{"id":18403,"date":"2026-05-14T06:00:00","date_gmt":"2026-05-14T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18403"},"modified":"2026-05-23T01:06:24","modified_gmt":"2026-05-22T23:06:24","slug":"piano-casa-deludente-tardivo-inadeguato-e-affidato-prevalentemente-al-mercato-privato-senza-ripari-da-logiche-speculative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/05\/piano-casa-deludente-tardivo-inadeguato-e-affidato-prevalentemente-al-mercato-privato-senza-ripari-da-logiche-speculative\/","title":{"rendered":"Piano Casa: deludente, tardivo, inadeguato e affidato prevalentemente al mercato privato senza ripari da logiche speculative"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Secondo la CGIL il nuovo Piano Casa si limita a considerare la sola questione infrastrutturale, affidata soprattutto ai privati, senza occuparsi degli strumenti redistributivi e affrontare il nodo regolatorio del mercato. \u201cGli interventi sugli alloggi di edilizia popolare sono insufficienti e con tempi velleitari.\u201d \u201cGrave e pericolosa la previsione di una ulteriore accelerazione delle esecuzioni degli sfratti che in gran parte riguardano famiglie in gravi difficolt\u00e0 economiche.<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-color\">Pubblichiamo la Nota di CGIL del 05.05.2026<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con enorme ritardo rispetto all\u2019introduzione nella Legge di Bilancio 2024, il 30 aprile scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato il <strong>Piano Casa <\/strong>con l\u2019obiettivo di contrastare l\u2019emergenza abitativa e rendere disponibili, complessivamente, 100 mila alloggi all\u2019anno per i prossimi 10 anni, con 10 miliardi di euro di risorse pubbliche a disposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tanti annunci, e dopo anni di tagli, il Governo si rende finalmente conto che esiste un \u201cproblema casa\u201d e mette sul piatto numeri che possono sembrare suggestivi (quasi studiati apposta ad uso propaganda), ma che sono <strong>lontani dall\u2019affrontare la grave crisi abitativa<\/strong>, soprattutto per le famiglie in condizione di maggiore precariet\u00e0 e disagio.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a una diffusa emergenza abitativa, con <strong>oltre 1,5 milioni di famiglie in condizioni di disagio abitativo grave o acuto<\/strong>, con <strong>un milione di famiglie povere che vive in affitto<\/strong>, e con <strong>350 mila domande in graduatoria in attesa<\/strong> da decenni per l\u2019assegnazione di una casa popolare, il Piano Casa del Governo appare deludente, tardivo, inadeguato e affidato prevalentemente al mercato privato.<\/p>\n\n\n\n<p>Le misure del Piano Casa poggerebbero <strong>su tre pilastri<\/strong>: un programma straordinario per il recupero di circa 60 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente non assegnabili; un pacchetto di interventi per promuovere l\u2019edilizia integrata (cd. <em>Social housing<\/em>); un sistema di semplificazioni burocratiche e procedure rapide per gli investitori al fine di creare le condizioni per attivare gli investimenti privati.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 stato approvato anche un disegno di legge con dichiarazione d\u2019urgenza con misure per rendere pi\u00f9 efficace e pi\u00f9 rapida la <strong>liberazione degli immobili occupati<\/strong> abusivamente, compresi i casi di scadenza del contratto di affitto o di morosit\u00e0 dell\u2019affittuario.<\/p>\n\n\n\n<p>In attesa dei testi non ancora disponibili, basandosi su quanto dichiarato in conferenza stampa dalla Presidente del Consiglio Meloni e dai Ministri Salvini e Foti, <strong>il piano Casa presentato risulta del tutto inadeguato ad affrontare la grave crisi abitativa, <\/strong>di fatto riproponendo strumenti gi\u00e0 noti, e nelle mani di un Governo del tutto incapace, senza considerare priorit\u00e0 urgenti, soprattutto in relazione alle condizioni di maggiore precariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Permangono criticit\u00e0 strutturali <strong>mancando, al di l\u00e0 di un generico obiettivo numerico da raggiungere in dieci anni, una strategia<\/strong> nazionale organica per affrontare il disagio abitativo nel tempo con finalit\u00e0 legate ai fabbisogni reali (destinatari delle misure, tempi certi di realizzazione, obiettivi misurabili, strumenti e criteri precisi).