo (danneggiando le falde acquifere e rendendo sterili i campi), sradicato migliaia di ulivi. La cancellazione dell\u2019identit\u00e0 di un popolo inizia anche da qui: dall\u2019attacco alla sua agricoltura. Sottrarre la terra, distruggere le sementi, colonizzare i campi. Difenderli, al contrario, significa proteggere il diritto a esistere.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Sara Manisera<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tra la marea di immagini strazianti che arrivano da Gaza e dai territori occupati palestinesi, alcune sono passate quasi inosservate.<\/p>\n\n\n\n<p>Un video mostra <strong>alcuni cecchini dell\u2019esercito israeliano colpire<\/strong>, una dopo l\u2019altra, <strong>tre pecore<\/strong> che attraversano una strada a Khan Younis.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"285\" height=\"220\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Screenshot-2763.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17810\" style=\"width:375px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Un\u2019altra fotografia ritrae il <strong>bombardamento di una banca dei semi<\/strong>.<br>E poi, le immagini di <strong>oltre diecimila ulivi sradicati dai bulldozzer israeliani<\/strong> nel villaggio di al-Mughayyir, in Cisgiordania, durante un assedio di tre giorni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 colpire delle pecore?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 distruggere semi, olivi, campi coltivati?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa sequenza di immagini racconta pi\u00f9 di molte parole.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la rappresentazione visiva dell\u2019<strong>ecologia della guerra<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"299\" height=\"194\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Screenshot-2764.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17811\" style=\"width:373px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Ogni forma di vita \u2014 umana o non umana \u2014 che appartiene all\u2019indigeno, diventa un potenziale nemico.<\/strong><br>Una risorsa da sottrarre, uno spazio da depredare, una memoria da cancellare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il non umano, l\u2019ambiente, la terra, diventano <\/strong><strong>strumenti del progetto coloniale in Palestina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La colonizzazione, la guerra e la resistenza in Palestina sono anche \u2014 e soprattutto \u2014 un conflitto ecologico.<br>Un conflitto che si materializza attraverso l\u2019espropriazione della terra, dell\u2019acqua, delle risorse naturali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il 31 luglio 2025, l\u2019esercito israeliano ha attaccato l\u2019Unit\u00e0 di Moltiplicazione dei Semi dell\u2019Unione dei Comitati di Lavoro Agricolo, a Hebron<\/strong>. Con bulldozer e macchinari pesanti, ha distrutto magazzini e infrastrutture dove erano custoditi semi autoctoni, strumenti, materiali agricoli.<br>Un attacco apparentemente minore, ma di enorme portata simbolica: <strong>colpire la possibilit\u00e0 di riprodurre la vita, di rigenerare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E non \u00e8 un caso isolato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In un anno di assedio, l\u2019esercito israeliano ha distrutto tre quarti delle terre coltivabili di Gaza<\/strong>. Ha <strong>pompato acqua salata nel suolo, danneggiando le falde acquifere e rendendo sterili i campi<\/strong>. E ha <strong>sradicato migliaia di ulivi<\/strong>, alberi antichi che per i palestinesi non sono solo fonte di reddito, ma simbolo di identit\u00e0, radici e resistenza. <strong>La distruzione degli ulivi \u00e8 la distruzione della memoria collettiva, della continuit\u00e0 generazionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La cancellazione dell\u2019identit\u00e0 di un popolo inizia anche da qui: dall\u2019attacco alla sua agricoltura.<br>Sottrarre la terra, distruggere le sementi, colonizzare i campi.<\/p>\n\n\n\n<p>Difenderli, al contrario, significa proteggere il diritto a esistere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non \u00e8 la prima volta che succede.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2003, dopo <a href=\"https:\/\/www.slow-news.com\/serie\/mani-in-pasta\">l\u2019invasione americana dell\u2019Iraq, la banca nazionale dei semi di Abu Ghraib<\/a> \u2014 una collezione genetica unica al mondo \u2014 fu saccheggiata e devastata. Pi\u00f9 di 1400 variet\u00e0 di semi adattate nei millenni al caldo, alla siccit\u00e0, andarono perdute. Solo pochi scienziati iracheni riuscirono a salvarne alcune, spedendole anni prima al centro ICARDA di Aleppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la distruzione materiale non bast\u00f2. L\u2019Autorit\u00e0 Provvisoria della Coalizione, guidata da Paul Bremer, eman\u00f2 l\u2019Ordine 81:<br>una legge che proibiva agli agricoltori di riprodurre i propri semi, aprendo il mercato alle grandi multinazionali.<br>A ricostruire l\u2019agricoltura irachena fu chiamato Dan Amstutz, ex dirigente Cargill \u2014 la pi\u00f9 grande esportatrice di cereali del mondo \u2014 nominato dal governo Bush.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, nel mondo<strong>, <a href=\"https:\/\/www.slow-news.com\/serie\/mani-in-pasta\">quattro multinazionali<\/a> \u2014 Bayer-Monsanto, Corteva, ChemChina-Syngenta e BASF \u2014 dominano il 60% del mercato delle sementi e il 75% dei pesticidi.<br><\/strong>E <strong>altre quattro, note come il gruppo ABCD \u2014 Archer Daniels Midland, Bunge, Cargill e Louis Dreyfus \u2014 controllano fino al 90% del commercio mondiale di cereali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dietro la distruzione dei semi, degli ulivi e delle pecore palestinesi c\u2019\u00e8 dunque una logica pi\u00f9 ampia: quella del dominio economico, dell\u2019estrazione, dell\u2019accumulazione.<\/strong><strong><br>La stessa logica che lega Gaza all\u2019Iraq, e l\u2019agricoltura al potere delle multinazionali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><br>\u201cFare il nostro cibo \u00e8 una forma di liberazione\u201d. <\/strong>Me lo ha detto Lina, del Forum Agroecologico di Ramallah. Una frase semplice, ma che contiene tutto: la resistenza, la cura, la possibilit\u00e0 di immaginare un futuro di giustizia e di libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 custodire un seme \u2014 oggi, in Palestina come altrove \u2014 non \u00e8 solo un atto agricolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 un atto politico. Un atto di libert\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sara Manisera \u00e8 giornalista freelance. Ha realizzato reportage per testate nazionali e internazionali sulle donne, e conflitti e la societ\u00e0 civile in medio oriente. <a href=\"http:\/\/www.saramanisera.com\/\">Segui Sara Manisera sul suo blog<\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Attraverso la Campagna <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/explore\/search\/keyword\/?q=%23acquapergaza\">AcquaPerGaza<\/a> puoi sostenere non solo la risposta locale e palestinese all\u2019emergenza in atto, ma anche il lavoro straordinario di <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/uawcpal\/\">UAWC<\/a> con cui continua a preservare i semi indigeni palestinesi.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un anno di assedio, l\u2019esercito israeliano ha distrutto tre quarti delle terre coltivabili di Gaza, pompato acqua salata nel suolo (danneggiando le falde acquifere [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17809,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[3802],"tags":[],"class_list":["post-17808","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-illeciti-ambientali-tematiche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17808","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17808"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17808\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17809"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17808"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17808"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17808"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}