{"id":18439,"date":"2026-05-27T06:00:00","date_gmt":"2026-05-27T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18439"},"modified":"2026-05-24T17:58:16","modified_gmt":"2026-05-24T15:58:16","slug":"ccs-pianura-padana-ricorso-al-tar-di-greenpeace-e-recommon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/05\/ccs-pianura-padana-ricorso-al-tar-di-greenpeace-e-recommon\/","title":{"rendered":"Ccs Pianura Padana, ricorso al Tar di Greenpeace e ReCommon"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Greenpeace Italia e ReCommon hanno presentato un ricorso al TAR del Lazio contro il decreto del Ministero dell\u2019Ambiente per la compatibilit\u00e0 ambientale del progetto per l\u2019impianto di stoccaggio della CO2 di Snam Rete Gas<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<p>Di <em>ReCommon<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>mega progetto di Eni e Snam per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio nell\u2019Alto Adriatico della CO\u2082<\/strong> presenta delle <strong>criticit\u00e0 molto serie<\/strong>; per questo <strong>Greenpeace Italia e ReCommon<\/strong>&nbsp;hanno presentato un <strong>ricorso al TAR Lazio-Roma<\/strong> <strong>per chiedere l\u2019annullamento del decreto del Ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica del 30 gennaio scorso di valutazione positiva di impatto ambientale <\/strong>relativa al progetto di sviluppo delle infrastrutture del \u201c<strong>CCS Pianura Padana<\/strong>\u201d presentato da <strong>Snam<\/strong>, contestando in particolare il <strong>frazionamento<\/strong> <strong>dell\u2019opera<\/strong>,&nbsp;attuato approfittando di un iter autorizzativo pi\u00f9 \u201cagile\u201d. Il tutto con potenziali effetti negativi sull\u2019ambiente e sul paesaggio dei fragili territori costieri e delle province di Ferrara, Ravenna e Rovigo, oltrech\u00e9 dell\u2019Alto Adriatico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>CCS Pianura Padana<\/strong>\u201d consiste nei primi cento chilometri di infrastrutture e gasdotti su terra per il potenziamento del gi\u00e0 avviato progetto \u201cRavenna CCS\u201d, a sua volta pietra angolare del \u201cCCS Integrato Callisto\u201d, che vedrebbe anche il coinvolgimento della Francia. Obiettivo finale dell\u2019intera opera \u00e8 quello di stoccare fino a 16 milioni di tonnellate di CO\u2082 all\u2019anno nei diversi giacimenti esausti di idrocarburi a largo di Ravenna, e sviluppare la rete delle infrastrutture necessarie a costruire un mercato della CO\u2082 nel Mediterraneo. Snam prevede di investire 800 milioni di euro nel progetto Ravenna CCS, che comprende sia le infrastrutture su terra del CCS Pianura Padana che quelle in <em>joint venture<\/em> con Eni relative allo stoccaggio di CO2.<\/p>\n\n\n\n<p>I motivi del ricorso al TAR partono dalla scelta, secondo Greenpeace Italia e ReCommon illegittima, di frazionare un progetto unico iniziando la fase pilota dello stoccaggio in mare <strong>senza una valutazione complessiva di impatto ambientale dell\u2019intero intervento<\/strong>. L\u2019unica parte sottoposta finora a un\u2019effettiva valutazione di impatto ambientale \u00e8 quella relativa alle infrastrutture su terra ferma, denominata per l\u2019appunto CCS Pianura Padana. Ma \u00e8 evidente l\u2019interdipendenza della parte in mare e&nbsp;di quella&nbsp;su terra dello stesso grande progetto, compresa la Fase 2 e il suo futuro sviluppo internazionale che gli ha garantito lo status di \u201cProgetto di Interesse Comune\u201d della Commissione europea. Nella <strong>fase industriale 2<\/strong>, che verr\u00e0 presumibilmente avviata nel 2027, il progetto prevede di trasportare e stoccare nei giacimenti a largo di Ravenna anche una parte della CO\u2082 emessa dagli impianti industriali francesi di Fos, Etang de Berre e della valle del Rodano, che verrebbe trasportata su nave e\/o camion.