{"id":18655,"date":"2026-07-27T00:15:48","date_gmt":"2026-07-26T22:15:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18655"},"modified":"2026-07-29T07:04:48","modified_gmt":"2026-07-29T05:04:48","slug":"favignana-sotto-assedio-quando-il-silenzio-diventa-complice-della-speculazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/07\/favignana-sotto-assedio-quando-il-silenzio-diventa-complice-della-speculazione\/","title":{"rendered":"Favignana sotto assedio: quando il silenzio diventa complice della speculazione"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>C\u2019\u00e8 un\u2019isola, nel cuore del Mediterraneo, dove il mare \u00e8 ancora cos\u00ec trasparente da sembrare vetro, dove le rocce bianche di tufo raccontano millenni di storia e dove la macchia mediterranea profuma ancora di libert\u00e0. \u00c8 Favignana, la \u201cfarfalla\u201d delle Egadi: la pi\u00f9 grande e conosciuta di un arcipelago che l\u2019UNESCO e l\u2019Unione Europea considerano tra i tesori naturalistici pi\u00f9 preziosi d\u2019Italia. Ma oggi su questa farfalla si sta chiudendo una rete fatta di cemento, di chioschi in legno destinati a non sparire pi\u00f9, di scavi abusivi e di autorizzazioni concesse nel modo pi\u00f9 insidioso possibile: col silenzio.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Giuseppe Nicoletti (Comitato \u201cSalviamo lo Stornello e le Egadi\u201d)<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un paradiso in vendita, un pezzo alla volta<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 una metafora, \u00e8 cronaca. Negli ultimi mesi la stampa locale e nazionale (da TP24 a La Stampa) ha raccontato quella che molti dei cittadini e amanti di Favignana chiamano ormai apertamente un <strong>\u201cassalto alla costa\u201d: centinaia di richieste di concessioni demaniali, una proliferazione di strutture ricettive e di manufatti \u201camovibili\u201d <\/strong>che spuntano sulla battigia come funghi dopo la pioggia, spesso in aree dove la legge impone il divieto assoluto di edificazione entro 150 metri dal mare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il problema non \u00e8 soltanto il numero, bens\u00ec il come<\/strong>. In assenza di un Piano Urbanistico Generale e di un Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo ancora da approvare definitivamente, molte di queste autorizzazioni nascono da un meccanismo tanto tecnico quanto pericoloso: il cosiddetto \u201c<strong>silenzio-assenso<\/strong>\u201d. In pratica, se le amministrazioni chiamate a esprimere un parere (Soprintendenza, Corpo Forestale, uffici ambientali) non rispondono entro i termini, il progetto si considera comunque approvato; come nel caso di <strong>Cala Pirreca<\/strong>, in cui il parere negativo della Soprintendenza \u00e8 arrivato con tre giorni di ritardo. Il NO, dunque, viene trasformato per legge in un s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, quando qualcuno esprime davvero un parere entro i tempi, ponendo prescrizioni precise (come l\u2019obbligo di smontare a fine stagione le strutture \u201ctemporanee\u201d), quelle <strong>prescrizioni sembrano rimanere lettera morta<\/strong>: chioschi e manufatti che dovrebbero sparire in inverno restano l\u00ec, mese dopo mese, trasformandosi di fatto in costruzioni permanenti su un litorale che, invece, dovrebbe restare libero e selvaggio. E non si tratta di un problema che riguarda solo chi ha ottenuto il titolo con il silenzio: anche laddove le autorizzazioni sono state rilasciate regolarmente, con tanto di VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale) e pareri espressi di Soprintendenza e Capitaneria di Porto, le prescrizioni pi\u00f9 elementari (niente scavi n\u00e8 movimenti di terra, smontaggio integrale a fine stagione) risultano sistematicamente disattese. Chi ha visitato di recente alcune localit\u00e0 simbolo dell\u2019isola (Cala Pirreca, Cala Rotonda, Punta Marsala, Punta Sottile, Torretta) racconta di scavi, movimenti di terra e fosse settiche interrate, <strong>in habitat che dovrebbero essere intoccabili<\/strong>, di veicoli a motore che