{"id":18620,"date":"2026-07-12T07:00:00","date_gmt":"2026-07-12T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18620"},"modified":"2026-07-18T22:21:01","modified_gmt":"2026-07-18T20:21:01","slug":"parma-e-piacenza-insieme-per-la-tutela-del-territorio-costituito-il-comitato-appennino-unito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/07\/parma-e-piacenza-insieme-per-la-tutela-del-territorio-costituito-il-comitato-appennino-unito\/","title":{"rendered":"Parma e Piacenza insieme per la tutela del territorio: costituito il comitato \u201cAppennino Unito\u201d"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Ci sono luoghi che non appartengono a nessuno. E, proprio per questo, appartengono a tutti. Boschi che respirano da millenni. Sorgenti che alimentano i fiumi di mezza Italia. Crinali dove il silenzio ha ancora un suono. Borghi dove la gente ha scelto di restare o di tornare per costruire un futuro diverso. Questo \u00e8 l&#8217;Appennino Emiliano. La spina dorsale d&#8217;Italia. Qualcuno ha deciso che tutto questo vale meno di un finanziamento pubblico&#8230;<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>E&#8217; infatti incombente su questo prezioso territorio il progetto eolico industriale on-shore \u00ab<em>Parma A<\/em>\u00bb, <strong>le cui dimensioni lo renderebbero il pi\u00f9 esteso d&#8217;Italia<\/strong>: 47 torri d&#8217;acciaio alte 200 metri su rocce friabili e versanti instabili, 40 km di crinali montuosi interessati &#8211; tra i 1.000 e i 1.700 metri di quota &#8211; nelle valli del Ceno e del Taro; 9 Comuni coinvolti nelle province di Parma e Piacenza (Bardi, Bore, Bedonia, Borgo Val di Taro, Compiano, Tornolo, Morfasso, Albareto e Valmozzola), in un&#8217;area in cui il vento non pare neppure sufficiente a supportare gli impianti eolici e dove comunque risultano gi\u00e0 esserci impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in grado di soddisfare il fabbisogno locale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le preoccupazioni di cittadini e amministratori locali sono molte<\/strong> e, come sempre, toccano aspetti che gi\u00e0 mille volte abbiamo dovuto evidenziare per progetti &#8220;<em>green<\/em>&#8221; di rilevanti dimensioni: <strong>criticit\u00e0 geologiche e idrogeologiche<\/strong> (con possibili effetti sugli equilibri idrogeologici del territorio, sulla circolazione delle acque sotterranee e sulla tutela di sorgenti e risorse idriche che alimentano acquedotti e comunit\u00e0 locali; nel progetto presentato si registra la totale mancanza di indagini geognostiche); <strong>ripercussioni su ecosistemi <\/strong>di elevato pregio naturalistico, biodiversit\u00e0 e fauna (l&#8217;area \u00e8 popolata da lupi, aquile reali, falchi pellegrini, caprioli, cervi, con boschi di faggio e castagneto antico che sono memoria viva di questo territorio: comunit\u00e0 montane che su quella natura hanno costruito identit\u00e0, cultura, economia e turismo lento); <strong>sfregio al Paesaggio<\/strong> (le pale risultano alte 4 volte il Castello di Bardi e visibili da decine di km su tutti i crinali); espropri, occupazione temporanea, servit\u00f9 (sorvolo e elettrodotti), deposito temporaneo; <strong>infrastrutture permanenti <\/strong>quali strade di crinale, cavidotti e sottostazioni elettriche (con la previsione di 5 anni di cantiere e divieto di accesso per 4 anni); <strong>svalutazione del valore degli immobili<\/strong> e rischio di un <strong>drastico calo di presenze turistiche<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un progetto presentato nel luglio dello scorso anno e <strong>raddoppiato<\/strong>, attraverso una semplice integrazione, nel giugno di quest&#8217;anno senza un nuovo iter e con soli 30 giorni di tempo a disposizione dei cittadini per rispondere a ben 1.562 documenti tecnici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica<\/strong> (MASE), con nota ufficiale del 1\u00b0 giugno 2026, ha di fatto autorizzato <strong>Duferco Sviluppo S.p.A.