{"id":18223,"date":"2026-03-15T07:00:00","date_gmt":"2026-03-15T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18223"},"modified":"2026-03-12T23:25:40","modified_gmt":"2026-03-12T22:25:40","slug":"report-nevediversa-i-dati-sugli-impianti-dismessi-in-quota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/03\/report-nevediversa-i-dati-sugli-impianti-dismessi-in-quota\/","title":{"rendered":"Report Nevediversa: i dati sugli impianti dismessi in quota"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em><strong><em>Su Alpi e Appennini salgono a 273 gli impianti sciistici dismessi e a 247 gli \u201cedifici sospesi\u201d censiti da Legambiente sino ad oggi. Il Rapporto Nevediversa analizza il turismo in montagna, tra le sue eredit\u00e0 materiali &#8211; edifici abbandonati, infrastrutture dismesse, grandi eventi &#8211; e gli effetti della crisi climatica, che impone di ripensare a una nuova fruibilit\u00e0 del turismo invernale in quota.<\/em><\/strong><\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>A cura di <em>Legambiente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In Italia, nonostante l\u2019aumento delle temperature, la fusione dei ghiacciai e una neve naturale che fatica ad arrivare, Legambiente stima che il 90% dei fondi pubblici destinati al turismo montano continua a sostenere il \u201csistema neve\u201d, lasciando alla riconversione dei vecchi impianti e alla destagionalizzazione del turismo solo briciole di risorse. <strong>Intanto su Alpi e Appennini nel 2026 salgono a quota 273 gli impianti sciistici dimessi e a ben 247 il numero degli \u201cedifici sospesi\u201d <\/strong>censiti sino ad oggi. Si tratta di alberghi, residence, strutture turistiche e ricettive, complessi militari o produttivi dismessi o sottoutilizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>A fare un punto \u00e8 il <strong>nuovo report <\/strong><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/NeveDiversa2026.pdf\"><strong>Nevediversa 2026 di Legambiente<\/strong><\/a><strong>, <\/strong>presentato l\u201911 marzo 2026 a Milano, che scatta una fotografia aggiornata sul censimento delle strutture sciistiche e ricettive in quota ai tempi della crisi climatica, ma anche sul futuro in bilico dei grandi eventi invernali come le Olimpiadi. Insieme ai dati, il report raccoglie una serie di proposte per il futuro delle realt\u00e0 montane che Legambiente sintetizza con il \u201c<em><strong>Manifesto della Carovana dell\u2019accoglienza montana\u201d<\/strong><\/em> che mette al centro le comunit\u00e0 locali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>I dati<\/strong><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il Piemonte si conferma la regione con il pi\u00f9 alto numero di <strong>strutture sciistiche dismesse<\/strong>, ne conta 76, seguita dalla Lombardia (51). Invece le regioni che contano pi\u00f9 \u201c<strong>edifici sospesi<\/strong>\u201d censiti sull\u2019arco alpino sono Valle D\u2019Aosta (36), Lombardia (31), e Piemonte (20), mentre sull\u2019Appennino Toscana (19), Abruzzo (16), Marche (15) e Sicilia (15). Tra i casi simbolo c\u2019\u00e8, ad esempio, il Grand Hotel Wildbad, a San Candido (BZ), struttura dal valore storico-culturale, ma in forte stato di abbandono. A questi numeri, il report Nevediversa di Legambiente affianca a livello nazionale anche quelli dei <strong>106 impianti sciistici chiusi temporaneamente<\/strong>, i <strong>98 che operano in una condizione mista di \u201capertura e chiusura\u201d; <\/strong>e poi i <strong>231<\/strong> <strong>impianti <\/strong>che ad oggi sopravvivono grazie ai fondi, i<strong> cosiddetti \u201ccasi di accanimento terapeutico<\/strong>\u201d. <strong>Lombardia (63), Abruzzo (47) ed Emilia-Romagna (34) le regioni con pi\u00f9 casi<\/strong>. Sono invece <strong>169 i bacini per l\u2019innevamento artificiale censiti nella Penisola<\/strong>, la maggior parte si concentra in Trentino-Alto- Adige, Lombardia e Piemonte.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Strutture Luna park<\/h3>\n\n\n\n<p>Intanto in quota nascono sempre pi\u00f9 <strong>strutture \u201cLuna park della montagna\u201d<\/strong>, ossia quelle attrazioni ludiche come piste tubing, bob estivo ecc, spesso integrate ai comprensori sciistici, che secondo Legambiente sono forme di intrattenimento artificiale con impatti non sempre sostenibili sull\u2019ambiente montano. <strong>Ventotto quelle<\/strong> <strong>censite per la prima volta <\/strong>e inserite come nuova categoria nel report<strong>. Di queste la maggior parte si concentra in Lombardia (13 strutture) e in Toscana (7).