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci si limita all\u2019approccio della sola questione infrastrutturale, affidata soprattutto ai privati<\/strong>, <strong>senza la volont\u00e0, capacit\u00e0 di guardare agli strumenti redistributivi, senza affrontare il nodo regolatorio del mercato e senza correggere le distorsioni di un mercato sempre pi\u00f9 insostenibile<\/strong> per ampie fasce di popolazione, demandando invece al mercato stesso la soluzione dei problemi da esso creati. Continua a mancare una definizione nazionale del diritto all\u2019abitare come prestazione esigibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Peraltro, nonostante le cifre dichiarate, l\u2019impatto del piano appare contenuto, misero rispetto alla dimensione della crisi abitativa in Italia e rispetto all\u2019aumento delle condizioni di povert\u00e0 che vengono registrate.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul <strong>primo \u201cpilastro<\/strong>\u201d, la previsione di <strong>rendere agibili 60 mila alloggi <\/strong><strong>attualmente non utilizzabili di edilizia residenziale pubblica in un anno<\/strong>, come ha dichiarato il ministro Salvini, <strong>appare irrealizzabile<\/strong> esattamente come i tanti annunci del Ponte sullo Stretto, e comunque, <strong>risponderebbe solo in minima parte alle domande<\/strong> inevase presso Comuni e ex IACP, <strong>non affrontando il nodo di rilanciare il servizio abitativo pubblico con misure strutturali <\/strong>e adeguate. Per ora, l\u2019unica certezza potrebbe ravvisarsi nella nomina di un <strong>Commissario<\/strong> <strong>straordinario<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Differentemente dagli annunci<strong>, si sta programmando un progressivo smantellamento del comparto dell\u2019edilizia pubblica<\/strong> con la previsione di un <strong>programma di riscatto<\/strong> di immobili ERP da parte degli assegnatari e anche come condizione predefinita nei nuovi alloggi realizzati. Settore che, <strong>al contrario, andrebbe maggiormente presidiato e messo nelle condizioni di rappresentare un\u2019infrastruttura sociale prioritaria, con fondi continuativi e una revisione normativa per i gestori, con regole omogenee e funzionali agli obiettivi del<\/strong> <strong>piano, definendo parametri per orientare le normative regionali<\/strong>. Ma per il Governo l\u2019interesse privato sembra prevalere sul bisogno abitativo.<\/p>\n\n\n\n<p>La prassi ormai ricorrente, inoltre, di agire con <strong>gestioni commissariali<\/strong>, come previsto in questo caso per l\u2019attuazione del piano di recupero e manutenzione, che operano con ampissimi poteri di deroga spesso in condizioni di emergenza senza sanare le cause strutturali dei problemi, oltre che rappresentare un onere aggiuntivo, <strong>rischia di essere un alibi per colmare le disfunzioni dell&#8217;amministrazione ordinaria<\/strong>, oltre a svilire il ruolo delle autonomie locali che hanno conoscenza del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>In relazione al <strong>secondo pilastro<\/strong>, ovvero al pacchetto di <strong>interventi per promuovere l\u2019edilizia integrata <\/strong>(cd. <em>Social housing<\/em>), si prevede la concentrazione, in un apposito strumento finanziario gestito da INVIMIT SGR, delle risorse di derivazione europea e nazionale oggi destinate all\u2019housing sociale e all\u2019emergenza abitativa nei vari livelli di governo, con comparti specifici dedicati a ciascuna Regione o Provincia autonoma. INVIMIT interviene attraverso un <strong>\u201cFondo dei fondi\u201d con l\u2019obiettivo di rimettere in circuito immobili non utilizzati con un vincolo di destinazione d\u2019uso di 20 anni a canone agevolato<\/strong>, vincolo annunciato ma del quale sar\u00e0 necessario