{"id":18544,"date":"2026-06-27T07:00:00","date_gmt":"2026-06-27T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18544"},"modified":"2026-06-24T17:46:26","modified_gmt":"2026-06-24T15:46:26","slug":"troppa-o-troppo-poca-lacqua-in-italia-in-un-clima-che-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/06\/troppa-o-troppo-poca-lacqua-in-italia-in-un-clima-che-cambia\/","title":{"rendered":"Troppa o troppo poca. L\u2019acqua in Italia in un clima che cambia"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>II nuovo rapporto di Italy for Climate presenta un quadro aggiornato su come il riscaldamento globale sta incidendo gi\u00e0 oggi in Italia sulla pi\u00f9 preziosa delle risorse.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di<em> Italy4Climate<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Crisi climatica e acqua sono intrecciate in una relazione sempre pi\u00f9 preoccupante che genera un paradosso evidente: da una parte troppa acqua, dall\u2019altra troppo poca. <strong>L\u2019Italia si sta riscaldando a una velocit\u00e0 superiore alla media globale, con effetti diretti e profondi sul ciclo dell\u2019acqua e sull\u2019equilibrio del bilancio idrico nazionale<\/strong>. L\u2019aumento delle temperature intensifica e rende pi\u00f9 frequenti sia i periodi di scarsit\u00e0 idrica, come le siccit\u00e0, sia gli eventi estremi in cui l\u2019acqua \u00e8 eccessiva, come le bombe d\u2019acqua e le alluvioni. Crisi climatica e crisi dell\u2019acqua sono oggi due facce della stessa medaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>II nuovo <strong>rapporto<\/strong> <strong><em>Troppa o troppo poca. L\u2019acqua in Italia in un clima che cambia<\/em><\/strong>&nbsp;presentato nell\u2019ambito della <a href=\"https:\/\/veniceclimateweek.org\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Venice Climate Week 2026, <\/a>analizza i nessi tra la crisi climatica e la risorsa idrica mettendo in evidenza come l\u2019acqua sia oggi uno degli elementi pi\u00f9 esposti agli effetti del cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/italyforclimate.org\/wp-content\/uploads\/Troppa-o-troppo-poca-lacqua-in-Italia-in-un-clima-che-cambia-Report-2026-Italy-for-Climate.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SCOPRI IL RAPPORTO<\/a>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"413\" height=\"337\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18548\" style=\"width:376px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/2.png 413w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/2-300x245.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong><em>Troppa acqua.<\/em><\/strong> <strong>In Italia gli eventi estremi, come alluvioni e grandinate, sono quasi triplicati negli ultimi sei anni. <\/strong>Il <strong>Mediterraneo registra temperature ben oltre le medie storiche<\/strong> e Venezia, nel 2024, ha toccato il record assoluto di eventi di alta marea. Un\u2019evoluzione che si traduce anche in un <strong>costo crescente dei danni, che ha raggiunto i 145 miliardi di euro<\/strong> tra il 1980 e il 2024, ma con una <strong>fortissima accelerazione<\/strong> registrata proprio negli ultimi anni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"413\" height=\"340\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18549\" style=\"width:370px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/3.png 413w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/3-300x247.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong><em>Troppo poca acqua.<\/em><\/strong> Allo stesso tempo, l\u2019Italia dispone oggi di una <strong>quantit\u00e0 di acqua pro capite pari a circa la met\u00e0 della media europea<\/strong>, <strong>in calo del 20% rispetto a un secolo fa.