{"id":18115,"date":"2026-02-07T07:00:00","date_gmt":"2026-02-07T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18115"},"modified":"2026-02-14T15:55:36","modified_gmt":"2026-02-14T14:55:36","slug":"i-soldi-del-ponte-per-gli-aiuti-alle-popolazioni-colpite-dal-ciclone-harry","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/02\/i-soldi-del-ponte-per-gli-aiuti-alle-popolazioni-colpite-dal-ciclone-harry\/","title":{"rendered":"I soldi del ponte per gli aiuti alle popolazioni colpite dal Ciclone Harry!"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Le coste siciliane sono in ginocchio per gli eventi meteorologici estremi, che, con la crisi climatica, sono sempre pi\u00f9 frequenti e violenti. Niscemi \u00e8 l\u2019ennesimo disastro annunciato. &#8220;Assemblea No Ponte \u2013 Messina&#8221; chiede<\/em><\/strong> <strong><em>la fine della politica basata su commissariamenti, verticalizzazione delle decisioni e ricorso sistematico alla deroga e che <\/em><\/strong><strong><em>i fondi destinati al Ponte sullo Stretto vengano utilizzati per la messa in sicurezza del territorio. \u201cPossiamo evitare gli errori del passato\u201d.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>a cura di: <em>Assemblea No Ponte \u2013 Messina<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>violenza con la quale le onde hanno colpito i litorali dei nostri territori<\/strong> ha messo in ginocchio comunit\u00e0 intere. Alle onde sono seguite le passerelle dei politici, ma a queste non sono seguite ancora azioni concrete. I primi stanziamenti hanno pi\u00f9 il carattere dell\u2019umiliazione che quello dell\u2019aiuto reale. Sul terreno si sono visti in gran numero solo i volontari e le volontarie, in particolare giovani, che si sono immediatamente presi cura dei luoghi in cui vivono e hanno portato aiuto a coloro che erano pi\u00f9 in difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 passato solo qualche giorno e sono giunte le immagini della frana di <strong>Niscemi<\/strong>, un paese che rischia di essere cancellato. Gli abitanti parlano senza alcuna remora di <strong>disastro annunciato<\/strong>, visto e considerato che di fronte a episodi simili, seppur di minore intensit\u00e0, non erano seguite azioni che mettessero in sicurezza il territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario appare paradossale, sebbene non stupisca, che nelle stesse ore dalle parti del Governo siano giunte voci intese a confermare l\u2019impegno a proseguire sulla strada della costruzione del <strong>ponte sullo Stretto<\/strong>. L\u2019indicazione di Pietro Ciucci come commissario e la modifica delle prerogative della Corte dei Conti lasciano intendere proprio questo. E parlano lo stesso linguaggio della risposta politica al disastro: commissariamenti e verticalizzazione delle decisioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un modo di procedere ormai consolidato: <strong>ogni azione viene ricondotta al registro dell\u2019emergenza e legittimata attraverso il ricorso sistematico alla deroga<\/strong>. L\u2019estensione progressiva di questo regime eccezionale allude ad una <strong>gestione della cosa pubblica che esclude qualsiasi processo partecipativo<\/strong>, tanto sul piano istituzionale (consigli comunali, organismi di controllo) quanto su quello autorganizzato, ovvero il diritto degli abitanti di prendere direttamente parola su ci\u00f2 che accade nei propri territori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pensiamo che questo modello vada rifiutato<\/strong>, che vada rifiutata l\u2019alternativa tra velocit\u00e0 e partecipazione. Pensiamo che vada rifiutata l\u2019idea che concentrare la decisione sia manifestazione di efficienza. La verticalizzazione delle decisioni \u00e8 accentramento del potere: comprime il confronto, indebolisce i saperi, marginalizza i territori, laddove \u00e8 necessario dare voce a processi collegiali che pensino alla ricostruzione in maniera globale e, soprattutto, <strong>evitino di ripetere gli errori del passato<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 certamente bisogno di aiutare con celerit\u00e0 chi \u00e8 stato colpito dal disastro ed \u00e8 per questo che diciamo che vanno messe a disposizione tutte quelle risorse che in questo momento vengono