{"id":18385,"date":"2026-05-08T20:04:32","date_gmt":"2026-05-08T18:04:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18385"},"modified":"2026-06-09T12:33:44","modified_gmt":"2026-06-09T10:33:44","slug":"ripristinare-la-natura-giustizia-ecologica-e-partecipazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/05\/ripristinare-la-natura-giustizia-ecologica-e-partecipazione\/","title":{"rendered":"Ripristinare la natura: giustizia ecologica e partecipazione"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Un recente studio sul Regolamento europeo conferma le tesi di Salviamo il Paesaggio: il Piano nazionale di ripristino deve essere partecipato, trasparente e coerente con lo stop al consumo di suolo<\/em><\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<p>A cura di <em>Jasmine La Morgia (referente Campagna NRL Nature Restoration Law del Forum Salviamo il Paesaggio Difendiamo i Territori)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Regolamento europeo sul ripristino della natura \u2014 Regolamento UE 2024\/1991 \u2014 introduce per la prima volta vengono in Europa obblighi vincolanti per ripristinare ecosistemi degradati, habitat compromessi, corsi d\u2019acqua alterati, suoli impoveriti, aree urbane prive di adeguate funzioni ecologiche, non pi\u00f9 solo conservare ci\u00f2 che resta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro la cornice generalista del regolamento europeo, Salviamo il Paesaggio pone da tempo una domanda di trasparenza perch\u00e9 il ripristino non \u00e8 neutrale: <strong>chi decide cosa ripristinare, dove intervenire, con quali priorit\u00e0, con quali dati, con quali risorse e con quale coinvolgimento dei territori?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un recente lavoro dal titolo <a href=\"https:\/\/air.unimi.it\/retrieve\/handle\/2434\/1238978\/3313442\/striving-for-just-ecological-restoration-a-critical-analysis-of-the-eu-nature-restoration-regulation.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/air.unimi.it\/retrieve\/handle\/2434\/1238978\/3313442\/striving-for-just-ecological-restoration-a-critical-analysis-of-the-eu-nature-restoration-regulation.pdf\"><em><strong>Striving for Just Ecological Restoration: A Critical Analysis of the EU Nature Restoration Regulation<\/strong><\/em><\/a><sup data-fn=\"2023d162-7e64-49a7-b20a-5a252354ea38\" class=\"fn\"><a href=\"#2023d162-7e64-49a7-b20a-5a252354ea38\" id=\"2023d162-7e64-49a7-b20a-5a252354ea38-link\">1<\/a><\/sup><a href=\"https:\/\/air.unimi.it\/retrieve\/handle\/2434\/1238978\/3313442\/striving-for-just-ecological-restoration-a-critical-analysis-of-the-eu-nature-restoration-regulation.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/air.unimi.it\/retrieve\/handle\/2434\/1238978\/3313442\/striving-for-just-ecological-restoration-a-critical-analysis-of-the-eu-nature-restoration-regulation.pdf\">,<\/a> a firma di <strong>Eleonora Ciscato<\/strong> e <strong>Matilde Meertens<\/strong> analizza il Regolamento europeo attraverso la lente della <strong>giustizia ambientale<\/strong> ed ha il merito di evidenziare come il ripristino ecologico non sia neutrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi sostiene i costi del ripristino e chi ne riceve i benefici? Il tema della <strong>giustizia distributiva<\/strong> \u00e8 centrale. Gli interventi di ripristino possono richiedere cambiamenti negli usi agricoli, nella gestione forestale, nelle attivit\u00e0 economiche, nella pianificazione locale. Se questi cambiamenti non vengono accompagnati da strumenti adeguati, rischiano di essere percepiti come imposizioni e di produrre resistenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali soggetti vengono riconosciuti come portatori di conoscenze, diritti, interessi, esperienze? <strong>I territori non sono pagine bianche su cui applicare soluzioni standard. Sono luoghi abitati, attraversati da conflitti, memorie, pratiche, saperi locali.<\/strong> La conoscenza scientifica \u00e8 indispensabile, ma non pu\u00f2 cancellare la conoscenza civica e territoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi partecipa alle decisioni e con quale reale capacit\u00e0 di incidere? Le autrici ricordano che <strong>la partecipazione non pu\u00f2 ridursi a una consultazione formale<\/strong>. Un processo giusto richiede accesso alle informazioni, partecipazione effettiva e possibilit\u00e0 di controllo sulle decisioni assunte.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa indicazione rafforza in modo significativo le richieste avanzate da Salviamo il Paesaggio<strong>: il Piano nazionale di ripristino deve essere costruito con i territori, non semplicemente comunicato ai territori<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ogni intervento di ripristino produce effetti<\/strong>: pu\u00f2 migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019aria, ridurre il rischio idraulico, aumentare la biodiversit\u00e0, restituire spazi verdi, rafforzare la resilienza climatica. Ma pu\u00f2 anche generare conflitti, redistribuire costi e benefici in modo diseguale, escludere comunit\u00e0 locali, ignorare conoscenze territoriali, favorire gli attori pi\u00f9 forti e lasciare ai margini cittadini, piccoli agricoltori, comitati, associazioni, comunit\u00e0 rurali.