<\/strong> A fronte di questa ridotta disponibilit\u00e0, il <strong>nostro Paese \u00e8 quello che preleva pi\u00f9 acqua in Europa,<\/strong> con livelli particolarmente elevati in agricoltura, negli usi civili e nell\u2019industria, mentre i ghiacciai stanno scomparendo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>La crisi climatica in corso genera, con variabilit\u00e0 territoriali e stagionali, rilevanti pericoli sia di siccit\u00e0 sia di inondazioni. Per aumentare la resilienza e ridurre la vulnerabilit\u00e0 verso questi pericoli <strong>serve, da una parte, un cambio di modello nella gestione della risorsa idrica, passando dall\u2019uso lineare dell\u2019acqua a uno circolare, puntando al risparmio idrico in tutti i settori, al rinnovo delle reti per porre fine alle ingenti dispersioni, al riuso irriguo delle acque affinate con recupero di fosforo e azoto dai fanghi di depurazione, alla raccolta e al riuso delle acque piovane<\/strong>. Dall\u2019altra, servono <strong>misure strutturali di adattamento: fermare la cementificazione e l\u2019impermeabilizzazione del territorio, aumentare le aree di espansione e di rispristino delle fasce fluviali e delle aree umide, di accumulo delle piogge nelle zone urbane e periurbane<\/strong>. Tutto questo richiede consapevolezza, utilizzo degli strumenti di analisi dei rischi e di pianificazione dell\u2019adattamento climatico ormai disponibili e risorse certe, stabili e durature, anche dopo la fine della disponibilit\u00e0 dei fondi del PNRR<\/em>\u00bb spiega <strong>Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Italia si scalda pi\u00f9 velocemente della media mondiale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Negli ultimi 50 anni l\u2019aumento della temperatura media atmosferica registrato in Italia \u00e8 stato di <strong>2\u00b0C<\/strong>. <strong>Pi\u00f9 la temperatura cresce pi\u00f9 aumenta l\u2019evaporazione aumentando il rischio di siccit\u00e0<\/strong>; ma allo stesso tempo pi\u00f9 la temperatura aumenta e <strong>maggiore \u00e8 l\u2019umidit\u00e0 che si immagazzina nell\u2019atmosfera<\/strong> e che pu\u00f2 dare vita a eventi meteoclimatici estremi. Cos\u00ec in Italia <strong>aumenta l\u2019intensit\u00e0 e la frequenza di momenti in cui di acqua ce n\u2019\u00e8 troppo poca<\/strong>, come le siccit\u00e0 che colpiscono d\u2019estate e principalmente le regioni meridionali, <strong>e momenti in cui di acqua ce n\u2019\u00e8 troppa<\/strong>, come mostrano le bombe d\u2019acqua e le alluvioni che avvengono nei mesi pi\u00f9 freddi e piovosi e che colpiscono maggiormente le regioni settentrionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli impatti della crisi climatica non risparmiano neanche il mare. <strong>I mari hanno assorbito circa il 90% del calore in eccesso prodotto dalle emissioni di gas serra<\/strong>. Il risultato \u00e8 che nel 2023 <strong>il Mediterraneo ha superato per la prima volta la soglia dei 20\u00b0C<\/strong> di temperatura media annua superficiale e il trend \u00e8 in crescita. Un cambiamento che <strong>sta alterando gli equilibri della biodiversit\u00e0 marina<\/strong>: con l\u2019aumento della temperatura del mare \u00e8 arrivata l\u2019<em>Amphistegina lobifera<\/em>, una specie aliena invasiva che si sta diffondendo sempre pi\u00f9, nel 2010 la sua presenza sulle coste italiane era stata rilevata in un solo sito, nel 2024 su 33. Gli effetti del clima sul mare sono <strong>pi\u00f9 evidenti a Venezia: il mare \u00e8 gi\u00e0 41 cm pi\u00f9 alto <\/strong>rispetto ai livelli di fine \u2018800. Nel 2024 si sono registrati oltre 200 eventi di alta marea.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"355\" height=\"346\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18553\" style=\"width:335px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/4.png 355w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/4-300x292.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u00ab<em>In Italia da anni stiamo assistendo ai mutamenti preoccupanti indotti dal riscaldamento globale sull\u2019acqua del nostro Pianeta. Un Mediterraneo sempre pi\u00f9 caldo comporta rischi diretti per la biodiversit\u00e0, come testimonia l\u2019aumento esponenziale delle specie aliene, ma anche per le <strong>coste e le citt\u00e0 costiere, minacciate dall\u2019innalzamento del livello del mare<\/strong>. Sulla terraferma assistiamo al paradosso della troppa o troppo poca acqua. Precipitazioni sempre pi\u00f9 intense, che oramai sono la normalit\u00e0 piuttosto che