{"id":18354,"date":"2026-04-30T09:07:47","date_gmt":"2026-04-30T07:07:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18354"},"modified":"2026-04-26T11:15:28","modified_gmt":"2026-04-26T09:15:28","slug":"stop-sussidi-ambientalmente-dannosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/04\/stop-sussidi-ambientalmente-dannosi\/","title":{"rendered":"Stop sussidi ambientalmente dannosi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Secondo il Rapporto di Legambiente, nel 2024\u00a0il Governo ha speso\u00a048,3\u00a0miliardi\u00a0di euro in sussidi ambientalmente dannosi (SAD)\u00a0destinati ad attivit\u00e0,\u00a0opere e progetti connessi,\u00a0direttamente e indirettamente,\u00a0alle fossili\u00a0e alle attivit\u00e0 inquinanti. In 15 anni\u00a0la spesa complessiva\u00a0per questi sussidi\u00a0ha raggiunto\u00a0almeno\u00a0436 miliardi di euro.<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Legambiente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni anno in Italia, come nel resto del mondo, vengono destinate ingenti risorse pubbliche a misure che incentivano, in forma diretta o indiretta, il consumo o la produzione di prodotti con impatti negativi sull\u2019ambiente, meglio conosciuti come Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD). Parliamo di agevolazioni fiscali, contributi o politiche di prezzo che riducono artificialmente i costi delle fonti fossili, dell\u2019agricoltura intensiva, della pesca, dei rifiuti e di altri settori ad alto impatto ambientale. Un grande ostacolo alla transizione ecologica ed energetica, giusta ed equa.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso una analisi dettagliata, <strong>con il dossier &#8220;Stop Sussidi alle fonti fossili&#8221;, mettiamo a fuoco le incongruenze delle decisioni politiche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mentre i conflitti mondiali in corso evidenziano l\u2019urgenza di abbandonare le fossili e puntare sulle energie&nbsp;rinnovabili&nbsp;e sull\u2019efficienza energetica, l\u2019Italia continua a scegliere la strada sbagliata.&nbsp;Lo&nbsp;evidenzia&nbsp;<strong>Legambiente<\/strong>&nbsp;che, numeri e proposte alla mano, presenta&nbsp;<strong>il&nbsp;Rapporto&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/SSAD26-report_01-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>\u201cStop Sussidi ambientalmente dannosi&nbsp;2026\u201d<\/strong><\/a><strong>.<\/strong>&nbsp;<strong>Nel 2024&nbsp;il Governo Meloni&nbsp;ha speso&nbsp;48,3&nbsp;miliardi&nbsp;di euro in sussidi ambientalmente dannosi (SAD)<\/strong>&nbsp;destinati a 76 voci&nbsp;tra&nbsp;<strong>attivit\u00e0<\/strong>,&nbsp;<strong>opere e progetti connessi<\/strong>,&nbsp;direttamente e indirettamente,&nbsp;<strong>alle fossili&nbsp;<\/strong>e alle attivit\u00e0 inquinanti.&nbsp;Una crescita&nbsp;rispetto all\u2019anno precedente che, escludendo i&nbsp;sussidi straordinari legati all\u2019emergenza bollette, stimava 45,3 miliardi di euro.<strong>&nbsp;In 15 anni<\/strong>&nbsp;&#8211; dal 2011&nbsp;(anno di inizio del monitoraggio&nbsp;dell\u2019associazione)&nbsp;ad oggi&nbsp;&#8211;&nbsp;<strong>la spesa complessiva&nbsp;<\/strong>per questi sussidi<strong>&nbsp;ha raggiunto<\/strong>&nbsp;almeno&nbsp;<strong>436 miliardi di euro.