{"id":18376,"date":"2026-05-05T06:00:00","date_gmt":"2026-05-05T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18376"},"modified":"2026-05-02T23:10:32","modified_gmt":"2026-05-02T21:10:32","slug":"risveglio-con-il-tav","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/05\/risveglio-con-il-tav\/","title":{"rendered":"Risveglio con il Tav"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>L\u2019incubo di una realizzazione calata dall\u2019alto, che ignora la bellezza e le risorse naturali e artistiche di un territorio<\/em><\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<p>A cura di <em>Cristina Petrini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Spesso accompagnato da una certa ritualit\u00e0 che aiuta a riprendere il contatto con il mondo circostante il risveglio pu\u00f2 caratterizzarsi come un momento zen: osservare l\u2019alba sulla pianura recitando una preghiera seguita da un buon caff\u00e8. Oppure al risveglio gli incubi notturni possono prendere forma nella realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non fu certo un bel risveglio quello del lontano ottobre 2006 quando la testata giornalistica locale della Val Susa, Luna Nuova, annunciava che il tracciato del TAV avrebbe attraversato Rivalta con il benestare degli amministratori locali di allora e di chi aveva persino raggiunto Bruxelles. E oggi? Dopo vent\u2019anni di dibattiti e marce a difesa del territorio, mobilitazioni che hanno coinvolto decine di migliaia di persone da Rivalta a Chiomonte, l\u2019incubo TAV va delineandosi nella sua forma pi\u00f9 minacciosa: non solo una <strong>realizzazione calata dall\u2019alto, che ignora la bellezza e le risorse naturali e artistiche di un territorio, ma anche la prospettiva certa del cantiere infinito<\/strong>, per mancanza di risorse economiche sufficienti a completare l\u2019opera nei tempi previsti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1\u00b0 dicembre 2025 \u00e8 avvenuto il <strong>deposito del progetto definitivo<\/strong> da parte di Rete Ferroviaria Italiana, con l\u2019avvio dell\u2019iter autorizzativo presso i Ministeri Ambiente e Cultura. I comuni coinvolti (<strong>Avigliana<\/strong>, <strong>Rivoli<\/strong>, <strong>Orbassano<\/strong>, oltre a <strong>Rivalta<\/strong>, che avr\u00e0 il cantiere pi\u00f9 esteso e impattante, ma anche <strong>Buttigliera<\/strong> <strong>Alta<\/strong>, <strong>Rosta<\/strong>, <strong>Grugliasco<\/strong>, <strong>Villarbasse<\/strong>, <strong>Alpignano<\/strong> e <strong>Beinasco<\/strong>) hanno dovuto esprimere il loro parere in tempi assai ristretti, perch\u00e9 la conferenza di servizi si \u00e8 tenuta il 7 febbraio 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto diventa pressoch\u00e9 irrilevante sindacare sull\u2019utilit\u00e0 dell\u2019opera, ma seri e legittimi dubbi permangono constatando i costi esorbitanti di realizzazione e considerando l\u2019esistenza della linea ferroviaria storica, mentre rimane rilevantissima la possibilit\u00e0 di difendere e preservare il nostro territorio dalla devastazione che ne deriverebbe. <strong>Il territorio \u00e8 spazio, \u00e8 importante come la vita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rivalta<\/strong>, in particolare, assisterebbe alla <strong>perforazione della sua collina morenica<\/strong>, con il conseguente interessamento delle <strong>falde<\/strong> acquifere e della <strong>rete idrica<\/strong>, alla distruzione di enormi <strong>aree agricole<\/strong> che sarebbero destinate al deposito dei detriti di scavo, a una vera e propria trasformazione artificiale del territorio anche in prossimit\u00e0 della chiesa di S. Vittore. Per non parlare di una viabilit\u00e0 modificata e molto difficoltosa. <strong>A distanza di vent\u2019anni e in pieno riscaldamento climatico, consumare suolo nelle forme e nelle quantit\u00e0 coinvolte dal progetto appare senza senso e senza alcuna visione di futuro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo che il suolo assorbe anidride carbonica dall\u2019aria, se lasciato libero. Mentre quest\u2019usura \u00e8 come una <strong>guerra al territorio<\/strong> in tempo di pace, una guerra mossa con macchine movimento terra e talpe meccaniche, al bene comune che non pu\u00f2 parlare e non pu\u00f2 difendersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il disastro che incombe sulle nostre teste \u00e8 frutto di una politica che, pur dicendosi democratica, decide e non sa ascoltare. Mentre <strong>\u00e8 l\u2019ascolto che ci chiedono i giovani<\/strong>, in particolare su questi argomenti: cura per l\u2019ambiente e per la diversit\u00e0, rispetto per tutte le forme di vita. La percezione \u00e8 che molti di loro abbiano una pi\u00f9 attenta sensibilit\u00e0 per le sorti del Pianeta e si sentano traditi dalla nostra noncuranza, derubati del futuro. Avere il coraggio di ostacolare un progetto simile, non lasciando passare un treno sugli alberi e sulle case, sui campi e sulle colture, potrebbe rappresentare un modo per riconciliarsi, fare ammenda riguardo agli errori del passato e rieducare noi stessi all\u2019ascolto reciproco. Al futuro di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per approfondimenti: <a href=\"http:\/\/www.notav-valsangone.eu\">www.notav-valsangone.eu<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cristina Petrini<\/em><em><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019incubo di una realizzazione calata dall\u2019alto, che ignora la bellezza e le risorse naturali e artistiche di un territorio. 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