<\/strong> a presentare un progetto eolico unificato (dai precedenti <em>Parma A e Parma B<\/em>) di dimensioni mai viste sull&#8217;Appennino parmense e italiano. <strong>Il meccanismo usato \u00e8 semplice quanto brutale<\/strong>: il Ministero aveva gi\u00e0 avviato la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il progetto &#8220;<em>Parma A<\/em>&#8221; (22 turbine, 136 MW). Poi \u00e8 arrivato &#8220;Parma B&#8221; (155 MW). Quando si \u00e8 capito che con &#8220;<em>Parma B<\/em>&#8221; tutto l&#8217;iter aveva problemi procedurali, in quanto appositamente presentato scorporato in due progetti per attenuarne l&#8217;impatto se presi singolarmente, anzich\u00e9 bloccare tutto il Ministero ha semplicemente chiesto di fondere i due progetti in uno solo, facendolo passare come una mera &#8220;modifica&#8221; del procedimento gi\u00e0 avviato.<\/p>\n\n\n\n<p>La presenza di specie protette come l&#8217;aquila reale (Aquila chrysaetos), il biancone, il falco pecchiaiolo, il lupo appenninico (Canis lupus italicus) impone valutazioni di incidenza (VINCA) che, se condotte con onest\u00e0 scientifica, portano a una sola conclusione: <strong>questo progetto \u00e8 incompatibile con la conservazione di tali specie e di tali habitat.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Duferco Sviluppo S.p.A. non investirebbe un euro su questi crinali se non ci fossero gli incentivi statali garantiti dal GSE <\/strong>(Gestore dei Servizi Energetici), pagati in bolletta da tutti gli italiani. Come sappiamo, l&#8217;eolico industriale in Italia non \u00e8 libero mercato: \u00e8 un sistema in cui i profitti \u2014 garantiti per vent&#8217;anni da contratti con lo Stato \u2014 vanno ai proponenti privati e i costi, sia economici e sia ambientali, ricadono sulla collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Cittadini, amministratori locali, associazioni e rappresentanti del territorio hanno quindi deciso di costituire il comitato \u201c<strong><em>Appennino Unito<\/em><\/strong>\u201d allo scopo di supportare il lavoro di analisi e comprensione del progetto. Il comitato riunisce professionisti, tecnici e cittadini dei territori, tra cui geologi, biologi, avvocati, esperti ambientali, agricoltori, guide ambientali e professionisti provenienti da diversi ambiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un <strong>comitato civico indipendente<\/strong> composto da sensibilit\u00e0 politiche differenti. Un presidio permanente sul territorio, nato per informare, osservare, tutelare, promuovere una partecipazione consapevole alle scelte che riguardano il futuro di queste vallate e a vigilare su progetti che possano compromettere ambiente, paesaggio, economia locale e qualit\u00e0 della vita delle comunit\u00e0, indipendentemente dalla loro dimensione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Provincia di Parma ha preso posizione critica nei confronto del progetto<\/strong>, inviando proprie osservazioni a Ministero e Regione che parlano di \u201c<em>Forzatura dell\u2019iter amministrativo, troppe lacune documentali e di approfondimento, mancanza di condivisione con il territorio ed impatti eccessivi dell\u2019opera sui piani ambientale-paesaggistico, geologico sismico e di analisi di assetto viabilistico<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una specifica <strong>petizione <\/strong>per chiedere l&#8217;archiviazione definitiva del procedimento, la cessazione immediata di qualsiasi iter autorizzativo relativo al parco eolico &#8220;<em>Parma A<\/em>&#8221; nella sua configurazione unificata da 47 aerogeneratori e il rigetto di qualsiasi futura riproposizione dello stesso progetto sotto altro nome o altra veste procedurale, \u00e8 <strong><a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/stop-al-mega-parco-eolico-accorpato-parma-a-47-torri-sull-appennino-parmense\">sottoscrivibile on line qui<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono luoghi che non appartengono a nessuno. 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