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cifre<\/strong>&nbsp;importanti&nbsp;ma&nbsp;<strong>solo in parte raccolte nel Catalogo dei Sussidi Ambientalmente Dannosi e Favorevoli&nbsp;del Ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica,&nbsp;<\/strong>impedendone&nbsp;una reale quantificazione,&nbsp;rimodulazione ed eliminazione. Sono&nbsp;<strong>4<\/strong>&nbsp;in particolare<strong>&nbsp;le criticit\u00e0 nel&nbsp;Catalogo<\/strong>&nbsp;che denuncia Legambiente:&nbsp;<strong>18 voci&nbsp;<\/strong>di sussidi&nbsp;<strong>non quantificate<\/strong>&nbsp;(come IVA agevolata, sostegni settoriali, fondi di garanzia e bonus),&nbsp;<strong>14 voci<\/strong>&nbsp;di sussidi&nbsp;<strong>assenti&nbsp;<\/strong>(tra cui l\u2019inadeguatezza di royalties e canoni per le trivellazioni, prestiti e garanzie pubbliche di&nbsp;CDP, contributi all\u2019autotrasporto e fondi nazionali per l\u2019allevamento), per un totale di<strong>&nbsp;11,9 miliardi&nbsp;<\/strong>di euro&nbsp;<strong>non contabilizzati<\/strong>.&nbsp;Ben&nbsp;<strong>11 voci di spesa<\/strong>&nbsp;che&nbsp;<strong>non trovano corrispondenza tra il Catalogo e i documenti della Ragioneria dello Stato<\/strong>&nbsp;relativi al 2024, per<strong>&nbsp;una differenza, ingiustificata, di&nbsp;377,2 milioni<\/strong>&nbsp;di euro.&nbsp;In aggiunta&nbsp;<strong>18 voci&nbsp;<\/strong>di<strong>&nbsp;Sussidi Ambientalmente Incerti (SAI)&nbsp;<\/strong>per&nbsp;<strong>26,4 miliardi&nbsp;di euro<\/strong>&nbsp;che sostengono allo stesso tempo attivit\u00e0&nbsp;dannose per l\u2019ambiente e componenti innovative;&nbsp;sussidi&nbsp;<strong>che richiederebbero&nbsp;uno studio preliminare e&nbsp;un piano di trasformazione<\/strong>&nbsp;in&nbsp;\u201cfavorevoli\u201d, ma che restando \u201cincerti\u201d vengono esclusi da qualsiasi rimodulazione e&nbsp;il loro impatto negativo non \u00e8 contabilizzato.&nbsp;&nbsp;<br>Un&nbsp;<strong>caso emblematico<\/strong>&nbsp;di mancata trasparenza&nbsp;nel&nbsp;Catalogo del MASE&nbsp;riguarda<strong>&nbsp;le esenzioni&nbsp;delle royalties&nbsp;sulle estrazioni di gas<\/strong>: riportate per la prima volta,<strong>&nbsp;compaiono sempre con lo stesso valore di 5 milioni di euro dal 2020 al 2024<\/strong>, indipendentemente&nbsp;dalla quantit\u00e0 di gas estratto e dall\u2019Indice QE.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A fronte di questi numeri, secondo&nbsp;le stime&nbsp;del Cigno Verde,&nbsp;sono&nbsp;<strong>23,1 miliardi di euro&nbsp;di SAD che&nbsp;potrebbero essere eliminati&nbsp;<\/strong>e&nbsp;<strong>25,2 miliardi rimodulati&nbsp;entro il 2030<\/strong>&nbsp;<strong>con un\u2019azione decisa del Governo,<\/strong>&nbsp;liberando risorse da investire nella transizione energetica e in settori strategici legati al welfare, alla qualit\u00e0 della vita, alla sanit\u00e0 e all\u2019innovazione.&nbsp;Da qui la richiesta all\u2019esecutivodi&nbsp;<strong>politiche strutturali per accelerare rinnovabili ed efficienza energetica<\/strong>, a partire dagli edifici pubblici e privati&nbsp;&#8211;&nbsp;riducendo la dipendenza dal gas fossile e proteggendo famiglie e imprese dall\u2019instabilit\u00e0 dei prezzi energetici&nbsp;&#8211;&nbsp;mettendo al centro&nbsp;<strong>7&nbsp; priorit\u00e0 d\u2019azione<\/strong>:&nbsp;<strong>1)&nbsp;<\/strong>un<strong>&nbsp;Piano per eliminare e rimodulare i sussidi ambientalmente dannosi (SAD) entro il 2030<\/strong>;&nbsp;<br><strong>2)<\/strong>&nbsp;<strong>intervenire&nbsp;sulle criticit\u00e0 del Catalogo<\/strong>&nbsp;in termini di quantificazione, incongruenza e mancanza di voci,&nbsp;<strong>per una contabilizzazione completa e omogenea<\/strong>, propedeutica per l\u2019attuazione del Piano di eliminazione e rimodulazione;&nbsp;<strong>3)<\/strong>&nbsp;<strong>riformare gli oneri di sistema in bolletta<\/strong>, eliminando sussidi diretti e trasferendoli alla fiscalit\u00e0 generale, per ridurre i costi energetici di famiglie e imprese.