{"id":18294,"date":"2026-04-07T15:23:14","date_gmt":"2026-04-07T13:23:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18294"},"modified":"2026-04-16T00:42:40","modified_gmt":"2026-04-15T22:42:40","slug":"erosione-delle-coste-le-opere-di-difesa-rigide-sono-parte-del-problema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/04\/erosione-delle-coste-le-opere-di-difesa-rigide-sono-parte-del-problema\/","title":{"rendered":"Erosione delle coste: le opere di difesa rigide sono parte del problema"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Crescono le opere rigide di difesa delle coste italiane, ma ostacolano il ripascimento naturale. Clima estremo e coste sempre pi\u00f9 fragili richiedono una pianificazione differente. Ispra pubblica il geodatabase, mettendo a disposizione la mappatura delle strutture di difesa costiera esistenti.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>A cura di <em>Maria Cariota  (comitato torinese del Forum Salviamo il Paesaggio)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ampi tratti delle coste del nostro Paese stanno vivendo una fase di profonda crisi, sotto il peso di fattori di varia natura<\/strong>: erosione costiera, subsidenza naturale e antropica, aumento dell\u2019intensit\u00e0 del consumo di suolo, perdita di ambienti di transizione, minacce alla biodiversit\u00e0, intrusione del cuneo salino. <strong>La crisi climatica, oggi evidente, render\u00e0 nei prossimi anni ancora pi\u00f9 acuti tali problemi<\/strong>, sottoponendo territori gi\u00e0 fragili a stress senza precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per pianificare nuove soluzioni oggi abbiamo a disposizione potenti strumenti analitici e di intervento, tra i quali il <strong><a href=\"https:\/\/tinyurl.com\/4nybzxpf\">nuovo database realizzato da ISPRA<\/a><\/strong>, che, prendendo in esame l\u2019intero assetto nazionale, fornisce la <strong>mappatura in alta risoluzione di tutte le opere di difesa costiera rigide<\/strong> presenti lungo il litorale italiano, soluzioni che possono offrire protezione in alcuni siti specifici, ma che allo stesso tempo rappresentano una delle cause dell\u2019erosione dei paesaggi costieri.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un quinto delle spiagge sparir\u00e0 entro il 2050, quasi la met\u00e0 entro il 2100. Consumo di suolo, porti e turismo le dinamiche che hanno reso le nostre coste rigide e fragili<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La Societ\u00e0 Geografica Italiana, con il XVII Rapporto intitolato <em><a href=\"https:\/\/societageografica.net\/wp\/2024\/06\/12\/rapporto-annuale-della-sgi-new-estore\/\">Paesaggi sommersi &#8211; Geografie della crisi climatica nei territori costieri italiani<\/a><\/em> e pubblicato nell\u2019ottobre 2025, ha lanciato l\u2019allarme per il nostro Paese. In Italia <strong>nel 2050 circa il 70% delle spiagge risulter\u00e0 in erosione<\/strong> e sar\u00e0 <strong>quasi completamente sommersa il 20% della loro superficie attuale<\/strong>. Spiccano in questo scenario le regioni Sardegna e Friuli-Venezia Giulia (che gi\u00e0 al 2050 rischiano di perdere un terzo o pi\u00f9 delle loro spiagge). <strong>Entro il 2100 la quota di spiagge a rischio di una quasi completa sommersione sale al 45%<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"755\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Immagine2-755x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18299\" style=\"width:442px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Immagine2-755x1024.png 755w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Immagine2-221x300.png 221w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Immagine2-768x1042.png 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Immagine2-1132x1536.png 1132w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Immagine2.png 1415w\" sizes=\"auto, (max-width: 755px) 100vw, 755px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;Italia nel 2100? &#8211; <em>XVII Rapporto della Societ\u00e0 Geografica Italiana, &#8220;Paesaggi sommersi. Geografie della crisi climatica nei territori costieri italiani<\/em>&#8221; &#8211; ottobre 