{"id":18695,"date":"2026-08-06T16:03:42","date_gmt":"2026-08-06T14:03:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18695"},"modified":"2026-08-10T07:20:44","modified_gmt":"2026-08-10T05:20:44","slug":"pnrn-la-posizione-dellanci-indebolisce-le-tutele-per-il-verde-e-gli-ecosistemi-urbani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/08\/pnrn-la-posizione-dellanci-indebolisce-le-tutele-per-il-verde-e-gli-ecosistemi-urbani\/","title":{"rendered":"PNRN, la posizione dell\u2019ANCI indebolisce le tutele per il verde e gli ecosistemi urbani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-highlight-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-aaa9742d7aba399df412fcf3d0e870f1\"><strong><em>Il Forum Salviamo il Paesaggio considera il Piano Nazionale di Ripristino della Natura un elemento fondativo delle politiche ambientali del nostro Paese, perch\u00e9 deve tradurre gli obiettivi del Regolamento europeo 2024\/1991 in misure concrete, verificabili e capaci di incidere sulle trasformazioni territoriali.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per questo abbiamo letto con forte preoccupazione il <a href=\"https:\/\/anci.lombardia.it\/dettaglio-news\/202684838-piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-le-proposte-di-modifica-di-anci-alla-bozza-del-piano\/\">documento <strong>inviato dall\u2019ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) <\/strong>al MASE e pubblicato il 4 agosto<\/a>, a pochi giorni dalla trasmissione del Piano alla Commissione europea, con il quale viene proposta una profonda riscrittura delle misure dedicate agli <strong>ecosistemi urbani<\/strong>.<br><a href=\"https:\/\/anci.lombardia.it\/documenti\/23828-documento-richiesta-modifiche-PNR-3.8.26.pdf\">ANCI dichiara di voler evitare che il PNRN introduca prescrizioni, vincoli o effetti conformativi non espressamente previsti dal Regolamento europeo<\/a> e <strong>propone di rinviare l\u2019individuazione delle misure e degli interventi a un successivo processo <\/strong>di ricognizione, verifica, programmazione, pianificazione e monitoraggio, da attuare attraverso gli ordinari strumenti regionali e comunali.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune osservazioni meritano un approfondimento: la bozza del Piano contiene formulazioni che possono richiedere maggiore precisione giuridica, soprattutto per evitare automatismi e prescrizioni uniformi applicate a realt\u00e0 territoriali molto diverse.<br><strong>Le modifiche proposte dall\u2019ANCI, tuttavia, vanno ben oltre una revisione tecnica, prevedono di eliminare o ridimensionare proprio le misure che dovrebbero impedire nuove perdite di suolo, spazi verdi e copertura arborea<\/strong>, rinviando la tutela a successive fasi di pianificazione e programmazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Particolarmente grave appare il ridimensionamento del ruolo attribuito a ISPRA.<\/strong><br>Le proposte ANCI colpiscono infatti il nucleo delle misure tecnico-operative predisposte dall\u2019Istituto legato alla salvaguardia degli spazi verdi e della copertura arborea, alla protezione dei suoli non artificializzati, al monitoraggio annuale, alla rendicontazione comunale, all\u2019integrazione con gli strumenti urbanistici, alla compensazione delle perdite e valutazione dei servizi ecosistemici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ANCI propone inoltre di trasferire al MASE il coordinamento del monitoraggio degli ecosistemi urbani, oggi impostato come attivit\u00e0 annuale di ISPRA <\/strong>e basato sull\u2019integrazione dei dati Copernicus e IRIDE. Il nuovo sistema verrebbe definito attraverso un protocollo da predisporre entro ventiquattro mesi dall\u2019approvazione del Piano, d\u2019intesa con Regioni e Province autonome e previo confronto con ANCI.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il <strong>rapporto annuale<\/strong> previsto da ISPRA, contenente dati relativi a ciascun Comune e accessibile pubblicamente, verrebbe sostituito da un rapporto \u201cperiodico\u201d, privo dunque di una scadenza precisa, con funzione prevalentemente conoscitiva e senza effetti diretti sulla pianificazione.<br>Per il Forum Salviamo il Paesaggio \u00e8 invece <strong>essenziale tutelare e rafforzare il ruolo tecnico, scientifico e indipendente di ISPRA<\/strong>, evitando che venga svuotato attraverso il trasferimento delle sue funzioni a una sede prevalentemente politico-istituzionale e concertativa.<br>La cooperazione con il MASE, le Regioni e i Comuni \u00e8 necessaria, ma non pu\u00f2 sostituire l\u2019autonomia della valutazione scientifica, l\u2019uniformit\u00e0 nazionale dei dati e la capacit\u00e0 di rendere pubblicamente verificabili perdite e incrementi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-8b9c7a1df2bcdf9361b969ce98b2b5c8\"><strong><em>Il rischio di un Piano che registra le perdite, ma non le impedisce<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il monitoraggio e il coinvolgimento degli enti territoriali sono indispensabili, ma <strong>conoscere una perdita non significa prevenirla<\/strong>. Nel tempo necessario per definire protocolli, completare ricognizioni, aggiornare banche dati e predisporre nuovi strumenti potrebbero continuare l\u2019impermeabilizzazione dei suoli, l\u2019attuazione di previsioni edificatorie, l\u2019abbattimento delle alberature e la trasformazione delle aree verdi.<br><strong>Senza adeguate salvaguardie transitorie, il PNRN rischierebbe di certificare danni gi\u00e0 avvenuti<\/strong>, quando intervenire sarebbe molto pi\u00f9 difficile e costoso.