&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ritardi su riusi e smantellamenti<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Resta il tallone dolente su riusi e smantellamenti degli impianti non pi\u00f9 funzionanti:<strong> in Italia sono appena<\/strong> <strong>37 i casi censiti fino ad ora da Legambiente, <\/strong>mentre <strong>all\u2019estero l\u2019attenzione al ripensare il turismo montano \u00e8 molto pi\u00f9 alta <\/strong>come dimostra l\u2019esempio della Alpi francesi. Qui a M\u00e9tabief, nel cuore del massiccio del Giura, dopo anni di inverni difficili e un deficit economico significativo, la stazione ha deciso di anticipare la riduzione del perimetro sciabile, chiudendo il settore di Piquemette per concentrare le risorse e garantire la sostenibilit\u00e0 degli altri impianti. A Les Arcs, in Savoia, si sta puntando sulla diversificazione delle attivit\u00e0 turistiche per estendere la stagione oltre l\u2019inverno, con percorsi estivi, attivit\u00e0 all\u2019aria aperta, eventi culturali. Avviati anche progetti di sostenibilit\u00e0 ambientale, riqualificate strutture esistenti, e incentivata la mobilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Grandi eventi invernali a rischio<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Altro campanello d\u2019allarme, denuncia il report Nevediversa, riguarda il futuro dei grandi eventi invernali a partire dalle Olimpiadi. <strong>In meno di trent\u2019anni<\/strong>, secondo gli ultimi studi scientifici, <strong>si perder\u00e0 l\u2019affidabilit\u00e0 climatica del 44% delle sedi olimpiche. Il dato pi\u00f9 critico riguarda i Giochi Paralimpici: programmati solitamente a marzo, vedranno sparire il 76% delle sedi idonee: solo 22 su 93 rimarranno utilizzabili.<\/strong> Per Legambiente \u00e8 chiaro che questi eventi rappresentano ormai un modello in cui le gare dipendono pressoch\u00e9 da infrastrutture artificiali, in un ambiente montano sempre pi\u00f9 fragile e imprevedibile. Il<strong> bilancio delle stesse Olimpiadi Milano Cortina 2026 non \u00e8 dei migliori:<\/strong> tra ritardi, costi elevati, opere faraoniche, mancate promosse, un lascito pieno di perplessit\u00e0 su cui&nbsp; l\u2019associazione <strong>ritiene fondamentale aprire un confronto e una discussione che coinvolga tutti i soggetti interessati, dalle comunit\u00e0 locali, le associazioni e le organizzazioni di categoria fino agli enti regionali e nazionali<\/strong> per una valutazione finale condivisa e utile per un futuro che prenda atto della crisi climatica<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa chiediamo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Con il nuovo report Nevediversa Legambiente <strong>denuncia i ritardi del Governo nell\u2019affrontare la crisi climatica in quota<\/strong> i cui effetti si ripercuotono a valle, sulle comunit\u00e0 locali e in settori chiave come il turismo. Per questo per l\u2019associazione ambientalista \u00e8 urgente mettere in campo <strong>azioni di adattamento ai cambiamenti climatici, ripensare il turismo montano invernale e coinvolgere e ascoltare le comunit\u00e0 locali. <\/strong>Con questo spirito nasce il \u201c<strong>Manifesto della Carovana dell\u2019accoglienza\u201d promosso da Legambiente e frutto del confronto con le 300 Bandiere Verdi dell\u2019arco alpino<\/strong>, realt\u00e0 premiate in questi anni da Legambiente con il vessillo green e che investono su sostenibilit\u00e0 e innovazione rispondendo e adattandosi alla crisi climatica in corso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl riscaldamento globale &#8211; <strong>commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente<\/strong> \u2013 dimostra come la riduzione della neve sulle Alpi e gli Appennini non sia un fenomeno episodico. La crisi climatica, che ha visto un 2025 segnato da temperature record, genera anche impatti diretti sulla <strong>disponibilit\u00e0 idrica, sugli ecosistemi montani e sulle attivit\u00e0 umane<\/strong> legate alla montagna. <strong>Servono