{"id":17850,"date":"2025-11-15T20:00:00","date_gmt":"2025-11-15T19:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17850"},"modified":"2025-11-23T09:43:42","modified_gmt":"2025-11-23T08:43:42","slug":"a-pochi-giorni-dalle-elezioni-regionali-qualche-cifra-per-comprendere-il-veneto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/11\/a-pochi-giorni-dalle-elezioni-regionali-qualche-cifra-per-comprendere-il-veneto\/","title":{"rendered":"A pochi giorni dalle elezioni regionali, qualche cifra per comprendere il Veneto"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>L\u2019ultimo rapporto annuale \u00ab<a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/notizie\/temi\/report-intertematici\/stato-ambiente\/rapporto-ambiente-snpa-edizione-2025\/\">Consumo del suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici<\/a>\u00bb a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell\u2019Ambiente (SNPA) e dell\u2019Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) vede il Veneto ovunque nelle tristi top ten della corsa al cemento. Dei servizi ecosistemici che l\u2019Italia ha perduto tra il 2006 e il 2024 per un valore tra gli 8,66 e i 10,59 miliardi di euro l\u2019anno, 73 milioni l\u2019anno sono stati dilapidati nel territorio della Serenissima.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di<em> Caterina Diemoz<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti sanno che il suolo li \u201ceroga\u201d e che se li distruggiamo perdiamo denaro: eppure il cemento avanza (nel 2024 a un ritmo di 2,7 metri quadrati al secondo). <strong>Forse perch\u00e9 nel secolo della ragione scientifica \u00e8 stato silenziato il cuore<\/strong>: diversamente, fuggiremmo dai social dove sentenziamo con arroganza su tutto e ci ammasseremmo davanti a municipi, sedi di regioni e province, citt\u00e0 metropolitane per gridare la nostra determinazione a difendere non il suolo ma la Terra &#8211; madre nel Cantico delle Creature e in tante religioni del mondo &#8211; che ci d\u00e0 acqua, cibo, aria pulita, e mitiga gli effetti di siccit\u00e0 e inondazioni senza chiederci nulla in cambio. Un Mistero, visto come la trattiamo. Pensiamoci, prima di leggere le cifre che seguono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo la Lombardia, il Veneto \u00e8 la regione dove tra il 2006 e il 2024 si \u00e8 consumato pi\u00f9 suolo<\/strong>: oltre 216 mila ettari, cio\u00e8 l\u201911,86% eroso, impermeabilizzato, devastato, di cui 730 nel solo 2024. Una media di gran lunga superiore a quella italiana (7,17%) e quasi il triplo di quella europea (4,4%).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 la prima regione per quantit\u00e0 di superficie edificata per abitante<\/strong>: 158 metri quadrati. E se nel 2024 la Lombardia \u201cvantava\u201d la massima superficie coperta da edifici e fabbricati, tra il 2023 e il 2024 \u00e8 in Veneto che \u00e8 pi\u00f9 aumentata (+125,75 ettari) e occupa la massima estensione sia rispetto all\u2019intero territorio (il 4,19%), sia rispetto al totale del suolo regionale gi\u00e0 consumato (il 34,63%).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"641\" height=\"361\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1-2018-Villette-nel-parco-corr.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17855\" style=\"width:568px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1-2018-Villette-nel-parco-corr.png 641w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1-2018-Villette-nel-parco-corr-300x169.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cartello che pubblicizza la futura realizzazione di alcune ville nel Comune di Silea (TV): \u201c<em>All\u2019interno del Parco del Sile<\/em>\u201d\u2026<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un difficile passato<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>In Veneto lo sviluppo fa il paio da sempre con un\u2019edilizia smisurata rispetto alle necessit\u00e0<\/strong> di quanti non praticano le professioni di imprenditori, cavatori, costruttori, immobiliaristi, e nemmeno rientrano nella miriade dei proprietari che in borghi, citt\u00e0 e campagne hanno chiesto e ottenuto di trasformare terreni da agricoli in edificabili, e casolari e villette in condomini multipiano. Sono un esercito, e votano chi li ha soccorsi. \u201c<em>Non \u00e8 in salute un sistema politico in cui il comportamento elettorale della gente \u00e8 prevedibile o scontato, e l\u2019opposizione \u00e8 flebile o irrilevante<\/em>\u201d (Antonio Polito, \u00ab<em>Le regioni senza pi\u00f9 ricambio<\/em>\u00bb, Corriere della Sera 24-8-2025). E tanto meno lo sono