<br>La questione non \u00e8 difendere ogni formulazione della bozza, ma evitare che la correzione delle criticit\u00e0 si traduca nello svuotamento del Piano e che la necessaria concertazione istituzionale prevalga sui dati, sulle evidenze scientifiche e sull\u2019urgenza di prevenire trasformazioni irreversibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-165046b663ceab68b08949beaad10845\"><strong><em>Il ruolo dei Comuni nella crisi climatica<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa posizione appare ancora pi\u00f9 preoccupante in un momento in cui <strong>Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica<\/strong>, ha richiamato con forza la responsabilit\u00e0 delle istituzioni nell\u2019affrontare la crisi climatica, nel suo editoriale del 1\u00b0 agosto, Il nostro futuro non sar\u00e0 migliore.<br>La scienza, secondo la sua efficace metafora, \u00e8 come i fari di un\u2019automobile nella notte: illumina la strada, ma chi guida resta responsabile di non finire fuori strada.<br><strong>Gli scienziati misurano i fenomeni e indicano i rischi. Le istituzioni devono trasformare quelle conoscenze in decisioni.<\/strong> Le citt\u00e0 sono la prima linea: \u00e8 nelle strade, nelle piazze e nei quartieri densamente costruiti che il caldo colpisce pi\u00f9 duramente e che l\u2019impermeabilizzazione del suolo amplifica gli effetti delle precipitazioni intense.<br>I sindaci dispongono di strumenti concreti: possono incidere attraverso la pianificazione urbanistica, i regolamenti edilizi, la gestione del verde pubblico, gli spazi comuni e il patrimonio comunale. Non decidono da soli le emissioni globali, ma decidono cosa si costruisce, dove, a quali condizioni e con quale tutela del suolo e degli alberi.<br>Proprio <strong>per questo ci si aspetterebbe dall\u2019ANCI un contributo volto a rendere le misure di salvaguardia realistiche, proporzionate e applicabili<\/strong>, non una richiesta che rischia di comprometterne l\u2019efficacia e di indebolire il soggetto tecnico nazionale chiamato a misurarne i risultati.<br><strong>Siamo stupiti che un quadro di richieste cos\u00ec esteso finisca per configurarsi come un vero e proprio attacco al ruolo di ISPRA<\/strong> e che tale iniziativa provenga proprio dall\u2019associazione rappresentativa dei Comuni, cio\u00e8 dalle istituzioni che dovrebbero svolgere un ruolo decisivo nella tutela del suolo, degli alberi e degli ecosistemi urbani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-2e2db83ffbe6a4e275d33395efc89777\"><strong><em>Che cosa deve essere conservato<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il PNRN deve mantenere una concreta capacit\u00e0 di prevenzione<\/strong>. Occorre conservare la salvaguardia contro le trasformazioni pi\u00f9 rilevanti e irreversibili, fondata su dati validati e accompagnata da procedure motivate di deroga.<br>Deve restare un collegamento effettivo tra gli obiettivi del Piano e gli strumenti urbanistici, perch\u00e9 \u00e8 proprio attraverso piani, varianti, permessi e opere pubbliche che si producono le perdite di suolo e natura urbana.<br>Deve inoltre essere garantito un monitoraggio almeno annuale, pubblico e accessibile anche a scala comunale, affidando a ISPRA un ruolo tecnico centrale nella raccolta, validazione, interpretazione e pubblicazione dei dati. Le procedure di VAS e VIA devono considerare gli effetti su spazi verdi, copertura arborea e permeabilit\u00e0 del suolo.<br>Va infine mantenuto il principio secondo cui le trasformazioni devono prima evitare e ridurre la perdita e, solo quando ci\u00f2 non sia possibile, prevedere ripristini e compensazioni ecologicamente efficaci e territorialmente eque. Chi produce una perdita non pu\u00f2 trasferirne integralmente i costi sulla collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-b199dc1795a56310811fde235d37ea94\"><strong><em>Il principio di non regressione<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio ritiene che ogni revisione del PNRN debba rispettare il principio di non regressione.<br><strong>Le misure possono e devono essere corrette quando risultano sproporzionate, incerte o difficilmente applicabili, ma la loro modifica non pu\u00f2 determinare un arretramento del livello di tutela<\/strong> n\u00e9 cancellare strumenti preventivi senza sostituirli con soluzioni di efficacia almeno equivalente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-highlight-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-0f1b0abbe18ae49f867f8cacaa0359d8\"><strong>La nostra posizione \u00e8 quindi chiara:<br>correggere le misure, renderle pi\u00f9 solide e applicabili, ma conservarne la capacit\u00e0 di proteggere il suolo, gli alberi e gli spazi verdi prima che vengano perduti, tutelando al tempo stesso il ruolo tecnico e indipendente di ISPRA.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Regolamento europeo chiede risultati concreti entro scadenze precise, non tavoli e procedure.<br>Un Piano che rinvia a domani le decisioni necessarie per impedire le perdite di oggi implica che arriveremo al 2030 con meno suolo, meno alberi e meno natura da proteggere e ripristinare. E non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo, ce lo confermano le nostre giornate sempre pi\u00f9 roventi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Jasmine La Morgia, Responsabile campagna #RipristiniamolaNatura<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Forum Salviamo il Paesaggio considera il Piano Nazionale di Ripristino della Natura un elemento fondativo delle politiche ambientali del nostro Paese, perch\u00e9 deve tradurre [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18696,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[43],"tags":[3156],"class_list":["post-18695","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leggi-e-piani-regolatori","tag-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18695","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18695"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18695\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18696"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}