&nbsp;<strong>4)&nbsp;Garantire<\/strong>&nbsp;la quota italiana di&nbsp;<strong>sostegno ai Paesi poveri&nbsp;<\/strong>secondo la Roadmap Baku-Belem.<strong>&nbsp;5) Riformare accise e tasse sui fossili&nbsp;<\/strong>secondo il principio \u201cchi inquina paga\u201d, convertendo esenzioni in incentivi verdi.&nbsp;<strong>6) Rendere gli incentivi edilizi sostenibili e a zero emissioni<\/strong>, con sussidi per abitazioni efficienti.&nbsp;<strong>7)<\/strong>&nbsp;<strong>Rimodulare il sostegno alle&nbsp;fossili<\/strong>&nbsp;secondo il principio&nbsp;\u201c<em>Do No&nbsp;Significant&nbsp;Harm\u201d<\/em>, finanziando solo misure compatibili con la tassonomia UE.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SAD, settore&nbsp;per settore.&nbsp;Tra i settori pi\u00f9 interessati&nbsp;dai SAD<\/strong>, al primo posto si conferma quello&nbsp;<strong>energetico&nbsp;<\/strong>cheregistra,&nbsp;nel 2024,&nbsp;28&nbsp;voci e&nbsp;<strong>14,2 miliardi di euro&nbsp;<\/strong>(+3,9 miliardi&nbsp;rispetto all\u2019anno precedente).&nbsp;Tra le voci&nbsp;di categoria&nbsp;pi\u00f9 rilevanti<strong>&nbsp;le agevolazioni IVA<\/strong>&nbsp;(3,6&nbsp;miliardi),&nbsp;il&nbsp;<strong>rilascio di quote gratuite di carbonio del sistema ETS<\/strong>&nbsp;(2,9 miliardi) e i&nbsp;<strong>Prestiti e Garanzie pubbliche<\/strong>&nbsp;<strong>messe a disposizione di SACE e CDP<\/strong>&nbsp;a favore di impianti e infrastrutture a fonti fossili (2 miliardi).&nbsp;Seguono il&nbsp;<strong>settore edilizio<\/strong>&nbsp;con<strong>&nbsp;9 miliardi&nbsp;<\/strong>di euro e&nbsp;7 voci&nbsp;di sussidi, il&nbsp;<strong>settore trasporti<\/strong>&nbsp;con<strong>&nbsp;8,7<\/strong>&nbsp;<strong>miliardi<\/strong>&nbsp;di euro&nbsp;e 19&nbsp;voci&nbsp;e&nbsp;il<strong>&nbsp;settore agricoltura e pesca<\/strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>1,11 miliardi<\/strong>&nbsp;e 9 voci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cL\u2019Italia &#8211;<\/em>&nbsp;dichiara&nbsp;<strong>Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente&nbsp;<\/strong><em>&#8211;&nbsp;resta ostaggio del gas fossile, mentre rinnovabili,&nbsp;accumuli, reti&nbsp;ed efficienza, fondamentali per&nbsp;l\u2019indipendenza energetica, continuano a essere messe in panchina. Una strategia che non rispetta gli impegni internazionali n\u00e9 il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima e ignora le lezioni dei&nbsp;conflitti in Ucraina e Medio Oriente, che spingono sempre pi\u00f9 in alto i costi dei combustibili e delle bollette&nbsp;pagate da famiglie e imprese.&nbsp;Un quadro che potrebbe complicarsi stando ai&nbsp;recenti&nbsp;provvedimenti del Governo come&nbsp;il DL bollette,&nbsp;i finanziamenti alle campagne sul nucleare o il mantenimento in riserva delle centrali a carbone di Brindisi e Civitavecchia.&nbsp;Chiediamo&nbsp;all&#8217;esecutivo&nbsp;un cambio di rotta, a partire da un Piano per l\u2019eliminazione e rimodulazione dei SAD entro il 2030 e la risoluzione&nbsp;delle lacune&nbsp;del Catalogo,&nbsp;l\u2019unico strumento che dovrebbe aggiornare annualmente queste cifre&nbsp;ma che mostra&nbsp;una contabilizzazione&nbsp;incompleta e&nbsp;disomogenea\u201d.