{"id":18393,"date":"2026-05-11T00:03:00","date_gmt":"2026-05-10T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18393"},"modified":"2026-05-18T11:45:50","modified_gmt":"2026-05-18T09:45:50","slug":"molte-criticita-nella-nuova-legge-per-lattuazione-del-pnrr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/05\/molte-criticita-nella-nuova-legge-per-lattuazione-del-pnrr\/","title":{"rendered":"Molte criticit\u00e0 nella nuova legge per l&#8217;attuazione del PNRR"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Accelerazione dei procedimenti, digitalizzazione dei sistemi, transizione energetica come maggior intervento di finanziamento dei fondi, sono alcuni degli aspetti che caratterizzano la conversione nella nuova Legge n. 50\/2026, che vede lievi modifiche al decreto originario (DL n. 19\/2026). Si tratta di un corposo contenitore di norme assolutamente impattanti per l\u2019intero comparto edilizia\/infrastrutture.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>di Patrizia Pezzuoli<\/em> (<em>Forum<\/em> <em>Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La traiettoria resta quella dichiarata all\u2019origine del provvedimento: accelerare <strong>l\u2019attuazione del PNRR<\/strong> e ridurre i \u201c<em>colli di bottiglia<\/em>\u201d amministrativi. Rispetto alla versione iniziale, per\u00f2, il testo coordinato mette meglio a fuoco anche una seconda finalit\u00e0: <strong>accompagnare con correttivi puntuali la fase finale di attuazione delle riforme e degli investimenti<\/strong>, intervenendo dove la macchina amministrativa rischia di rallentare o perdere efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/atto\/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-02-19&amp;atto.codiceRedazionale=26G00039&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=0&amp;qId=&amp;tabID=0.37121231872928284&amp;title=lbl.dettaglioAtto\">Qui il testo del DECRETO-LEGGE 19 febbraio 2026, n. 19, convertito dalla LEGGE 20 aprile 2026, n. 50 (in G.U. 20\/04\/2026, n. 91).<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Alcune tra le principali novit\u00e0:<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>la conferenza di servizi accelerata, la formazione del silenzio-assenso, la SCIA<\/u>,<\/strong> con termini ridotti per il rilascio delle determinazioni da parte delle amministrazioni e meccanismi per superare i dissensi non adeguatamente motivati; per le <strong>opere strategiche<\/strong> restano confermati i termini ridotti per i pareri ambientali e paesaggistici (VIA). In particolare, tutte le amministrazioni coinvolte rilasciano le determinazioni di competenza nel <strong>termine di 30 giorni<\/strong> (contro i 45 della conferenza semplificata) che diventano 45 giorni (90 nella conferenza semplificata) nel caso occorra il parere di amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, della salute o dell&#8217;incolumit\u00e0 pubblica<\/p>\n\n\n\n<p>Nella nuova legge sono apportate modifiche alla <strong>disciplina del silenzio-assenso<\/strong>, con impatto sul permesso di costruire, in coerenza con i pi\u00f9 recenti orientamenti giurisprudenziali secondo cui il titolo \u201c<em>per silentium<\/em>\u201d <strong>pu\u00f2 formarsi anche in presenza di interventi non pienamente conformi alle norme urbanistiche ed edilizie<\/strong>. In caso di inerzia delle amministrazioni, sono potenziati i poteri sostitutivi per garantire il rispetto delle scadenze e l\u2019avanzamento degli interventi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Opere pubbliche,<\/u><\/strong> <strong>norma anti veti per velocizzare l\u2019autorizzazione<\/strong>: il \u00ab<em>no<\/em>\u00bb va sempre accompagnato dalle prescrizioni che rendono possibile il via libera.