{"id":18336,"date":"2026-04-24T16:26:37","date_gmt":"2026-04-24T14:26:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18336"},"modified":"2026-05-02T00:42:49","modified_gmt":"2026-05-01T22:42:49","slug":"trigno-il-ponte-crollato-e-il-regolamento-europeo-sul-ripristino-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/04\/trigno-il-ponte-crollato-e-il-regolamento-europeo-sul-ripristino-della-natura\/","title":{"rendered":"Trigno, il ponte crollato e il Regolamento europeo sul ripristino della natura"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Il crollo del ponte sul Trigno ha ricordato la condizione di estrema fragilit\u00e0 idrogeologica in cui si trova gran parte del nostro paese e la natura di infrastruttura viva e dinamica dei fiumi, che per\u00f2 continuano ad essere compressi, attraverso pressioni e trasformazioni che ne modificano la capacit\u00e0 di sopportare gli effetti degli eventi meteorologici estremi. Il Trigno, insieme a numerosi altri corsi d\u2019acqua, \u00e8 tra gli ecosistemi segnalati dal territorio nell\u2019ambito della campagna del Forum #RipristiniamolaNatura. L\u2019articolo 9 del Regolamento UE 2024\/1991 riguarda infatti i corsi d\u2019acqua, imponendo agli Stati membri di riportali dentro una logica ecosistemica.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>A cura di <em>Jasmine La Morgia (referente Campagna NRL Nature Restoration Law del Forum SALVIAMO IL PAESAGGIO DIFENDIAMO I TERRITORI)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per giorni, tra Abruzzo e Molise, nella settimana di Pasqua c\u2019\u00e8 stata allerta meteo a causa del ciclone Erminio: \u00e8 caduta una quantit\u00e0 d\u2019acqua eccezionale, in alcune zone fino a 534 millimetri di pioggia, pi\u00f9 di quanto normalmente cade in sei mesi, insieme a nevicate che hanno raggiunto i tre metri. Non un normale episodio di maltempo, dunque, ma un evento fuori scala per intensit\u00e0 e durata.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro si \u00e8 consumato uno degli episodi pi\u00f9 simbolici: il <strong>crollo del ponte sulla SS16 sul Trigno<\/strong>, nel territorio di Montenero di Bisaccia, dopo che il fiume si era gi\u00e0 ingrossato al punto da imporre la chiusura della strada. Il crollo (nel quale \u00e8 rimasta purtroppo coinvolta un\u2019auto, il cui conducente \u00e8 disperso da settimane) esprime iconicamente tutta la fragilit\u00e0 di un territorio che il maltempo ha portato allo scoperto con brutalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il<\/strong> <strong>Trigno \u00e8 un corso d\u2019acqua a regime torrentizio<\/strong>, con pendenze elevate e forte vulnerabilit\u00e0 idraulica e, dunque, con piogge molto intense che insistono per giorni su territori gi\u00e0 esposti, mentre i corsi d\u2019acqua tornano a occupare lo spazio che la pianificazione dovrebbe saper riconoscere e rispettare.<\/p>\n\n\n\n<p>A pochi chilometri di distanza, quasi negli stessi giorni, a <strong>Petacciato <\/strong>si \u00e8 riattivata la storica frana, con pesanti ripercussioni sull\u2019autostrada A14, la statale SS16 e linea ferroviaria adriatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di <strong>due manifestazioni diverse della stessa fragilit\u00e0 idrogeologica<\/strong>, resa esplosiva dalle piogge torrenziali di Erminio lungo il corridoio adriatico tra Abruzzo e Molise: da una parte, una crisi fluviale e idraulica, dall\u2019altra, una crisi geomorfologica su un versante instabile.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui la cronaca incontra la politica del territorio. Perch\u00e9 sul Trigno \u00e8 arrivata una segnalazione nell\u2019ambito della campagna <strong>#RipristiniamolaNatura, <\/strong>promossa dal Forum <strong>Salviamo il Paesaggio<\/strong>, come un ecosistema da ripristinare all\u2019interno della <strong>Nature Restoration Law<\/strong>. L\u2019<strong>articolo 9<\/strong> del Regolamento (UE) 2024\/1991 riguarda i corsi d\u2019acqua e il <strong>ripristino della connettivit\u00e0 naturale dei fiumi e delle funzioni naturali delle relative pianure alluvionali<\/strong> e prescrive di ricostruire continuit\u00e0 