l\u2019aria, l\u2019acqua, la terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma in Veneto non c&#8217;\u00e8 altro dio al di fuori del suo febbrile sviluppo &#8211; pur da tempo archiviato &#8211; e il Doge \u00e8 il suo profeta. Inossidabile professione di fede che i cinquantenni \u2013 ottantenni ripetono come un mantra dalle piazze alle osterie ai salotti dove un immarcescibile ceto intellettuale, per convinzione o convenienza, discetta di \u201c<em>lingua veneta<\/em>\u201d e di Serenissimi miti mentre i giovani scappano. <strong>Negli ultimi dieci anni 3.000-3.500 under 35 l\u2019anno sono andati via e nel 2024 quasi il doppio<\/strong>: 7.500 di cui il 90% con laurea in discipline STEM, fondamentali per l\u2019innovazione industriale (<a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/economia\/statisticall-2025-fornasier-confindustria-veneto-i-giovani-se-ne-vanno-perche-mancano-pezzi-al-nostro-puzzle-territoriale_2YimxC9MkmgqggBGNkgUM0\">Fondazione Nordest<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Una religione non pu\u00f2 mancare di un testo sacro, ma qui non servono libri o e-book. \u00c8 impiantato nei cervelli come un microchip perch\u00e9 a nessuno manca un parente che ha fatto la fame o \u00e8 andato all\u2019estero per non lavorare nei campi sotto padrone, o invece \u00e8 rimasto: Cos\u00ec, quando negli anni del boom e del Mercato Unico Europeo (1958) si diffuse a macchia d\u2019olio il modello \u201c<em>fabbriche per ogni campanile<\/em>\u201d, quando gli emigrati rientrarono e per tutti ci fu un posto in fabbrica o nelle colture intensive e si innalz\u00f2 a livelli impensabili il tenore di vita, beh, allora&#8230; neiricordi dei nuovi ricchi, della campagna veneta non rimasero che il sudore e la puzza dai quali fuggire a gambe levate. Fecero il resto gli sgravi fiscali e la cessione a prezzi poco pi\u00f9 che simbolici delle aree a scopo produttivo, e <strong>nell\u2019arco di due decenni (1961-1981) mutarono destinazione d\u2019uso pi\u00f9 aree agricole di quanto non fosse avvenuto nei due millenni precedenti<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https:\/\/old.fbsr.it\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/Insediamento-e-mobilita%25CC%2580-nel-Nord-Est-appunti-su-una-nebulosa-senza-centro-di-Domenico-Luciani-.pdf&amp;ved=2ahUKEwj-hYSyyuyQAxVRnP0HHbh5CtcQFnoECBoQAQ&amp;usg=AOvVaw0lGbrHpXY3NBnYotyeR3fF\">Domenico Luciani, 2002<\/a>). Altro che burocrazia pachidermica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Elettori ed eletti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, la politica non rimase a guardare. Nel 1970 si istituirono le regioni, che qualcuno all\u2019epoca defin\u00ec \u201c<em>future voragini di spreco<\/em>\u201d, un presagio oggi difficile da smentire. Segu\u00ec la legge sui governatori eletti dal \u201cpopolo\u201d (1993) che doveva avvicinare le masse alla politica. Poi fu permesso a ogni regione di legiferare in materia elettorale a modo suo: vedi la collisione tra leggi statali e regionali sui tre mandati dell\u2019ultimo Doge.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so cosa pensi la gente di questa trionfale avanzata del decentramento e della mole di costi che genera. Sta di fatto che i pochi che continuano a recarsi alle urne, nelle regioni per lo pi\u00f9 eleggono sconosciuti selezionati dalle botteghe di partito; nei comuni, \u201cliste civiche\u201d dietro le quali a volte si celano portatori di interessi non chiari, n\u00e9 dichiarati. Tanto pi\u00f9 che &#8211; altro miracolo del decentramento &#8211; <strong>un qualsiasi Consiglio comunale pu\u00f2 far insediare sul suo territorio colossi dell\u2019industria o della logistica su aree di 50.000 mq e pi\u00f9, anche solo per incamerare oneri concessori utili a far quadrare il bilancio<\/strong>. Cos\u00ec leggi, leggine, piani urbanistici con strascico di deroghe e varianti sono stati approvati a colpi di maggioranze (<em>xe la democras\u00eca, bel\u00e9ssa<\/em>) sfigurando la campagna veneta con l\u2019urban sprawl o citt\u00e0 diffusa, stuprandola con 1220 cave oggi dismesse e abbandonate (<a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/CAVE-report-finale-3.pdf&amp;ved=2ahUKEwjbleS-zOyQAxVd_7sIHc-AMbEQFnoECBcQAQ&amp;usg=AOvVaw0O6h-sCiXMzhzGp-zMr6Uy\">Legambiente, 2025<\/a>). Forse per provare a difendere quel che resta del suolo occorre imboccare la porta stretta: smetterla di fondare comitatini e comitati, e riappropriarsi della politica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Qualche legge<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nello Stivale manca da tempo immemorabile