{"id":18130,"date":"2026-02-10T12:27:58","date_gmt":"2026-02-10T11:27:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18130"},"modified":"2026-02-10T12:27:59","modified_gmt":"2026-02-10T11:27:59","slug":"sud-est-milano-il-cemento-continua-ad-avanzare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/02\/sud-est-milano-il-cemento-continua-ad-avanzare\/","title":{"rendered":"Sud Est Milano: il cemento continua ad avanzare"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Nell&#8217;area Sud Est di Milano il consumo di suolo continua a correre. Nuova apertura delle istituzioni alla tangenziale nel Parco Sud. In arrivo nuovi Data Center a Melegnano, che \u00e8 gi\u00e0 maglia nera per superficie cementificata. A San Donato Milanese nuovi edifici e la proposta di un polo sportivo per il Milan.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>dell\u2019<em>Osservatorio permanente contro il consumo di suolo e per la tutela del paesaggio Sud Est Milano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Consumo di suolo: bilancio di un anno. Sempre peggio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo costretti a ripeterci: vediamo ancora prevalere una <strong>visione miope che frantuma il nostro territorio con progetti che portano allo sbancamento di terreni coltivati e di aree boschive<\/strong> per lasciare il posto a nuovi edifici, alcuni di dimensioni faraoniche, con un danno ambientale e paesaggistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci confrontiamo con <strong>sindaci che, a volte, si dicono ambientalisti mentre continuano a progettare consumo di suolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Parco Agricolo Sud Milano<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il Parco \u00e8 il nostro pi\u00f9 importante <strong>polmone verde<\/strong>, oltre ad essere un territorio che <strong>ci fornisce cibo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel bilancio dei due ultimi anni abbiamo ipotizzato che la nuova governance voluta dalla Regione Lombardia avesse l\u2019obiettivo di aprire la strada a nuova cementificazione del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso anno avevamo inserito un nuovo capitolo, <strong>Scrutando l\u2019orizzonte, <\/strong>ipotizzando che la superstrada Vigevano Malpensa sarebbe stato il cavallo di Troia per riaprire il progetto della Tangenziale Ovest Esterna Milano. <strong>Ora questa<\/strong> <strong>preoccupazione si fa ancora pi\u00f9 forte<\/strong>. L\u2019assessore regionale ai trasporti apre alla <strong>TOEM<\/strong> e il sindaco di Melegnano, che gi\u00e0 dieci anni fa si era detto favorevole, salta sul carro e ribadisce il suo supporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco che <strong>la TOEM (con il nuovo nome di \u201cTESM\u201d, ovvero \u201cTangenziale Esterna del Sud Milano\u201d) viene oggi riproposta nell\u2019aggiornamento del PRMT<\/strong> (Piano Regionale Mobilit\u00e0 e Trasporti) in questi giorni all\u2019attenzione del Consiglio Regionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente la sua realizzazione comporterebbe <strong>gravissimi impatti su aree agricole ad alta fertilit\u00e0, reticolo irriguo storico e aree di pregio ambientale nei 46.000 ettari del Parco Sud<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La TESM era una delle ipotesi analizzate in uno studio commissionato da Regione Lombardia per il potenziamento della Binaschina. In passato abbiano affrontato il tema e <a href=\"https:\/\/express.adobe.com\/page\/FBootcQOhdJsm\/\">a questo link<\/a> potete trovare le nostre conclusioni, inclusi tre video di descrizione e approfondimento delle soluzioni proposte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Sud Est Milano<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La <strong>tabella<\/strong> riporta la <strong>variazione intervenuta nel 2024, il totale del territorio comunale consumato e la relativa percentuale<\/strong>. Dati del Sistema Nazionale per la Protezione dell\u2019Am-biente.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul totale consumato occorre fare una considerazione, <strong>il territorio non urbanizzato include i corsi idrici e le aree inedificabili poich\u00e9 esposte a rischi vari<\/strong>, (inquinamento del terreno ed esondazioni) su cui nel Sud Est Milano, non si costruisce.