{"id":18526,"date":"2026-06-24T10:24:38","date_gmt":"2026-06-24T08:24:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18526"},"modified":"2026-06-24T10:28:26","modified_gmt":"2026-06-24T08:28:26","slug":"piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-elemento-fondativo-che-non-puo-restare-sulla-carta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/06\/piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-elemento-fondativo-che-non-puo-restare-sulla-carta\/","title":{"rendered":"Piano Nazionale di Ripristino della Natura: elemento fondativo che non pu\u00f2 restare sulla carta"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Il 24 giugno si chiude la consultazione pubblica per la definizione del Piano Nazionale di Ripristino: il Forum Salviamo il Paesaggio chiede trasparenza sugli esiti<\/em><\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<p>Oggi, <strong>24 giugno<\/strong>, si chiude la consultazione pubblica per la definizione del <strong>Piano Nazionale di Ripristino della Natura<\/strong>. Si tratta di un elemento fondativo per le politiche ambientali del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per la prima volta l\u2019attenzione non \u00e8 rivolta soltanto alla tutela dell\u2019esistente, ma al ripristino di ci\u00f2 che \u00e8 stato degradato<\/strong>: ecosistemi compromessi, habitat frammentati, corsi d\u2019acqua alterati, suoli consumati, aree urbane impoverite di verde, zone umide cancellate o ridotte, cave, paesaggi feriti da pressioni e trasformazioni spesso irreversibili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una svolta culturale e politica molto rilevante. Proprio per questo, <strong>il percorso di costruzione del PNR avrebbe dovuto vedere in prima linea tutti i soggetti chiamati ad attuarlo<\/strong>: Regioni, Province autonome, Parchi, enti gestori dei siti Natura 2000, Comuni, Citt\u00e0 metropolitane e altri enti territoriali competenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il decreto legislativo 8 aprile 2026, n. 80, individua infatti questi livelli istituzionali come snodi essenziali per la raccolta dei dati, la concertazione, la consultazione, la definizione e l\u2019attuazione delle misure. Il ripristino della natura non pu\u00f2 essere costruito solo dall\u2019alto, n\u00e9 pu\u00f2 prescindere dalla responsabilit\u00e0 diretta dei territori.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, dal nostro osservatorio, la partecipazione istituzionale \u00e8 apparsa esile rispetto al ruolo che questi soggetti avrebbero potuto e dovuto svolgere.<\/p>\n\n\n\n<p>Non disponiamo ancora dei report conclusivi della campagna di consultazione pubblica ParteciPA. <strong>Ci aspettiamo per\u00f2 che vengano resi noti tutti i dati necessari a valutare davvero l\u2019efficacia del percorso<\/strong>: soggetti partecipanti, richieste di misura inviate, criteri di ammissibilit\u00e0 utilizzati, misure ammesse, misure non ammesse e relative motivazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Senza questa trasparenza, la partecipazione rischia di rimanere un adempimento formale<\/strong>, non un processo effettivo di costruzione condivisa del Piano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il caso emblematico delle Alpi Apuane<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un caso particolarmente significativo \u00e8 quello delle Alpi Apuane.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal territorio, grazie al lavoro di Apuane Libere, sono arrivate dieci segnalazioni dettagliate per altrettante aree prioritarie delle Alpi Apuane, tutte interne o confinanti con siti della Rete Natura 2000. A queste si \u00e8 aggiunta una segnalazione generale sul problema della marmettola, residuo della lavorazione del marmo che compromette acque, sorgenti, reticolo idrico e habitat.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di <strong>un contributo importante, costruito a partire dalla conoscenza diretta dei luoghi e dalla consapevolezza della gravit\u00e0 delle pressioni che insistono su un\u2019area di straordinario valore naturalistico e paesaggistico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A fronte di questo lavoro civico, <strong>il Parco delle Alpi Apuane ha scelto di non presentare alcun contributo autonomo alla consultazione<\/strong>. <strong>Dalla Regione Toscana, al momento, non abbiamo evidenze di un ruolo propositivo <\/strong>per il PNR.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un segnale preoccupante, perch\u00e9 proprio gli enti territoriali e i soggetti gestori delle aree protette dovrebbero essere tra i primi a indicare ecosistemi degradati, pressioni da rimuovere, habitat da ripristinare e misure prioritarie da inserire nel PNR.