una legge per difendere il suolo e riordinare l&#8217;intera materia: ma la strada \u00e8 lastricata di vittime illustri come il ministro DC dei Lavori pubblici <strong>Fiorentino Sullo<\/strong>, che spar\u00ec dalla scena politica quando nel 1963 os\u00f2 proporre uno schema di legge urbanistica per sottrarre le citt\u00e0 alla speculazione fondiaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019italico vuoto legislativo, le Regioni legiferano: in Veneto con la <a href=\"https:\/\/bur.regione.veneto.it\/BurvServices\/pubblica\/DettaglioLegge.aspx?id=346720\">Legge Regionale 14\/2017<\/a> \u201c<em>per il contenimento del consumo di suolo<\/em>\u201d che oltre a introdurre una marea di deroghe, ha triplicato<strong> la superficie territoriale consumabile precedentemente determinata dalla legge regionale 11\/2004, legittimando il pi\u00f9 esteso consumo di suolo veneto: l\u2019ha calcolato ne<\/strong>l 2024 <strong>Endri Orlandin<\/strong>, gi\u00e0 docente di pianificazione territoriale e&nbsp; urbanistica all\u2019Universit\u00e0 di Bologna e allUniversit\u00e0 IUAV di Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella legge avrebbe dovuto almeno porre un freno alle devastazioni dell\u2019ultimo mezzo secolo (se si escludono il cemento e i rifiuti tossici riversati su Marghera e sulla laguna di Venezia dagli anni Dieci del secolo scorso) e all\u2019espandersi del grigio sudario di case e capannoni abbandonati, vuoti, sfitti, dismessi e degradati che avvolge la campagna veneta. Un esito determinato in buona parte da due \u201cfamiglie\u201d normative: le <strong>leggi Tremonti (1991) e Tremonti bis (2001) <\/strong>che detassarono gli utili d\u2019impresa se reinvestiti in nuovi immobili per l\u2019azienda. Ne sort\u00ec un abnorme incremento di 24 milioni di metri cubi di edifici nel 2000, 27 milioni nel 2001, 38 milioni nel 2002 e 24 nel 2003 (<a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https:\/\/www.legambientepadova.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/urbanizzazione_veneto_Tempesta.pdf&amp;ved=2ahUKEwjQ_-zZ3OyQAxVPh_0HHciPEYMQFnoECBgQAQ&amp;usg=AOvVaw0DdNwnThcR98Ed3knXZzAZ\">Tiziano Tempesta, 2007<\/a>); il Piano Casa nazionale recepito con <a href=\"https:\/\/bur.regione.veneto.it\/BurvServices\/pubblica\/DettaglioLegge.aspx?id=216888\">l.r. 14\/2009<\/a>, poi reiterato pi\u00f9 volte, che diede il via libera ad aumenti di cubature in gran parte in deroga ai piani urbanistici e allegramente spalmati pure su aree agricole.Da notare che nel 2009 il patrimonio immobiliare dei 581 comuni gi\u00e0 copriva il fabbisogno abitativo fino al 2022.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma rigenerare non conviene, disinquinare costa troppo, i cambi di destinazione d\u2019uso sono difficili da ottenere<\/strong>, signora mia. \u00c8 il lamento di chi di edilizia e di leggi se ne intende, mentre chi dovrebbe far s\u00ec che sui tetti della grigia distesa trovassero posto gli ormai indispensabili pannelli fotovoltaici, si arrabatta: negli ultimi dieci anni sul fronte delle rinnovabili si \u00e8 avuta una trentina di norme e decreti diversi e talvolta contraddittori (Milena Gabanelli, \u00ab<em>Attacco a eolico e solare, chi paga davvero il conto<\/em>\u00bb, Corriere della Sera, 12-11-2025). Chi invece di leggi e regolamenti non capisce nulla, subisce l\u2019ulteriore devastazione di aree verdi e terreni agricoli, con corollario di ricorsi al Tar di comitati di cittadini esasperati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un esempio: il \u201cbosco dello sport\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 solo una delle tante grandi opere meritevoli di ben pi\u00f9 di un articolo. Ma poich\u00e9, dati SNPA-ISPRA alla mano, <strong>nel 2024 Venezia \u00e8 stata uno dei capoluoghi di regione che hanno consumato pi\u00f9 suolo<\/strong> superando Roma, in pole position fino all\u2019anno prima, \u00e8 bene sapere che qui circa il 70% del consumo di suolo se lo sono mangiato i cantieri del nuovo stadio cinicamente battezzato \u201c<em>Bosco dello Sport<\/em>\u201d e di un\u2019arena polifunzionale, ambedue innalzati su terreno agricolo presso Tessera: una localit\u00e0 &#8211; rileva <a href=\"https:\/\/www.italianostravenezia.org\/2023\/02\/10\/bosco-dello-sport\/\">Italia Nostra Venezia<\/a> &#8211; con indici di criminalit\u00e0 bassissimi dove prevalgono villette unifamiliari in un paesaggio agrario incontaminato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei 300 milioni di euro stanziati, <strong>100 milioni di fondi Pnrr dovevano essere destinati anche alla rigenerazione urbana e alla riduzione dell\u2019emarginazione e del degrado sociale nelle periferie<\/strong>: degrado che esiste a Mestre, non a Tessera (\u00ab<em>Mestre, degrado e criminalit\u00e0 come nelle metropoli: il numero delle vittime di overdose tra i pi\u00f9 alti d&#8217;Italia<\/em>\u00bb, Il Gazzettino, 14-3-2025) e degrado e criminalit\u00e0 sono una delle conseguenze di un\u2019espansione edilizia senza regole. Cos\u00ec, mentre si edifica a Tessera, a Mestre quartieri come via Piave o Porto Marghera, che ai fondi PNRR avrebbero diritto, vengono abbandonati al loro lento declino.