{"id":18585,"date":"2026-07-07T06:00:00","date_gmt":"2026-07-07T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18585"},"modified":"2026-07-05T23:50:25","modified_gmt":"2026-07-05T21:50:25","slug":"mari-sempre-piu-caldi-nel-2025-secondo-valore-piu-alto-mai-registrato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/07\/mari-sempre-piu-caldi-nel-2025-secondo-valore-piu-alto-mai-registrato\/","title":{"rendered":"Mari sempre pi\u00f9 caldi: nel 2025 secondo valore pi\u00f9 alto mai registrato"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Temperature sopra la media. Crisi idrica sotto monitoraggio. I dati del nuovo rapporto SNPA sul clima in Italia.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>del <em>Sistema Nazionale per la<\/em> <em>Protezione dell&#8217;Ambiente &#8211; SNPA<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con una temperatura media annuale dei mari italiani di&nbsp;<strong>20\u00b0C e punte di oltre 26\u00b0C a luglio (26,64\u00b0C) e&nbsp;agosto&nbsp;(26,48 \u00b0C), il 2025 fa registrare valori superiori al riferimento climatologico 1991-2020 di +1,18\u00b0C<\/strong>&nbsp;e si attesta come il secondo pi\u00f9 caldo&nbsp;<strong>dal 1982<\/strong>. Parallelamente, le&nbsp;<strong>piogge pi\u00f9 frequenti al Nord<\/strong>&nbsp;migliorano il quadro idrico dell\u2019area con un&nbsp;<strong>aumento del 7%<\/strong>&nbsp;delle precipitazioni rispetto alla media, mentre il&nbsp;<strong>Centro resta in linea e il Sud registra un calo del 5%<\/strong>. Sempre pi\u00f9 necessario proseguire sulla strada delle azioni di mitigazione e adattamento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quanto emerge dal Rapporto&nbsp;<em>\u201cIl clima in Italia nel 2025\u201d<\/em>&nbsp;del Sistema nazionale per la protezione dell\u2019ambiente (SNPA), composto da ISPRA e dalle Agenzie per l&#8217;ambiente di Regioni e Province autonome (Arpa\/Appa). Il documento fornisce una descrizione dello stato del clima e della sua evoluzione nel nostro Paese, con analisi e valutazione a scala nazionale, regionale e locale. Il Rapporto contiene alcuni approfondimenti sugli eventi pi\u00f9 critici che si sono verificati nel corso dell\u2019anno.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal&nbsp;<strong>2000 in poi<\/strong>, in quasi tutti gli anni si sono registrate in Italia&nbsp;<strong>temperature atmosferiche pi\u00f9 alte della media e il 2025 conferma questa tendenza<\/strong>, con un\u2019anomalia di temperatura media di&nbsp;<strong>+1,03\u00b0C<\/strong>&nbsp;rispetto al valore climatologico&nbsp;<strong>1991-2020.<\/strong>&nbsp;Tutti i mesi, tranne ottobre e novembre, risultano pi\u00f9 caldi del normale; il mese di giugno, con il picco di 3,23\u00b0C sopra la media, \u00e8 stato il secondo della serie, dopo il record del 2003. Anche tutte le stagioni chiudono con valori superiori alla media. In particolare, l\u2019<strong>estate, con +1,46\u00b0C<\/strong>, si colloca al quarto posto tra le pi\u00f9 calde&nbsp;<strong>dal 1961<\/strong>; l\u2019inverno, con&nbsp;<strong>+1,21\u00b0C, e la primavera, con +0,86\u00b0C rientrano tra le pi\u00f9 calde della serie<\/strong>, mentre l\u2019autunno mostra un aumento pi\u00f9 contenuto, pari a +0,16\u00b0C.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Piogge nella media nazionale, ma con forti differenze tra Nord e Sud<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Le piogge cadute nel 2025 si\u00a0<strong>mantengono nella media climatologica 1991-2020 (+1%)<\/strong>, ma la distribuzione \u00e8 molto diversa tra le aree del Paese. Al Nord le precipitazioni aumentano del 7%, al Centro restano vicine alla media, mentre al Sud e nelle Isole diminuiscono del 5%. I mesi relativamente pi\u00f9 secchi sono giugno, ottobre e novembre, mentre marzo e agosto risultano quelli pi\u00f9 piovosi. Su base stagionale, solo l\u2019autunno \u00e8 pi\u00f9 asciutto del normale, mentre la primavera \u00e8 la stagione che ha fatto registrare l\u2019anomalia positiva di precipitazione pi\u00f9 marcata dell\u2019anno, seguita dall\u2019inverno.