{"id":18642,"date":"2026-07-23T07:00:00","date_gmt":"2026-07-23T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18642"},"modified":"2026-07-22T19:03:14","modified_gmt":"2026-07-22T17:03:14","slug":"meno-asfalto-piu-futuro-perche-le-citta-italiane-e-siciliane-possono-e-devono-depavimentare-il-20-delle-proprie-strade","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/07\/meno-asfalto-piu-futuro-perche-le-citta-italiane-e-siciliane-possono-e-devono-depavimentare-il-20-delle-proprie-strade\/","title":{"rendered":"Meno Asfalto, pi\u00f9 futuro: perch\u00e9 le citt\u00e0 italiane (e siciliane) possono e devono depavimentare il 20% delle proprie strade"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Liberare strade e parcheggi dall&#8217;asfalto \u00e8 un obiettivo tecnicamente ed economicamente sostenibile ed \u00e8 l\u2019investimento pi\u00f9 efficiente per la salute pubblica, la sicurezza idraulica, il raffreddamento delle nostre citt\u00e0. Smettere di sigillare il suolo e cominciare a scorticare l&#8217;asfalto \u00e8 il primo, vero passo per restituire un futuro respirabile alle comunit\u00e0 urbane.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>Di Francesco Cancellieri&nbsp;(Presidente AssoCEA Messina APS e Responsabile Nazionale Area Tematica SIGEA-APS \u201cPaesaggi, Aree Naturali Protette e Rete Natura 2000\u201d)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le immagini satellitari delle nostre citt\u00e0 durante le ondate di calore estive parlano chiaro: i centri urbani si trasformano in veri e propri &#8220;isolotti termici&#8221;. Il fenomeno dell\u2019<strong>Isola di Calore Urbana (UHI &#8211; Urban Heat Island)<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 solo un\u2019ipotesi accademica, ma una realt\u00e0 climatica che <strong>impatta sulla salute pubblica, sui consumi energetici e sulla vivibilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La soluzione scientificamente pi\u00f9 solida e strutturale non risiede tanto nel potenziamento dei condizionatori, quanto in una radicale inversione di tendenza urbanistica: il <strong><em>depaving<\/em> (o depavimentazione)<\/strong>. Studi scientifici e buone pratiche internazionali dimostrano che <strong>liberare dall\u2019asfalto almeno il 20% delle superfici stradali<\/strong> non solo \u00e8 fattibile, ma \u00e8 la chiave per il raffreddamento strutturale delle citt\u00e0 italiane, con una necessit\u00e0 ancor pi\u00f9 impellente per quelle siciliane.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La fisica del calore urbano: il ruolo dell\u2019asfalto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per comprendere perch\u00e9 il 20% sia una soglia critica, occorre guardare alla fisica dei materiali urbani. L\u2019asfalto tradizionale ha un <strong>albedo molto basso (circa 0,05 &#8211; 0,15)<\/strong>, il che significa che <strong>assorbe fino al 95%<\/strong> della radiazione solare incidente, <strong>immagazzinandola sotto forma di calore e rilasciandola gradualmente durante la notte<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sostituire l\u2019asfalto con superfici naturali (suolo permeabile, prato, alberature) innesca due meccanismi<\/strong> fisici fondamentali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>evapotraspirazione:<\/strong> le piante e il suolo umido rilasciano vapore acqueo nell&#8217;atmosfera, un processo che assorbe calore latente e abbassa direttamente la temperatura dell&#8217;aria circostante;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>inversione dell&#8217;albedo:<\/strong> il passaggio dal nero dell&#8217;asfalto al verde della vegetazione aumenta la riflessione solare, riducendo l&#8217;accumulo termico originario.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La letteratura scientifica (tra cui i report dell&#8217;ISPRA sul consumo di suolo e i modelli microclimatici urbani) evidenzia che la riconversione a verde di una quota compresa tra il 15% e il 25% delle superfici impermeabili pu\u00f2 ridurre la temperatu<strong>ra superficiale urbana da 3\u00b0C fino a 5\u00b0C<\/strong>, mitigando drasticamente i picchi di calore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"494\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BlogSiP-Depaving-Cancellieri_Foto1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18643\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BlogSiP-Depaving-Cancellieri_Foto1.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BlogSiP-Depaving-Cancellieri_Foto1-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BlogSiP-Depaving-Cancellieri_Foto1-768x371.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Obiettivo 20%: dove e come intervenire senza bloccare la mobilit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Dire che si pu\u00f2 depavimentare il 20% delle strade non significa paralizzare il traffico, ma <strong>ottimizzare lo spazio pubblico<\/strong>. Le citt\u00e0 italiane ereditano una pianificazione autocentrica che ha impermeabilizzato superfici spesso geometricamente ridondanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le aree d&#8217;intervento prioritario identificate dai pianificatori ambientali includono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>I &#8220;sovravanzi&#8221; stradali e le intersezioni iper-trofiche:<\/strong> rotatorie sovradimensionate, svincoli e spartitraffico asfaltati che possono essere trasformati in micro-foreste urbane (es. con il metodo Miyawaki) o in <em>rain gardens<\/em> (giardini della pioggia).