{"id":18090,"date":"2026-02-01T17:17:13","date_gmt":"2026-02-01T16:17:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18090"},"modified":"2026-02-04T17:51:22","modified_gmt":"2026-02-04T16:51:22","slug":"niscemi-una-devastazione-che-viene-da-lontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/02\/niscemi-una-devastazione-che-viene-da-lontano\/","title":{"rendered":"Niscemi: una devastazione che viene da lontano"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>\u201cI politici volano verso i luoghi in cui sono appena accaduti disastri o calamit\u00e0 naturali come avvoltoi sulle carogne: questi per strappare alla morte un po\u2019 di carne, quelli un po\u2019 di consenso.\u201d (Giovanni Soriano, L\u2019inconveniente umano, 2022).<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>del <em>Prof. Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il ciclone Harry si \u00e8 abbattuto inesorabilmente sulle coste siciliane, luogo di tutte le ambiguit\u00e0 e contraddizioni delle politiche di gestione del territorio siciliano. Ma esso ha colpito anche l\u2019entroterra siciliano, determinando l\u2019impressionante frana di Niscemi.&nbsp;&nbsp; Dunque,le poderose mareggiate e tempeste dei giorni scorsi, in Sicilia, hanno provocato crolli, allagamenti, dissesti e la distruzione di tratti di litorale gi\u00e0 alquanto compromessi. Devastate infrastrutture, abitazioni e attivit\u00e0 economiche e produttive. Centinaia di cittadini hanno dovuto abbandonare, stanno abbandonando le loro case. Possiamo affermare che si tratta di un disastro prevedibile. Disastro fortemente aggravato dall\u2019alterazione degli ecosistemi e dei paesaggi originari, e dunque dall\u2019occupazione scriteriata di brani di territorio fragili e in cui, nel corso degli anni, sono state realizzate, senza alcun limite, costruzioni, opere di ogni genere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La frana del 1997<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quanto sta accadendo a Niscemi non \u00e8 frutto del caso o soltanto della forza impetuosa della natura. Non dobbiamo dimenticare che il quartiere&nbsp;Sante Croci&nbsp;e il margine ovest di Niscemi hanno gi\u00e0 fatto i conti con una frana distruttiva nel&nbsp;1997: case lesionate, chiesa demolita, urbanistica ridefinita. L\u2019attuale, impressionante attivazione della frana&nbsp;evidenzia, ancora una volta, inequivocabilmente, la necessit\u00e0 di politiche di&nbsp;adattamento&nbsp;e&nbsp;riduzione del rischio: ovvero monitoraggio continuo, soglie di allerta calibrate sul comportamento del versante di frana, gestione delle acque superficiali e sotterranee, stringenti regole d\u2019uso del suolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I nuovi cedimenti di oggi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma quanto di tutto questo \u00e8 stato fatto in questi ultimi anni? Poco o nulla. Scrive Adelaide Conti, insegnante di Niscemi: \u201cNegli anni Niscemi ha imparato, suo malgrado, a convivere con la perdita. Decenni fa il crollo di un ponte port\u00f2 alla distruzione della linea ferroviaria e alla chiusura della stazione, isolando il paese e segnando una frattura profonda nello sviluppo del territorio. Nel 1997 una frana devast\u00f2 parte del centro storico, lasciando ferite mai del tutto rimarginate. Oggi nuovi cedimenti del terreno riaccendono la paura e riportano alla luce una fragilit\u00e0 strutturale mai realmente affrontata seppure puntualmente denunciata. Questi eventi non sono solo emergenze geologiche, ma ferite sociali. La popolazione \u00e8 stata costretta a vivere per anni nel disagio, tra insicurezza, promesse di interventi e una sensazione costante di abbandono. Niscemi non chiede piet\u00e0 \u2013 e i santi non hanno i mezzi per intervenire \u2013 ma serve attenzione, prevenzione e rispetto: perch\u00e9 perdere infrastrutture, case e serenit\u00e0 non pu\u00f2 diventare una normalit\u00e0. Il pensiero, ora, va agli sfollati, alle famiglie che ancora una volta pagano il prezzo pi\u00f9 alto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Muos<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"282\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Corteo-NO-MUOS-300x169-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18091\" style=\"width:394px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Corteo-NO-MUOS-300x169-1.jpg 500w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Corteo-NO-MUOS-300x169-1-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>E non dimentichiamo la sconcertante vicenda del Muos: ovvero l\u2019aver consentito, la Regione Siciliana e lo Stato, alle forze armate USA, di \u201cstuprare\u201d la Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi, a ridosso del centro abitato.&nbsp;Il&nbsp;MUOS \u00e8&nbsp;un&nbsp;avanzato sistema di comunicazioni satellitari gestito dalla Marina statunitense per forze navali, aeree e terrestri, operativo dal 2019. A nulla sono valse le forti e ripetute proteste di cittadini, comitati civici e ambientalisti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un\u2019emergenza annunciata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Insomma: la devastazione determinata dal ciclone Harry non pu\u00f2 essere considerata un\u2019emergenza inaspettata: essa \u00e8 indubbiamente il risultato di decenni di mancato rispetto delle leggi, di totale assenza di programmazione e prevenzione in un contesto in cui i cambiamenti climatici in atto amplificano l\u2019energia dei fenomeni meteomarini. In Sicilia condoni e abusivismo hanno prodotto illusioni e danni. La politica, i governi regionali e nazionali hanno responsabilit\u00e0 gravi. E i conti prima o poi si pagano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le richieste di Italia Nostra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, ribadiamo la necessit\u00e0 di programmare e pianificare imprescindibili interventi di tutela e salvaguardia del territorio; dismettere, decostruire tutto ci\u00f2 che deve essere dismesso, decostruito; bloccare il consumo di suolo e nuove edificazioni a cominciare dalle coste; porre in essere opportune politiche di sanazione, mitigazione e adattamento finalizzate a contrastare gli effetti del cambiamento climatico; programmare e realizzare interventi di rinaturalizzazione e di ripristino degli ecosistemi e dei paesaggi originari. Ripensare con coraggio, forza e immaginazione il modo di abitare nei nostri territori: dalle spiagge e dalle zone costiere fino all\u2019interno dell\u2019Isola, lungo torrenti, colline e montagne. Dobbiamo crederci, dobbiamo farlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Prof. Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>27.01.2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p><em>Suggeriamo anche la visione di <strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lcWtu_qNpQk\">questa intervista al giornalista Antonio Mazzeo<\/a><\/strong>, che inquadra il sistema di comunicazioni satellitari ad alta frequenza e a banda stretta (MUOS) installato a Niscemi. In questi giorni, infatti, ci si chiede di chi siano colpa e responsabilit\u00e0 del dissesto della citt\u00e0 nissena, puntando il dito su urbanistica o cementificazione. Ma ci si dimentica che l&#8217;area ospita importantissime installazioni militari americane e che tutta la costa, recentemente colpita dal ciclone, \u00e8 sottoposta a servit\u00f9 militare statunitense e occupata da basi e scali dei marines, utilizzati nell&#8217;attuale conflitto in Ucraina, per il controllo dell&#8217;Artico e come copertura del genocidio in Palestina.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cI politici volano verso i luoghi in cui sono appena accaduti disastri o calamit\u00e0 naturali come avvoltoi sulle carogne: questi per strappare alla morte un [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18092,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[106,20],"tags":[],"class_list":["post-18090","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dissesto-idrogeologico","category-sicilia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18090","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18090"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18090\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18092"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}