fluviale, restituire funzionalit\u00e0 alle pianure alluvionali, intervenire sulle barriere artificiali e riportare i fiumi dentro una logica ecosistemica, non solo emergenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un\u2019indicazione che dovrebbe fare riflettere proprio alla luce di quello che \u00e8 successo sul Trigno. Perch\u00e9 la sicurezza non si costruisce soltanto con l\u2019intervento a danno avvenuto. Si costruisce prima, riconoscendo che i fiumi non sono canali da stringere, corridoi marginali da occupare o spazi vuoti da sacrificare. Si tratta di infrastrutture ecologiche vive, che regolano deflusso, trasporto solido, biodiversit\u00e0, ricarica, espansione delle piene e connessioni territoriali. Quando questa dinamica naturale viene compressa o ignorata, gli eventi estremi diventano pi\u00f9 pericolosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo non stupisce che tra le segnalazioni arrivate a <strong>#RipristiniamolaNatura<\/strong> compaiano numerosi corsi d\u2019acqua. I territori stanno indicando con chiarezza dove si concentrano le ferite pi\u00f9 profonde: alvei alterati, sponde degradate, escavazioni, rifiuti, perdita di naturalit\u00e0, frammentazione ecologica, barriere e artificializzazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra queste segnalazioni c\u2019\u00e8 anche quella relativa all\u2019<strong>Alta Valle del Trigno<\/strong> e al <strong>Rio Sente<\/strong>, uno degli affluenti che pi\u00f9 chiaramente raccontano la vulnerabilit\u00e0 di questo sistema. Nella documentazione inviata alla campagna, il Sente viene descritto come un corridoio ecologico importante tra Appennino e mare; e proprio in questi giorni le immagini del torrente in piena, cos\u00ec diverse da quelle abituali di magra, mostrano con evidenza la sua forza e la sua funzione vitale. L\u2019indicazione che arriva dal territorio \u00e8 netta: il ripristino non riguarda solo il paesaggio o la biodiversit\u00e0, ma anche la sicurezza e il futuro delle comunit\u00e0 che vivono in queste valli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una riflessione che non pu\u00f2 essere archiviata come emotiva o contingente. Perch\u00e9 se un territorio fatica a reggere eventi estremi di questa portata, allora diventa inevitabile una domanda pi\u00f9 ampia sulla sua capacit\u00e0 di sopportare ulteriori pressioni e trasformazioni senza una visione d\u2019insieme. Si tratta di rifiutare l\u2019idea che aree interne gi\u00e0 fragili possano continuare a essere trattate come superfici disponibili, senza una seria valutazione della loro capacit\u00e0 di carico ecologica e idrogeologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Trigno<\/strong> \u00e8 diventato tristemente noto in questi giorni, dopo un ponte crollato e una vittima, ma ci ha mostrato ancora una volta che continuare a parlare dei corsi d\u2019acqua solo quando rompono gli argini o abbattono infrastrutture \u00e8 miope, oltre che costoso. Mentre il ripristino della natura non \u00e8 un lusso ambientalista, n\u00e9 una postilla decorativa delle politiche pubbliche. \u00c8 una condizione di sicurezza, di responsabilit\u00e0 e di buon governo del territorio, oltre che una norma europea vincolante.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il crollo del ponte sul Trigno ha ricordato la condizione di estrema fragilit\u00e0 idrogeologica in cui si trova gran parte del nostro paese e la [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18337,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[7,238,17],"tags":[],"class_list":["post-18336","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-abruzzo","category-fiumi-e-dighe","category-molise"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18336","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18336"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18336\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18337"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18336"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18336"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18336"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}