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"503\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tabella1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18132\" style=\"width:582px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tabella1.png 800w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tabella1-300x189.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tabella1-768x483.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Come sempre la <strong>maglia nera spetta a<\/strong> <strong>Melegnano <\/strong>con il 49,3% di suolo consumato e con un incremento nell\u2019anno del 2,9%. A Melegnano i corpi idrici occupano 11 ettari, quindi, dato che non si pu\u00f2 edificare sul Lambro, la percentuale di suolo disponibile diminuisce di oltre il 2%. Il sindaco, nel <em>brindisi <\/em>pubblicato su <em>Il Cittadino <\/em>il 31 dicembre 2025, ci ricorda che: \u201c<em>Dal punto di vista urbanistico poi la citt\u00e0 sta crescendo e si sta trasformando anche e soprattutto con l\u2019<strong>arrivo del Data Center<\/strong>, nella zona ovest, gi\u00e0 operativo con un primo lotto\u201d<\/em>. Dimentica di dire che sull\u2019area di un nuovo ipotizzato data center esiste un bosco e che, a tutela del bene arboreo, \u00e8 stata inviata al comune e alla propriet\u00e0 una diffida.<\/p>\n\n\n\n<p>Per poter valutare l\u2019impatto della crescita, gloria e vanto del sindaco, dobbiamo utilizzare <strong>un altro indicatore, il DUSAF (Database Uso del Suolo Agricolo e Forestale), elaborato dall\u2019Ente Regionale per i Servizi all\u2019Agricoltura e alle Foreste su incarico di Regione Lombardia<\/strong>. I criteri di classificazione e di rilevazione differiscono da quelli di SNPA. \u00e8 per\u00f2 un dato utile per stimare l\u2019impatto dei PGT. Melegnano, secondo il DUSAF, nel 2023 aveva consumato il 63% del proprio territorio disponibile. Con le nuove previsioni edificatorie del 2023 al 69%, un ulteriore 10% di territorio cementificato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Al secondo posto per il totale di suolo consumato troviamo<\/strong> <strong>San Donato Milanese<\/strong>. Resta ancora incerto il futuro dell\u2019area San Francesco. Dopo l\u2019abbandono del Milan di edificare su quell\u2019area il nuovo stadio. Ora viene ventilata la possibilit\u00e0 di costruire uno grande polo sportivo del Milan, destinato in particolare al settore giovanile e alle squadre femminili del club. La realizzazione di questo progetto porterebbe ad un alto consumo di suolo. L\u2019amministrazione, prona agli interessi del privato e totalmente incoerente rispetto a quanto dichiarato nel suo programma elettorale, attende fiduciosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Si stanno scaldando le ruspe per costruire nuovi edifici nell\u2019area del Pratone, l\u2019oasi verde al centro della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta, nel brindisi dei sindaci di fine anno, silenzio assoluto sul futuro di queste due aree verdi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Chi siamo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Siamo cittadini, rappresentanti di associazioni ambientaliste, culturali e naturalistiche della zona a Sud Est di Milano che hanno deciso di unirsi per monitorare e combattere la ce-mentificazione sul nostro territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>La difesa del suolo va di pari passo con la tutela dell\u2019agricoltura, del paesaggio e dei beni architettonici, oggi oscurati da capannoni, spesso abbandonati e fatiscenti, da innumerevoli centri commerciali, da mega insediamenti di logistica, data center, che stanno crescendo, senza alcun quadro di riferimento, come funghi velenosi sul nostro territorio. Ci battiamo per la salvaguardia delle aree agricole, delle oasi naturalistiche, dei boschi, per la difesa della biodiversit\u00e0 e per la tutela del patrimonio culturale, i segni del nostro passato, della nostra storia e della nostra cultura: palazzi, mulini, cascine, chiese e castelli.