<\/p>\n\n\n\n<p>Persino l&#8217;Unione europea aveva espresso riserve. Persino il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini: \u201c<em>se ti danno soldi per la sostenibilit\u00e0, l&#8217;innovazione e la riduzione delle emissioni, ma tu li usi per uno stadio, evidentemente fai una scelta quanto meno bizzarra<\/em>\u201d (\u00abMatteo Salvini: \u201c<em>Nomine, abbiamo scelto il meglio. Sul Brennero l&#8217;Austria \u00e8 fuorilegge<\/em>\u201d\u00bb Il Gazzettino, 14-4-2023). Poi si sa com\u2019\u00e8 andata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Urbanistica grande assente<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Le trasformazioni avvenute negli ultimi trent\u2019anni sono avvenute sotto il segno dei due Dogi. Il primo fu anche il primo che si lanci\u00f2 a corpo morto sulle grandi infrastrutture con giri di affari di miliardi: ma se la sua immagine l\u2019ha considerevolmente appannata lo scandalo Mose, quella del secondo appare pulita e innocente come la pelle di un neonato. Sta di fatto che in trent\u2019anni i governi regionali di entrambi (1995 \u2013 2025) mai si sono sentiti sfiorati dal rischio di dover cedere il timone a chicchessia, e sono trent\u2019anni nei quali si \u00e8 registrato un degrado ambientale da primato. <strong>Trent\u2019anni \u2013 sar\u00e0 un caso? &#8211;&nbsp; dominati dall\u2019assenza di un Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc) che dovrebbe decidere organizzazione e assetto di un territorio, e da quella di un Piano regionale dei trasporti (Prt) che dovrebbe promuovere un sistema di mobilit\u00e0 sostenibile<\/strong>. Ma l\u2019urbanista <strong>Chiara Mazzoleni<\/strong>, docente allo Iuav di Venezia, ricorda che i nuovi piani sono entrati in vigore solo nel 2020, mentre i precedenti risalivano ai primi anni Novanta. Forse anche per questo, in questo lungo interregno, <strong>i veneti hanno continuato a vedere divorata a palmo a palmo la loro terra da strade e superstrade, da hub logistici e da centri commerciali <\/strong>collocati nei pressi di rotonde e svincoli, tra falde inquinate, traffico veicolare da esaurimento nervoso e aria sempre pi\u00f9 irrespirabile, in citt\u00e0 e campagne sempre pi\u00f9 spopolate dal calo demografico. Ma finch\u00e9 si respira si mangia, per quanto l\u2019aria faccia schifo. Finch\u00e9 si beve acqua, vuol dire che i <strong><a href=\"https:\/\/www.radarmagazine.net\/acqua-sangue-e-pfas-il-disastro-ambientale-del-veneto\/\">PFAS<\/a><\/strong>non sono nell\u2019acqua del tuo rubinetto. Il suolo poi, in tutti i sensi sta sotto i piedi. Per questo tra pochi giorni le regionali in Veneto registreranno la vittoria trionfale dei soliti noti, in un silenzio tombale su questi e altri temi. Io non so darmi altre risposte.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Immagine in alto: cantiere per la realizzazione del \u201cBosco dello Sport\u201d di Mestre. Il cantiere aperto nel 2024 occupa un\u2019area di 27 ha. Il progetto prevede la costruzione di un palazzetto dello sport e di uno stadio in un\u2019area di complessivi 116 ha, di cui 37 di superficie impermeabilizzata e 79 boscata. Autori: ARPAV: Andrea Dalla Rosa, Ialina Vinci. Fonte: SNPA, \u201cConsumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici\u201d. Ed 2025.<\/em><br><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo rapporto annuale \u00abConsumo del suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici\u00bb a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell\u2019Ambiente (SNPA) e dell\u2019Istituto Superiore per [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17853,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,24],"tags":[],"class_list":["post-17850","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-veneto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17850","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17850"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17850\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17853"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}