attraversano aree dove il transito \u00e8 espressamente vietato per proteggere la fauna e la flora locali. Tutto questo in un territorio che non \u00e8 un lembo di costa qualunque: \u00e8 <strong>Rete Natura 2000, \u00e8 Zona Speciale di Conservazione, \u00e8 compreso nell\u2019Area Marina Protetta Isole Egadi (la riserva marina pi\u00f9 grande d\u2019Europa) ed \u00e8 sottoposto al Piano Paesaggistico regionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e9 il silenzio non pu\u00f2 valere come un s\u00ec<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un principio semplice, quasi di buon senso, che il diritto italiano ed europeo ripetono da decenni: quando in gioco ci sono l\u2019ambiente e il paesaggio, nessuno pu\u00f2 autorizzare tacendo. <strong>La legge lo dice a chiare lettere (il silenzio-assenso \u00e8 espressamente escluso nei procedimenti che riguardano il patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale)<\/strong> e la Corte di Giustizia dell\u2019Unione Europea lo ribadisce da oltre trent\u2019anni: qualunque intervento che possa incidere su un sito Natura 2000 dev\u2019essere sottoposto a una vera e propria valutazione, fatta da persone in carne e ossa che studiano il progetto, non a un termine che scade nell\u2019indifferenza generale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta di un cavillo per azzeccagarbugli. \u00c8 la differenza tra un ecosistema protetto sul serio e un altro protetto solo sulla carta. Perch\u00e9 una volta che una struttura \u201cstagionale\u201d non viene smontata, smette di essere temporanea: diventa, giuridicamente e concretamente, un abuso edilizio, sanzionabile come tale (lo dice una giurisprudenza ormai granitica della Cassazione penale). E un abuso edilizio su un tratto di costa vincolato non \u00e8 solo un problema di carte bollate: \u00e8 <strong>un pezzo di paesaggio sottratto per sempre alla collettivit\u00e0, un pezzo di natura che non torna indietro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un Comitato a difesa delle Egadi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Di fronte a questo scenario, un gruppo di cittadini e residenti dell\u2019arcipelago ha deciso di non stare a guardare. \u00c8 nato cos\u00ec il <strong>Comitato \u201cSalviamo lo Stornello e le Egadi<\/strong>\u201d, costituito per tutelare l\u2019integrit\u00e0 ambientale, paesaggistica e identitaria di un territorio considerato come patrimonio comune, non come merce di scambio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Comitato, nato nel 2024 dalla mobilitazione spontanea di residenti preoccupati per la vendita di alcuni lotti agricoli in contrada Stornello, non \u00e8 nuovo a questa battaglia. <strong>Il progetto che aveva fatto scattare l\u2019allarme prevedeva l\u00ec una residenza turistico-alberghiera <\/strong>su un\u2019area di quasi 200.000 mq, con decine di unit\u00e0 abitative, corsi d\u2019acqua artificiali, piscine e un camminamento fino al mare: un\u2019opera che, secondo gli studi condotti in quell\u2019area da ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Ginevra e di Palermo, avrebbe compromesso un sito di eccezionale valore geologico e naturalistico, cruciale anche per la falda acquifera dell\u2019isola. Grazie alla pressione mediatica e al confronto diretto con la Soprintendenza, nell\u2019aprile 2025 la Struttura di Missione ZES della Presidenza del Consiglio <strong>ha bocciato definitivamente il progetto<\/strong>, dopo che gi\u00e0 Comune e Soprintendenza si erano espressi negativamente: una vittoria che il Comitato ha salutato come lo scampato pericolo di \u201cun danno incalcolabile\u201d per uno degli ultimi tratti di costa ancora intatti delle Egadi.