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fonti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Dove non diversamente citato le frasi in corsivo sono tratte da:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici \u2013 Edizione 2025<\/em>, rapporto prodotto dal Sistema Nazionale per la Protezione dell\u2019Ambiente;<\/li>\n\n\n\n<li><em>Sintesi a cura di ISPRA <\/em>del succitato rapporto;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019importanza del suolo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 una <strong>risorsa vitale, limitata, non rinnovabile e insostituibile<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un suolo sano costituisce la base essenziale dell&#8217;economia, della societ\u00e0 e dell&#8217;ambiente, in quanto <strong>produce alimenti, accresce la nostra resilienza ai cambiamenti climatici, agli eventi meteorologici estremi, alla siccit\u00e0 e alle inondazioni e favorisce il nostro benessere<\/strong>. Riesce inoltre a immagazzinare <strong>carbonio<\/strong>, ha una maggiore capacit\u00e0 di assorbire, conservare e filtrare l&#8217;<strong>acqua<\/strong> e fornisce servizi vitali come alimenti sicuri e nutrienti e biomassa per i settori non alimentari della <strong>bioeconomia<\/strong> (Commissione Europea, 2023).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] L\u2019importanza di proteggere il suolo e di promuoverne la salubrit\u00e0, tenendo conto del persistere del degrado di tale ecosistema vivente, di tale componente della biodiversit\u00e0 e di tale risorsa non rinnovabile, deriva anche dai costi dell&#8217;<strong>inazione riguardo al degrado del suolo, con stime che nell&#8217;Unione Europea superano i 50 miliardi di euro all&#8217;anno<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] Le funzioni ecologiche che un suolo di buona qualit\u00e0 \u00e8 in grado di assicurare garantiscono, oltre al loro valore intrinseco, anche un valore economico e sociale attraverso la fornitura di <strong>servizi ecosistemici <\/strong>di approvvigionamento (prodotti alimentari e biomassa, materie prime, etc.); di <strong>regolazione e mantenimento<\/strong> (regolazione del clima, sequestro e stoccaggio del carbonio, controllo dell\u2019erosione e regolazione degli elementi della fertilit\u00e0, regolazione della qualit\u00e0 dell\u2019acqua, protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, riserva genetica, conservazione della biodiversit\u00e0, etc.) e <strong>culturali<\/strong> (servizi ricreativi e culturali, funzioni etiche e spirituali, paesaggio, patrimonio naturale, etc.).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In Italia <strong><em>La stima dei costi totali della perdita del flusso annuale di servizi ecosistemici varia da un minimo di 8,66 a un massimo di 10,59 miliardi di euro<\/em><\/strong><em>, persi ogni anno a causa del consumo di suolo avvenuto tra il 2006 e il 2024. Il valore pi\u00f9 alto di perdita \u00e8 associato al servizio di regolazione del regime idrologico, ovvero all\u2019aumento del deflusso superficiale prodotto dal consumo di suolo e a cui sono associati valori di perdita del flusso annuale tra il 2006 e il 2024 compresi tra da un minimo di 8,03 miliardi a un massimo di 9,36 miliardi di euro l\u2019anno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] Il <strong>valore perso in stock nel periodo 2006-2024 varia tra 20,52 miliardi e 26,02 miliardi di euro<\/strong>, di cui oltre un miliardo dovuto al consumo di suolo dell\u2019ultimo anno. La perdita di stock pi\u00f9 elevata \u00e8 associata alla produzione agricola. Questa analisi conferma che il maggiore impatto del consumo di suolo avviene a discapito delle principali funzioni ovvero della regolazione dei cicli naturali (in particolare quello idrologico) e della produzione di beni e materie prime (che, in questo caso, assolvono bisogni primari come acqua e cibo).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] Va infine evidenziato che, <strong>quando il valore dei suoli \u00e8 superiore a quello derivante dalla coltivazione dei fondi, inevitabilmente le aziende agricole avranno maggiori difficolt\u00e0 ad aumentare le proprie dimensioni e questo finir\u00e0 per ridurne la redditivit\u00e0 e la competitivit\u00e0<\/strong>. Le aspettative di cambio d\u2019uso dei suoli possono perci\u00f2 avere un effetto negativo indiretto sulla capacit\u00e0 del settore agricolo di produrre alimenti a prezzi convenienti e concorrenziali e questo alla lunga pu\u00f2 ridurre l\u2019entit\u00e0 dei servizi ecosistemici prodotta dal settore agricolo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>L\u2019idea che costruire sia una forma di sviluppo e che lasciar crescere il verde in modo