l\u2019eccezione, mettono a rischio la vita di milioni di persone, soprattutto nel nord Italia. Dall\u2019altro lato, temperature sempre pi\u00f9 elevate e assenza di pioggia nei mesi estivi per periodi prolungati minacciano soprattutto le regioni meridionali, con gli abitanti di alcuni capoluoghi che oramai si stanno abituando ad una nuova normalit\u00e0: quella dei razionamenti nell\u2019erogazione dell\u2019acqua, che non sono pi\u00f9 un\u2019eccezione della stagione estiva<\/em>\u00bb conclude <strong>Andrea Barbabella, Responsabile Scientifico di Italy for Climate<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quando l\u2019acqua \u00e8 troppa: triplicano gli eventi estremi, 2,9 milioni di famiglie a rischio, il conto dei danni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Sono 2,9 milioni le famiglie che vivono in aree a rischio alluvione e con loro 1,5 milioni di edifici, 643 mila aziende e 34 mila beni culturali<\/strong>. Un rischio che <strong>non dipende solo dal clima ma anche dalla cementificazione <\/strong>del territorio: nel 2024 sono stati cementificati 7.850 ettari di suolo, quasi il 70% in pi\u00f9 rispetto al 2016, aumentando l\u2019impermeabilizzazione dei suoli e il rischio di alluvioni.&nbsp; In 6 anni sono triplicati gli eventi estremi: nel 2025 in Italia sono state censite 1.670 grandinate e piogge intense, contro 660 nel 2019 in primo luogo nelle regioni del nord Italia: il numero di grandinate e piogge eccezionali registrati tra il 2019 e il 2025 sono circa 1.550 in Veneto, 1.300 in Lombardia, 950 in Piemonte, 800 in Friuli-Venezia Giulia e 750 in Emilia-Romagna. Questo vuol dire che in appena cinque regioni si concentra il 60% di tutte le grandinate e piogge intense degli ultimi anni. <strong>Tra il 1980 e il 2024, i danni per gli eventi climatici estremi sono costati all\u2019Italia<\/strong> <strong>145 miliardi <\/strong>(una somma seconda solo a quella della Germania), con un <strong>trend in forte accelerazione<\/strong>. A livello europeo su una finestra di 45 anni, ben il 25% di tutte le perdite si \u00e8 concentrato tra il 2021 e il 2024.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quando l\u2019acqua \u00e8 troppo poca: Italia in stress idrico<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Italia \u00e8 in stress idrico: preleva il 27% dell\u2019acqua complessivamente disponibile<\/strong> sul territorio. Con questo indice di sfruttamento idrico, l\u2019Italia <strong>\u00e8 uno dei quattro Paesi europei, insieme a Malta, Cipro e Spagna, ad aver superato la soglia di allerta fissata al 20%.<\/strong> Questo dato \u00e8 influenzato da due fattori: la disponibilit\u00e0 della risorsa idrica e il livello dei prelievi. O da un mix di entrambi, come nel caso dell\u2019Italia. <strong>La disponibilit\u00e0 d\u2019acqua in Italia \u00e8 calata del 20% in cent\u2019anni<\/strong>. Se guardiamo alla disponibilit\u00e0, analizzando la media del trentennio 1991-2020 (visto che la variabilit\u00e0 da un anno all\u2019altro \u00e8 molto elevata bisogna ragionare su medie di tanti anni) in valore assoluto l\u2019Italia non \u00e8 messa male: con 135 miliardi di m<sup>3<\/sup> in media in un anno. Ma se si analizza il dato in rapporto alla popolazione, le cose cambiano: con circa <strong>2.300 m<sup>3<\/sup>\/anno pro capite la disponibilit\u00e0 di risorsa idrica rinnovabile in Italia \u00e8 circa la met\u00e0 della media europea<\/strong> (circa 4.400 m<sup>3<\/sup>\/anno) e il Paese si trova in fondo alla classifica anche se in questo caso fa meglio di Spagna, Germania (entrambe con circa 2.100 m<sup>3<\/sup>\/anno) e Polonia (con 1.600 m<sup>3<\/sup>\/anno). Per l\u2019Italia il 2022 \u00e8 stato l\u2019anno con minore disponibilit\u00e0 idrica da un secolo di rilevazioni, con meno della met\u00e0 di acqua rispetto alla media dell\u2019ultimo trentennio. Un sintomo dell\u2019impatto del riscaldamento globale sulla disponibilit\u00e0 della risorsa idrica riguarda anche le <strong>precipitazioni nevose che si sono dimezzate dagli anni \u201950<\/strong> del secolo scorso (da pi\u00f9 di 16 miliardi di m<sup>3<\/sup> all\u2019anno a 8) e <strong>i ghiacciai, la cui superficie sempre dagli anni 50 ad oggi si \u00e8 ridotta di pi\u00f9 del 30% perdendo anche decine di metri di spessore<\/strong>. La Marmolada, il gigante di ghiaccio, nell\u2019ultimo secolo ha perso l\u201980% del proprio volume e, secondo le previsioni, non vedr\u00e0 il 2050.