{"id":18657,"date":"2026-07-27T00:29:11","date_gmt":"2026-07-26T22:29:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18657"},"modified":"2026-07-29T19:33:20","modified_gmt":"2026-07-29T17:33:20","slug":"linizio-di-una-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/07\/linizio-di-una-fine\/","title":{"rendered":"L\u2019inizio di una fine"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>\u00c8 stato recentemente pubblicato il nuovo libro di Frederick Bradley che ripercorre, in chiave autobiografica, la trasformazione di Porto Pino, da territorio vergine a meta turistica.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Fino agli anni \u201960 del secolo scorso <strong>Porto Pino<\/strong> era la frontiera remota di una Sardegna ancora semisconosciuta. Poi, sulla traccia segnata dall\u2019Aga Khan con la creazione della Costa Smeralda, anche questa zona fu al centro di <strong>interessi immobiliari che modificarono profondamente il territorio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore, in un\u2019appassionata narrazione autobiografica ripercorre le ragioni e le dinamiche di quel cambiamento vissuto in parallelo con il passaggio dall\u2019infanzia all\u2019et\u00e0 adulta e alla conseguente\u00a0elaborazione delle esperienze emotive giovanili in un consolidato pensiero critico. Una trasformazione affrontata prima con spirito pionieristico, e poi sempre pi\u00f9 accompagnata dalla consapevolezza di assistere a un\u2019involuzione che avrebbe trasformato un territorio vergine e ricco di storia in una terra di conquista, preludio dell\u2019attuale Porto Pino turistica.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"435\" height=\"654\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BlogSiP_Bradley_IniziodiUnaFine_copertina.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18659\" style=\"width:298px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BlogSiP_Bradley_IniziodiUnaFine_copertina.jpg 435w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BlogSiP_Bradley_IniziodiUnaFine_copertina-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 435px) 100vw, 435px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><br>La narrazione si articola in <strong>tre parti<\/strong> che corrispondono ad altrettante fasi cronologiche dello sviluppo del territorio come l\u2019autore le ha vissute in prima persona: Terra di frontiera, Terra di conquista e Terra di turismo. Nella prima parte si evidenziano i caratteri di un territorio assolutamente naturale in grado di attrarre pochi pionieri. Nella seconda parte si assiste all\u2019avvio dello sfruttamento immobiliare del territorio per puro interesse economico. Nella terza parte infine si mette in luce come lo sviluppo socio- economico segua i classici canoni del turismo balneare fine a s\u00e9 stesso, caratterizzato dalla comparsa dell\u2019overtourism: un\u00a0 percorso destinato a pregiudicare la qualit\u00e0 ambientale e con essa le potenzialit\u00e0 di una crescita basata su un modello economico alternativo e sostenibile.<br>Bench\u00e9 specifica per la zona di Porto Pino l\u2019evoluzione del territorio e delle sue condizioni socio-economiche segue uno schema analogo a quello che ha interessato importanti luoghi paesaggisticamente rilevanti come ad esempio le 5 Terre, la Val d\u2019Orcia e San Gimignano.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il bello di questo scritto \u00e8 che pu\u00f2 toccare alcuni e condurli su un percorso, com\u2019 \u00e8 in genere per il fascino che la letteratura \u00e8 in grado di gettare sul mondo <\/em>(Gabriele Paolinelli<strong> &#8211; <\/strong>Docente di Architettura del paesaggio, Universit\u00e0 di Firenze).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stato recentemente pubblicato il nuovo libro di Frederick Bradley che ripercorre, in chiave autobiografica, la trasformazione di Porto Pino, da territorio vergine a meta [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18660,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,3936,114],"tags":[],"class_list":["post-18657","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-paesaggio","category-pubblicazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18657","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18657"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18657\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18657"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18657"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18657"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}