<strong>Piogge nella media nazionale, ma con forti differenze tra Nord e Sud<\/strong>Le piogge cadute nel 2025 si\u00a0<strong>mantengono nella media climatologica 1991-2020 (+1%)<\/strong>, ma la distribuzione \u00e8 molto diversa tra le aree del Paese. Al Nord le precipitazioni aumentano del 7%, al Centro restano vicine alla media, mentre al Sud e nelle Isole diminuiscono del 5%. I mesi relativamente pi\u00f9 secchi sono giugno, ottobre e novembre, mentre marzo e agosto risultano quelli pi\u00f9 piovosi. Su base stagionale, solo l\u2019autunno \u00e8 pi\u00f9 asciutto del normale, mentre la primavera \u00e8 la stagione che ha fatto registrare l\u2019anomalia positiva di precipitazione pi\u00f9 marcata dell\u2019anno, seguita dall\u2019inverno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il numero di giorni consecutivi senza pioggia resta contenuto in gran parte del Paese, ma raggiunge valori molto elevati nelle regioni meridionali. La costa ionica della Calabria arriva a 121 giorni asciutti consecutivi, la Sardegna a 118 e la Sicilia a 116. Sono valori che confermano una maggiore esposizione del Sud a periodi prolungati senza precipitazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Siccit\u00e0: il Nord recupera, il Centro\u2011Sud resta in difficolt\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 2025, la siccit\u00e0,&nbsp;<strong>da moderata a estrema, ha continuato a condizionare il Centro\u2011Sud<\/strong>, anche se in maniera meno gravosa rispetto agli anni precedenti. Al Nord, invece, le piogge abbondanti hanno mantenuto le risorse idriche sopra le medie annue di riferimento. In termini di usi della risorsa idrica, il Centro\u2011Sud \u00e8 stato caratterizzato da severit\u00e0 idrica da media ad alta, con differenze tra territori e usi dell\u2019acqua. In Sicilia la severit\u00e0 idrica \u00e8 restata alta per tutto l\u2019anno. &nbsp;Questa situazione \u00e8 stata sotto il continuo monitoraggio degli Osservatori distrettuali sugli utilizzi idrici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Disponibilit\u00e0 d\u2019acqua in calo rispetto alle medie storiche<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La quantit\u00e0 di risorsa idrica disponibile a livello nazionale \u00e8 stimata in 128 miliardi di metri cubi, un valore pi\u00f9 basso delle medie storiche: oltre il<strong>&nbsp;7% in meno rispetto alla media di lungo periodo, circa il 4% in meno rispetto al trentennio pi\u00f9 recente e il 19% in meno rispetto al 2024<\/strong>. La tendenza osservata dal 1951 al 2025 conferma un trend di riduzione della disponibilit\u00e0 di acqua nel Paese.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Eventi estremi: alluvioni, frane e valanghe<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il 2025 \u00e8 segnato anche da diversi eventi estremi. Tra il&nbsp;<strong>15 e il 17 aprile, un\u2019ondata di maltempo ha colpito la Valle d\u2019Aosta<\/strong>&nbsp;<strong>sud\u2011orientale e il Piemonte nord\u2011occidentale con piogge eccezionali in 24 ore<\/strong>&nbsp;e cumulate di evento che hanno raggiunto i 600 millimetri. Le precipitazioni intense, insieme alla saturazione del suolo e a nevicate molto abbondanti in quota, hanno provocato frane, allagamenti, valanghe e causato una vittima.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il&nbsp;<strong>16 e il 17 novembre, nel sud\u2011est del Friuli-Venezia Giulia, un sistema temporalesco rimasto fermo per quasi 12 ore ha scaricato oltre 200 mm di pioggia.