verificare con attenzione le modalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Si assiste ad una riproposizione del sistema integrato dei Fondi introdotto dal Piano Nazionale di Edilizia Abitativa approvato nel 2009. Le operazioni che ne sono derivate hanno tuttavia rappresentato spesso, anche a causa di un vuoto sugli aspetti regolamentari e di definizione, iniziative episodiche, senza risposte socialmente significative e sono <strong>state capaci di intercettare solo la parte pi\u00f9 agiata della cosiddetta \u201cfascia grigia\u201d cui l\u2019edilizia sociale \u00e8 destinata<\/strong>, ovvero quella quota di popolazione che non pu\u00f2 accedere all\u2019edilizia pubblica ma che fatica a trovare una risposta sostenibile nel mercato privato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Senza una precisa regia pubblica e forme di contenimento dei profitti<\/strong>, il prioritario ruolo che viene attribuito ai soggetti privati per la realizzazione di alloggi a costi accessibili, <strong>rischia di orientare gli interventi secondo logiche esclusivamente legate al mercato, anche speculativo, ed a favore della rendita immobiliare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo Stato, in questo modo, pur facendo apparentemente proprio un ruolo strategico, <strong>continua ad abdicare quello programmatorio, senza alcun controllo su parametri<\/strong> che devono essere invece fondanti per interventi finalizzati a incrementare il comparto abitativo a prezzi calmierati: modalit\u00e0 di attuazione, governo dei prezzi, destinazione degli immobili nel mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 il rischio concreto di poter assistere alla deriva pericolosa che l\u2019Italia ha vissuto nella vicenda degli studentati previsti dal PNRR, laddove la scelta di un modello che ha privilegiato l\u2019intervento privato rispetto a quello pubblico, ha prodotto risultati solo in minima parte orientati agli studenti meno abbienti, peraltro con ritardi enormi e con una tempistica che, quindi, neanche il privato \u00e8 riuscita a garantire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>terzo pilastro <\/strong>prevede un sistema di <strong>semplificazioni burocratiche e procedurali per gli investitori<\/strong> al fine di creare le condizioni per attivare gli investimenti privati nell\u2019attuazione del Piano Casa, con la nomina, per gli investimenti superiori al miliardo di euro, di un <strong>Commissario straordinario<\/strong> che dovr\u00e0 rilasciare un <strong>provvedimento unico di autorizzazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 garantire, a fronte di tali semplificazioni, una quota pari al 70% di alloggi realizzati da privati da vendere o affittare a un prezzo scontato di almeno il 33% rispetto a quello di mercato. Una riduzione, prendendo come riferimento generici valori di mercato, che nelle citt\u00e0 a pi\u00f9 alta tensione abitativa non garantisce una reale sostenibilit\u00e0 dei costi e senza strumenti che mettano al riparo da logiche speculative.<\/p>\n\n\n\n<p>Peraltro si legge il continuo riferimento alla vendita e all\u2019acquisto (in conferenza stampa la Presidente Meloni ha utilizzato come indicatore di precariet\u00e0 abitativa il peso dei mutui prevedendo garanzie sui mutui fino al 90% con facilitazioni e agevolazioni in ambito notarile) <strong>sottostimando il comparto delle locazioni<\/strong> che dovrebbe vedere indirizzate la quasi totalit\u00e0 delle misure, in un necessario riequilibrio tra propriet\u00e0 e affitto, attraverso misure che incrementino l\u2019offerta a canoni sociali e sostenibili, con misure innovative che diano un segno diverso all\u2019utilizzo delle risorse pubbliche e private nel campo dell\u2019edilizia residenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Elemento dirompente \u00e8 la <strong>mancata previsione di stanziamenti adeguati al fondo di sostegno all\u2019affitto e per la morosit\u00e0 incolpevole, <\/strong>sostegno attualmente limitato ai genitori separati o divorziati che fuoriescono dall\u2019abitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo