{"id":18148,"date":"2026-02-17T23:59:03","date_gmt":"2026-02-17T22:59:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18148"},"modified":"2026-02-18T00:04:31","modified_gmt":"2026-02-17T23:04:31","slug":"la-tutela-ambientale-e-un-moltiplicatore-di-valore-economico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/02\/la-tutela-ambientale-e-un-moltiplicatore-di-valore-economico\/","title":{"rendered":"La tutela ambientale \u00e8 un moltiplicatore di valore economico"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Investire nella difesa della natura \u00e8 necessario innanzitutto per proteggere gli ecosistemi e la biodiversit\u00e0, sempre pi\u00f9 frammentati e aggrediti dalle varie forme di inquinamento e da uno sviluppo urbanistico senza limiti. Coloro che governano il paese e gli amministratori locali per\u00f2 sono spesso guidati esclusivamente dalla convenienza economica. Dovrebbero quindi considerare anche gli effetti in termini monetari della protezione dell\u2019ambiente di cui facciamo parte: per la creazione di occupazione, la riduzione dei rischi legati ai cambiamenti climatici, la garanzia di una vasta gamma di servizi ecosistemici vitali per l\u2019uomo e i sistemi produttivi. Il suolo emerge come una delle risorse pi\u00f9 compromesse e, al tempo stesso, pi\u00f9 decisive per la stabilit\u00e0 ecologica ed economica.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Etica Sgr<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni euro investito nel ripristino della natura pu\u00f2 generare da 4 a 38 euro di valore economico. \u00c8 la stima della Commissione Europea, che fotografa con chiarezza il potenziale di rendimento della tutela ambientale. In Italia, il vantaggio \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente: secondo il <a href=\"https:\/\/www.assolombarda.it\/servizi\/ambiente\/documenti\/mase-sintesi-e-infografiche-sesto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Sesto Rapporto sul Capitale Naturale<\/a> pubblicato dal Ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica, un piano diffuso di riqualificazione ecologica produrrebbe 2,4 miliardi di benefici a fronte di 261 milioni di costi, un ritorno quasi nove volte superiore all\u2019investimento iniziale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Investire nella natura non significa soltanto proteggere ecosistemi e biodiversit\u00e0, ma rafforzare la stabilit\u00e0 economica e finanziaria nel lungo periodo<\/strong>. Ogni intervento di rigenerazione ambientale diventa un moltiplicatore di valore: crea occupazione, riduce i rischi legati ai cambiamenti climatici e sostiene la competitivit\u00e0 dei sistemi produttivi.<\/p>\n\n\n\n<p>In un\u2019economia sempre pi\u00f9 esposta agli shock ambientali, la tutela del capitale naturale rappresenta la forma pi\u00f9 concreta di investimento sostenibile. Come ricordato dal commissario europeo per il clima <a href=\"https:\/\/www.eea.europa.eu\/en\/newsroom\/news\/state-of-europes-environment-2025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Wopke Hoekstra<\/a>, <strong>il vero rischio per la competitivit\u00e0 deriva innanzitutto dall\u2019inazione<\/strong>: rinviare gli interventi significa aumentare i costi futuri e compromettere le basi stesse della prosperit\u00e0 economica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019economia invisibile della natura: il legame tra biodiversit\u00e0 e valore economico<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La natura costituisce un vero e proprio capitale produttivo, da cui dipende la stabilit\u00e0 dell\u2019economia globale. Le sue risorse generano una vasta gamma di servizi ecosistemici, ossia i benefici diretti e indiretti che gli ecosistemi forniscono all\u2019uomo: acqua potabile, suoli fertili, aria pulita, impollinazione delle colture, regolazione del clima, stoccaggio del carbonio e protezione da eventi estremi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di funzioni vitali, spesso invisibili nei bilanci economici, ma fondamentali per il funzionamento dei sistemi produttivi. Secondo la <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/pub\/pdf\/scpops\/ecb.op333~1b97e436be.en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Banca Centrale Europea<\/a>,<strong> il 72% delle imprese attive nei venti Paesi dell\u2019eurozona dipende direttamente da almeno uno di questi servizi naturali, mentre il 75% dei prestiti bancari \u00e8 concesso a settori che ne beneficiano.