<\/p>\n\n\n\n<p>Le autrici segnalano che il ripristino della natura <strong>pu\u00f2 ridurre le disuguaglianze, ma pu\u00f2 anche rafforzarle se viene imposto dall\u2019alto<\/strong>, senza adeguate garanzie sociali, economiche e democratiche.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 esattamente il nodo che Salviamo il Paesaggio ha posto fin dall\u2019avvio del confronto sul Piano nazionale di ripristino: <strong>non basta aprire una piattaforma, raccogliere contributi, dichiarare l\u2019avvio di una consultazione<\/strong>. Occorre costruire un processo pubblico vero, comprensibile, accessibile, verificabile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il rischio di un Piano scritto dall\u2019alto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il Regolamento europeo lascia agli Stati membri un ampio <strong>margine nella definizione dei Piani nazionali<\/strong> di ripristino. Questa flessibilit\u00e0 pu\u00f2 essere positiva, perch\u00e9 consente di adattare gli interventi alle diverse condizioni ecologiche e sociali dei territori. Ma pu\u00f2 diventare anche un problema se non \u00e8 accompagnata da regole chiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio segnala infatti un rischio preciso: <strong>in assenza di garanzie esplicite, i soggetti storicamente meno rappresentati \u2014 comunit\u00e0 rurali, piccoli proprietari, cittadini organizzati, comitati locali, realt\u00e0 associative \u2014 possono restare ai margini, mentre le scelte vengono orientate dagli attori pi\u00f9 forti<\/strong> sul piano economico, tecnico o politico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un rischio concreto anche nel caso italiano che <a href=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/04\/ripristino-della-natura-le-regioni-iniziano-a-parlarne-scegliendo-gli-interlocutori\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/04\/ripristino-della-natura-le-regioni-iniziano-a-parlarne-scegliendo-gli-interlocutori\/\">abbiamo gi\u00e0 visto delinearsi in Toscana<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Partecipazione non significa semplice consultazione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Una delle indicazioni pi\u00f9 importanti che emerge dal lavoro \u00e8 la <strong>critica alla debolezza delle garanzie partecipative <\/strong>che come Salviamo il Paesaggio abbiamo gi\u00e0 evidenziato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Regolamento contiene riferimenti alla partecipazione e al coinvolgimento degli stakeholder, ma molto dipender\u00e0 dalla qualit\u00e0 dell\u2019attuazione nazionale. Lo studio sottolinea che l\u2019accesso alle informazioni e la partecipazione sono presenti, mentre <strong>l\u2019accesso alla giustizia resta l\u2019aspetto pi\u00f9 debole<\/strong>. Ci\u00f2 rappresenta, secondo le autrici, un\u2019occasione mancata per rafforzare l\u2019effettivit\u00e0 degli obblighi di ripristino.<\/p>\n\n\n\n<p>Come Salviamo il Paesaggio avevamo segnalato che <strong>una consultazione \u00e8 reale solo se<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>avviene prima che le scelte siano gi\u00e0 definite,<\/li>\n\n\n\n<li>i cittadini possono conoscere i dati, le mappe, i criteri, le alternative;<\/li>\n\n\n\n<li>le osservazioni ricevono una risposta motivata.<\/li>\n\n\n\n<li>il contributo dei territori pu\u00f2 modificare le decisioni.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Diversamente, la partecipazione diventa un rito formale<\/strong>: utile a legittimare decisioni gi\u00e0 prese, ma incapace di costruire una vera responsabilit\u00e0 collettiva. E dunque la <a href=\"https:\/\/partecipa.gov.it\/processes\/ConsultazionePianoRipristino\">consultazione pubblica sul Piano Nazionale di Ripristino<\/a> rappresenta il vero banco di prova.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ripristinare significa anche smettere di distruggere<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi una questione che Salviamo il Paesaggio considera imprescindibile: il ripristino della natura non pu\u00f2 essere separato dall\u2019<strong>arresto al consumo di suolo<\/strong>. Per questo il Piano nazionale di ripristino dovrebbe essere accompagnato dalla scelta politica di <strong>fermare l\u2019utilizzo delle aree verdi libere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La campagna #RipristiniamolaNatura<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In questo quadro si inserisce la campagna promossa da Salviamo il Paesaggio, <strong>#RipristiniamolaNatura<\/strong>, nata per raccogliere dai territori segnalazioni di aree degradate, ecosistemi compromessi, corsi d\u2019acqua alterati, spazi urbani da rinaturalizzare, ambiti agricoli e naturali da tutelare e ricostruire.