<\/p>\n\n\n\n<p>Le misure che servono a<strong>&nbsp;superare i parziali dissensi&nbsp;<\/strong>fanno s\u00ec che le prescrizioni impartite siano ragionevoli e non vadano a impattare irreparabilmente sulla sostenibilit\u00e0 finanziaria del progetto. Pi\u00f9 nel dettaglio, la conferenza accelerata prevede che<strong>, in caso di dissenso o non completo assenso, le amministrazioni coinvolte indichino le prescrizioni e le misure mitigatrici che rendano possibile l&#8217;assenso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la digitalizzazione completa delle procedure per facilitare e abbreviare il processo e l\u2019obbligo di <strong>non limitarsi a negare l\u2019autorizzazione<\/strong>, aggiungendo all\u2019eventuale \u00ab<em>dissenso<\/em>\u00bb le istruzioni su come correggere la rotta per ottenere il via libera. Il meccanismo sprint della conferenza dei servizi nasce nell\u2019emergenza, risalendo infatti al decreto semplificazioni del 2020, che prov\u00f2 a rilanciare un\u2019economia ancora bloccata da un\u2019emergenza pandemica poi rivelatasi molto pi\u00f9 lunga del previsto.<\/p>\n\n\n\n<p>In caso di inerzia delle amministrazioni, sono potenziati i poteri sostitutivi per garantire il rispetto delle scadenze e l\u2019avanzamento degli interventi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di accorciare in modo strutturale quei \u00ab<em>tempi di attraversamento<\/em>\u00bb che vanno dalla decisione di attivare un investimento fino all\u2019avvio dei lavori e che, secondo tutti i monitoraggi degli anni scorsi, pesano pi\u00f9 della fase di esecuzione dei lavori nel determinare la durata complessiva di gestazione delle opere pubbliche.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il sistema <strong>energia-edilizia<\/strong> la legge comprime i tempi decisionali, rafforza la capacit\u00e0 amministrativa e mette in sicurezza la realizzazione degli interventi pi\u00f9 esposti al rischio di rallentamento attraverso il&nbsp;<strong>rafforzamento della macchina pubblica del MASE, <\/strong>con contratti a esperti selezionati dal Ministero dell\u2019ambiente e della sicurezza energetica prorogando la struttura di missione PNRR presso il MASE fino al 31 dicembre 2029.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Nuovi fondi per Agrivoltaico e CER<\/u>. <\/strong>L\u2019articolo 27 del D.L. 19\/2026 si colloca in un punto strategico dell\u2019attuazione del PNRR, perch\u00e9 interviene direttamente sul&nbsp;<strong>meccanismo di finanziamento degli impianti a fonti rinnovabili<\/strong>&nbsp;pi\u00f9 rilevanti per la transizione energetica:<strong> impianti di produzione di biometano<\/strong> a cui sono destinati 1,4 miliardi di euro, impianti&nbsp;<strong>agrivoltaici<\/strong>, 1,1 miliardi di euro e <strong>comunit\u00e0 energetiche rinnovabili (CER)<\/strong>&nbsp;e autoconsumo collettivo, 1,2 miliardi di euro.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli impianti che accedono ai programmi di sovvenzione sono gestiti dalla societ\u00e0 GSE ed entrano in esercizio entro il termine massimo di&nbsp;<strong>24 mesi<\/strong>&nbsp;dalla data di comunicazione dei relativi accordi da sottoscrivere entro il&nbsp;<strong>30 giugno 2026. <\/strong>Ogni intervento deve dimostrare, attraverso idonea documentazione, di non compromettere gli obiettivi ambientali dell\u2019Unione europea secondo il principio del \u201c<em>non arrecare danno significativo<\/em>\u201d (DNSH).<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Il nuovo assetto gestionale della misura agrivoltaica PNRR<\/u> dal MASE al GSE:<\/strong> segna una significativa riconfigurazione del quadro regolatorio della misura \u00ab<em>Sviluppo agrivoltaico<\/em>\u00bb, inserendosi nel pi\u00f9 ampio processo di revisione del PNRR. Tale intervento non si limita a introdurre correttivi di natura attuativa, ma incide sul modello stesso di gestione della misura, determinando un passaggio da una logica prevalentemente regolatoria, <strong>incentrata sul ruolo del Ministero dell\u2019ambiente e della sicurezza energetica, a un modello operativo-gestionale affidato al Gestore dei Servizi Energetici<\/strong>, cui \u00e8 attribuita la gestione diretta di un programma di sovvenzione finanziaria.