<\/strong> La perdita di biodiversit\u00e0, avverte la BCE, pu\u00f2 quindi generare rischi finanziari sistemici, minando la capacit\u00e0 di produzione, di approvvigionamento e di adattamento ai cambiamenti climatici. In altre parole, la solidit\u00e0 economica \u00e8 indissolubilmente legata alla salute degli ecosistemi che la rendono possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa interdipendenza \u00e8 confermata anche dalla Banca Mondiale, secondo cui il declino di soli tre servizi naturali \u2013 impollinazione, pesca e fornitura di legname \u2013 potrebbe comportare una <a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/stories\/2021\/07\/climate-change-economic-cost-world-bank-environment\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">contrazione<\/a> del PIL globale pari a 2.700 miliardi di dollari entro il 2030. La natura, dunque, non \u00e8 solo un bene ambientale, ma un asset economico strategico: genera valore, regola le risorse e sostiene la crescita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il suolo risorsa decisiva per la stabilit\u00e0 ecologica ed economica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il capitale naturale europeo mostra segnali di forte deterioramento: oltre l\u201980% degli habitat protetti si trova in uno stato \u201ccattivo o mediocre\u201d, mentre la capacit\u00e0 di assorbire carbonio di foreste e suoli \u2013 il cosiddetto \u201cpozzo di carbonio\u201d dell\u2019UE \u2013 si \u00e8 ridotta del 30% nell\u2019ultimo decennio, anche a causa di deforestazione, incendi e infestazioni parassitarie. Le emissioni legate ai trasporti e ai sistemi alimentari restano stabili ai livelli del 2005, e un cittadino europeo su tre vive in condizioni di stress idrico.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro, <strong>il suolo emerge come una delle risorse pi\u00f9 compromesse e, al tempo stesso, pi\u00f9 decisive per la stabilit\u00e0 ecologica ed economica<\/strong>. \u00c8 alla base della produzione alimentare, della qualit\u00e0 dell\u2019acqua e della regolazione del clima, ma risulta fortemente degradato: tra il 60% e il 70% dei <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/en\/press-room\/20240408IPR20304\/soil-health-parliament-sets-out-measures-to-achieve-healthy-soils-by-2050\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">terreni europei<\/a> \u00e8 oggi classificato come \u201cnon sano\u201d e si contano circa 2,8 milioni di siti potenzialmente contaminati. La perdita di fertilit\u00e0 e l\u2019inquinamento del suolo stanno progressivamente erodendo la base produttiva su cui si fondano agricoltura, industria e approvvigionamento energetico, mettendo a rischio la sicurezza alimentare e la capacit\u00e0 di resilienza dei territori.<\/p>\n\n\n\n<p>Per rispondere a questa sfida ambientale ed economica, la Commissione Europea ha definito nella Strategia per il suolo 2030 <a href=\"https:\/\/environment.ec.europa.eu\/topics\/soil-health\/soil-strategy-2030_en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l\u2019obiettivo<\/a> di raggiungere un buono stato di salute dei suoli entro il 2050, promuovendo risanamento, prevenzione e gestione sostenibile. Anche l\u2019Italia ha recepito questo approccio aggiornando i principali strumenti di pianificazione ambientale \u2013 dalla Strategia Nazionale per la Biodiversit\u00e0 2030 al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (Pnacc), dal Piano Nazionale Integrato per l\u2019Energia e il Clima (Pniec) al Piano per la Transizione Ecologica (Pte) \u2013 e istituendo nel 2023 il National Biodiversity Future Center, una rete di ricerca e innovazione dedicata alla tutela di almeno il 30% del territorio nazionale entro il 2030. Un percorso che riconosce al suolo il suo ruolo di bene produttivo e infrastruttura economica, da proteggere al pari di ogni altro asset strategico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"854\" height=\"822\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/vulnerabilita-sistemi-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18149\" style=\"width:644px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/vulnerabilita-sistemi-1.png 854w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/vulnerabilita-sistemi-1-300x289.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/vulnerabilita-sistemi-1-768x739.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 854px) 100vw, 854px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il fragile equilibrio del capitale naturale italiano<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il capitale naturale italiano riflette un equilibrio fragile tra ricchezza ambientale e vulnerabilit\u00e0 strutturale. Pur essendo tra i Paesi europei con la maggiore diversit\u00e0 di ecosistemi, l\u2019Italia registra livelli crescenti di pressione ambientale dovuti al consumo di territorio, all\u2019inquinamento delle acque, all\u2019urbanizzazione diffusa e agli effetti del cambiamento climatico. Il risultato \u00e8 un progressivo indebolimento della capacit\u00e0 degli ecosistemi di rigenerarsi e garantire i servizi essenziali su cui si fondano economia e benessere collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l\u2019<a href=\"https:\/\/www.iucn.it\/pdf\/Lista-Rossa-Ecosistemi-Italia_2023.