soprattutto in relazione all\u2019approvazione del disegno di legge, annunciato contestualmente al Piano Casa, che prevede misure per rendere <strong>pi\u00f9 rapidi sfratti e rilascio degli immobili <\/strong>occupati abusivamente, compresi i casi di scadenza del contratto di affitto o di morosit\u00e0 dell\u2019affittuario. Gli sfratti oggi sono emessi quasi esclusivamente per morosit\u00e0 e in gran parte riguardano famiglie in gravi difficolt\u00e0 economiche le quali, peraltro, non possono pi\u00f9 contare sul contributo del fondo nazionale di sostegno all\u2019affitto, azzerato sin dalla prima legge di Bilancio del Governo Meloni. Agire ex ante con forme di sostegno ai redditi consentirebbe di prevenire nuovi sfratti.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, i <strong>processi partecipativi<\/strong>. Il Ministro Salvini ha dichiarato di aver proceduto alla definizione del Piano Casa in un percorso che ha visto anche l\u2019ascolto e la partecipazione delle parti sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Niente di pi\u00f9 falso: <strong>le organizzazioni sindacali confederali e degli inquilini sono state sempre escluse dai tavoli<\/strong> di confronto presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine le <strong>risorse<\/strong>. Le varie risorse che si mettono in campo, risorse di Bilancio, fondi Coesione, Fondi FESR, PNRR, <em>climate change <\/em>sono distolte da altri obiettivi e procrastinate nel tempo, a fronte di un\u2019emergenza per la quale non c\u2019\u00e8 risposta immediata.<\/p>\n\n\n\n<p>Si legge nel comunicato stampa del Governo che le risorse pubbliche messe a disposizione sono complessivamente pari a oltre <strong>10 miliardi di euro<\/strong>. Si tratterebbe, come dichiarato in conferenza stampa, di: 1,7 miliardi di euro disponibili (Leggi di Bilancio e PNRR), 4,8 miliardi destinati ai programmi di rigenerazione urbana (questi ultimi da distribuire ai Comuni dopo l\u2019interlocuzione con ANCI) e fino a 3,6 miliardi per l\u2019edilizia sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, il Piano Casa presentato, in attesa di visionare i testi, <strong>sembra lontano dall\u2019affrontare la grave crisi abitativa, soprattutto per le famiglie in condizione di maggiore precariet\u00e0 e disagio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Insufficienti gli interventi sugli alloggi di edilizia popolare, oltre che con tempi a dir poco velleitari.<\/p>\n\n\n\n<p>Manca la previsione di stanziamenti adeguati al fondo di sostegno all\u2019affitto e per la morosit\u00e0 incolpevole, il primo privo di risorse da tre anni, necessari per affrontare l\u2019emergenza e prevenire nuovi sfratti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 grave e pericolosa la previsione di una ulteriore accelerazione delle esecuzioni degli sfratti che in gran parte riguardano famiglie in gravi difficolt\u00e0 economiche le quali, peraltro attendono il contributo del fondo di sostegno all\u2019affitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Desta forti preoccupazioni il crescente ruolo attribuito ai soggetti privati per la realizzazione di alloggi a costi accessibili che, senza una precisa regia pubblica, rischia di orientare gli interventi secondo logiche esclusivamente legate al mercato, anche speculativo, ed a favore della rendita immobiliare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>CGIL<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la CGIL il nuovo Piano Casa si limita a considerare la sola questione infrastrutturale, affidata soprattutto ai privati, senza occuparsi degli strumenti redistributivi e [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18404,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[43],"tags":[1501],"class_list":["post-18403","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leggi-e-piani-regolatori","tag-piano-casa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18403"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18403\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18404"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}