pi\u00f9 azioni di adattamento al clima<\/strong> ma occorre anche orientare politiche e investimenti verso <strong>modelli di turismo pi\u00f9 sostenibili e resilienti<\/strong>, capaci di ridurre la vulnerabilit\u00e0 dei territori montani e di garantire condizioni di vita sostenibili nel lungo periodo. Con il nostro report annuale Nevediversa ci facciamo portavoce di un dibattito pubblico e un confronto coinvolgendo cittadini, amministratori e comunit\u00e0 locali in una lettura condivisa della montagna che cambia e che non pu\u00f2 pi\u00f9 basarsi solo sul \u201csistema neve\u201d che ancora oggi stimiamo dreni all\u2019incirca il 90% dei fondi pubblici destinati al turismo montano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La crisi climatica corre veloce<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Legambiente ricorda che sulle Alpi, stando ai dati Eurac Research, <strong>la stagione nevosa dura oggi 22\u201334 giorni in meno rispetto a 50 anni fa, <\/strong>con una contrazione di 10\u201320 giorni del periodo di copertura tra il 1982 e il 2020. Inoltre, si registra <strong>un calo superiore al 30% sia della profondit\u00e0 del manto nevoso sia dello SWE (Snow Water Equivalent), <\/strong>ovvero la quantit\u00e0 d\u2019acqua immagazzinata nella neve e quindi la reale riserva idrica stagionale. <strong>Sugli Appennini la presenza di neve \u00e8 sempre pi\u00f9 instabile<\/strong>. Anche i dati sul turismo della neve sono col segno meno, complice il rincaro dei prezzi: l\u2019Osservatorio Italiano del Turismo Montano (JFC), ha stimato per la stagione 2025-2026 un calo del 14,5% del numero degli sciatori giornalieri e una flessione del 3,9% del numero degli italiani che soggiornano su Alpi e Appennini, anche se restano comunque tanti, per un volume economico che supera <strong>i 12 miliardi di euro<\/strong>, di cui <strong>circa 6 miliardi nel settore dell\u2019ospitalit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOgni impianto inattivo &#8211; dichiara <strong>Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente<\/strong> &#8211; ha un costo economico e testimonia la <strong>fragilit\u00e0 di un modello di turismo montano che riduce la montagna a scenografia<\/strong>. Infrastrutture abbandonate e neve artificiale rivelano i limiti di un\u2019illusione collettiva, con ricadute sull\u2019ambiente, sulle comunit\u00e0 e sulle generazioni future. Anche le Olimpiadi invernali soffrono sempre di pi\u00f9 la crisi climatica, occorre ripensare il loro modello di gestione. Alla luce di ci\u00f2, nasce il Manifesto della Carovana dell\u2019accoglienza frutto di un lavoro corale sulla montagna e sul suo modo di viverla. Allo stesso tempo quest\u2019anno con i report lanciamo anche una attivit\u00e0 di Citizen science chiedendo ai cittadini di condividere info e foto di edifici sospesi per trasformare il patrimonio abbandonato in uno strumento di conoscenza e di consapevolezza per una montagna pi\u00f9 resiliente e sostenibile.\u201d<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I dieci punti del Manifesto<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>I 10 punti del Manifesto: <\/strong>All\u2019interno del &#8220;Manifesto della Carovana dell&#8217;accoglienza montana&#8221; Legambiente sintetizza dieci punti centrali: ogni territorio montano ha le sue eccellenze da valorizzare; ospiti e residenti condividono il piacere dell\u2019incontro nei territori montani; la montagna \u00e8 un territorio fragile e va rispettato; la lentezza non \u00e8 una rinuncia, ma una conquista; la montagna ha il diritto di perseguire un futuro sostenibile; un turismo partecipato a servizio della comunit\u00e0; le montagne sono necessarie; sono spazio di cittadinanza attiva e consapevole; ogni luogo possiede una cultura peculiare; le montagne non dividono ma uniscono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scarica il <a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/NeveDiversa2026.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/NeveDiversa2026.pdf\">Report Nevediversa 2026<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su Alpi e Appennini salgono a 273 gli impianti sciistici dismessi e a 247 gli \u201cedifici sospesi\u201d censiti da Legambiente sino ad oggi. 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