{"id":18362,"date":"2026-04-28T16:31:05","date_gmt":"2026-04-28T14:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18362"},"modified":"2026-04-28T16:31:07","modified_gmt":"2026-04-28T14:31:07","slug":"ecco-il-piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-unoccasione-storica-per-attuare-la-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/04\/ecco-il-piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-unoccasione-storica-per-attuare-la-costituzione\/","title":{"rendered":"Ecco il Piano nazionale di ripristino della natura. Un\u2019occasione storica per attuare la Costituzione"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>L\u2019urbanistica del togliere asfalto e cemento ha finalmente un riconoscimento e pu\u00f2 diventare il nuovo corso per il governo del territorio. Mai, nella storia della Repubblica, si \u00e8 visto uno strumento a favor di ambiente, natura e suolo di questa portata. I Comuni obbligati ad applicare il Pnr ad oggi sono \u201csolo\u201d 2.761 su oltre 7.800. Ma qualsiasi amministrazione pu\u00f2 aderire. \u00c8 il momento di una grande campagna per la vera rigenerazione ecologica. L\u2019intervento di Paolo Pileri.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Paolo Pileri<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo aspettavamo da 25 anni, forse anche 30, ora c\u2019\u00e8. \u00c8 il <strong>Piano nazionale di ripristino della natura<\/strong>, il Pnr, quello senza la \u201cr\u201d di troppo. Quello giusto, insomma. Vi ricordate quanto mi sono speso per presentare il Regolamento europeo per il ripristino della natura? Quello approvato per un voto di scarto grazie alla \u201csanta\u201d disobbidienza civile e politica di <strong>Leonore Gewessler<\/strong>, gi\u00e0 ministra dell\u2019Ambiente austriaca. Quello che, all\u2019<strong>articolo 8 (ecosistemi urbani)<\/strong>, impone ai Comuni, <strong>dall\u2019agosto 2024 al 31 dicembre 2030, il divieto assoluto di ridurre di un solo centimetro quadrato le aree verdi e la proiezione a terra della chioma degli alberi se non avviando delle azioni di ripristino<\/strong> che consistono -udite, udite- in azioni di <strong>depavimentazione e rinaturazione<\/strong>. E <strong>dal primo gennaio 2031 si dovr\u00e0 addirittura aumentare la dotazione di verde e alberature<\/strong> applicando \u201ca manetta\u201d il ripristino della natura.<\/p>\n\n\n\n<p>La depavimentazione prevista dal Pnr \u00e8 quella corretta, ecologicamente parlando. <strong>Non solo nuovi impianti arborei ma scorticamento di aree pavimentate, rigenerazione di suolo (senza importarlo da altre aree) e avvio di coperture vegetali (erbacee, arbustive o arboree)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019urbanistica del togliere asfalto e cemento ha finalmente un riconoscimento e pu\u00f2 diventare il nuovo corso per il governo del territorio da oggi in poi. Mai, nella storia della Repubblica italiana, si \u00e8 visto uno strumento a favor di ambiente, natura e suolo di questa portata. Il Pnr \u00e8 la <strong>grande occasione per attuare, finalmente e in modo veritiero, l\u2019articolo 9 della Costituzione, nonch\u00e9 l\u2019articolo 117<\/strong> che prevede la tutela degli ecosistemi. Il Pnr \u00e8 la pi\u00f9 <strong>grande scommessa<\/strong> che dobbiamo vincere per fermare il degrado climatico. Non solo, grazie al Piano nazionale di ripristino della natura si apriranno nuovi posti di lavoro, nuove professionalit\u00e0 e l\u2019Italia potr\u00e0 diventare quel laboratorio di rigenerazione ecologica che sogniamo da anni. <strong>Ora dipende da noi<\/strong>, da voi: voi cittadini, voi comitati, voi associazioni, voi sindaci, voi politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 voci si leveranno in questi giorni a favore del Pnr, pi\u00f9 questo avr\u00e0 gambe robuste per camminare e non essere sgambettato da nessuno. Questo \u00e8 il momento di far pervenire al ministero dell\u2019Ambiente (Mase) e all\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) il sostegno di tutti noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come potrete leggere sul sito dell\u2019Ispra, per raggiungere gli obiettivi del Regolamento sul ripristino della natura (1991\/2024), il Pnr ha previsto <em>\u201c<\/em>un insieme di azioni, dette \u2018misure\u2019, che l\u2019Italia come gli altri Stati membri si impegna a realizzare per <strong>ripristinare gli ecosistemi terrestri, costieri, d\u2019acqua dolce, marini, urbani, agricoli, forestali che risultano degradati nonch\u00e9 per invertire il declino delle popolazioni di impollinatori e migliorarne la diversit\u00e0 e ripristinare la connettivit\u00e0<\/strong> fluviale e le funzioni naturali delle pianure alluvionali. Questo insieme di misure \u00e8 accompagnato da parti \u2018satellite\u2019 non meno importanti delle misure stesse: la descrizione della <strong>strategia scelta dall\u2019Italia<\/strong> per individuare le misure pi\u00f9 adatte al ripristino; una <strong>panoramica sugli impatti e i benefici socioeconomici <\/strong>del piano; un\u2019<strong>analisi qualitativa <\/strong>delle relazioni fra il ripristino, i cambiamenti climatici e il degrado del suolo; la stima delle esigenze di <strong>finanziamento<\/strong>; la descrizione di come si valuter\u00e0 <strong>l\u2019efficacia delle misure<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"627\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-24-at-11.38.58-627x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-18363\" style=\"width:469px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-24-at-11.38.58-627x1024.webp 627w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-24-at-11.38.58-184x300.webp 