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente<\/strong>,&nbsp;aggiunge:&nbsp;<em>\u201cNon servono bonus temporanei per alleggerire le bollette&nbsp;ma&nbsp;politiche strutturali basate su rinnovabili ed efficienza energetica, insieme alla riduzione degli oneri di sistema impropri, pari a 3,8 miliardi. L\u2019emergenza energetica resta grave&nbsp;ma&nbsp;completamente&nbsp;sottovalutata dal Governo, come dimostrano i continui bonus una tantum e un Decreto Bollette che attacca il sistema ETS, detassa il gas facendolo pagare ai cittadini nella bolletta elettrica e toglie&nbsp;risorse&nbsp;a rinnovabili,&nbsp;efficienza&nbsp;e ai fondi per la decarbonizzazione;&nbsp;senza contare che la mancanza di politiche di riqualificazione degli edifici&nbsp;ha&nbsp;portato&nbsp;all\u2019avvio della procedura d\u2019infrazione pendente&nbsp;sull\u2019Italia&nbsp;per i ritardi nell\u2019applicazione della Direttiva Case Green (EPBD).&nbsp;\u00c8&nbsp;urgente&nbsp;quindi una riforma strutturale delle bollette, con il trasferimento degli oneri impropri sulla fiscalit\u00e0 generale, e la presentazione al pi\u00f9 presto di un piano nazionale di riqualificazione degli edifici a tutela di famiglie e imprese&nbsp;e&nbsp;per&nbsp;essere portatori di pace\u201d<\/em>&nbsp;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SAD eliminabili e rimodulabili.<\/strong>&nbsp;Tra gli interventi&nbsp;prioritari&nbsp;secondo l\u2019associazione ambientalista figura&nbsp;l<strong>\u2019eliminazione dei sussidi alle trivellazioni:<\/strong>&nbsp;nel 2024, l\u2019inadeguatezza dei canoni e delle tasse nel settore oil &amp; gas, aggravata da esenzioni e tetti massimi sulle royalties, ha comportato&nbsp;<strong>547,4&nbsp;milioni di euro di mancati<\/strong>&nbsp;<strong>introiti<\/strong>&nbsp;per lo Stato rispetto ad altri Paesi.&nbsp;E ancora&nbsp;l\u2019eliminazione&nbsp;dei<strong>&nbsp;Prestiti e garanzie pubblici<\/strong>&nbsp;(in particolare&nbsp;Garanzie deliberate nel settore del gas da SACE e Finanziamenti di CDP nel settore del gas).&nbsp;Una<strong>&nbsp;rimodulazione<\/strong>&nbsp;dei&nbsp;<strong>contributi agli impianti alle centrali alle fonti fossili&nbsp;<\/strong>\u2013 passati&nbsp;da&nbsp;1,02 miliardi&nbsp;di euro del 2023 ai&nbsp;1,18 miliardi&nbsp;del 2024 \u2013&nbsp;che,&nbsp;pur avendo un&nbsp;ruolo sociale in aree come le<strong>&nbsp;isole minori e i territori svantaggiati<\/strong>, necessitano di politiche strutturate per il passaggio a fonti rinnovabili,&nbsp;riducendo i costi energetici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/attivita-scientifiche\/stop-sussidi-ambientalmente-dannosi\">Legambiente 17.03.2026<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/SSAD26-report_01-1.pdf\">Scarica qui il Rapporto <em>Stop Sussidi Ambientalmente Dannosi 2026.<\/em><\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo il Rapporto di Legambiente, nel 2024\u00a0il Governo ha speso\u00a048,3\u00a0miliardi\u00a0di euro in sussidi ambientalmente dannosi (SAD)\u00a0destinati ad attivit\u00e0,\u00a0opere e progetti connessi,\u00a0direttamente e indirettamente,\u00a0alle fossili\u00a0e alle [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18355,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[260,3864],"tags":[4004],"class_list":["post-18354","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-inquinamento","category-rapporti","tag-sussidi-ambientalmente-dannosi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18354\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}