{"id":18078,"date":"2026-01-30T07:00:00","date_gmt":"2026-01-30T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18078"},"modified":"2026-02-01T17:18:09","modified_gmt":"2026-02-01T16:18:09","slug":"italia-nostra-sulleolico-di-londa-lenergia-prodotta-non-sara-utilizzata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/01\/italia-nostra-sulleolico-di-londa-lenergia-prodotta-non-sara-utilizzata\/","title":{"rendered":"Italia Nostra sull\u2019eolico di Londa: \u201cL\u2019energia prodotta non sar\u00e0 utilizzata\u201d"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non solo\u00a0impatto ambientale. A fronte di un aumento della potenza eolica installata in Italia la produzione reale di energia da eolico \u00e8 diminuita<\/strong>, per la scarsa efficienza strutturale di una fonte intermittente e imprevedibile. Eppure continua la <strong>speculazione travestita da ambientalismo, come quella di Londa, dove viene proposto <\/strong>l\u2019ennesimo parco eolico in un\u2019area di altissimo valore paesaggistico ed ecologico.<\/h2>\n\n\n\n<p>A cura di <em>Laura Manganaro (presidente Italia Nostra Firenze) e&nbsp;Francesco Pratesi (presidente Italia Nostra Toscana<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Italia Nostra&nbsp;Toscana&nbsp;e&nbsp;Italia Nostra&nbsp;Firenze segnalano con un comunicato quelle che, secondo l\u2019associazione,&nbsp;sarebbero&nbsp;le incongruenze e le contraddizioni del progetto&nbsp;di sei torri eoliche alte 200 metri proposto dalla&nbsp;societ\u00e0 milanese&nbsp;Hergo Renewables&nbsp;(gruppo Eni) tra&nbsp;il passo dei Crocemori e il valico della Consuma, nel Comune di Londa.&nbsp;Il progetto incontra il favore del sindaco Tommaso Cuoretti ma non quello del Consiglio direttivo del Parco delle Foreste Casentinesi, di cui lo stesso sindaco fa parte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 pale, meno vento. Mentre la potenza eolica installata cresce a ritmi sostenuti la produzione reale di energia da eolico registra un calo significativo e <strong>il sistema elettrico nazionale \u00e8 sempre pi\u00f9 costretto a pagare energia che non riesce a utilizzare<\/strong>.&nbsp;\u00c8 in questo scenario che si colloca il progetto dell\u2019<strong>impianto eolico di Londa<\/strong>, esempio emblematico di una transizione energetica che <strong>rischia di trasformarsi in consumo irreversibile di territorio e paesaggio, senza reali benefici ambientali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il presente comunicato \u00e8 una risposta diretta a quanti, in queste settimane, hanno sostenuto il progetto eolico di Londa accusando cittadini, associazioni (Altura, Atto Primo, Mountain Wilderness, Wwf Forl\u00ec Cesena, tutti aderenti alla Coalizione ambientale Tess) e istituzioni di diffondere fake news, paure medievali e disinformazione antiscientifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Peccato che i numeri raccontino tutt\u2019altro. <strong>A fronte di un aumento della potenza eolica installata di oltre il 26% tra il 2023 e il 2024 la produzione reale di energia da eolico \u00e8 diminuita di oltre il 5% nello stesso periodo<\/strong>.&nbsp;Un dato che <strong>non dipende certo dalla \u201cmancanza di pale\u201d, come qualcuno vorrebbe far credere, ma dalla scarsa efficienza strutturale di una fonte intermittente e imprevedibile<\/strong>, <strong>sempre pi\u00f9 difficile da integrare nella rete elettrica nazionale<\/strong>. Non a caso cresce il fenomeno del<strong> curtailment:<\/strong> energia prodotta, incentivata, pagata e poi non utilizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Un problema riconosciuto apertamente dalla stessa Terna, che certifica l\u2019aumento dell\u2019energia rinnovabile \u201ctagliata\u201d perch\u00e9 <strong>il sistema non \u00e8 in grado di assorbirla<\/strong>. Nel frattempo, per sostenere questa corsa indiscriminata a eolico e fotovoltaico, <strong>l\u2019Italia ha gi\u00e0 speso oltre 200 miliardi di euro in incentivi<\/strong>, sottraendo risorse a investimenti ben pi\u00f9 efficaci sul piano ambientale, sociale e climatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo mentre la produzione di energia elettrica nel nostro Paese incide per circa lo 0,15% sulle emissioni mondiali di gas serra. <strong>In questo quadro, parlare di nuovi impianti come se fossero l\u2019unica salvezza del clima globale non \u00e8 scienza ma \u00e8 ideologia<\/strong>. E proporre l\u2019ennesimo parco eolico in un\u2019<strong>area di altissimo valore paesaggistico e ambientale<\/strong>, come Londa, non \u00e8 transizione ecologica, ma <strong>speculazione travestita da ambientalismo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Sezione Firenze di Italia Nostra, nella persona del presidente <strong>Laura Manganaro<\/strong>, e il Consiglio regionale&nbsp;toscano dell\u2019associazione, nella persona del presidente <strong>Francesco Pratesi<\/strong>, hanno