{"id":18557,"date":"2026-06-25T07:00:00","date_gmt":"2026-06-25T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18557"},"modified":"2026-06-24T18:21:49","modified_gmt":"2026-06-24T16:21:49","slug":"torre-milano-assolti-gli-imputati-resta-il-nodo-della-legalita-urbanistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/06\/torre-milano-assolti-gli-imputati-resta-il-nodo-della-legalita-urbanistica\/","title":{"rendered":"Torre Milano: assolti gli imputati, resta il nodo della legalit\u00e0 urbanistica"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Edificata sulla base di un titolo illegittimo e in contrasto con norme statali fondamentali, ma a carico dei responsabili difetta l\u2019elemento soggettivo del reato, sia doloso sia colposo\u2026<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Massimo Mortarino e Jasmine La Morgia &#8211; Forum Salviamo il Paesaggio Difendiamo i Territori<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La recentissima sentenza con cui la giudice milanese Paola Braggion ha assolto tutti gli imputati della vicenda \u201c<strong>Torre Milano<\/strong>\u201d &#8211; un &nbsp;grattacielo di 24 piani realizzato al posto di piccole palazzine di due e tre piani e autorizzato come semplice \u201cristrutturazione\u201d &#8211; con la formula \u201cil fatto non costituisce reato\u201d suscita disorientamento e sconcerto in tutti quei &nbsp;cittadini che hanno a cuore non solo la legalit\u00e0 e la giustizia, ma anche la tutela dell\u2019ambiente, del suolo libero, della vivibilit\u00e0 urbana.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto che il Presidente del Tribunale, Fabio Roja \u00e8 dovuto intervenire con un comunicato in cui precisa che l\u2019intervento \u00e8 invece una nuova costruzione, edificata sulla base di una SCIA \u2014 Segnalazione Certificata di Inizio Attivit\u00e0 \u2014 anzich\u00e9 attraverso il necessario piano attuativo. Un titolo illegittimo, per un\u2019opera in contrasto con norme statali fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure costruttori, progettisti, dirigenti e funzionari comunali sono stati assolti perch\u00e9, secondo la decisione del Tribunale, \u201cper tutti difetta l\u2019elemento soggettivo del reato, sia doloso che colposo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque <strong>l\u2019intervento sarebbe urbanisticamente illegittimo, ma gli imputati avrebbero agito in buona fede, dentro una prassi consolidata<\/strong> del Comune di Milano che, negli anni, ha esteso oltre ogni ragionevole limite il concetto di \u201cristrutturazione\u201d, consentendo operazioni edilizie di fortissimo impatto attraverso procedure semplificate, con minori garanzie pubbliche, minore confronto urbanistico e oneri pi\u00f9 contenuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo davvero accettare che una prassi amministrativa, per quanto consolidata, finisca per pesare pi\u00f9 della legge? Possiamo considerare normale che interventi capaci di trasformare radicalmente interi isolati urbani vengano trattati come semplici ristrutturazioni? <strong>Possiamo liquidare tutto come un equivoco interpretativo, quando in gioco ci sono il governo della citt\u00e0, la tutela del territorio, gli standard urbanistici, la qualit\u00e0 della vita dei residenti e il diritto dei cittadini a conoscere e discutere le trasformazioni che li riguardano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il caso Torre Milano non \u00e8 un episodio isolato. \u00c8 parte della pi\u00f9 ampia vicenda ormai nota come \u201cSalva Milano\u201d, esplosa lo scorso anno proprio a seguito del tentativo di sanare o mettere al riparo decine di autorizzazioni edilizie rilasciate per interventi presentati come ristrutturazioni, ma che erano nuove costruzioni. Costruzioni gi\u00e0 vendute a privati e a famiglie, che improvvisamente scoprivano di avere acquistato alloggi di pregio che non avrebbero mai dovuto essere autorizzati secondo le norme urbanistiche che, bene o male, erano riuscite per anni a regolare l\u2019edilizia anche in un comune che si pone come riferimento a livello nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 qui che la <strong>responsabilit\u00e0 politica del Sindaco Giuseppe Sala<\/strong> emerge con particolare evidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta di sovrapporre il piano politico a quello penale. La responsabilit\u00e0 penale \u00e8 personale e spetta alla magistratura accertarla. Ma la responsabilit\u00e0 politica \u00e8 un\u2019altra cosa, e non pu\u00f2 essere nascosta dietro la formula assolutoria di una sentenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Sindaco Sala ha guidato Milano durante gli anni in cui questo modello urbanistico si \u00e8 affermato, consolidato e imposto come immagine stessa della citt\u00e0: una Milano verticale, attrattiva, veloce, costruita attorno alla rendita immobiliare, alla densificazione spinta, alla trasformazione continua del tessuto urbano. Un modello presentato come modernizzazione e rigenerazione, ma che ha prodotto espulsione sociale, aumento dei valori immobiliari, perdita di equilibrio nei quartieri, pressione sui servizi, riduzione degli spazi pubblici effettivi e indebolimento del controllo democratico sulle scelte urbanistiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Sala non pu\u00f2 chiamarsi fuori. Non pu\u00f2 farlo perch\u00e9 il tema non riguarda soltanto singoli atti tecnici o singoli funzionari comunali. Riguarda <strong>l\u2019indirizzo politico di un\u2019amministrazione che ha sostenuto e difeso un certo modo di trasformare Milano<\/strong>. Riguarda la <strong>scelta di privilegiare la rapidit\u00e0 delle operazioni edilizie rispetto alla trasparenza dei processi<\/strong>. Riguarda l\u2019idea che la <strong>crescita immobiliare sia di per s\u00e9 sinonimo di sviluppo urbano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dichiarazioni soddisfatte e quasi trionfalistiche seguite all\u2019assoluzione appaiono, per questo, fuori luogo. Non c\u2019\u00e8 nulla da festeggiare se un intervento viene ritenuto fondato su un titolo illegittimo. Non c\u2019\u00e8 nulla da rivendicare se l\u2019assoluzione penale lascia comunque intatto il problema politico e urbanistico. Non c\u2019\u00e8 nulla di rassicurante in una vicenda che conferma quanto fragile possa diventare la tutela dell\u2019interesse pubblico quando la prassi amministrativa si piega alle esigenze del mercato edilizio.