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quella prima battaglia vinta \u00e8 nata la scelta di <strong>allargare lo sguardo a tutto l\u2019arcipelago<\/strong>: gi\u00e0 a marzo 2026 il Comitato aveva scritto al Comune di Favignana e agli enti regionali <strong>chiedendo una moratoria sulle nuove concessioni<\/strong>, in attesa dell\u2019approvazione dei piani urbanistici. Una richiesta rimasta, di fatto, senza vero seguito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 13 giugno 2026 il Comitato ha alzato il tono, affidandosi all\u2019avvocato Oscar Ferreri del Foro di Trapani per notificare una <strong>diffida e messa in mora formale a un fronte amplissimo di destinatari<\/strong>: il Comune di Favignana, l\u2019Assessorato regionale del Territorio e dell\u2019Ambiente, il Corpo Forestale della Regione Siciliana, la Capitaneria di Porto di Trapani, i Carabinieri (compreso il Nucleo Operativo Ecologico), la Questura, la Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani (con copia, per conoscenza, anche al Ministero dell\u2019Ambiente, all\u2019ISPRA, alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo e alle principali associazioni ambientaliste italiane, da Italia Nostra al WWF, da Legambiente al FAI).<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019atto, il Comitato <strong>chiede controlli sistematici su tutto l\u2019arcipelago, ispezioni invernali per verificare l\u2019effettivo smontaggio delle strutture stagionali, il riesame in autotutela dei titoli formatisi con silenzio-assenso, la sospensione di nuove autorizzazioni fino all\u2019approvazione dei piani urbanistici e l\u2019apertura di una verifica puntuale sulle valutazioni di incidenza ambientale <\/strong>mai davvero condotte. Un avvertimento netto chiude la diffida: in mancanza di riscontro entro trenta giorni, il Comitato si rivolger\u00e0 alla Procura della Repubblica, alla Procura della Corte dei Conti e alla stessa Commissione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>La notizia, raccontata da testate come la Sicilia, TP24 e ripresa dalla stampa nazionale, ha acceso i riflettori su una vicenda che molti dei cittadini e dei frequentatori di Favignana vivono ogni giorno sulla propria pelle: la sensazione di <strong>vedere scomparire, un tratto di costa alla volta, l\u2019anima selvaggia della propria isola<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 16 luglio La Stampa ha dedicato un ampio reportage alla vicenda, raccontando la \u201crivolta\u201d dei cittadini contro i chioschi che stanno spuntando sulla costa. A guidare il Comitato, riferisce il quotidiano, \u00e8 Monica Modica, ex assessore comunale, affiancata da Maria Guccione, ambientalista che anni fa si era gi\u00e0 battuta contro le trivellazioni petrolifere nel mare delle Egadi: per lei il silenzio-assenso, applicato in un contesto simile, \u00e8 a tutti gli effetti \u201cun mostro giuridico mirato a fare scempio del territorio\u201d. Sull\u2019isola, riporta ancora il giornale, c\u2019\u00e8 chi assicura che nessun controllo sia mai stato effettuato sul territorio, e circola persino il sospetto che tra i chioschi rimasti in piedi anche d\u2019inverno ve ne sia qualcuno riconducibile a soggetti vicini all\u2019amministrazione stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>La pressione, in ogni caso, ha gi\u00e0 prodotto un primo effetto concreto. Il 14 luglio, durante un consiglio comunale aperto, convocato per tracciare un bilancio di fine anno dell\u2019attivit\u00e0 della Giunta, il dibattito si \u00e8 spostato in larga parte sulla diffida e sulla tutela ambientale del litorale. Il sindaco Pagoto ha annunciato di avere gi\u00e0 trasmesso una nota al Demanio e alla Soprintendenza di Trapani, chiedendo una rivalutazione dei pareri rilasciati in passato proprio in relazione al mancato smontaggio stagionale e all\u2019uso del silenzio-assenso come prassi procedurale. Un primo passo che La Sicilia ha definito un vero e proprio cambio di rotta dell\u2019Amministrazione, ma che il giornale stesso segnala essere ancora \u201cun banco di prova\u201d: saranno le verifiche concrete, non gli annunci, a dire se seguiranno provvedimenti reali. Il Comitato, dal canto suo, ha ribadito in aula che i trenta giorni concessi con la diffida restano validi e che, in assenza di riscontri adeguati, \u00e8 pronto ad adire Procura della Repubblica, Corte dei Conti e Commissione Europea.