<\/strong>&nbsp;Il torrente Judrio \u00e8 esondato, allagando il paese di Versa con uno strato d\u2019acqua e fango alto fino a due metri e una frana ha colpito il centro di Brazzano di Corm\u00f2ns, causando due vittime e la distruzione di tre abitazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le azioni di contrasto al cambiamento climatico<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Sono due gli ambiti di intervento fondamentali per combattere il mutamento del clima e i suoi effetti: la mitigazione e l\u2019adattamento. Da un lato, \u00e8 essenziale limitare le emissioni di gas serra, con l\u2019obiettivo di raggiungere la neutralit\u00e0 climatica, attraverso la transizione verso fonti energetiche rinnovabili, l\u2019efficienza energetica e modelli produttivi pi\u00f9 sostenibili. Dall\u2019altro, \u00e8 altrettanto necessario promuovere misure di adattamento, per rendere territori, infrastrutture e comunit\u00e0 pi\u00f9 resilienti agli impatti della crisi climatica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI dati del monitoraggio del Sistema nazionale per la protezione dell\u2019ambiente confermano che il cambiamento climatico non \u00e8 pi\u00f9 una sfida del futuro, ma una realt\u00e0 con cui siamo gi\u00e0 chiamati a confrontarci \u2013 ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, presidente di ISPRA ed SNPA &#8211; Gli scenari elaborati da ISPRA dimostrano che il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni \u00e8 possibile, a condizione di accelerare il percorso con scelte fondate sulla conoscenza scientifica e sulla qualit\u00e0 dei dati. &nbsp;Allo stesso tempo \u00e8 urgente e necessario promuovere azioni efficaci di adattamento per rendere i territori, le comunit\u00e0 e gli ecosistemi pi\u00f9 resilienti ai cambiamenti del clima. La transizione ecologica ed energetica si costruisce con la collaborazione di istituzioni, imprese e cittadini perch\u00e9 trasformando la conoscenza in azione potremo rendere il nostro Paese pi\u00f9 sicuro, resiliente e competitivo.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo le pi\u00f9 recenti valutazioni di ISPRA, il sistema ETS (<em>Emission Trading System<\/em>), la crescita delle energie rinnovabili e l\u2019innovazione industriale stanno contribuendo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Persistono tuttavia criticit\u00e0 nel settore dei trasporti e del riscaldamento, nei quali, in assenza di tempestive ed efficaci politiche settoriali, l\u2019Italia rischia di non conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti per il 2030.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In tema di adattamento, un riferimento strategico \u00e8 rappresentato dal PNACC \u2013 Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, il cui obiettivo \u00e8 quello di fornire un quadro di indirizzo per l\u2019implementazione di azioni finalizzate a ridurre al minimo possibile i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, a migliorare la capacit\u00e0 di adattamento dei sistemi socioeconomici e naturali, nonch\u00e9 a trarre vantaggio dalle eventuali opportunit\u00e0 che si potranno presentare con le nuove condizioni climatiche. La recente istituzione da parte del Ministero dell\u2019ambiente e della sicurezza energetica dell\u2019Osservatorio Nazionale per l\u2019Adattamento (dicembre 2025), che integra esperti dell\u2019ISPRA e di SNPA, rappresenta un ulteriore passo avanti in questa direzione.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/pubblicazioni\/report-snpa\/il-clima-in-italia-nel-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Il clima in Italia nel 2025<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Temperature sopra la media. Crisi idrica sotto monitoraggio. 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