{"id":18562,"date":"2026-06-29T20:10:57","date_gmt":"2026-06-29T18:10:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18562"},"modified":"2026-06-29T20:11:26","modified_gmt":"2026-06-29T18:11:26","slug":"foreste-urbane-per-ridurre-limpatto-delle-ondate-di-calore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/06\/foreste-urbane-per-ridurre-limpatto-delle-ondate-di-calore\/","title":{"rendered":"Foreste urbane per ridurre l&#8217;impatto delle ondate di calore"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Raggiungere almeno il 30 per cento di copertura arborea potrebbe diminuire significativamente l\u2019impatto delle temperature elevate nelle citt\u00e0 italiane, secondo uno studio condotto dal Cnr-Iret in collaborazione con il College of Environmental Science and Forestry della State University of New York, pubblicato sulla rivista\u00a0Npj Urban Sustainability.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>del <em>CNR -Consiglio Nazionale delle Ricerche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Aumentare la copertura arborea fino a raggiungere almeno il 30 per cento in tutta l\u2019area urbana pu\u00f2 contribuire a ridurre in modo significativo l\u2019impatto delle ondate di calore nelle citt\u00e0 italiane. \u00c8 quanto emerge dallo <strong>studio su un campione di dieci citt\u00e0 italiane<\/strong> di un <strong>team dell\u2019Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iret) e del College of Environmental Science and Forestry della State University of New York (SUNY-ESF)<\/strong>, pubblicato sulla rivista&nbsp;<em>Nature Partner Journal Urban Sustainability<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"690\" height=\"657\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Screenshot_29-6-2026_20246_www.cnr_.it_.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18564\" style=\"width:422px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Screenshot_29-6-2026_20246_www.cnr_.it_.jpeg 690w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Screenshot_29-6-2026_20246_www.cnr_.it_-300x286.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il gruppo ha analizzato i dati di <strong>Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Genova, Palermo, Roma, Torino e Verona<\/strong>, citt\u00e0 diverse per dimensione e condizioni geografiche. Cosa sarebbe accaduto se ogni quartiere avesse avuto almeno il 30 per cento di copertura arborea, durante la storica ondata di calore dell\u2019estate del 2003? Stando alle stime <strong>si sarebbe potuto abbassarne di circa il 36% l\u2019impatto<\/strong>, <strong>misurato come eccesso di mortalit\u00e0 da calore nella fascia di et\u00e0 dai 65 anni in su<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli autori &#8211; <strong>Theodore Endreny, Marco Ciolfi, Anna Endreny, Francesca Chiocchini e Carlo Calfapietra <\/strong>del Cnr-Iret e della State University of New York &#8211; hanno utilizzato il sofisticato <strong>modello climatico urbano \u201ci-Tree Cool Air\u201d<\/strong>, che combina dati su temperatura, umidit\u00e0, copertura del suolo e vegetazione, stimando come gli alberi raffreddino l\u2019ambiente attraverso <strong>ombreggiamento ed evapotraspirazione<\/strong>, cio\u00e8 il processo con cui rilasciano acqua nell\u2019atmosfera <strong>contribuendo a dissipare il calore<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI benefici sarebbero particolarmente importanti nei quartieri pi\u00f9 cementificati e densamente abitati, dove l\u2019effetto dell\u2019isola di calore urbana si manifesta pi\u00f9 intenso\u201d, spiegano Ciolfi e Chiocchini. \u201c<strong>Il raffreddamento prodotto dipende anche dalla disponibilit\u00e0 d\u2019acqua<\/strong>: nei climi mediterranei, sempre pi\u00f9 soggetti a siccit\u00e0, potrebbe essere necessario integrare infrastrutture verdi e sistemi efficienti di gestione delle acque per mantenere gli alberi in salute senza aumentare eccessivamente l\u2019umidit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/42949_2025_219_Fig1_HTML-1024x724.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-18565\" style=\"width:625px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/42949_2025_219_Fig1_HTML-1024x724.webp 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/42949_2025_219_Fig1_HTML-300x212.webp 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/42949_2025_219_Fig1_HTML-768x543.webp 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/42949_2025_219_Fig1_HTML-1536x1086.webp 1536w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/42949_2025_219_Fig1_HTML.webp 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il rischio di ondate di calore \u00e8 distribuito in modo disomogeneo tra i quartieri delle citt\u00e0. I gradi-giorno di ondate di calore (\u00b0C\/giorno) dello scenario di riferimento, relativi alle ondate di calore del 2003, sono distribuiti spazialmente tra i quartieri di ciascuna delle 10 citt\u00e0 italiane; le tonalit\u00e0 di rosso pi\u00f9 scure indicano una maggiore incidenza stimata di questo indicatore di rischio per ciascun quartiere.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u201cRispetto all\u2019urgenza di preparare le citt\u00e0 al caldo estremo, questo lavoro di ricerca propone una <strong>soluzione concreta. Le foreste urbane possono diventare una soluzione per la resilienza climatica<\/strong>, a beneficio della salute pubblica e della qualit\u00e0 della vita, assieme a maggiori superfici permeabili e sistemi di gestione dell\u2019acqua piovana. Contiamo di sviluppare modelli dettagliati, in modo da identificare i quartieri deputati alla dimora di nuovi alberi\u201d aggiunge Endreny (Cnr-Iret e State University of New York). Il lavoro evidenzia <strong>anche altri benefici: minor inquinamento atmosferico e deflusso di acque piovane grazie<\/strong> a superfici pi\u00f9 permeabili, maggiore <strong>assorbimento di CO2<\/strong>. Nel complesso, l&#8217;incremento di alberi sarebbe associato a benefici ambientali collaterali forniti dai servizi ecosistemici che mediamente si stimano sui <strong>56 mila dollari all\u2019anno per chilometro quadrato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s42949-025-00219-7\">Scarica qui il documento.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>CNR -Consiglio Nazionale delle Ricerche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>26.06.2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per informazioni:<\/strong><br>Marco Ciolfi<br>Cnr-Iret<br><a href=\"mailto:marco.ciolfi@cnr.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">marco.ciolfi@cnr.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ufficio stampa:<\/strong><br>Francesca Gorini<br>Ufficio stampa Cnr<br><a href=\"mailto:francesca.gorini@cnr.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">francesca.gorini@cnr.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raggiungere almeno il 30 per cento di copertura arborea potrebbe diminuire significativamente l\u2019impatto delle temperature elevate nelle citt\u00e0 italiane, secondo uno studio condotto dal Cnr-Iret [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18563,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1374,3864],"tags":[3959],"class_list":["post-18562","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-citta-e-verde-urbano","category-rapporti","tag-isole-di-calore"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18562","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18562"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18562\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18562"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}