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa campagna parte da un principio semplice: i cittadini non sono destinatari passivi delle politiche ambientali. Sono osservatori diretti dei territori, conoscono criticit\u00e0, trasformazioni, abbandoni, danni, potenzialit\u00e0. Possono contribuire a individuare luoghi prioritari di intervento e a segnalare incoerenze tra obiettivi europei e scelte locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Le segnalazioni raccolte non sostituiscono il lavoro scientifico e istituzionale. Lo integrano. Lo arricchiscono. Lo rendono pi\u00f9 aderente alla realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ed \u00e8 proprio questa la direzione indicata anche dal lavoro di Ciscato e Meertens<\/strong>: un ripristino ecologico giusto deve saper integrare conoscenza scientifica, giustizia sociale, saperi locali e partecipazione effettiva.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le nostre richieste<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Alla luce del Regolamento europeo e delle criticit\u00e0 evidenziate dallo studio, Salviamo il Paesaggio ritiene necessario che il percorso italiano per il Piano nazionale di ripristino garantisca almeno alcuni elementi essenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve anzitutto la <strong>piena accessibilit\u00e0 dei dati<\/strong>: cartografie, criteri di individuazione delle aree, indicatori, basi conoscitive, stato degli habitat, priorit\u00e0 di intervento devono essere pubblici, comprensibili e riutilizzabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve poi una <strong>partecipazione strutturata e non episodica<\/strong>, con <strong>momenti nazionali, regionali e territoriali<\/strong>, capaci di coinvolgere non solo gli enti istituzionali e i portatori di interesse organizzati, ma anche associazioni, comitati, cittadini, comunit\u00e0 locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve una <strong>matrice pubblica delle osservazioni<\/strong>, che indichi quali contributi sono stati accolti, quali respinti e con quali motivazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve il <strong>coordinamento con la pianificazione <\/strong>urbanistica, paesaggistica, agricola, forestale e di bacino, perch\u00e9 il ripristino non pu\u00f2 vivere in un documento separato dalle politiche che ogni giorno trasformano il territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve, infine, una <strong>moratoria sostanziale sul nuovo consumo di suolo<\/strong> nelle aree strategiche per la connettivit\u00e0 ecologica, la sicurezza idraulica, il verde urbano, la rinaturalizzazione e il ripristino degli ecosistemi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una democrazia ecologica possibile<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Il Regolamento europeo sul ripristino della natura pu\u00f2 diventare una svolta. Ma non lo sar\u00e0 automaticamente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 diventare un adempimento burocratico, costruito attraverso documenti tecnici, consultazioni deboli e scelte poco trasparenti. Oppure pu\u00f2 diventare l\u2019occasione per aprire una nuova stagione di democrazia ecologica, in cui i territori partecipano alla definizione delle priorit\u00e0 ambientali e contribuiscono alla ricostruzione delle condizioni di vita comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio di Ciscato e Meertens ci ricorda che il ripristino della natura <strong>non riguarda solo gli ecosistemi. Riguarda il modo in cui decidiamo il futuro dei territori. Riguarda la distribuzione dei costi e dei benefici. Riguarda il riconoscimento delle comunit\u00e0 locali. Riguarda la qualit\u00e0 della partecipazione democratica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per questo Salviamo il Paesaggio continuer\u00e0 a chiedere che il Piano nazionale di ripristino della natura non sia calato dall\u2019alto, ma sia un processo aperto, trasparente, fondato sui dati, sulla partecipazione e sulla coerenza delle politiche pubbliche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripristinare la natura implica ripristinare anche il rapporto tra istituzioni, territori e cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Immagine in alto: Fioritura sulle praterie sommitali del Monte Rogedano \u00a9 LAC.<\/em><\/p>\n\n\n<ol class=\"wp-block-footnotes\"><li id=\"2023d162-7e64-49a7-b20a-5a252354ea38\"><em>Transnational Environmental Law (2026) 1\u201323<\/em> <a href=\"#2023d162-7e64-49a7-b20a-5a252354ea38-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 1\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><\/ol>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un recente studio sul Regolamento europeo conferma le tesi di Salviamo il Paesaggio: il Piano nazionale di ripristino deve essere partecipato, trasparente e coerente con [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18391,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"[{\"content\":\"<em>Transnational Environmental Law (2026) 1\u201323<\/em>\",\"id\":\"2023d162-7e64-49a7-b20a-5a252354ea38\"}]"},"categories":[114],"tags":[3875,4002],"class_list":["post-18385","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pubblicazioni","tag-nature-restoration-law","tag-piano-nazionale-di-ripristino-della-natura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18385"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18385\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18391"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}