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, assume particolare rilievo la ridefinizione del target della misura, ora non pi\u00f9 ancorato alla realizzazione fisica degli impianti, ma alla stipula degli accordi di concessione entro il termine del 30 giugno 2026. L\u2019obiettivo si considera raggiunto con la somma degli importi oggetto delle concessioni concluse, non con l\u2019entrata in esercizio degli impianti. Si delinea, cos\u00ec, una separazione tra il rischio PNRR, che grava sul sistema nel suo complesso in relazione al conseguimento del target europeo, <strong>e il rischio individuale del singolo beneficiario, il quale rimane invece esposto alla decadenza dagli incentivi in caso di inosservanza dei termini di avvio dei lavori e di entrata in esercizio previsti dal documento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Semplificazione in materia di bonifiche e di industria insalubre, nonch\u00e9 in materia di rifiuti.<\/u> <\/strong>La modifica si inserisce nel percorso di revisione del PNRR, con l\u2019obiettivo di semplificare le procedure e accelerare il raggiungimento dei target europei. In particolare, resta confermato l\u2019obiettivo di riqualificare almeno il 70% delle superfici dei siti contaminati entro il 2026, condizione necessaria per il conseguimento dei traguardi fissati a livello europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aggiornamento tiene conto delle richieste avanzate da numerose Regioni e Province autonome, che hanno segnalato la necessit\u00e0 di rivedere dati, interventi e costi sulla base dello stato di avanzamento dei progetti. <strong>Proprio la revisione dei costi comporta anche una nuova ripartizione delle risorse disponibili, pari complessivamente a 500 milioni di euro<\/strong>, con eventuali riallocazioni verso i territori che ne hanno fatto richiesta.<\/p>\n\n\n\n<p>I permessi e le autorizzazioni acquisiti in conferenza di servizi per gli interventi di bonifica restano efficaci per tutta la durata prevista dal progetto, evitando scadenze intermedie che bloccano i lavori. Vengono stanziati&nbsp;<strong>90 ml.<\/strong>&nbsp;Tra il 2026 e il 2027, specificamente per <strong>interventi su infrastrutture pubbliche nei Comuni delle aree interne classificati a rischio sismico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un miliardo di euro per le infrastrutture idriche. <\/strong>Nasce il&nbsp;<strong>Fondo nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (FNIISSI)<\/strong>. Con una dotazione monstre di&nbsp;<strong>1 miliardo di euro<\/strong>, il fondo finanzier\u00e0 prioritariamente i progetti del Piano nazionale (PNIISSI).<\/p>\n\n\n\n<p>Per approfondimenti:<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.infobuild.it\/approfondimenti\/decreto-pnrr-2026-cosa-cambia-per-energia-ed-edilizia\/#Le_misure_che_toccano_piu_da_vicino_energia_FER_e_ambiente\">Decreto PNRR 2026: cosa cambia per energia ed edilizia (infobuild.it)<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.ambientesicurezzaweb.it\/decreto-pnrr-le-modifiche-al-testo-unico-ambientale\/\">Decreto Pnrr: le modifiche al testo unico ambientale (ambientesicurezzaweb.it)<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.edilportale.com\/news\/2026\/01\/lavori-pubblici\/decreto-pnrr-novita-su-opere-e-incentivi_108771_11.html\">Cantieri PNRR, da oggi nuove regole su subappalti, silenzio-assenso e crisi d&#8217;impresa (edilportale.it)<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accelerazione dei procedimenti, digitalizzazione dei sistemi, transizione energetica come maggior intervento di finanziamento dei fondi, sono alcuni degli aspetti che caratterizzano la conversione nella nuova [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18394,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[3156],"class_list":["post-18393","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leggi-e-piani-regolatori","tag-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18393"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18393\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18394"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}