{"id":18165,"date":"2026-02-22T00:04:03","date_gmt":"2026-02-21T23:04:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18165"},"modified":"2026-02-22T00:06:13","modified_gmt":"2026-02-21T23:06:13","slug":"valle-del-sacco-fr-tre-biodigestori-emblematici-quando-il-territorio-e-difeso-solo-dai-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/02\/valle-del-sacco-fr-tre-biodigestori-emblematici-quando-il-territorio-e-difeso-solo-dai-cittadini\/","title":{"rendered":"Valle del Sacco (FR): tre biodigestori emblematici. Quando il territorio \u00e8 difeso solo dai cittadini"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Nei territori t<\/em><strong><em>ra Roma e Frosinone i Comuni rinunciano ad opporsi e gli impianti proliferano. Fermato solo il biodigestore di Frosinone, grazie a un fronte ampio e organizzato di cittadini.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-color\">Riceviamo (e pubblichiamo integralmente) il comunicato dal coordinamento comprendente il Comitato No Biodigestore a Frosinone &#8211; Valle del Sacco, il Comitato residenti Colleferro, Cittadini della Valle del Sacco Sgurgola \u2013 Anagni e blog Frosinone Bella e Brutta.<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La notizia \u201cbomba\u201d \u00e8 la <strong>rinuncia del Comune di Anagni di ricorrere al TAR contro il biodigestore<\/strong>. Una scelta che si affianca a quella del <strong>Comune di Paliano, che ha deciso di non opporsi all\u2019impianto di biometano <\/strong>davanti al Consiglio di Stato. E poi c\u2019\u00e8 <strong>Artena, dove l\u2019impianto \u00e8 gi\u00e0 autorizzato e il Comune ha di fatto abbandonato la partita<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi non sono gli unici impianti della Valle del Sacco, ma sono emblematici: raccontano che la tutela del territorio, dell\u2019ambiente e dei diritti di uomini, animali e piante non viene garantita dalle Amministrazioni locali, sollecite nelle nobili dichiarazioni di principio, riservate nel sostegno agli investitori, ma da cittadini e comitati, che se ne fanno carico, spesso con mezzi e risorse limitatissime.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Greenwashing, Colleferro style<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In un contesto dove la Valle del Sacco si qualifica sempre pi\u00f9 come distretto dei rifiuti, della logistica e delle armi, il caso di Colleferro \u00e8 ancora pi\u00f9 emblematico. Citt\u00e0 che storicamente ha pagato il prezzo pi\u00f9 alto dell\u2019industrializzazione del territorio, oggi si trova al centro di una contraddizione stridente tra retorica ambientalista e prassi amministrativa.<\/p>\n\n\n\n<p>In attesa eterna della bonifica, Colleferro potrebbe \u2014 almeno sulla carta \u2014 giocare un ruolo guida nella riqualificazione del territorio, se la promessa svolta ecologica non fosse diventata aria tossica. Il Comune continua sereno a rivendicare una guida amministrativa ispirata alla difesa dell\u2019ambiente, ma nel frattempo, intorno, fiorisce una narrazione creativa che ha ormai superato la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le varianti urbanistiche diventano un bene comune, la mancanza di trasparenza una licenza poetica, una \u201cmalainterpretazione\u201d. I cavidotti e le servit\u00f9 coattive sono occasioni d\u2019oro per i proprietari, accontentati con eleganti mance travestite da compensazioni. Le bonifiche sono investimenti eterni, l\u2019inquinamento lo si affronta con slogan, convegni e qualche post sui social. I poli logistici sono superati: oggi l\u2019innovazione si chiama datacenter green, con ventole ecologiche, ecosostenibili e consumi energetici e idrici da festival. E poi c\u2019\u00e8 il rilancio economico: dopo oltre 110 anni, Colleferro torner\u00e0 ai vecchi fasti grazie all\u2019industria pesante degli armamenti, in santa alleanza con Anagni, e con il buon vecchio cementificio. L\u2019acciaio e il cemento non tradiscono mai e hanno sempre sfamato \u2014 e avvelenato \u2014 la Valle del Sacco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cresce il distretto dei rifiuti: disinformazione e controinformazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elusivo atteggiamento delle Amministrazioni si inserisce in un <strong>panorama ambientalista frammentato<\/strong>, dove spesso la battaglia per la tutela della salute e dell\u2019ambiente viene indebolita da dinamiche interne, ambiguit\u00e0 e protagonismi.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni soggetti vicini alle Amministrazioni comunali filtrano le informazioni, le trattengono, coltivano il proprio spazio di visibilit\u00e0 e, talvolta, assumono atteggiamenti di sostanziale tolleranza verso l\u2019altra parte. Il problema maggiore \u00e8 la <strong>controinformazione che ne deriva: una narrazione viziata, parziale, spesso in contraddizione con gli atti ufficiali dei procedimenti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ansia di protagonismo e il perseguimento di obiettivi personali finiscono per distorcere la realt\u00e0 di chi in incontri pubblici si attribuisce meriti e risultati che non gli spettano su questioni che sono state semplicemente archiviate e mai concretamente affrontate. Il punto non \u00e8 il \u201cdistintivo\u201d: se lo vogliono, possiamo anche concederglielo. Il vero danno \u00e8 la confusione che alimentano e la sfiducia che si insinua tra i cittadini, elementi che finiscono per agevolare l\u2019avanzare incontrastato di investitori in cerca di speculazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il caso Frosinone: quando la rete fa la differenza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questa casistica rientra la vicenda del <strong>biodigestore previsto a Frosinone<\/strong> nel 2019, dove siamo riusciti a costruire un fronte di opposizione ampio, organizzato e determinato, capace di coinvolgere anche realt\u00e0 extraregionali: una vera e propria <strong>rete nazionale dei territori<\/strong>, che ci ha affiancato per circa quattro anni senza mai venire meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo seguito ogni fase del procedimento e fatto s\u00ec che la nostra battaglia diventasse una battaglia collettiva. Il progetto \u00e8 stato infine <strong>archiviato nel 2024<\/strong> al termine di una seduta della Conferenza di Servizi dai toni drammatici, grazie al ruolo determinante della Provincia di Frosinone, l\u2019unica Istituzione che ha realmente interloquito con i comitati, promotori di osservazioni e criticit\u00e0. \u00c8 stata anche l\u2019unica in grado di analizzare in modo puntuale il progetto della Maestrale e l\u2019intero iter procedurale, mentre il Comune \u00e8 intervenuto in modo timido, marginale e discontinuo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso di Frosinone ha dimostrato una cosa fondamentale: avevamo ragione fin dall\u2019inizio e abbiamo fatto bene a non arrenderci, nonostante le enormi difficolt\u00e0, confermando che un altro modo di operare \u00e8 possibile: condividere le informazioni, lavorare in rete, mettere il bene collettivo davanti a qualsiasi interesse personale. \u00c8 l\u2019unico modo per costruire una reale opposizione civica, senza altri fini se non il bene comune.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Comitato No Biodigestore a Frosinone &#8211; Valle del Sacco<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Comitato residenti Colleferro<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cittadini della Valle del Sacco Sgurgola \u2013 Anagni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Frosinone Bella e Brutta<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei territori tra Roma e Frosinone i Comuni rinunciano ad opporsi e gli impianti proliferano. 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