spontaneo sia indice di degrado \u00e8 molto diffusa: \u00e8 il riflesso culturale di un\u2019economia basata sull\u2019attivit\u00e0 edilizia<\/em><\/strong><em>. Le mappe delle citt\u00e0 rappresentano proprio questo: <strong>tutto ci\u00f2 che \u00e8 costruito sarebbe un \u201cpieno\u201d e tutto il resto un \u201cvuoto\u201d<\/strong>, che dunque pu\u00f2 essere riempito. Da un punto di vista ecologico \u00e8 esattamente il contrario. [\u2026] Al netto degli abitanti, un edificio \u00e8 un vuoto mentre un prato, un bosco e un\u2019area umida sono dei pieni\u201d. [\u2026] Gli ecosistemi naturali sono reti di relazioni. Gli alberi sono la punta visibile di un ecosistema fatto di frutti, insetti e microrganismi invisibili. <strong>\u00c8 praticamente impossibile ricreare un eco-sistema, non basta piantare degli alberi. <\/strong>[\u2026] Quando la natura fa da s\u00e9, l\u2019albero cresce dove trova le condizioni ottimali, non solo per lui ma per tutti gli organismi con cui convive.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Secondo l\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) il <strong>costo del consumo di suolo dovuto alla perdita di \u201cservizi ecosistemici\u201d<\/strong>, cio\u00e8 l\u2019insieme di benefici che otteniamo dagli ecosistemi naturali come il sequestro di CO2 e la regolazione del clima e delle temperature, \u00e8 di <strong>circa 70mila euro per ettaro <\/strong><\/em><strong>all\u2019anno<\/strong><sup>1.<\/sup><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le normative per la tutela del suolo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il riconoscimento del valore del suolo e la conseguente necessit\u00e0 della sua tutela sono prioritari a livello globale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il principale riferimento giuridicamente rilevante \u00e8 la <strong>Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione che affronta il tema del degrado del territorio e del suolo<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La Convenzione fissa degli indicatori per verificare che il consumo di suolo non superi la crescita demografica, che sia assicurato l\u2019accesso universale a spazi verdi e spazi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, che sia raggiunto un mondo neutrale rispetto al degrado del suolo, elemento essenziale per mantenere le funzioni e i servizi ecosistemici, la cui verifica si basa su stato e trend di copertura del suolo, produttivit\u00e0 e contenuto di carbonio organico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Livello Comunitario<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Strategia dell\u2019Unione Europea per il Suolo 2030<\/strong> definisce un insieme di obiettivi volti a garantire la protezione, il ripristino e l\u2019uso sostenibile del suolo, riconosciuto come risorsa non rinnovabile e fondamentale per la resilienza climatica, la sicurezza alimentare e la tutela della biodiversit\u00e0. Tra gli obiettivi principali figurano:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>il raggiungimento del consumo di suolo netto pari a zero entro il 2050;<\/li>\n\n\n\n<li>la riduzione significativa del consumo di suolo entro il 2030, in coerenza con gli impegni dell\u2019Agenda ONU 2030;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019adozione di pratiche di gestione sostenibile del suolo e il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La recente <strong>Direttiva europea sul monitoraggio del suolo<\/strong> introduce inoltre obblighi specifici per gli Stati membri, tra cui la creazione di una rete nazionale di osservazione, la definizione di criteri comuni per la valutazione della salute del suolo e l\u2019attivazione di misure correttive nei casi di degrado o contaminazione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] In particolare, per quanto riguarda gli ecosistemi urbani, entro il 31 dicembre 2030 \u201cgli Stati membri provvedono affinch\u00e9 non si registri alcuna perdita netta della superficie nazionale totale degli spazi verdi urbani n\u00e9 di copertura della volta arborea urbana nelle zone di ecosistemi urbani\u201d definite e mappate dagli stessi Stati e che possono comprendere: l\u2019intera citt\u00e0 o piccola citt\u00e0 e sobborgo; parti della citt\u00e0 o della piccola citt\u00e0 e sobborgo, compresi almeno i centri urbani, gli agglomerati urbani e, se lo Stato membro interessato lo ritiene opportuno, le zone periurbane.