{"id":18474,"date":"2026-06-07T06:00:00","date_gmt":"2026-06-07T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18474"},"modified":"2026-06-04T01:11:23","modified_gmt":"2026-06-03T23:11:23","slug":"suolo-coltivare-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/06\/suolo-coltivare-il-futuro\/","title":{"rendered":"Suolo: coltivare il futuro"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Sotto i nostri piedi vive un universo\u00a0nascosto\u00a0che custodisce\u00a0circa\u00a0il 60% della biodiversit\u00e0 del pianeta: il microbioma del suolo, alleato chiave della fertilit\u00e0 e della salute delle colture. Batteri, funghi e altri microrganismi aiutano le piante ad assorbire nutrienti, resistere agli stress e difendersi naturalmente dalle malattie. Oggi\u00a0questa \u201cvita\u00a0invisibile\u201d pu\u00f2 essere gestita per rendere l\u2019agricoltura pi\u00f9 produttiva e sostenibile. La nuova frontiera \u00e8 un suolo vivo, capace di migliorare qualit\u00e0 del cibo, resilienza delle colture e tutela dell\u2019ambiente.\u00a0<\/strong><\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Stefano Mocali (CREA Futuro)<\/em><br><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni si parla sempre di pi\u00f9 di&nbsp;<strong>microbioma del suolo<\/strong>, cio\u00e8 dell\u2019insieme di batteri, funghi e altri microrganismi che vivono nel terreno e che hanno un ruolo fondamentale nella crescita e nella qualit\u00e0 delle colture.&nbsp;Dati recenti&nbsp;hanno stimato che&nbsp;<strong>circa il 60% della biodiversit\u00e0 del pianeta \u00e8 contenuta nel suolo<\/strong>. Perci\u00f2, semplificando, si pu\u00f2 immaginare il suolo non solo come un \u201csupporto\u201d per le piante, ma come un vero e proprio&nbsp;<strong>organismo vivente<\/strong>, dove la componente microbica regola fertilit\u00e0, disponibilit\u00e0 dei nutrienti e salute delle piante&nbsp;ed \u00e8 un elemento fondamentale del cosiddetto concetto \u201c<strong>One health<\/strong>\u201d, che concepisce la salute e il benessere umano come parte inseparabile della salute degli altri componenti dell\u2019ecosistema, come il suolo,&nbsp;le&nbsp;piante e&nbsp;gli&nbsp;animali.<\/p>\n\n\n\n<p>La diversit\u00e0 microbica del suolo&nbsp;e,&nbsp;pi\u00f9 in generale,&nbsp;la&nbsp;<strong>biodiversit\u00e0 del suolo,<\/strong>&nbsp;rappresenta,&nbsp;quindi,&nbsp;un patrimonio da preservare e valorizzare: un terreno ricco e diversificato di microrganismi \u00e8 pi\u00f9 stabile e funziona meglio. Al contrario, suoli impoveriti o intensivamente lavorati tendono a perdere equilibrio, diventando meno efficienti, resilienti&nbsp;e pi\u00f9 vulnerabili a problemi come malattie o perdita di fertilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, essendo legato alle condizioni pedoclimatiche e agronomiche locali,&nbsp;<strong>microbiomi di suoli diversi<\/strong>&nbsp;<strong>presentano&nbsp;caratteristiche&nbsp;e&nbsp;funzioni promotrici della crescita&nbsp;delle piante<\/strong>, come la fissazione dell\u2019azoto&nbsp;(fondamentale perch\u00e9 l\u2019azoto serve a formare proteine, clorofilla e nutrienti utilizzabili dalle piante), la solubilizzazione del fosforo&nbsp;(importante per lo sviluppo delle radici, la produzione di energia e la crescita della pianta)&nbsp;e la produzione di&nbsp;siderofori&nbsp;(molecole che \u201ccatturano\u201d il ferro e lo rendono disponibile alle radici,&nbsp;limitando&nbsp;la crescita di alcuni patogeni che potrebbero attaccare le piante)&nbsp;e&nbsp;<strong>possono essere utilizzati&nbsp;come \u201cfirma biologica\u201d di un territorio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio,&nbsp;in&nbsp;un recente studio&nbsp;effettuato in collaborazione con l\u2019azienda di Brolio del Barone Ricasoli, abbiamo&nbsp;mostrato&nbsp;che la specificit\u00e0 del\u202f<em><strong>terroir<\/strong><\/em><strong>\u202fmicrobico<\/strong>&nbsp;influenza direttamente le caratteristiche del vino e conferma come\u202fla composizione e le funzioni&nbsp;dei<strong>&nbsp;microbiomi locali siano&nbsp;cruciali per sostenere la salute delle viti e migliorare la qualit\u00e0 del prodotto finale\u200b.<\/strong>&nbsp;I risultati evidenziano,&nbsp;dunque,&nbsp;il\u202f<strong>legame intrinseco tra ambiente, biodiversit\u00e0 microbica e qualit\u00e0 del prodotto<\/strong>, in linea con i principi di One Health.