{"id":18622,"date":"2026-07-15T06:00:00","date_gmt":"2026-07-15T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18622"},"modified":"2026-07-11T23:16:48","modified_gmt":"2026-07-11T21:16:48","slug":"presidente-meloni-prenda-lei-il-timone-difenda-i-territori-dalle-speculazioni-energetiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/07\/presidente-meloni-prenda-lei-il-timone-difenda-i-territori-dalle-speculazioni-energetiche\/","title":{"rendered":"Presidente Meloni, prenda lei il timone. Difenda i territori dalle speculazioni energetiche"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Lettera aperta di TESS sottoscritta da oltre 500 firmatari, tra cui pi\u00f9 di 100 sindaci, associazioni, comitati e personalit\u00e0 del mondo accademico e della cultura provenienti da tutta Italia. &#8220;Il Governo assicuri una pianificazione nazionale della transizione energetica capace di prevenire le speculazioni e di salvaguardare l&#8217;agricoltura, il paesaggio e il patrimonio storico e culturale della Nazione&#8221;.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>TESS \u2013 Transizione Energetica Senza Speculazione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una lettera aperta, inviata ad inizio luglio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, <strong>richiama le parole pronunciate da Giorgia Meloni durante la recente Assemblea di Confagricoltura<\/strong>: \u00abGli agricoltori sono custodi dell&#8217;ambiente e del paesaggio e il territorio ricevuto in eredit\u00e0 deve essere consegnato integro alle generazioni future\u00bb. Parole che i firmatari condividono pienamente, ricordando che l&#8217;agricoltura non \u00e8 soltanto produzione di cibo, ma anche presidio del territorio, custodia del paesaggio e parte essenziale dell&#8217;identit\u00e0 italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rafforzamento della sicurezza energetica nazionale \u00e8 una necessit\u00e0 condivisa. Tuttavia, <strong>la transizione energetica non pu\u00f2 tradursi in una diffusione incontrollata di impianti sul territorio<\/strong>, <strong>priva di una regia nazionale<\/strong> capace di distinguere tra ci\u00f2 che \u00e8 compatibile e ci\u00f2 che non lo \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo i firmatari chiedono alla Presidente Giorgia Meloni di assumere un&#8217;iniziativa politica diretta affinch\u00e9 la transizione energetica <strong>non comprometta il paesaggio, l&#8217;agricoltura e l&#8217;identit\u00e0 dei territori italiani<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, progetti che prevedono <strong>immense distese di pannelli fotovoltaici<\/strong> ed <strong>enormi turbine eoliche<\/strong> interessano paesaggi rurali e montani di straordinario valore ambientale e culturale. Interventi privati, che <strong>arricchiscono societ\u00e0 e fondi d&#8217;investimento prevalentemente stranieri<\/strong>, ma che godono del diritto di esproprio sul territorio italiano; impianti che non seguono l\u2019indicazione della legge italiana (localizzazione prioritaria su brownfield) eppure <strong>passano per opere di pubblica utilit\u00e0, con diritto d\u2019esproprio e deroghe ai vincoli ambientali e paesaggistici<\/strong>; soggetti privati che acquisiscono il pi\u00f9 prezioso dei patrimoni pubblici, quello naturale, agricolo, culturale e identitario, per un\u2019industrializzazione che fa bene solo alla crescita economica di chi specula sull\u2019ansia da emergenza climatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano economico, negli ultimi quindici anni alle fonti rinnovabili sono stati destinati circa 170 miliardi di euro di incentivi, finanziati in gran parte attraverso le bollette di famiglie e imprese per gli oneri di sistema.<\/p>\n\n\n\n<p>Risorse che dovrebbero essere invece destinate all&#8217;<strong>installazione degli impianti su tetti e superfici gi\u00e0 edificate<\/strong>, sostenendo l\u2019autoconsumo di famiglie e imprese, le comunit\u00e0 energetiche e l\u2019efficienza energetica, anzich\u00e9 incentivare il consumo di suolo agricolo e alimentare rendite finanziarie a beneficio di grandi societ\u00e0 dell&#8217;industria energetica prive di un legame con i territori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;Italia ha gi\u00e0 pagato un prezzo elevato<\/strong> per scelte industriali miopi e oggi <strong>rischia di compromettere due pilastri fondamentali del proprio sviluppo: il turismo e l&#8217;agroalimentare<\/strong>. Milioni di persone scelgono il nostro Paese per la qualit\u00e0 dei suoi paesaggi e dei suoi territori, mentre il Made in Italy agroalimentare nasce proprio dall&#8217;unicit\u00e0 dei luoghi di produzione, che oggi rischiano di trasformarsi in immense distese di pannelli fotovoltaici e turbine eoliche.