184w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-24-at-11.38.58-768x1255.webp 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-24-at-11.38.58-940x1536.webp 940w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-24-at-11.38.58.webp 979w\" sizes=\"auto, (max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il traguardo a cui dobbiamo giungere anche noi, assieme all\u2019Europa, consiste nel <strong>ripristinare almeno il 20% delle zone terrestri e almeno il 20% delle zone marine entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitino di ripristino entro il 2050<\/strong>. Ripeto: <strong>mai prima d\u2019ora abbiamo avuto tra le mani una opportunit\u00e0 del genere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Al momento, secondo i criteri europei, sono \u201csolo\u201d <strong>2.761 <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/misurepnr.nnb.isprambiente.it\/static\/Elenco_comuni_art8.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">i Comuni italiani<\/a><\/strong> (su un totale di oltre 7.800) obbligati ad applicare il Pnr. Ma le misure del Piano prevedono la <strong>possibilit\u00e0 per qualunque Comune di aderire<\/strong> con un meccanismo volontario. Pi\u00f9 che il momento di tirarsi indietro, questo \u00e8 il momento di fare due passi in avanti e quindi personalmente faccio <strong>appello a tutti i Comuni<\/strong> -anche e soprattutto quelli non in elenco- affinch\u00e9 deliberino gi\u00e0 da ora la loro adesione volontaria al Pnr (lo si pu\u00f2 fare <a href=\"https:\/\/partecipa.gov.it\/processes\/ConsultazionePianoRipristino\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">attraverso questa piattaforma<\/a>). Questo \u00e8 un gesto politico urgente, opportuno, di interesse generale, lungimirante, necessario in questo momento di crisi ecologica e culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Se vogliamo resistere alle innumerevoli norme e narrazioni che continuano a consentire consumo di suolo e riduzione delle aree verdi, se vogliamo invertire la tendenza, oggi possiamo farlo aderendo senza alcun dubbio al Pnr e inviando, lo ripeto, una manifestazione di approvazione e interesse entusiasta al ministero dell\u2019Ambiente e all\u2019Ispra attraverso la piattaforma. Dobbiamo riuscire a portare in Europa una lista di Comuni aderenti di gran lunga pi\u00f9 ampia dell\u2019attuale. Lo dobbiamo al suolo, agli ecosistemi, al clima, alle giovani generazioni, alla salute e al benessere sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Mase, con il supporto tecnico dell\u2019Ispra, ha <strong>pubblicato il 23 aprile scorso il Pnr<\/strong> e ha <strong>avviato formalmente la consultazione pubblica<\/strong> a cui <strong>possono aderire i Comuni, le associazioni, i comitati, i cittadini<\/strong>: chiunque voglia intervenire per -chiedo io- migliorare il piano o anche solo -lo chiedo formalmente- per far giungere la propria soddisfazione e il proprio incoraggiamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>consultazione \u00e8 aperta fino al 9 giugno<\/strong>, dopodich\u00e9 si lavorer\u00e0 alle richieste pervenute per arrivare ad approvare il Pnr entro l\u2019inizio di settembre, come richiesto dall\u2019Europa. Dobbiamo centrare l\u2019obiettivo ed evitare nel modo pi\u00f9 assoluto deroghe e proroghe.<\/p>\n\n\n\n<p>A tutti i Comuni ricordo che i loro <strong>piani urbanistici devono essere coerenti con il Piano e il Regolamento europeo per il ripristino della natura<\/strong>, a prescindere dalle norme urbanistiche regionali, perch\u00e9 i regolamenti europei, come il 2024\/1991, <strong>sono atti legislativi vincolanti<\/strong>, <strong>direttamente applicabili ed esecutivi<\/strong>, con efficacia immediata e portata generale, finalizzati anche a garantire l\u2019uniformit\u00e0 del diritto nell\u2019Unione, non richiedendo atti di recepimento nazionale. Pertanto, il Regolamento 2024\/1991 introduce obiettivi giuridicamente vincolanti, creando obblighi che <strong>prevalgono sulle disposizioni nazionali, incluse le norme urbanistiche locali, anche in assenza di adeguamento degli strumenti urbanistici.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siccome il regolamento \u00e8 vigente da agosto 2024 tutte le <strong>trasformazioni del suolo gi\u00e0 autorizzate e fatte su aree verdi<\/strong> dovranno essere <strong>ribilanciate<\/strong> attraverso azioni di depavimentazione e ripristino ecologico di suolo e vegetazione (non solo quest\u2019ultimo: attenzione), pertanto al momento invito i Comuni all\u2019utilizzo del <strong>principio di precauzione<\/strong> secondo il quale sospendere le autorizzazioni edilizie, leggere il Pnr cos\u00ec da riprogettare adeguatamente quanto avevate nel cassetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudo dicendo che il Pnr \u00e8 anche, per quanto riguarda l\u2019articolo 8, un\u2019<strong>occasione indiretta per rigenerare le aree dismesse <\/strong>destinando a queste le attese di urbanizzazione che i diversi operatori stanno chiedendo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cDalla parte del suolo\u201d (Laterza, 2024)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato su <em><a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/ecco-il-piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-unoccasione-storica-per-attuare-la-costituzione\/\">Altreconomia 27.04.2026<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019urbanistica del togliere asfalto e cemento ha finalmente un riconoscimento e pu\u00f2 diventare il nuovo corso per il governo del territorio. 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