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Alcuni casi concreti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Alle denunce pubbliche si \u00e8 affiancato un lavoro pi\u00f9 sotterraneo e puntuale. Tra maggio e luglio 2026 una rappresentante del Comitato si \u00e8 recata pi\u00f9 volte presso la Tenenza della Guardia di Finanza di Favignana per formalizzare <strong>esposti<\/strong> dettagliati, corredati di fotografie, determine dirigenziali, pareri e sentenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli esposti emergono casi concreti che danno un volto ai numeri della diffida. A <strong>Cala Pirreca<\/strong>, la societ\u00e0 Wild Srls ha realizzato una struttura di circa 600 mq nonostante il parere negativo della Soprintendenza (purtroppo arrivato in ritardo, tanto che la societ\u00e0 ha poi vinto il ricorso al TAR proprio per la tardivit\u00e0 del parere), che ne aveva escluso ogni collegamento con la fruizione del mare: infatti il mare non \u00e8 accessibile, la costa \u00e8 soggetta a dissesto idrogeologico e i manufatti sorgono in un\u2019area di assoluta inedificabilit\u00e0 entro i 150 metri dalla battigia. Da segnalare, inoltre, che il parere n. 33\/2024 del Comune di Favignana vietava espressamente \u201cla realizzazione di scavi e movimenti terra sul sito al fine di non arrecare nocumento ai limitrofi habitat 6220* e 1240\u201d: gli stessi habitat prioritari che la normativa europea considera meritevoli della massima protezione. Nonostante ci\u00f2, il sito sarebbe stato interessato dall\u2019interramento di una fossa biologica settica, dalla realizzazione di una vasca a tenuta stagna e della relativa tubazione in PVC, oltre che dal passaggio sistematico di veicoli a motore in un\u2019area dove il transito \u00e8 espressamente vietato per tutelare l\u2019habitat.<\/p>\n\n\n\n<p>A <strong>Cala Rotonda<\/strong>, la societ\u00e0 Pura Vida Srl ha realizzato diverse strutture su terreno privato vincolato dal Piano Paesaggistico, proprio attraverso il meccanismo del silenzio-assenso. A <strong>Punta Marsala<\/strong>, un manufatto della ditta individuale di Gianni Tortorici, autorizzato a condizione di non effettuare scavi n\u00e9 movimenti di terra, \u00e8 invece sorto proprio a seguito di scavi, documentati fotograficamente. Sempre secondo l\u2019esposto, a Pozzo Ponente (Punta Sottile) un\u2019attivit\u00e0 simile risulterebbe riconducibile alla moglie di un consigliere comunale di maggioranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Comitato segnala inoltre altre situazioni analoghe (dalla Torretta allo Scalo Cavallo, fino a Casa Matta) e mette in guardia su un\u2019ulteriore serie di istanze ancora in itinere, non ancora edificate, che riguardano Cala Azzurra, Cala Trapanisa e Cala Rossa: tutte soggette, per espressa prescrizione, all\u2019obbligo di smontaggio integrale a fine stagione, \u201csenza che nulla (plinti prefabbricati, impianti idrici ed elettrici compresi) possa rimanere in loco\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono circostanze, va ribadito, ancora al vaglio degli inquirenti e delle autorit\u00e0 competenti ma che, se confermate, disegnano un quadro inquietante: non episodi isolati, ma un metodo che si ripete, sito dopo sito, sfruttando proprio le smagliature di un sistema autorizzativo che dovrebbe essere il pi\u00f9 rigoroso d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda, del resto, non \u00e8 passata inosservata nemmeno a Roma: due interrogazioni parlamentari (una dell\u2019On. Cristina Ciminnisi, sull\u2019allarme per la pressione antropica nelle Egadi, e una della deputata Ida Carmina, sulle opere in prossimit\u00e0 del demanio marittimo e sui controlli assenti) segnalano che il caso Favignana ha ormai varcato i confini dell\u2019isola.