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo i firmatari chiedono alla Presidente del Consiglio di trasformare in scelte di governo i principi che ha pi\u00f9 volte affermato in difesa dell&#8217;identit\u00e0 nazionale, del paesaggio e dei territori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGentile Presidente,<\/p>\n\n\n\n<p>Lei ha sempre parlato di radici, comunit\u00e0 e identit\u00e0 nazionale. La patria non \u00e8 un concetto astratto: \u00e8 il territorio, sono le campagne che producono il cibo italiano, sono i paesaggi che raccontano la nostra storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo molti cittadini confidano che questo Governo sappia farsi garante della tutela del paesaggio italiano, patrimonio insostituibile della &nbsp;nostra cultura, preservandolo da trasformazioni profonde e irreversibili.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia giudica i governi per ci\u00f2 che costruiscono, ma anche per ci\u00f2 che lasciano distruggere. Sarebbe un paradosso se proprio sotto un Governo che ha fatto della difesa dell&#8217;identit\u00e0 italiana una delle proprie bandiere si consumasse una trasformazione capace di alterare profondamente il volto dell&#8217;Italia e di compromettere un patrimonio che la Costituzione riconosce come valore fondante della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;energia si pu\u00f2 produrre in molti modi. La bellezza del nostro Paese, invece, una volta compromessa, non potr\u00e0 essere restituita alle generazioni future.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA<\/h2>\n\n\n\n<p>Appello alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per uno sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili, a tutela dell&#8217;agricoltura, del paesaggio e del patrimonio culturale italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>La presente iniziativa nazionale \u00e8 promossa da TESS \u2013 Transizione Energetica Senza Speculazione, coalizione interregionale impegnata nella tutela del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;appello \u00e8 rivolto alla Presidente del Consiglio affinch\u00e9 il Governo assicuri una pianificazione nazionale della transizione energetica capace di prevenire le speculazioni e di salvaguardare l&#8217;agricoltura, il paesaggio e il patrimonio storico e culturale della Nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 sottoscritto da centinaia di firmatari, tra cui sindaci e amministratori locali, personalit\u00e0 del mondo accademico e della cultura, associazioni, comitati e rappresentanti della societ\u00e0 civile provenienti da tutta Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>Gentile Presidente Giorgia Meloni,<\/p>\n\n\n\n<p>nel recente intervento all\u2019assemblea di Confagricoltura, Lei ha ricordato che gli agricoltori sono custodi dell\u2019ambiente e del paesaggio e che il territorio ricevuto in eredit\u00e0 deve essere consegnato integro alle generazioni future.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono parole che condividiamo profondamente. Perch\u00e9 l\u2019agricoltura non produce soltanto cibo: custodisce il territorio, modella il paesaggio e conserva una parte essenziale dell\u2019identit\u00e0 italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio partendo da quelle parole che Le scriviamo.<\/p>\n\n\n\n<p>La transizione energetica \u00e8 necessaria. Rafforzare la sicurezza energetica e ridurre la dipendenza dall\u2019estero \u00e8 un obiettivo condivisibile. Ma una cosa \u00e8 la transizione energetica, un\u2019altra \u00e8 trasformare l\u2019Italia in una piattaforma industriale energetica diffusa, senza una regia nazionale capace di distinguere tra ci\u00f2 che \u00e8 compatibile e ci\u00f2 che non lo \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi migliaia di progetti eolici e fotovoltaici interessano campagne, crinali, montagne e paesaggi rurali di altissimo valore ambientale e culturale, con distese di ettari di pannelli e pale eoliche alte oltre 200 metri, come i pi\u00f9 alti grattacieli d\u2019Italia. Interventi spesso promossi da societ\u00e0 nate da poco, prive di una reale storia industriale e talvolta riconducibili a grandi fondi finanziari e operatori esteri che non hanno alcun legame con i territori coinvolti e ai quali poco importa del patrimonio agricolo, paesaggistico e culturale italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema non \u00e8 soltanto il numero degli impianti. \u00c8 l\u2019assenza di una pianificazione credibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Le aree idonee avrebbero dovuto indirizzare gli investimenti verso luoghi gi\u00e0 compromessi o compatibili, ma oggi non rappresentano un vincolo realmente efficace. Le norme nazionali si sovrappongono a quelle regionali, si moltiplicano ricorsi e controricorsi, i tribunali amministrativi diventano arbitri della trasformazione del territorio mentre i progetti continuano ad avanzare anche in aree di elevatissimo pregio paesaggistico e ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p>Una trasformazione di questa portata non pu\u00f2 essere governata dal contenzioso amministrativo. Serve una strategia nazionale chiara, stabile e vincolante, che individui dove gli impianti possono essere realizzati e dove invece devono essere esclusi.