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>I parcheggi in linea e di superficie:<\/strong> la sosta veicolare pu\u00f2 essere indirizzata verso pavimentazioni grigliate erbose o autobloccanti permeabili, mantenendo la funzione di sosta ma eliminando la cappa d&#8217;asfalto.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>I viali e i controviali sovrabbondanti:<\/strong> ridurre la sezione stradale (<em>road diet<\/em>), per fare spazio a fasce di drenaggio vegetali e filari alberati che ombreggiano le piste ciclabili e i percorsi pedonali.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Caso Sicilia: un\u2019urgenza climatica non rimandabile<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Se l&#8217;obiettivo del 20% \u00e8 valido per l&#8217;intera penisola, per la <strong>Sicilia rappresenta una misura di adattamento vitale<\/strong>. La regione si trova in prima linea nella desertificazione e subisce ondate di calore subtropicali sempre pi\u00f9 prolungate (con picchi storici che sfiorano i 48\u00b0C nell&#8217;entroterra e nelle piane costiere).<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle citt\u00e0 siciliane, il <em>depaving<\/em> assume un valore terapeutico per il territorio, soprattutto per tre principali motivi:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Contrasto alle cosiddette &#8220;Bombe d&#8217;Acqua&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il clima siciliano \u00e8 caratterizzato da lunghi periodi di siccit\u00e0, seguiti da piogge torrenziali concentrate. L&#8217;asfalto impedisce l&#8217;infiltrazione, trasformando le strade in fiumi in piena e mandando in crisi i sistemi fognari. Depavimentare il 20% del tessuto stradale significa creare una <strong>&#8220;Citt\u00e0 Spugna&#8221; (Sponge City)<\/strong>, capace di assorbire l&#8217;acqua, ricaricare le falde acquifere locali e prevenire il dissesto idrogeologico urbano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Selezione della flora autoctona della Macchia Mediterranea<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il successo del depaving in Sicilia risiede nell&#8217;uso di specie arbustive e arboree autoctone della macchia mediterranea (leccio, carrubo, tamerice, sughera, mirto). Queste piante sono strutturalmente adattate a resistere agli stress idrici estivi, richiedono pochissima manutenzione e offrono un&#8217;elevata capacit\u00e0 di ombreggiamento e cattura della CO<sub>2<\/sub> e delle polveri sottili PM10 e PM2.5.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Rigenerazione dello spazio pubblico e identit\u00e0 storica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Molte citt\u00e0 siciliane possiedono centri storici che originariamente non prevedevano l&#8217;uso dell&#8217;asfalto bituminoso. Rimuovere il bitume nero a favore di soluzioni drenanti, accoppiate a micro-interventi di forestazione urbana, significa anche restituire dignit\u00e0 estetica e recuperare il microclima di cui godevano storicamente i nostri spazi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni: dalla teoria alla pratica amministrativa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La transizione ecologica delle citt\u00e0 non si fa con soluzioni cosmetiche, ma con interventi strutturali sulla materia urbana. Gli strumenti urbanistici moderni, come i <strong>Piani Urbani della Mobilit\u00e0 Sostenibile (PUMS)<\/strong> e i piani di forestazione urbana, devono inserire il <em>depaving<\/em> come indicatore prestazionale vincolante.<\/p>\n\n\n\n<p>Liberare il 20% delle strade dall&#8217;asfalto \u00e8 un obiettivo tecnicamente ed economicamente sostenibile se spalmato su programmazioni decennali di manutenzione straordinaria. \u00c8 l\u2019investimento pi\u00f9 efficiente per la salute pubblica, la sicurezza idraulica e il raffreddamento delle nostre citt\u00e0. Smettere di sigillare il suolo e cominciare a scorticare l&#8217;asfalto \u00e8 il primo, vero passo per restituire un futuro respirabile alle comunit\u00e0 urbane italiane e siciliane.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Per saperne di pi\u00f9<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il termine <strong>albedo<\/strong> (dal latino <em>albedo<\/em>, &#8220;bianchezza&#8221;) indica il <strong>potere riflettente<\/strong> di una superficie, ovvero la percentuale di radiazione solare che viene riflessa rispetto a quella che colpisce la superficie stessa. Si misura su una scala da 0 (superficie che assorbe tutta la luce) a 1 o 100% (superficie che riflette tutta la luce).&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Ing. Francesco Cancellieri&nbsp;<\/strong><\/em><em>\u2013 Presidente AssoCEA Messina APS e&nbsp;Responsabile Nazionale Area Tematica SIGEA-APS \u201cPaesaggi, Aree Naturali Protette e Rete Natura 2000\u201d<\/em> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liberare strade e parcheggi dall&#8217;asfalto \u00e8 un obiettivo tecnicamente ed economicamente sostenibile ed \u00e8 l\u2019investimento pi\u00f9 efficiente per la salute pubblica, la sicurezza idraulica, il [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18644,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[1374],"tags":[4031],"class_list":["post-18642","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-citta-e-verde-urbano","tag-dapavimentazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18642","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18642"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18642\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18644"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}