2025<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La crescente artificializzazione di tratti sempre pi\u00f9 ampi dei nostri litorali, la \u00abmarittimizzazione\u00bb di buona parte delle strutture insediative, gli interventi che sia a monte che a valle determinano processi di erosione e di degrado ambientale, sono le <strong>dinamiche che hanno reso le nostre coste estremamente rigide e quindi inevitabilmente vulnerabili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>fascia costiera \u00e8 la zona in Italia con la maggior percentuale di suolo artificiale e urbanizzato<\/strong>. Il <strong>suolo consumato<\/strong> (la quantit\u00e0 complessiva di superficie a copertura artificiale) presenta i valori maggiori nella fascia 0-300 metri dal mare (il triplo rispetto alla media nazionale), dove si registra una media del 23% con picchi in Liguria (47%), Marche (46%) e Abruzzo (37%). Il <strong>consumo di suolo<\/strong> in questa fascia \u00e8 cresciuto di pi\u00f9 di 1.600 ettari dal 2006 al 2021.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi decenni la <strong>crescita dimensionale dei porti<\/strong> e delle navi, attraverso la realizzazione di nuove banchine, di bacini di evoluzione via via pi\u00f9 grandi e profondi e di ampie aree di retro-porto, hanno profondamente trasformato la costa.<\/p>\n\n\n\n<p>L<strong>\u2019industria turistica ha esercitato la sua pressione proprio su aree estremamente fragili<\/strong>, determinando l\u2019<strong>urbanizzazione diffusa<\/strong> delle coste (con la moltiplicazione di seconde case, alberghi, villaggi turistici, parcheggi), la creazione di <strong>nuove attrazioni <\/strong>(piscine, campi sportivi, parchi di divertimento), la realizzazione di nuove <strong>promenade<\/strong> e <strong>accessi al mare<\/strong>; ma anche lo <strong>spianamento sistematico delle dune<\/strong>, la <strong>semplificazione ecosistemica della spiaggia<\/strong> (per garantirne una valenza estetica &nbsp;rispondente al modello dominante espresso dalla domanda turistica &#8211; si pensi, per esempio, alla rimozione delle fanerogame spiaggiate) e la realizzazione di <strong>opere rigide di protezione<\/strong> per assicurare la stabilit\u00e0 del litorale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le opere di difesa, che interessano un quinto della costa italiana, bloccano il trasporto di sedimenti, limitando il ripascimento naturale delle coste<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La costa vissuta come motore dell\u2019economia ha <strong>generato maggiore domanda di protezione costiera<\/strong> dai fenomeni di innalzamento del livello del mare e di erosione, la quale comporta rischio di instabilit\u00e0 per le coste alte e particolare sensibilit\u00e0 delle spiagge alle variazioni del <strong>bilancio sedimentario<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"790\" height=\"666\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Opere-di-difesa-costiera-per-km-di-costa-nelle-regioni-Italiane-2000-e-2020-Rapporto.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18296\" style=\"width:403px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Opere-di-difesa-costiera-per-km-di-costa-nelle-regioni-Italiane-2000-e-2020-Rapporto.png 790w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Opere-di-difesa-costiera-per-km-di-costa-nelle-regioni-Italiane-2000-e-2020-Rapporto-300x253.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Opere-di-difesa-costiera-per-km-di-costa-nelle-regioni-Italiane-2000-e-2020-Rapporto-768x647.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Opere di difesa costiera per km di costa nelle regioni Italiane, 2000 e 2020 &#8211; Societ\u00e0 Geografica Italiana su dati ISPRA 2023<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>I processi di trasporto di materiale eroso dai versanti attraverso la rete idrografica sono potentemente alterati dalle azioni antropiche, a causa della regimazione delle acque, degli invasi artificiali e delle casse di espansione, del prelievo degli inerti. La frazione pi\u00f9 grossolana dei sedimenti si deposita sulla foce, mentre quella fina si espande al largo, dove le onde e le correnti verso terra la