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per gli agricoltori, la novit\u00e0 pi\u00f9 importante \u00e8 che oggi questa&nbsp;diversit\u00e0 microbica&nbsp;pu\u00f2&nbsp;essere&nbsp;<strong>gestita&nbsp;e migliorata&nbsp;attivamente<\/strong>&nbsp;attraverso l\u2019uso di&nbsp;<strong>bioinoculi&nbsp;microbici<\/strong>. Si tratta di&nbsp;<strong>prodotti contenenti batteri o funghi benefici,&nbsp;che vengono applicati al terreno o alle&nbsp;piante&nbsp;per aiutare le colture a crescere meglio, assorbire pi\u00f9 nutrienti e resistere agli stress.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le ricerche pi\u00f9 recenti mostrano per\u00f2 un punto chiave:&nbsp;<strong>non tutti i&nbsp;bioinoculi&nbsp;funzionano sempre allo stesso modo<\/strong>. La loro efficacia dipende molto&nbsp;da come vengono&nbsp;realizzati&nbsp;e applicati,&nbsp;ma anche&nbsp;dal terreno in cui vengono&nbsp;utilizzati, dalla sostanza organica presente, dal pH e soprattutto dal microbioma&nbsp;nativo&nbsp;gi\u00e0 presente nel suolo. In pratica, il risultato non dipende solo dal prodotto, ma anche&nbsp;dalla \u201cvita\u201d gi\u00e0 presente nel terreno. Per questo oggi si parla sempre pi\u00f9 di&nbsp;<strong>soluzioni su misura per ogni azienda agricola<\/strong>, e non di prodotti universali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019evoluzione importante \u00e8 l\u2019uso di&nbsp;<strong>consorzi microbici<\/strong>, cio\u00e8&nbsp;<strong>miscele di pi\u00f9 microrganismi&nbsp;benefici&nbsp;che lavorano insieme. <\/strong>Questi consorzi&nbsp;multifunzionali&nbsp;possono<strong>&nbsp;migliorare l\u2019assorbimento di nutrienti,&nbsp;rendere disponibili elementi gi\u00e0 presenti nel suolo&nbsp;(ma non accessibili alle piante),&nbsp;stimolare la crescita radicale&nbsp;e&nbsp;aumentare la tolleranza a stress come siccit\u00e0 o salinit\u00e0<\/strong>.&nbsp;In molti casi, questi microrganismi agiscono anche come una sorta di&nbsp;<strong>\u201cdifesa&nbsp;biologica\u201d<\/strong>, aiutando la pianta a difendersi da alcuni patogeni del terreno, riducendo cos\u00ec la pressione delle malattie e potenzialmente l\u2019uso di prodotti chimici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le nuove tecnologie di analisi del DNA stanno,&nbsp;inoltre,&nbsp;permettendo di capire meglio cosa succede \u201csotto terra\u201d, aprendo la strada a una gestione pi\u00f9 precisa e mirata&nbsp;del suolo. L\u2019obiettivo non \u00e8 pi\u00f9 solo fertilizzare il terreno, ma&nbsp;<strong>gestire la sua componente biologica<\/strong>, rendendola un vero alleato della produzione agricola.&nbsp;Il futuro va verso un\u2019agricoltura in cui<strong>&nbsp;il microbioma del suolo diventa un vero \u201cstrumento di gestione\u201d, capace di migliorare produttivit\u00e0, resilienza e riduzione degli input chimici, mantenendo al tempo stesso la fertilit\u00e0 nel lungo periodo.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Stefano Mocali<\/em><\/strong> \u00e8 <em>Dirigente di ricerca del CREA- Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente, sede di Firenze\u202f<\/em>. <em>Laureato in Scienze Biologiche, svolge attivit\u00e0 di ricerca in ecologia microbica e biodiversit\u00e0 del suolo, con particolare attenzione al microbiota e alle interazioni suolo\u2013pianta.\u00a0Recentemente ha\u00a0coordinato il progetto europeo H2020 EXCALIBUR\u00a0sulla valorizzazione della biodiversit\u00e0 nativa dei suoli mediante l\u2019utilizzo di\u00a0bioinoculi\u00a0microbici multifunzionali.<\/em>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><em>30.05.2026<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto i nostri piedi vive un universo\u00a0nascosto\u00a0che custodisce\u00a0circa\u00a0il 60% della biodiversit\u00e0 del pianeta: il microbioma del suolo, alleato chiave della fertilit\u00e0 e della salute delle [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18475,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[103],"tags":[66],"class_list":["post-18474","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agricoltura","tag-suolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18474"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18474\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18475"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}