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un mare che non si vende<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019ultima immagine, meno giuridica ma altrettanto eloquente, che aiuta a capire cosa si rischia di perdere. Proprio nei giorni in cui la diffida del Comitato finiva sui giornali, nelle sale cinematografiche usciva <strong>Odissea di Christopher Nolan, girato in parte proprio a Favignana<\/strong>. L\u2019autore e regista Emanuele Mercurio, che ha fatto la comparsa nel film, ha raccontato sulla rivista Lucy il proprio ritorno sull\u2019isola di famiglia: un racconto intimo che, tra le righe, descrive un\u2019isola sempre pi\u00f9 trasformata in semplice sfondo da fotografare, dove il turismo mordi-e-fuggi ha svuotato botteghe e relazioni, e dove capitali esterni acquistano case e fondi commerciali per trasformarli in strutture pensate solo per i turisti di passaggio, lasciando l\u2019isola desolata non appena arrivano i primi temporali d\u2019autunno. \u00c8 la stessa dinamica, raccontata con altre parole, che il Comitato denuncia nelle sedi istituzionali: un territorio che rischia di smettere di essere un luogo vissuto per diventare soltanto un\u2019immagine da consumare \u2014 e da vendere, un pezzo alla volta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le Egadi non sono un catalogo di lotti edificabili. Sono un ecosistema che ha impiegato migliaia di anni per raggiungere l\u2019equilibrio che oggi rischia di essere spezzato in pochi anni di autorizzazioni facili<\/strong>. Sono le calette dove i bambini imparano a nuotare, la macchia dove nidificano specie protette, il mare che d\u00e0 da vivere ai pescatori, prima ancora che ai turisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Difendere Favignana dal cemento travestito da provvisorio, dal silenzio travestito da consenso, \u00e8 oggi un\u2019emergenza e un dovere collettivo, sancito ormai anche dalla nostra Costituzione che, dal 2022, tutela espressamente l\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi \u201canche nell\u2019interesse delle future generazioni\u201d. Perci\u00f2 la battaglia del Comitato \u201cSalviamo lo Stornello e le Egadi\u201d \u00e8 battaglia di tutti. Perch\u00e9 ogni volta che si lascia correre un abuso in un angolo di paradiso, si crea il precedente per il prossimo. E perch\u00e9 (come ricorda chi da mesi si batte per questa terra) ci\u00f2 che viene perso oggi potrebbe non tornare mai pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le Isole Egadi non sono una merce. Difendiamole, prima che sia troppo tardi<\/strong>.        <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Firma la Petizione <\/strong>\u00b7 Salviamo le coste delle Egadi dalle speculazioni &#8211; Italia \u00b7 Change.org\u00a0<a href=\"https:\/\/share.google\/6qdimgRt4sIk4QqP4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>https:\/\/share.google\/6qdimgRt4sIk4QqP4<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Fonti principali<\/em><\/strong><em>: diffida e messa in mora del Comitato \u201cSalviamo lo Stornello e le Egadi\u201d (13 giugno 2026); verbali di ricezione esposto orale acquisiti dalla Guardia di Finanza \u2013 Tenenza di Favignana (21 maggio, 2 luglio e ulteriore integrazione 2026); Trapanisi (13 luglio 2026), rassegna stampa ANSA (17 aprile 2025), TP24 (16 luglio 2026), La Stampa (16 luglio 2026), La Sicilia (15 luglio 2026), Egadi C\u2019\u00e8 (luglio 2026), CORE TV (18 luglio 2026), la Repubblica (29 aprile 2026); Emanuele Mercurio, \u201cHo fatto la comparsa per l\u2019Odissea di Nolan (e ho ritrovato la mia Itaca)\u201d, Lucy, 16 luglio 2026<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un\u2019isola, nel cuore del Mediterraneo, dove il mare \u00e8 ancora cos\u00ec trasparente da sembrare vetro, dove le rocce bianche di tufo raccontano millenni di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18656,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,3865,1351,20],"tags":[],"class_list":["post-18655","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-coste","category-paesaggio-tematiche","category-sicilia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18655","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18655"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18655\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18655"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18655"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18655"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}