<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda posta da Gianni Barbacetto su \u201cIl Fatto Quotidiano\u201d resta dunque centrale: <strong>dobbiamo pensare che la prassi sia pi\u00f9 forte della legge?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A questa domanda non si pu\u00f2 rispondere con comunicati soddisfatti o con generiche rassicurazioni. Occorre invece una riflessione seria sul modo in cui Milano ha governato le trasformazioni urbane degli ultimi anni. Occorre capire quanti interventi siano stati autorizzati con la medesima logica. Occorre chiarire quali controlli siano stati esercitati, quali standard siano stati garantiti, quali oneri siano stati versati, quali interessi pubblici siano stati effettivamente tutelati.<\/p>\n\n\n\n<p>E occorre anche riconoscere che la questione non riguarda solo Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cmodello Milano\u201d \u00e8 stato spesso celebrato come esempio nazionale. Ma se quel modello si fonda sulla <strong>forzatura delle regole urbanistiche, sull\u2019uso estensivo della ristrutturazione edilizia, sulla compressione degli strumenti di pianificazione e sulla marginalizzazione del confronto pubblico<\/strong>, allora non \u00e8 un modello da esportare: \u00e8 un monito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le citt\u00e0 non sono piattaforme immobiliari. Non sono vetrine per investitori. Non sono laboratori nei quali sperimentare deroghe, scorciatoie e interpretazioni elastiche delle norme. Le citt\u00e0 sono luoghi di vita, salute, relazioni, servizi, verde, suolo permeabile, abitabilit\u00e0, diritti<\/strong>. Governarle significa assumersi la responsabilit\u00e0 di tutelare questi beni comuni, non sacrificarli alla velocit\u00e0 delle trasformazioni e agli interessi della rendita.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo <strong>la sentenza Torre Milano, pur assolutoria sul piano penale, non chiude affatto la vicenda. Al contrario, apre la questione della legalit\u00e0 urbanistica come presidio democratico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se un grattacielo pu\u00f2 nascere al posto di edifici di pochi piani ed essere presentato come ristrutturazione; se un titolo edilizio viene riconosciuto illegittimo ma nessuno ne risponde penalmente; se una prassi comunale pu\u00f2 diventare l\u2019argomento decisivo per escludere la colpa; allora il problema non riguarda solo un processo, ma l\u2019intero sistema di governo del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Attendiamo le motivazioni della sentenza, ma non possiamo e non dobbiamo rinunciare a una valutazione politica severa. Perch\u00e9 quanto gi\u00e0 emerso \u00e8 sufficiente per porre una questione politica, urbanistica e democratica di enorme rilievo: se un intervento edilizio viene realizzato sulla base di un titolo illegittimo, in contrasto con norme statali fondamentali, ma nessuno ne risponde penalmente perch\u00e9 difetterebbe l\u2019elemento soggettivo del reato, che cosa resta della legalit\u00e0 urbanistica?<\/p>\n\n\n\n<p>Il Sindaco Sala e la sua amministrazione portano una responsabilit\u00e0 pesante: avere promosso, difeso e rappresentato un modello di citt\u00e0 nel quale la trasformazione edilizia \u00e8 diventata troppo spesso pi\u00f9 rapida della discussione pubblica, pi\u00f9 forte degli strumenti urbanistici, pi\u00f9 incisiva delle garanzie ambientali e sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019assoluzione degli imputati non assolve quel modello e non cancella la necessit\u00e0 di rimettere al centro la legge, la pianificazione, la trasparenza, la tutela del suolo, la qualit\u00e0 della vita e il diritto dei cittadini a una citt\u00e0 governata nell\u2019interesse pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Per chi volesse approfondire: \u201c<a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/salva-milano-sfascia-il-paese-sulla-leggina-ad-urbem-che-affossa-cio-che-resta-dellurbanistica\/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=27112024ANS\">Salva Milano\u201d, sfascia il Paese. Sulla leggina ad urbem che affossa ci\u00f2 che resta dell\u2019urbanistica<\/a>, Paolo Pileri, Altreconomia, 25.11.2024<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Edificata sulla base di un titolo illegittimo e in contrasto con norme statali fondamentali, ma a carico dei responsabili difetta l\u2019elemento soggettivo del reato, sia [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18558,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,41,3928],"tags":[50],"class_list":["post-18557","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lombardia","category-opinioni","category-sentenze","tag-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18557","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18557"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18557\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}