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo stato dell&#8217;arte in Italia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia ha avviato un percorso di progressivo allineamento agli obiettivi europei, sebbene il quadro normativo nazionale risulti ancora incompleto. Attualmente:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>non \u00e8 ancora in vigore una legge nazionale organica sul consumo di suolo<\/strong>, nonostante diversi tentativi legislativi;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>frammentazione normativa tra Regioni<\/strong> e disomogeneit\u00e0 nell\u2019applicazione delle misure;<\/li>\n\n\n\n<li>il <strong>monitoraggio \u00e8 affidato al Sistema Nazionale per la Protezione dell\u2019Ambiente (SNPA) e all\u2019ISPRA<\/strong>, che pubblicano annualmente il Rapporto sul consumo di suolo, fornendo dati aggiornati e indicatori territoriali;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>limitata diffusione di strumenti di compensazione ecologica preventiva<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li>gli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica (<strong>VAS, VIA, piani paesaggistici, piani urbanistici comunali e regionali<\/strong>) integrano progressivamente criteri di limitazione dell\u2019impermeabilizzazione e di rigenerazione urbana;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>il <strong>PNRR e i programmi nazionali di rigenerazione urbana<\/strong> sostengono interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente e di riduzione del degrado territoriale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Nonostante tali avanzamenti, il consumo di suolo in Italia continua a crescere<\/strong>, in particolare nelle aree periurbane, lungo le principali infrastrutture e nelle zone ad alta pressione insediativa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il consumo di suolo in Italia al 2024<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>Ogni anno ISPRA, con il proprio <strong>Rapporto<\/strong>, porta l\u2019attenzione dei cittadini sulle dimensioni del fenomeno e sugli effetti che questo genera su diverse sfere e a diverse scale nonch\u00e9 alle perdite di servizi ecosistemici ed ai costi correlati. Ben diversi invece i discorsi di <strong>alcuni politici locali<\/strong> dove risuona altisonante la locuzione \u201ci dati ci dicono che non abbiamo consumato suolo quest\u2019anno\u201d aggiungendo \u201cla legge \u00e8 ben strutturata e sta producendo i suoi effetti\u201d. \u00c8 proprio sulle <strong>forme utilizzate negli articoli, nelle definizioni, nelle deroghe e nei sistemi di monitoraggio proposti che in Italia si sta giocando la partita legata all\u2019arresto del consumo di suolo<\/strong>. Eppure, la situazione demografica e l\u2019utilizzo del patrimonio edilizio abitativo \u00e8 chiara ed incontrovertibile. Stiamo vivendo un <strong>inverno demografico<\/strong> da oltre un decennio: la popolazione italiana \u00e8 in calo e le proiezioni ISTAT mostrano uno scenario allarmante con un calo quantificabile in circa 200.000 abitanti in meno ogni anno per i prossimi trent\u2019anni, con effetti importanti sugli assetti socioeconomici nazionali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dal 2006 ad oggi la maggior parte dei comuni <\/em>ha <em>consumato suolo nonostante la recessione demografica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il consumo di suolo in Italia nel 2024<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In Italia <strong>nel 2024 abbiamo perso 2,7 metri quadrati ogni secondo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il consumo di suolo continua a trasformare il nostro territorio con velocit\u00e0 elevate. Nell\u2019ultimo anno, le <strong>nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 83,7 km<\/strong><\/em><strong><em>2<\/em><\/strong><em>, ovvero, in media, 22,9 ettari al giorno, il <strong>15,6% in pi\u00f9 dell\u2019anno precedente<\/strong>. Un incremento del suolo consumato, quindi, in forte accelerazione rispetto al dato dello scorso anno e che si conferma nettamente al di sopra della media dell\u2019ultimo periodo (2012-2023).