distribuiscono sulle spiagge. Il litorale \u00e8 definito \u00abinstabile\u00bb quando gli asporti (dovuti all\u2019azione erosiva delle onde verso il largo, soprattutto durante le tempeste, nonch\u00e9 dei venti verso terra) sono maggiori rispetto ai sedimenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le opere costiere, anche con finalit\u00e0 di protezione, provocano l\u2019interruzione della deriva litoranea<\/strong>, cio\u00e8 del flusso longitudinale dei sedimenti e la riflessione del moto ondoso. Nel lungo termine le <strong>barriere artificiali<\/strong> rischiano di aggravare complessivamente i processi erosivi presso le coste contigue e sottoflutto; aumentano quindi complessivamente il grado di esposizione e di vulnerabilit\u00e0 dei litorali sabbiosi, aumentandone la rigidit\u00e0 e impedendone l\u2019adattamento e l\u2019arretramento naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi quasi un <strong>quinto della costa italiana \u00e8 interessato dalla presenza di opere rigide di difesa<\/strong>: al 2020 si trattava di pi\u00f9 di 1.500 km di costa, pari al 18%, con una crescita sui dati del 2000 del 27%, oltre 200 km di costa. La Calabria, pi\u00f9 di altre Regioni, ha visto crescere la costa interessata da queste strutture del 66% (dati ISPRA).<\/p>\n\n\n\n<p>Le tipologie pi\u00f9 diffuse sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>le <strong>scogliere parallele<\/strong> alla riva (scogli o elementi in cemento armato): utili a ridurre l\u2019energia del moto ondoso, comportano spesso una accentuata erosione dei segmenti di litorale sottoflutto, come \u00e8 particolarmente evidente lungo la costa adriatica;<\/li>\n\n\n\n<li>i <strong>pennelli<\/strong> (scogliere perpendicolari o oblique alla riva, allineate alla direzione delle onde prevalenti, realizzate in pietrame, legno, calcestruzzo o palancole metalliche, numerose in Sicilia, Puglia, Liguria, Veneto e Molise): riducendo il flusso sedimentario portano all\u2019espansione della spiaggia sopraflutto e all\u2019erosione di quella sottoflutto;<\/li>\n\n\n\n<li>le <strong>scogliere aderenti<\/strong> (realizzate sulla battigia, con materiali di risulta, calcestruzzo o altro, numerose in Sicilia, Liguria, Calabria, Campania, Veneto e Friuli): oltre agli effetti negativi in termini paesaggistici, accentuano l\u2019erosione e provocano un progressivo approfondimento del fondale antistante.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Pubblicato il Geodatabase ISPRA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/news\/opere-di-difesa-rigide-e-costa-un-passo-avanti-nella-conoscenza-pubblicato-il-geodatabase-ispra\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/news\/opere-di-difesa-rigide-e-costa-un-passo-avanti-nella-conoscenza-pubblicato-il-geodatabase-ispra\">nuovo geoDB di ISPRA<\/a> pubblica i dati che identificano e caratterizzano i tratti di costa italiana interessati dalla presenza delle opere di difesa rigide installate sul nostro territorio. Il geoDB, che si affianca a quella sull\u2019\u201cAssetto Costiero\u201d e che sar\u00e0 prossimamente aggiornato grazie ai risultati del PNRR-MER (Marine Ecosystem Restoration), si pone come riferimento italiano nell\u2019ambito della definizione della linea di costa, rispondendo alla necessit\u00e0 di conoscere lo stato attuale delle coste per pianificare l\u2019applicazione di strategie pi\u00f9 \u00abnaturali\u00bb e adattive rispetto al passato e quindi pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-3221-1-1024x576.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18298\" style=\"width:652px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-3221-1-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-3221-1-300x169.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-3221-1-768x432.png 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-3221-1.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">GeoDB ISPRA sulle Opere rigide di difesa delle coste<\/figcaption><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Crescono le opere rigide di difesa delle coste italiane, ma ostacolano il ripascimento naturale. 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