<\/p>\n\n\n\n<p>Un progetto avveniristico, con un computo energetico importante, che non viene per niente considerato nella valutazione di impatto ambientale ministeriale, e la cui analisi costi e benefici richiesta da ReCommon alla Commissione europea non \u00e8 stata tuttora divulgata pubblicamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Greenpeace Italia e ReCommon hanno partecipato alle fasi di <strong>consultazione pubblica<\/strong> nell\u2019ambito del procedimento di valutazione ambientale del progetto CCS Pianura Padana. Fra il settembre del 2024 e l\u2019aprile del 2025, hanno presentato varie osservazioni e contro-osservazioni, buona parte delle quali non hanno trovato risposte adeguate da parte della societ\u00e0 proponente. La procedura rientrava nell\u2019ambito del&nbsp;PNRR-PNIEC, ed era quella <strong>accelerata<\/strong> applicata a progetti definiti di \u201csicurezza energetica\u201d, con tempi dimezzati per la consultazione pubblica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Greenpeace Italia e ReCommon hanno riscontrato delle <strong>carenze della valutazione di incidenza (VINCA)<\/strong>, in particolare rispetto agli impatti sulle 12 zone protette che dovrebbero essere direttamente o indirettamente impattate dal progetto Pianura Padana CCS.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Dalla documentazione del progetto emergono, a nostro avviso, <strong>criticit\u00e0 che non sono state adeguatamente approfondite prima del rilascio della VIA&nbsp;in termini di sicurezza, ambiente ed impatto sulle aree protette<\/strong>. Per questo le associazioni hanno deciso di rivolgersi al TAR. Se tali carenze istruttorie saranno accertate dal giudice amministrativo, verrebbero confermati anche i timori sui rischi di significativi impatti che il progetto CCS Pianura Padana potrebbe comportare, senza sufficienti garanzie sulla sua sostenibilit\u00e0 nel lungo periodo<strong>\u00bb<\/strong>, hanno commentato gli <strong>avvocati Luca Maria Brigida e Matteo Ceruti<\/strong>, legali delle associazioni ricorrenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Inoltre nel ricorso sono state evidenziate&nbsp;delle <strong>carenze nella valutazione dell\u2019incidenza reale della sismicit\u00e0, della liquefazione dei terreni e degli impatti della subsidenza e delle alluvioni<\/strong> che sempre di pi\u00f9 stanno colpendo la regione Emilia Romagna<strong>\u00bb<\/strong> hanno aggiunto gli avvocati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Ma quale sicurezza energetica!&nbsp;Questo progetto punta ad allungare la vita di infrastrutture fossili e addirittura costruirne di nuove, dietro la falsa promessa di una cattura \u201cpermanente\u201d della CO\u2082 tutta da provare. Questo si aggiunge alle criticit\u00e0 importanti che abbiamo rilevato non solo sulla costruzione ma anche sul funzionamento e il mantenimento del progetto, che potrebbero generare costi sociali, ambientali ed economico-finanziari&nbsp;per le casse dello Stato nell\u2019ordine di decine di miliardi<strong>\u00bb<\/strong> ha affermato Elena Gerebizza di ReCommon. <strong>\u00ab<\/strong>Il CCS Pianura Padana rischia di diventare un buco nero per le finanze pubbliche, favorendo l\u2019accelerazione dei cambiamenti climatici invece di ridurla<strong>\u00bb<\/strong>&nbsp; ha concluso Gerebizza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa sicurezza energetica dell\u2019Italia e dell\u2019Europa si costruisce accelerando una vera transizione verso le fonti rinnovabili, l\u2019efficienza energetica e l\u2019elettrificazione, non investendo miliardi in false soluzioni come la cattura e lo stoccaggio della CO\u2082. Per Greenpeace il CCS \u00e8 soprattutto un modo per le industrie fossili di buttare fumo negli occhi all\u2019opinione pubblica: promettere di catturare le emissioni domani per continuare oggi a garantirsi profitti da petrolio e gas e rallentare la transizione energetica di cui abbiamo urgente bisogno\u00bb, ha dichiarato Simona Abbate, campaigner energia e clima di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Roma, 20 maggio 2026<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Greenpeace Italia e ReCommon hanno presentato un ricorso al TAR del Lazio contro il decreto del Ministero dell\u2019Ambiente per la compatibilit\u00e0 ambientale del progetto per [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18440,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3937],"tags":[4008],"class_list":["post-18439","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-infrastrutture","tag-ccs-pianura-padana"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18439","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18439"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18439\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18440"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}