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] Per una migliore comprensione delle caratteristiche degli 83,7 km<\/em><em>2 <\/em><em>di consumo di suolo, si deve tenere conto che oltre 75 km<\/em><em>2 <\/em><em>(circa il 90%) sono avvenuti all\u2019interno di quella parte di territorio teoricamente disponibile o comunque pi\u00f9 idonea ai diversi usi, anche definita in alcuni casi come <strong>suolo utile<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] I cambiamenti rilevati nell\u2019ultimo anno si concentrano in alcune aree del Paese, rimanendo <strong>particolarmente elevati nella pianura Padana<\/strong>, con maggiore intensit\u00e0 nella parte lombarda e veneta (in particolare lungo l\u2019asse Milano-Venezia) e lungo la direttrice della via Emilia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] La relazione tra il consumo di suolo e le dinamiche della popolazione conferma che <strong>il legame tra la demografia e i processi di urbanizzazione e di infrastrutturazione non \u00e8 diretto <\/strong>e si assiste a una crescita delle superfici artificiali anche in presenza di stabilizzazione, in molti casi di decrescita, della popolazione residente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] i <strong>valori percentuali pi\u00f9 elevati si confermano in Lombardia (12,22%), Veneto (11,86%) e Campania (10,61%)<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] <strong>La Lombardia detiene il primato anche in termini assoluti, con oltre 291mila ettari<\/strong> del suo territorio coperto artificialmente (il 13,5% delle aree artificiali italiane \u00e8 in questa regione).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Continua il consumo di suolo in zone a rischio<\/strong>: +1303 ettari in aree a pericolosit\u00e0 idraulica, +608 ettari aree a pericolosit\u00e0 di frana.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso vale per le <strong>aree protette<\/strong>, +81 ettari, <strong><em>\u201c<\/em><\/strong><em>in aumento rispetto allo scorso anno (+16%) e, di questi, oltre il 73% riguarda i Parchi naturali nazionali (28,7 ettari) e regionali (30,8 ettari). Nelle aree Natura 2000 il nuovo consumo di suolo ammonta a 193 ettari (+14% rispetto allo scorso anno). Le aree vincolate per la <strong>tutela paesaggistica <\/strong>[\u2026] fanno registrare un nuovo consumo di suolo che supera i 1.520 ettari (+9% rispetto allo scorso anno)\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[\u2026] Il consumo di suolo deriva da molteplici fattori e i dati sulle nuove coperture artificiali permettono di distinguere la frazione di cambiamenti riconducibili a <strong>impermeabilizzazione<\/strong> (consumo di suolo permanente) dalle altre forme di <strong>rimozione o artificializzazione<\/strong> del suolo (consumo di suolo reversibile).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oltre alle classiche cause (cantieri, edifici, aree estrattive, infrastrutture, strade discariche) sta crescendo l\u2019impatto dei pannelli fotovoltaici a terra<\/strong>. Per quanto riguarda invece la destinazione d\u2019uso continua inarrestabile la <strong>logistica<\/strong> a cui sia affianca ora l\u2019espansione dei <strong>data center<\/strong>, prevalentemente nelle are settentrionali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Siamo costretti a ripeterci: ancora un bilancio negativo. Continuiamo a essere preoccupati per la vivibilit\u00e0 del nostro territorio e, ancora di pi\u00f9, per l\u2019indifferenza di molti nostri amministratori. La cosa non ci fa sperare in un futuro pi\u00f9 roseo anzi, meglio, pi\u00f9 verde.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sud Est Milano, febbraio 2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Segui l\u2019<strong>Osservatorio permanente contro il consumo di suolo e per la tutela del paesaggio Sud Est Milano<\/strong> su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/776267473190228\/?locale=it_IT\">Facebook<\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><sup>1<\/sup> <em>I rischi di un\u2019economia basata sul cemento, <\/em>articolo di Sarah Gainsforth su <em>Internazionale<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nella foto in alto: Melegnano \u00a9 IlCittadino<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;area Sud Est di Milano il consumo di suolo continua a correre. Nuova apertura delle istituzioni alla tangenziale nel Parco Sud. 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