<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste poi una questione che tocca direttamente il principio di sovranit\u00e0 territoriale. Molti impianti vengono dichiarati opere di pubblica utilit\u00e0, aprendo la strada a procedure espropriative nei confronti di proprietari agricoli e comunit\u00e0 locali. \u00c8 difficile spiegare agli italiani perch\u00e9 il principio della pubblica utilit\u00e0 debba essere utilizzato per favorire operazioni che producono profitti privati e impatti permanenti sul paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre inoltre aprire una riflessione seria sulla sostenibilit\u00e0 economica di questo modello. Negli ultimi quindici anni alle fonti rinnovabili sono stati destinati circa 170 miliardi di euro attraverso incentivi che, in larga parte, sono stati trasferiti sulle bollette di famiglie e imprese, mentre ulteriori decine di miliardi sono stati recentemente messi a disposizione dall\u2019Unione Europea sotto forma di nuovo debito autorizzato a carico dei contribuenti per sostenere questo modello di sviluppo. Si tratta di risorse enormi che &nbsp;dovrebbero essere orientate prioritariamente verso l\u2019autoconsumo, le comunit\u00e0 energetiche, l\u2019efficienza energetica, i tetti di abitazioni e &nbsp;capannoni industriali, sostenendo famiglie e imprese italiane anzich\u00e9 alimentare le rendite finanziarie di grandi gruppi che spesso operano lontano dai territori sui quali investono.<\/p>\n\n\n\n<p>Difendere il paesaggio non significa essere contro le energie rinnovabili. Significa pretendere che la transizione sia governata con equilibrio e buon senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Significa utilizzare tetti, aree industriali dismesse, parcheggi, cave esaurite e superfici gi\u00e0 artificializzate,&nbsp; evitando di consumare suolo agricolo e compromettere paesaggi che rappresentano una risorsa economica oltre che ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia ha gi\u00e0 pagato un prezzo elevato alla globalizzazione e a scelte industriali spesso miopi.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo visto ridursi il peso della manifattura, perdere competitivit\u00e0 interi comparti produttivi e indebolirsi progressivamente il settore dell\u2019automotive. Oggi rischiamo di compromettere altre due grandi ricchezze nazionali: il turismo e l\u2019agroalimentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Milioni di persone scelgono l\u2019Italia non per le sue infrastrutture industriali, ma per la bellezza dei suoi paesaggi, dei suoi borghi, delle sue campagne e dei suoi territori. Allo stesso modo il valore del Made in Italy agroalimentare deriva anche dall\u2019unicit\u00e0 dei luoghi in cui nasce. Distruggere o banalizzare quel patrimonio significa indebolire due dei principali motori economici del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Gentile Presidente,<\/p>\n\n\n\n<p>Lei ha sempre parlato di radici, comunit\u00e0 e identit\u00e0 nazionale. La patria, di fatto, non \u00e8 un concetto astratto: \u00e8 il territorio, sono le campagne che producono il cibo italiano, sono i paesaggi che raccontano la nostra storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo molti cittadini confidano che proprio questo Governo, che pi\u00f9 di ogni altro richiama il valore dell\u2019identit\u00e0 nazionale, sappia farsi garante della tutela del paesaggio italiano, patrimonio insostituibile della nostra cultura, preservandolo da trasformazioni profonde e irreversibili alimentate da incentivi pubblici miliardari pagati dagli italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia giudica i governi per ci\u00f2 che costruiscono, ma anche per ci\u00f2 che lasciano distruggere. E sarebbe un paradosso che proprio sotto il Governo che ha fatto della difesa dell\u2019identit\u00e0 italiana una delle sue bandiere, si consumasse una trasformazione capace di alterare profondamente il volto dell\u2019Italia e di compromettere quel patrimonio storico, culturale e &nbsp;paesaggistico che la Costituzione riconosce come valore fondante della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 l\u2019energia si pu\u00f2 produrre, e si potr\u00e0 produrre, in molti modi. La bellezza del nostro Paese, invece, una volta distrutta, non potr\u00e0 essere restituita alle generazioni future.<\/p>\n\n\n\n<p>TESS \u2013 Transizione Energetica Senza Speculazione<\/p>\n\n\n\n<p>Coalizione TESS \u2013 Transizione Energetica Senza Speculazione e senza consumo di suolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera aperta di TESS sottoscritta da oltre 500 firmatari, tra cui pi\u00f9 di 100 sindaci, associazioni, comitati e personalit\u00e0 del mondo accademico e della cultura [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18623,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33],"tags":[],"class_list":["post-18622","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-energie-rinnovabili"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18622","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18622"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18622\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18623"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}