immobilizzate su opere che non apportano alcun vantaggio alle popolazioni e devastano il territorio. Il nostro riferimento al ponte sullo Stretto \u00e8 chiaro e sottolineato da tanti anni di lotte. <strong>Gi\u00e0 ai tempi dell\u2019alluvione che colp\u00ec Giampilieri e Scaletta Zanclea<\/strong> scendemmo in piazza chiedendo che i soldi destinati al ponte venissero utilizzati per la messa in sicurezza del territorio. In questi giorni <strong>anche l\u2019ARS si \u00e8 espressa in tal senso<\/strong> con un ordine del giorno in cui si chiede la restituzione alla Regione Siciliana di oltre cinque miliardi di euro di Fondi di sviluppo e coesione, sottratti per finanziare il ponte. Questa richiesta \u00e8 purtroppo destinata a restare lettera morta, non solo per il carattere non vincolante di questo atto, ma anche perch\u00e9 molti dei suoi sostenitori \u2013 a cominciare dai proponenti di Sud chiama Nord \u2013 sono esattamente quelle stesse persone che da anni assistono in silenzio a questo scippo di risorse e che, ad oggi, sono state incapaci di esprimersi una volta per tutte contro il progetto del ponte e quel furto, non solo di fondi ma anche di futuro, che esso comporta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non possiamo nutrire alcuna fiducia verso una classe politica che cambia posizione al cambiare del vento e che si accorge solo oggi che \u00e8 meglio utilizzare le risorse per la cura del territorio piuttosto che per opere inutili e devastanti, ma rileviamo che ormai il consenso intorno al ponte sullo Stretto \u00e8 crollato anche tra i partiti e che \u00e8 evidente che <strong>non ci sono pi\u00f9 le condizioni politiche per portare avanti un iter progettuale che ormai tutti percepiscono come sperpero di denaro pubblico<\/strong>. Bisogna, insomma, prenderne atto e il passaggio consequenziale non pu\u00f2 che essere la <strong>chiusura della Stretto di Messina Spa e l\u2019accantonamento definitivo dell\u2019idea dell\u2019attraversamento stabile<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo diciamo chiaramente: <strong>va ricostruito questo nostro territorio e ci vogliono le risorse, adesso<\/strong>. Va ricostruito questo nostro territorio e deve essere fatto con la partecipazione di tutte e tutti. Va ricostruito questo nostro territorio, ma bisogna farlo evitando di ripetere gli errori del passato: <strong>viviamo in un territorio fragile e l\u2019azione umana lo rende ancora pi\u00f9 vulnerabile, mentre il cambiamento climatico porter\u00e0 gli eventi estremi a ripetersi con sempre maggiore frequenza e violenza<\/strong>. Il momento della ricostruzione pu\u00f2 e deve servire per ripensare insieme, come comunit\u00e0, il modo in cui vogliamo continuare a vivere su questa terra, nei prossimi anni, decenni e secoli, non fino alla prossima stagione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La ricostruzione affidata a subcommissari senza limiti e senza responsabilit\u00e0 rischia di destinarci a ulteriori disastri annunciati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pensare di <strong>opporsi alla natura sarebbe un errore che pagheremmo a caro prezzo<\/strong>. Abbiamo <strong>bisogno di rispetto per la natura, di competenze scientifiche e di saperi territoriali, dentro una visione ecosistemica che consideri l\u2019interdipendenza tra ambiente e comunit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/movimentonoponte\">Assemblea No Ponte \u2013 Messina<\/a><\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/481470133_965949612307276_6888324515609510436_n-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18117\" style=\"width:636px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/481470133_965949612307276_6888324515609510436_n-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/481470133_965949612307276_6888324515609510436_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/481470133_965949612307276_6888324515609510436_n-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/481470133_965949612307276_6888324515609510436_n.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le coste siciliane sono in ginocchio per gli eventi meteorologici estremi, che, con la crisi climatica, sono sempre pi\u00f9 frequenti e violenti. 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