depositato articolate <strong>osservazioni <\/strong>a firma dell\u2019avvocato <strong>Michele Greco<\/strong> nell\u2019ambito del procedimento di <strong>Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)<\/strong> relativo al progetto dell\u2019impianto eolico denominato <em>Londa<\/em>, pendente di fronte alla Regione Toscana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le osservazioni <\/strong>\u2013<strong> <a href=\"https:\/\/www.regione.toscana.it\/-\/valutazione-di-impatto-ambientale\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">pubblicate sulla pagina web VIA della Regione Toscana<\/a><\/strong>&nbsp;e liberamente consultabili \u2013 sono state predisposte <strong>con il contributo di autorevoli consulenti tecnici<\/strong> e dimostrano in modo inequivocabile che il progetto presenta criticit\u00e0 strutturali, ambientali e paesaggistiche tali da renderlo radicalmente incompatibile con il territorio interessato.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolare rilievo assume l\u2019<strong>analisi dell\u2019impatto paesaggistico e visivo<\/strong>, condotta mediante fotoinserimenti tridimensionali e rendering di elevato rigore scientifico che restituiscono con assoluta evidenza l\u2019effetto devastante degli aerogeneratori sui crinali appenninici e su un paesaggio di eccezionale valore storico, culturale, naturalistico e percettivo, in prossimit\u00e0 del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le simulazioni dimostrano come l\u2019impianto produrrebbe una trasformazione irreversibile dello skyline e una compromissione profonda dell\u2019identit\u00e0 dei luoghi, annullando ogni pretesa di \u201cintegrazione\u201d nel contesto. <strong>I sei aerogeneratori,<\/strong> alti circa 200 metri,<strong> risulterebbero visibili persino dalla citt\u00e0 di Firenze<\/strong>. Gravissime risultano anche le criticit\u00e0 geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto insiste su <strong>un crinale caratterizzato da diffusa instabilit\u00e0, <\/strong>fenomeni franosi attivi e quiescenti e riconosciuta vulnerabilit\u00e0 sismica. Le indagini progettuali appaiono lacunose, generiche e in larga parte non sito-specifiche. Le opere previste \u2013 fondazioni, piazzole, nuove strade e cavidotti \u2013 sono idonee a innescare o riattivare processi di dissesto con rischi concreti per la pubblica incolumit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Di particolare gravit\u00e0 \u00e8 inoltre la<strong> secretazione integrale dello studio sulla producibilit\u00e0 eolica<\/strong>, priva di un atto motivato. Una scelta che sottrae non solo al pubblico, ma persino alle amministrazioni coinvolte, un elemento essenziale per valutare l\u2019opera, svuotando di significato il procedimento partecipativo e compromettendo la stessa legittimit\u00e0 della VIA.<\/p>\n\n\n\n<p>Le osservazioni evidenziano inoltre <strong>rischi inaccettabili per la salute e la sicurezza<\/strong>: impatti acustici, gittata degli elementi rotanti, interferenze con il servizio di elisoccorso regionale, navigazione aerea, assenza di una valutazione adeguata dello<em> shadow flickering<\/em> e violazione dei criteri distanziali minimi.<\/p>\n\n\n\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge un<strong> impatto su fauna, habitat protetti e reti ecologiche <\/strong>ampiamente sottovalutato. A conferma della fondatezza delle contestazioni, osservazioni critiche sono state presentate anche da proprietari e gestori di casali di straordinario valore storico, da strutture ricettive situate a poche centinaia di metri dall\u2019area di progetto, da numerose associazioni ambientaliste, dall\u2019Ente Parco, dalle Soprintendenze della Toscana e dell\u2019Emilia-Romagna e da altre amministrazioni pubbliche.<\/p>\n\n\n\n<p>Appaiono quantomeno singolari le campagne di sostegno al progetto apparse sul web, basate su richiami generici alla transizione ecologica e prive di qualunque analisi concreta degli impatti reali. Un progetto che prevede il<strong> trasporto degli aerogeneratori dal porto di Ravenna<\/strong>, con provenienza originaria remota, pesanti interventi infrastrutturali sui crinali appenninici, sacrificio di aree boscate e impatti rilevantissimi sia in fase di cantiere che di esercizio, non pu\u00f2 essere definito ambientalmente sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>La transizione energetica non pu\u00f2 trasformarsi in una nuova stagione di consumo del suolo e del paesaggio. La tutela dell\u2019ambiente non pu\u00f2 ridursi a uno slogan. <strong>Italia Nostra chiede che il procedimento venga arrestato<\/strong>, restituendo centralit\u00e0 alla trasparenza, alla partecipazione e alla salvaguardia di un patrimonio collettivo che non \u00e8 riproducibile.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non solo\u00a0impatto ambientale. 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