{"id":17882,"date":"2025-11-26T00:00:48","date_gmt":"2025-11-25T23:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=17882"},"modified":"2025-12-01T18:28:37","modified_gmt":"2025-12-01T17:28:37","slug":"legge-di-bilancio-il-ritorno-dei-condoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2025\/11\/legge-di-bilancio-il-ritorno-dei-condoni\/","title":{"rendered":"Legge di Bilancio: il ritorno dei condoni?"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Il disegno di legge di Bilancio attualmente in definizione pare essersi &#8220;arricchito&#8221; di quattro emendamenti dedicati alle sanatorie edilizie proposti da Fratelli d\u2019Italia (primo firmatario il Senatore Matteo Gelmetti) per regolarizzare opere abusive, purch\u00e9 siano state ultimate entro il 30 settembre del 2025&#8230;<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nell\u2019<strong>elenco delle opere abusive contemplate<\/strong> sono compresi portici e tettoie realizzati in assenza\/difformit\u00e0 dal titolo abilitativo edilizio, balconi, pergolati, logge, lavori di ristrutturazione e risanamento purch\u00e9 non abbiano comportato incrementi di superficie e volumetria.<\/p>\n\n\n\n<p>In aggiunta, <strong>anche due emendamenti che di fatto riaprirebbero i contorni del condono del 2003<\/strong> e l&#8217;introduzione di una scadenza (entro il 31 marzo del prossimo anno) <strong>per consentire ai Comuni di chiudere le pendenze relative ai tre condoni del 1985, del 1994 e del 2003<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"651\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Immagine-WhatsApp-2025-11-23-ore-15.57.03_0d016094-651x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17883\" style=\"width:361px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Immagine-WhatsApp-2025-11-23-ore-15.57.03_0d016094-651x1024.jpg 651w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Immagine-WhatsApp-2025-11-23-ore-15.57.03_0d016094-191x300.jpg 191w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Immagine-WhatsApp-2025-11-23-ore-15.57.03_0d016094-768x1208.jpg 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Immagine-WhatsApp-2025-11-23-ore-15.57.03_0d016094-977x1536.jpg 977w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Immagine-WhatsApp-2025-11-23-ore-15.57.03_0d016094.jpg 987w\" sizes=\"auto, (max-width: 651px) 100vw, 651px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Complessivamente, dunque, sei tra sanatorie e condoni. Una situazione particolarmente delicata e &#8220;all&#8217;italiana&#8221; che <strong>Paolo Pileri,<\/strong> docente di Progettazione e pianificazione urbanistica al Politecnico di Milano, sconsolatamente ha commentato con puntualit\u00e0 in un\u2019intervista a &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221;: \u00ab<em>Gi\u00e0 la parola \u00e8 ingannevole: condono sembra quasi che sia un dono, ma non lo \u00e8 affatto, \u00e8 la legalizzazione di un\u2019attivit\u00e0 contro natura e che ha effetti di lungo periodo. <strong>Ogni condono, ogni sanatoria rafforza la cultura dell\u2019illegalit\u00e0 e causa una ripresa delle costruzioni abusive<\/strong>. Il problema non \u00e8 solo o non \u00e8 tanto il condono in s\u00e9, ma che ogni volta che se ne fa uno \u2013 o se ne parla \u2013 si tiene aperto un precedente: dopodomani chi non pensava pi\u00f9 di costruire abusivamente inizier\u00e0 a farlo. Si dicono: io lo faccio, tanto tra cinque o quindici anni arriver\u00e0 un bel condono. Non solo: nel frattempo non pago neanche le tasse, l\u2019Imu, la Tari. Il condono \u00e8 anche questa resa dello Stato<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Prosegue Pileri: \u00ab<em>E&#8217; la rinuncia a che siano pagate le imposte per anni, cio\u00e8 avallare la sottrazione di risorse alla macchina pubblica, che poi va in crisi. E pi\u00f9 in generale \u00e8 come dire \u201c<strong>chi se ne frega della collettivit\u00e0<\/strong>\u201d. La politica dei condoni ci insegna che abusare del territorio si pu\u00f2. Chi governa, a ogni livello, ha anche una responsabilit\u00e0 educativa, ma coi condoni la disattende. <strong>Il condono \u00e8 il trionfo degli interessi privati, e dei pi\u00f9 furbi tra i privati, la negazione della regolazione collettiva<\/strong>. A cosa servono un sindaco o l\u2019amministrazione pubblica se ognuno fa quel che gli pare e poi arriva la sanatoria? Da questo punto di vista si pu\u00f2 dire persino che (anche) i condoni incentivano l\u2019astensionismo. Il condono \u00e8 un danno anche economico per la collettivit\u00e0. Quando condono la casetta di periferia, per dire, obbligo il Comune a far arrivare in quella casetta tutti i servizi: le strade, le fognature, eccetera. E chi paga? La collettivit\u00e0 e non certo chi l\u2019abuso l\u2019ha fatto, che negli anni non ha neanche pagato le tasse su quell\u2019immobile. E non li paga la collettivit\u00e0 gli impiegati pubblici che devono esaminare le domande? Peraltro anche gli introiti diretti <strong>non sono poi granch\u00e9: <\/strong>coi condoni del 1985, 1994 e 2003 lo Stato incass\u00f2 circa la met\u00e0 del previsto<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Ma la verit\u00e0 \u00e8 che tutto quel che si fa in sanatoria <strong>\u00e8 un fallimento delle procedure ordinarie<\/strong>: significa che la pianificazione urbanistica non ha funzionato, che i tecnici comunali non sono riusciti a occuparsi delle pratiche, che le commissioni edilizie e del paesaggio non hanno aiutato. Dovremmo far capire, in primo luogo alla politica e agli amministratori, che bisogna rafforzare le procedure ordinarie, non ricorrere dopo al cerottone di sanatorie e condoni. Ma tanto non lo capiscono&#8230; Oddio, in realt\u00e0 forse lo capiscono ma fanno comunque il contrario<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nell&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Istat sugli indicatori BES <\/strong>&#8211; parametri, cio\u00e8, che misurano la qualit\u00e0 dello sviluppo del Paese anzich\u00e9 il semplice PIL &#8211; in Italia ogni cento nuove case costruite ne risultano 15 prive delle necessarie autorizzazioni, in particolare nel Sud dove pi\u00f9 della met\u00e0 delle case \u00e8 fuori regola. Un fenomeno che l&#8217;Istat considera come &#8220;<em>sostanzialmente invariato<\/em>&#8221; rispetto al passato e che l&#8217;ultimo rapporto specifico di <strong>Legambiente<\/strong> riassume con una cifra molto eloquente: <strong>solo il 15,3% dei 70.751 immobili abusivi <\/strong>per i quali era stato decretato l&#8217;abbattimento &#8211; da 435 Comuni delle Regioni pi\u00f9 a rischio (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Lazio) &#8211; <strong>risulta effettivamente essere stato demolito<\/strong>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il disegno di legge di Bilancio attualmente in definizione pare essersi &#8220;arricchito&#8221; di quattro emendamenti dedicati alle sanatorie edilizie proposti da Fratelli d\u2019Italia (primo firmatario [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17885,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-17882","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-abusivismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17882","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17882"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17882\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17885"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17882"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17882"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}