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quando la collaborazione funziona<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Accanto a queste criticit\u00e0, vogliamo per\u00f2 segnalare anche esperienze positive.<\/p>\n\n\n\n<p>Rileviamo con piacere che <strong>la sinergia tra civismo organizzato e istituzioni locali ha portato all\u2019inserimento nella bozza del PNR di due misure importanti<\/strong>: il ripristino delle cave senili di Marocco, a Mogliano Veneto, e il ripristino degli habitat circostanti i laghi di Revine Lago e Tarzo, in provincia di Treviso.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambe le segnalazioni avevano partecipato alla campagna nazionale <strong>#RipristiniamoLaNatura<\/strong>, promossa dal Forum Salviamo il Paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono esempi che dimostrano come il contributo dei territori possa tradursi in misure concrete quando associazioni, cittadini attivi e istituzioni locali riescono a collaborare e a orientare l\u2019attenzione verso aree degradate che meritano interventi di ripristino.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il ruolo della campagna #RipristiniamoLaNatura<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per questo <strong>vogliamo ringraziare tutte le associazioni, i comitati, i gruppi locali e le persone che hanno partecipato alla nostra campagna<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sin dal dicembre 2025, <strong>#RipristiniamoLaNatura<\/strong> ha provato ad anticipare e accompagnare il percorso del PNR, offrendo a tutti la possibilit\u00e0 di portare un contributo, segnalare luoghi degradati, proporre misure, condividere conoscenze territoriali e costruire una prima mappa civica del ripristino possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste settimane abbiamo anche cercato di aiutare diverse realt\u00e0 nella compilazione delle schede previste dalla consultazione pubblica, perch\u00e9 molte associazioni ci hanno segnalato difficolt\u00e0 nell\u2019interpretazione del percorso partecipativo e nella predisposizione dei materiali tecnici richiesti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo conferma una criticit\u00e0 di fondo: la partecipazione non pu\u00f2 essere lasciata solo alla buona volont\u00e0 dei cittadini e delle associazioni. Servono istruzioni chiare, criteri pubblici, esempi compilati, supporto tecnico, canali di confronto e riscontri motivati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le richieste al MASE<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Chiediamo quindi che il Ministero renda pubblici, al termine della consultazione:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019elenco dei soggetti che hanno partecipato;<\/li>\n\n\n\n<li>tutte le richieste di misura presentate;<\/li>\n\n\n\n<li>i criteri di ammissibilit\u00e0 e valutazione utilizzati;<\/li>\n\n\n\n<li>le misure accolte, parzialmente accolte e non accolte;<\/li>\n\n\n\n<li>le motivazioni del mancato recepimento;<\/li>\n\n\n\n<li>il ruolo svolto da Regioni, Parchi, Comuni, Citt\u00e0 metropolitane, enti gestori Natura 2000 e altri soggetti attuatori;<\/li>\n\n\n\n<li>le eventuali misure proposte o validate da ciascun livello istituzionale.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Chiediamo inoltre che le segnalazioni emerse dalla campagna <strong>#RipristiniamoLaNatura<\/strong> e le successive proposte di misura presentate nell\u2019ambito della consultazione pubblica vengano valutate, perfezionate e, ove coerenti con gli obiettivi del Regolamento europeo, adottate nella versione finale del Piano Nazionale di Ripristino della Natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il PNR pu\u00f2 diventare uno strumento decisivo per cambiare il modo in cui il nostro Paese guarda ai territori: non pi\u00f9 soltanto luoghi da vincolare quando sono ancora integri, ma anche ecosistemi da curare, riparare, riconnettere e restituire alla loro funzionalit\u00e0 ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 questo accada, per\u00f2, serve una partecipazione vera.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo. Ripristiniamo la natura, ma facciamolo con i territori, con trasparenza e con la responsabilit\u00e0 di tutti i soggetti chiamati ad attuare il Piano.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Foto in alto: \u00a9 Apuane Libere.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 giugno si chiude la consultazione pubblica per la definizione del Piano Nazionale di Ripristino: il Forum Salviamo il Paesaggio chiede trasparenza sugli esiti. 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