{"id":18651,"date":"2026-07-26T06:00:00","date_gmt":"2026-07-26T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18651"},"modified":"2026-07-29T19:32:54","modified_gmt":"2026-07-29T17:32:54","slug":"bill-gates-giu-le-mani-da-ostuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/07\/bill-gates-giu-le-mani-da-ostuni\/","title":{"rendered":"\u00a0Bill Gates, gi\u00f9 le mani da Ostuni!"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Un mega resort minaccia 8 km di costa: ambientalisti ricorrono al Tar<\/em><\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<p><em>Di Salento Europe Hub APS<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La costa di Ostuni \u00e8 un paradiso naturale e paesaggistico di inestimabile valore, incastonato nella nostra Puglia, che rappresenta non solo un patrimonio condiviso inestimabile, ma anche&nbsp;un ecosistema fragile e uno spazio vitale che definisce l&#8217;identit\u00e0 della nostra comunit\u00e0. Oggi questo gioiello del Mediterraneo \u00e8 minacciato dalla costruzione di un <strong>mega-resort di lusso nell&#8217;area incontaminata di Mogale<\/strong>, a firma della <strong>multinazionale Four Seasons<\/strong>, di cui Bill Gates \u00e8 uno dei principali azionisti: <strong>quasi 9 ettari di costa vergine, destinati a essere cementificati per ospitare decine di fabbricati e piscine private che distruggeranno la macchia mediterranea e altereranno il delicato sistema delle &#8220;lame&#8221;<\/strong> (canali naturali di deflusso delle acque), <strong>aumentando il rischio idrogeologico<\/strong>. Tutto questo aggravato dal tentativo di aggirare la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) sfruttando le procedure accelerate governative.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto di Mogale (un investimento da circa <strong>100 milioni di euro<\/strong>) rappresenta una grave <strong>forzatura istituzionale<\/strong>, andata avanti scavalcando i pareri contrari degli Enti Locali, della Regione Puglia e della Soprintendenza. Per aggirare la tutela paesaggistica e urbanistica, si \u00e8 fatto <strong>ricorso in maniera distorta all&#8217;Autorizzazione Unica ZES (Zona Economica Speciale)<\/strong>, strumento governativo nato per rilanciare le aree depresse (e non per autorizzare speculazioni immobiliari a danno delle coste).<\/p>\n\n\n\n<p>I promotori del progetto parlano di ricadute economiche positive, ma dobbiamo assolutamente cancellare tale falsa illusione, smascherando quello che \u00e8, a tutti gli effetti, un modello di &#8220;turismo estrattivo&#8221;. L&#8217;obiettivo di una simile operazione internazionale (guidata in questo caso da holding estere) consiste nel prelevare il valore unico del nostro paesaggio incontaminato per generare profitti destinati a finire altrove. Alla comunit\u00e0 locale, <strong>in cambio di una devastazione ambientale e di consumo di suolo irreversibili, rimarranno solo i costi sociali<\/strong>: aumento del traffico, pressione sulle infrastrutture e offerta di un&#8217;occupazione prevalentemente stagionale e precaria, non sufficiente a giustificare in alcun modo il sacrificio del territorio.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;intervento a Mogale rappresenta un preoccupante fenomeno di privatizzazione dello spazio. Stiamo assistendo alla creazione di una vera e propria <strong>&#8220;gated community&#8221;<\/strong>, un&#8217;enclave esclusiva per i super-ricchi. Una costa che fino a oggi ha rappresentato un &#8220;bene comune&#8221;, godibile da tutti, rischia di essere recintata, producendo segregazione spaziale. <strong>Il vero sviluppo sostenibile di questa zona si basa sull&#8217;inclusione, sull&#8217;agricoltura di qualit\u00e0 e su una fruizione lenta e diffusa del paesaggio, non sulla creazione di recinti per pochi privilegiati<\/strong> che stravolgono irrimediabilmente la Piana degli ulivi secolari e il litorale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il destino della nostra costa non pu\u00f2 essere deciso nelle stanze dei bottoni con procedure d&#8217;urgenza. Esistono alternative sostenibili che possono favorire lo sviluppo economico della zona senza distruggere il nostro patrimonio naturale. Piani di sviluppo che rispettino l&#8217;ambiente possono creare posti di lavoro e generare reddito senza compromettere la bellezza naturale che rende Ostuni un luogo unico al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo capitolo \u00e8 il <strong>ricorso presentato al Tar di Lecce da Legambiente, dal Libero Comitato per la salvaguardia dell\u2019habitat naturale della fascia costiera di Ostuni (Lesc) e dal Gruppo escursionistico speleologico ostunese (Geos)<\/strong>, che chiedono la sospensione degli atti autorizzativi. I ricorrenti chiedono al Governo centrale, al Commissario ZES e agli investitori di fare marcia indietro, e agli Enti locali (Comune e Regione) di non cedere a questa forzatura, difendendo fino all&#8217;ultimo grado di giudizio (come gi\u00e0 stanno facendo molte associazioni tramite il TAR) il nostro patrimonio ambientale.<br>Aiutaci a fermare questo modello distruttivo, <strong><a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/la-puglia-non-%C3%A8-in-vendita-fermiamo-il-resort-di-mogale\">firma la petizione<\/a><\/strong><strong>!<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fai sentire la tua voce per garantire che la costa di Ostuni rimanga di tutti!<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Salento Europe Hub APS<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nota: il 25 luglio 2026 la Regione Puglia ha comunicato l\u2019intenzione di costituirsi al fianco delle associazioni ambientaliste, nell\u2019ambito del ricorso al TAR; la presidenza della Regione Puglia ha dato mandato all&#8217;Avvocatura regionale di avviare l&#8217;iter per la costituzione dell&#8217;Ente &#8216;ad adiuvandum&#8217; nel giudizio.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un mega resort minaccia 8 km di costa: ambientalisti ricorrono al Tar. 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