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"417\" height=\"328\" data-id=\"18546\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/6.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18546\" style=\"width:329px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/6.png 417w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/6-300x236.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"417\" height=\"328\" data-id=\"18547\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/7.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18547\" style=\"width:330px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/7.png 417w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/7-300x236.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Italia, la prima in Europa per prelievi d\u2019acqua<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Cala la disponibilit\u00e0 d\u2019acqua, ma l\u2019Italia si conferma il Paese Europeo <strong>con il record di prelievi: circa 36 miliardi di m\u00b3 <\/strong>nel 2023, pi\u00f9 di Spagna (33), Francia (26) e Germania (24). Quali sono i motivi di questo record? Prima di tutto la necessit\u00e0 di <strong>irrigare i campi del settore agricolo<\/strong>, con 17 miliardi di m<sup>3<\/sup> prelevati nel 2023, secondo solo a quello della Spagna. Dopo l\u2019agricoltura, a pesare di pi\u00f9 sul totale nazionale sono i prelievi per<strong> uso civile: <\/strong>nel 2023 questo settore \u00e8 stato responsabile di oltre 8 miliardi di m<sup>3<\/sup> di prelievi idrici, record assoluto in Europa. L\u201985% di questi prelievi deriva da acque sotterranee di migliore qualit\u00e0 rispetto a quelle superficiali ma con impatti ambientali peggiori, superiori alla media della UE27 del 66%. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"417\" height=\"330\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/11-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18552\" style=\"width:411px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/11-2.png 417w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/11-2-300x237.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Sui prelievi a uso civile pesa anche il dato delle <strong>perdite<\/strong>: il 42% dell\u2019acqua che preleviamo si perde nelle reti, e la situazione continua a peggiorare (era il 32% sono nel 2008). Poi ci sono i prelievi dell\u2019<strong>industria<\/strong>, nel 2023 stimati in 6,6 miliardi di m<sup>3<\/sup> un altro record assoluto, davanti alla Germania, prima manifattura europea ma ferma a 6,2 miliardi di m<sup>3<\/sup>. Dove l\u2019Italia fa un po\u2019 meglio \u00e8 nei prelievi di acqua per la <strong>generazione elettrica<\/strong> in cui, con 4 miliardi di m<sup>3<\/sup> nel 2023, siamo sesti in una classifica che vede la Francia, con 16 miliardi di m<sup>3<\/sup>, assoluta primatista anche a causa della produzione record da nucleare.<\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/italyforclimate.org\/\">Italy4Climate<\/a><\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"417\" height=\"335\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18550\" style=\"width:450px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8.png 417w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8-300x241.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II nuovo rapporto di Italy for Climate presenta un quadro aggiornato su come il riscaldamento globale sta incidendo gi\u00e0 oggi in Italia sulla pi\u00f9 preziosa [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18545,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3864],"tags":[65,3674],"class_list":["post-18544","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rapporti","tag-acqua","tag-riscaldamento-globale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18544\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}