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Unione Internazionale per la Conservazione della Natura<\/a> (IUCN), nel Paese sono 58 gli ecosistemi terrestri <a href=\"https:\/\/asvis.it\/home\/4-23754\/sesto-rapporto-sul-capitale-naturale-in-italia-58-ecosistemi-su-85-sono-a-rischio\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">minacciati<\/a>: 7 in condizioni critiche, 22 in pericolo e 29 vulnerabili. Solo 4 ecosistemi non mostrano segni di minaccia e 5 non risultano attualmente a rischio. Il Sesto Rapporto sul Capitale Naturale del Ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica conferma la gravit\u00e0 del quadro: circa il 19,6% del territorio nazionale \u00e8 soggetto a pressioni ambientali di varia intensit\u00e0, percentuale che sale al 43% se si considerano le sole aree naturali e seminaturali, quelle pi\u00f9 esposte al degrado e alla perdita di biodiversit\u00e0. Un patrimonio unico che, senza adeguate politiche di tutela e rigenerazione, rischia di trasformarsi in una fonte di vulnerabilit\u00e0 economica oltre che ecologica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Risorse naturali e biodiversit\u00e0: l\u2019impegno di Etica Sgr<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In questo contesto, <strong>il ruolo delle istituzioni finanziarie si fa sempre pi\u00f9 cruciale nel prevenire ulteriori perdite di biodiversit\u00e0<\/strong>, un tema di investimento sempre pi\u00f9 rilevante anche dal punto di vista finanziario, per i suoi impatti diretti su societ\u00e0 e imprese \u2013 in particolare quelle pi\u00f9 dipendenti dalle risorse naturali. Ignorare la biodiversit\u00e0 significa ignorare un rischio reale e sistemico in quanto <strong>la sua perdita potrebbe&nbsp;compromettere interamente le catene di approvvigionamento<\/strong>, innescando un\u2019impennata dei prezzi delle materie prime, ritardi operativi, scarsit\u00e0 di risorse e instabilit\u00e0 dei mercati.<\/p>\n\n\n\n<p>Per <strong>Etica Sgr<\/strong>, <strong>societ\u00e0 di gestione del risparmio del Gruppo Banca Etica<\/strong>,&nbsp;che <strong>da 25 anni gestisce fondi comuni etici e responsabili<\/strong>, \u00e8 fondamentale ricercare opportunit\u00e0 di investimento che possano generare valore nel tempo. Per questo, sul fronte della biodiversit\u00e0, nella fase di <a href=\"https:\/\/www.eticasgr.com\/investimento-responsabile\/selezione-dei-titoli\/selezione-valori-responsabili\">selezione delle aziende<\/a> in cui i fondi investono, <strong>viene valutato l\u2019impegno<\/strong> <strong>delle imprese per la protezione della biodiversit\u00e0<\/strong>, i loro sistemi di gestione e monitoraggio, la <em>disclosure<\/em> dei dati e il loro coinvolgimento in eventuali controversie su questi temi. Inoltre, dal 2020 Etica \u00e8 firmataria del <a href=\"https:\/\/www.eticasgr.com\/storie\/campagne-internazionali\/biodiversita-etica-sgr-finance-biodiversity-pledge\"><strong>Finance for Biodiversity Pledge<\/strong><\/a>, un\u2019iniziativa promossa dalle istituzioni finanziarie europee per proteggere e ripristinare la biodiversit\u00e0 attraverso il dialogo con le imprese appartenenti ai settori a maggior impatto, e, dal 2025, \u00e8 parte della Finance for Biodiversity Foundation, che coordina il Pledge, oggi composto da circa 200 istituzioni finanziarie con 23.000 miliardi di euro in gestione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre quest\u2019anno, a pochi giorni dalla <a href=\"https:\/\/www.eticasgr.com\/storie\/approfondimenti\/cop30-belem-amazzonia-transizione-giusta\">COP30 di Bel\u00e9m<\/a>, Etica ha sottoscritto insieme ad altri trenta investitori internazionali il <strong>Bel\u00e9m Investor Statement on Rainforests<\/strong>. L\u2019<a href=\"https:\/\/www.eticasgr.com\/storie\/campagne-internazionali\/deforestazione-globale-belem-investor-statement-etica-sgr\">appello<\/a> invita i governi a definire e applicare politiche efficaci per fermare la deforestazione entro il 2030, riconoscendo che la <strong>tutela delle foreste<\/strong> \u00e8 ormai una condizione imprescindibile per la stabilit\u00e0 economica e finanziaria globale.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.eticasgr.com\/storie\/approfondimenti\/tutela-ambientale-moltiplicatore-di-valore-economico\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.eticasgr.com\/storie\/approfondimenti\/tutela-ambientale-moltiplicatore-di-valore-economico\">Articolo pubblicato su Eticasgr.com<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Investire nella difesa della natura \u00e8 necessario innanzitutto per proteggere gli ecosistemi e la biodiversit\u00e0, sempre pi\u00f9 frammentati e aggrediti dalle varie forme di inquinamento [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18151,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-18148","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18148"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18148\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18151"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}